A piedi con la pellicola

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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-MarcoN-
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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda -MarcoN- » 24/08/2018, 0:01

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Questa è la tua opinione (proprio per questo dico che è una questione "opinabile"...!). Tuttavia mi pare che il tuo discorso abbia un senso puramente logico, ma non pratico. Se tu VUOI che i tuoi file restino ai posteri, li trasmetti in qualche modo, allo stesso modo che con i negativi. Se lavori con la fotografia, fai in modo che il tuo file possa essere sempre reperibile.
Le foto-ricordo del nonno estinto, se desidero tenerle, le tengo, che siano file o negativi. Se sono file, tra l'altro, è anche più facile, xè basta aprirli. Se sono negativi, la trafila è più complessa. Inoltre il negativo, soprattutto se non conservato bene, se non di un tipo particolarmente resistente, dopo 50 anni avrà subito alcuni deterioramenti. Certo non sarà svanita del tutto l'immagine, ma qualcosa avrà perso, mentre il file digitale resta una perenne identica serie di 1001110100111011101101...
Siamo nel 2018, nel 1988, 30 anni fa (ma anche 40...), si producevano dei file che i computer ancora possono aprire senza il minimo problema, non si capisce per quale oscuro motivo si possa pensare che fra 50 anni il .raw o.jpeg diventino una sorta di fossile... sono speculazioni, fantasie, mi sembra che il problema non si ponga realmente. Se poi parliamo di utilizzo professionale della fotografia (matrimoni, sport, ecc..) ripeto, non c'è questione....
Questa è la mia opinabile opinione.
Quello che mi piacerebbe è che la fotografia analogica recuperasse un'identità che non si esprima esclusivamente attraverso l'opposizione al digitale, attraverso opinabili osservazioni di supposta migliore qualità, ma come una disciplina che ha delle indipendenti caratteristiche espressive, procedurali, culturali, psicologiche, linguistiche, eccetera.


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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda ammazzafotoni » 24/08/2018, 0:05

Dovrebbe perlopiù la fotografia digitale, venuta dopo, esprimersi non per opposizione a quella analogica.
"Si risparmia" ed "è più facile" non mi sembrano concetti assai elevati.



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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda -MarcoN- » 24/08/2018, 0:05

ammazzafotoni ha scritto:@-Marcon-, capisco poco la questione soldi, appunto per quanto da te detto.
Col digitale si risparmia e il cliente paga uguale. Ergo, se usi il digitale solo per risparmiare sei un mercante; nulla di male, eh, si guadagna di più e ci si sbatte di meno, e almeno si sopravvive.


Se uno deve campare della sua professione, dovrà pure fare i conti con le cosiddette "leggi di mercato": questo secondo me non fa di un professionista un mercante.


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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda -MarcoN- » 24/08/2018, 0:09

ammazzafotoni ha scritto:Dovrebbe perlopiù la fotografia digitale, venuta dopo, esprimersi non per opposizione a quella analogica.
"Si risparmia" ed "è più facile" non mi sembrano concetti assai elevati.


Ah, quindi è chiaro: il punto è che la fotografia digitale è una maleducata... e non porta rispetto per quelli venuti prima... Bisognerebbe che qualcuno glie lo dicesse, una buona volta! :))


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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda ammazzafotoni » 24/08/2018, 0:14

-MarcoN- ha scritto:
ammazzafotoni ha scritto:Dovrebbe perlopiù la fotografia digitale, venuta dopo, esprimersi non per opposizione a quella analogica.
"Si risparmia" ed "è più facile" non mi sembrano concetti assai elevati.


Ah, quindi è chiaro: il punto è che la fotografia digitale è una maleducata... e non porta rispetto per quelli venuti prima... Bisognerebbe che qualcuno glie lo dicesse, una buona volta! :))
Evidentemente non hai compreso, avendo io usato il tuo stesso paragone.
Riguardo al mercanteggio, in cui, ripeto, non c'è nulla di male: se puoi teovare clienti disposti a spendere tanto per l'analogico che già praticavi, perché evitarli?
Se però non ne trovi facilmente (cosa molto probabile) o sei "nato col digitale" è un'altra storia (eppure quanti "passano dall'analogico" per moda? E non c'è granché do male, anzi...)



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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda NikMik » 24/08/2018, 0:17

Il problema della durata dei file esiste ed è ben presente anche ai guru del digitale.
Esempio personale: la mia tesi di laurea del 1997 è conservata in un floppy disc che non entra in nessun computer attuale ed è comunque scritta in un programma oggi non più esistente che non girerebbe in nessun sistema operativo. E sono passati solo vent'anni...
Potremmo parlare a lungo di questo problema.
A questo link si trovano considerazioni sul tema fatte da uno dei fondatori di Google.
http://www.ilsecoloxix.it/Facet/amp/Uui ... egolle.xml



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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda -MarcoN- » 24/08/2018, 0:26

Ma si, però anche la tesi avrebbe potuto essere trasportata su altro hard disk, e il file opportunamente convertito in formati più facilmente recuperabili.
Io col mio computer riesco ad aprire file di testo creati originariamente con WordStar negli anni 80. Volendo si può, dovendo soprattutto. Per questo dico che è opinabile... che insomma non è una “verità” granitica che i fotografi digitali si ostinano ottusamente a non capire... è un rischio, che si può tranquillamente arginare.


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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda Elmar Lang » 24/08/2018, 9:01

Che bello, è da un po' che qui non si scatenava una bella discussione foto all'argento vs. foto numerica.

Giusto per tirare le somme, e lo dico da anche-utente-"digitale", qual'è la differenza tra i due sistemi?

Semplice: la fotografia chimica, su pellicola, è nettamente superiore a quella numerica. Senza se e senza ma. Lo è per la sua storia, per ciò che ha rappresentato e rappresenta tutt'ora, perché nonostante le fosche previsioni, resiste ed è pure in ripresa, nonostante oggi si "diventi fotografo" (lo dice la pubblicità!) anche col più stracciato telefonino.

Ed anche perché, volendo, da una foto "tradizionale" (su negativo o stampata) si possono trarre buone copie elettroniche su file, mentre l'inverso, produce spesso schifezze dalla durata risibile.
La fotografia tradizionale è pure economica, perché anche uno squattrinato può farsi una "entry level" di pregio, magari pure con un paio di ottiche ed una tank, magari pure quella usata, spesso te la buttano dietro.
La pellicola (che a sprecarla, costa), insegna anche a trattenersi dalla "raffica", dal "selfie compulsivo" e dalla indecente moda di fotografare tutto ciò che al ristorante ci mettono nel piatto...


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda NikMik » 24/08/2018, 9:41

-MarcoN- ha scritto:Ma si, però anche la tesi avrebbe potuto essere trasportata su altro hard disk, e il file opportunamente convertito in formati più facilmente recuperabili.
Io col mio computer riesco ad aprire file di testo creati originariamente con WordStar negli anni 80. Volendo si può, dovendo soprattutto. Per questo dico che è opinabile... che insomma non è una “verità” granitica che i fotografi digitali si ostinano ottusamente a non capire... è un rischio, che si può tranquillamente arginare.


Sì, ma stai ragionando su tempi diversi. I files vanno convertiti e trasferiti sempre su nuovi supporti per sopravvivere. Il negativo resta lì. Personalmente posso anche preoccuparmi di sbattermi fra computer e hard disk per trasferire e ordinare i miei files, ma dopo di me chi saprà o vorrà farlo? E in ogni caso la maggior parte già ora non se ne cura e non fa copie di riserva. Conosco chi ha perduto tutte le foto dei figli piccoli scassando un hard disk o perdendo un cellulare. Tutta la memoria delle famiglie già ORA si sta perdendo a causa di cattiva archiviazione. Ma su tempi lunghi sarà una catastrofe.
La cialtroneria esisteva anche prima: certi ritiravano le foto al negozio e buttavano i negativi. Ma anche così le stampe le metteva nell'album ed esistono ancora.
Mio nonno ha lasciato un archivio di fotografie della guerra di Etiopia (1935-36). Se avesse lasciato un hard disk? Se io lasciassi in eredità i ricordi di famiglia in un hard disk, pensi che fra ottant'anni qualcuno potrà vederli?
Ripeto: questo è un problema molto serio e conosciuto. L'unico modo di preservare i files per il futuro (futuro!) è fare buone stampe. Ma quanti lo fanno?
I miei negativi invece saranno lì e chi vorrà potrà (anche attraverso scansione in digitale) ristamparli come vorrà, se lo vorrà.



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Re: A piedi con la pellicola

Messaggioda Elmar Lang » 24/08/2018, 10:18

Devo dire che quando morì improvvisamente mio nonno materno nel '79, quando arrivai a casa sua con i miei, era già all'opera suo fratello, arrivato dalla Baviera, che aveva caricato in auto un sacco di roba, compreso il Durst Laborator. Mia mamma e suo fratello erano molto "disappointed" per la situazione.
Io ero simpatico allo zio e non ebbe cuore di portarsi via il corredo Contax a telemetro, anche perché, valigetta e tutto erano in una scatola con scritto "per Enzo". Con scatto felino, "salvai" alcuni albums di foto, specie quelle dei concorsi, di suoi esperimenti e quelle scattate durante la Grande Guerra. I negativi, lo zio li aveva già buttati in un angolo del giardino, e bruciavano allegramente con gran fumo, assieme a cose che lui riteneva "unbrauchbar", dimenticando che tali decisioni sarebbero spettate a mia mamma ed a suo fratello...

Diciamo che la durata di foto tradizionali è influenzata da parecchi fattori, ma di suo, durerebbero secoli. E ci sono le prove.


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