filtro CPL

Discussioni sugli accessori per il formato 35mm

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Re: filtro CPL

Messaggioda Ottooooo » 11/04/2012, 23:48

io stavo anche valutando i cokin visto che potrei usarli su tutte le ottiche, costano poco e ci sono pure portafiltri compatibili... ma sono fragili e poi mi sono immaginato a girare con quell'accrocchio sulla macchina o a cambiare il filtro in velocità e mi sono detto: nooooo :P



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Re: filtro CPL

Messaggioda Silverprint » 12/04/2012, 0:06

Ottooooo ha scritto:Io stavo anche valutando i Cokin visto che potrei usarli su tutte le ottiche, costano poco e ci sono pure portafiltri compatibili... ma sono fragili e poi mi sono immaginato a girare con quell'accrocchio sulla macchina o a cambiare il filtro in velocità e mi sono detto: nooooo :P


Beh... I Cokin hanno altri problemi, la planarità e la lavorazione delle superfici che lascia a desiderare, ad esempio :-q , non il cambio filtro "in corsa" visto che si fa prima a sfilare che ad avvitare.

I filtri quadrati con montature "universali", come il sistema Lee (il più diffuso e completo) sono invece un'ottima scelta qualitativa. I filtri in gelatina sono relativamente economici e molto efficaci (non avendo i vetri sono anche migliori, di solito), anche se delicati. Per i filtri di uso più frequente, quindi soggetti ad usura, si può sempre optare per quelli in resina più robusti anche se costosi.
Il sistema è sicuramente piuttosto costoso, ma per chi ha un parco ottiche consistente e quindi vari diametri da accontentare alla fine è conveniente, non solo dal punto di vista qualitativo.


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Re: filtro CPL

Messaggioda zioAlex » 12/04/2012, 13:05

Silverprint ha scritto:
Ottooooo ha scritto:Io stavo anche valutando i Cokin visto che potrei usarli su tutte le ottiche, costano poco e ci sono pure portafiltri compatibili... ma sono fragili e poi mi sono immaginato a girare con quell'accrocchio sulla macchina o a cambiare il filtro in velocità e mi sono detto: nooooo :P


Beh... I Cokin hanno altri problemi, la planarità e la lavorazione delle superfici che lascia a desiderare, ad esempio :-q , non il cambio filtro "in corsa" visto che si fa prima a sfilare che ad avvitare.

I filtri quadrati con montature "universali", come il sistema Lee (il più diffuso e completo) sono invece un'ottima scelta qualitativa. I filtri in gelatina sono relativamente economici e molto efficaci (non avendo i vetri sono anche migliori, di solito), anche se delicati. Per i filtri di uso più frequente, quindi soggetti ad usura, si può sempre optare per quelli in resina più robusti anche se costosi.
Il sistema è sicuramente piuttosto costoso, ma per chi ha un parco ottiche consistente e quindi vari diametri da accontentare alla fine è conveniente, non solo dal punto di vista qualitativo.

ma il vetro non è + qualitativo della gelatina?


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Re: filtro CPL

Messaggioda Silverprint » 12/04/2012, 13:25

zioAlex ha scritto:Ma il vetro non è + qualitativo della gelatina?


Sicuramente, ma la gelatina c'è comunque! :))
I filtri sono un sandwick: vetro-gelatina-vetro. Quindi per quanto il vetro possa essere buono... ;)


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Re: filtro CPL

Messaggioda Ottooooo » 12/04/2012, 13:38

Leggevo sul sito della Hoya ieri che tra i pregi dei loro filtri ci sarebbe il fatto che non c'è la questione sandwich, ma è il vetro che è colorato http://www.hoyafilter.com/products/hoya/hoya-02.html



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Re: filtro CPL

Messaggioda Silverprint » 12/04/2012, 13:49

Ottooooo ha scritto:Leggevo sul sito della Hoya ieri che tra i pregi dei loro filtri ci sarebbe il fatto che non c'è la questione sandwich, ma è il vetro che è colorato http://www.hoyafilter.com/products/hoya/hoya-02.html


Questa è (o sembra) una cosa bella.
Uhmmm... :-? Però un concorrente di alto livello come Tiffen, critica l'uso del vetro colorato "nella massa" dicendo che si verificano spesso mancanze di uniformità di colore e densità. Usano vetro ottico di qualità e film controllati.
Formatt, un fabbricante top di gamma, usa anch'esso una tecnologia a sandwick (proprietaria nella tecnica di colorazione -resina e non film- ed incollaggio) col miglior vetro ottico (schott), criticando l'uso del vetro in pasta per la scarsa qualità del procedimento.
Lee, si limita a filtri in gelatina e resina e il vetro non lo mette proprio.
B+W (Schneider) usa vetro schott, trattato. Colorato in massa solo per il filtri di contrasto del BN.


Chi avrà ragione?

I polarizzatori comunque rimangono fatti a sandwick.
Sempre dal sito Hoya: "The only exceptions are Polarizer and Circular Polarizer filters. No matter the brand or quality, they all are made of a polarizing film, or a polarizing film and quarter wave plate in the case of the Circular Polarizer, sandwiched between two layers of glass."
Mi par di capire "tra le righe" che questa tecnologia (vetro colorato nella massa) sia riservata alla linea bianco e nero HMC. Cioè quella col trattamento antiriflesso.


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Re: filtro CPL

Messaggioda zioAlex » 12/04/2012, 15:58

Silverprint ha scritto:
zioAlex ha scritto:Ma il vetro non è + qualitativo della gelatina?


Sicuramente, ma la gelatina c'è comunque! :))
I filtri sono un sandwick: vetro-gelatina-vetro. Quindi per quanto il vetro possa essere buono... ;)

ho fatto una domanda extra! :)) senza volerlo ho dimenticato che si sta parlando di polarizzatori... :ymparty: ;)


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Re: filtro CPL

Messaggioda Ottooooo » 12/04/2012, 20:41

Silverprint ha scritto:Questa è (o sembra) una cosa bella.
Uhmmm... :-? Però un concorrente di alto livello come Tiffen, critica l'uso del vetro colorato "nella massa" dicendo che si verificano spesso mancanze di uniformità di colore e densità. Usano vetro ottico di qualità e film controllati.
...
Chi avrà ragione?


Magari dicono che la loro tecnica è a prova di bomba per una questione puramente commerciale e rivendono tutti i vetri con colore non uniforme ai cinesi. Questo spiegherebbe l'enorme disponibilità di filtri ultraeconomici in giro che a leggere le recensioni su internet presentano appunto praticamente sempre problemi di uniformità.
Poi sinceramente non capisco come possa essere stabilito che un sandwich sia meglio di un vetro colorato come tecnica...ora io non so quali macchinari utilizzino ma che sia vetro, resina o gelatina sempre di supporto neutro con pigmenti addizionati si tratta, e se mescoli male o i pigmenti si concentrano in qualche punto o il supporto risulta anche di poco più spesso in qualche area il cattivo risultato è scontato. Poi tutto il resto è fuffa... magari la Tiffen preferisce lavorare senza scarti prendendo gelatina già controllata e la Hoya si trova meglio rifondendo i vetri o vendendoli come seconda-terza scelta agli oem.



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Re: filtro CPL

Messaggioda Silverprint » 12/04/2012, 21:06

Vai a sape'... Boh?

Certamente gli "scarti" da qualche parte finiscono, anche se con le tecniche attuali gli scarti sono sempre meno.
Su cosa sia meglio, tra produzione a sandwick e colorato in massa (per quei filtri che così si possono fare) veramente non saprei, anche perché comunque tutto è un po' misterioso e poco spiegato.

Schott in effetti produce una gamma abbastanza vasta di filtri colorati in massa, per usi diversi. Il sito è molto completo e scientifico.
Insomma se li fanno loro, dovrebbero andare bene...

Nel costo del prodotto finito la differenza sicuramente notevole si ha tra cristallo ottico (magari con trattamento MC più o meno elaborato), lavorato a macchina, che è molto costoso e vetro float colato su bagno di stagno fuso che è molto economico (è quello delle finestre). È una differenza notevole e sicuramente in grado di essere visibile sulle immagini. Poi sul cristallo ottico si possono fare lavorazioni più o meno sofisticate, sia di finitura superficiale sia di post trattamento, senza dimenticare la selezione sul prodotto finito.

Insomma i motivi per la grande differenza di prezzi ci sono tutti, bisogna solo sincerarsi (e non è facile, perché più di tanto non dicono) di cosa sia stia effettivamente comprando.
Comunque la mia impressione è che tra un polarizzatore super-economico da 20 euro fatto con vetri float, montatura scarsa e polimero di scarsa qualità ed uno da 300 euro fatto con tutti crismi sia molto più onesto il produttore di quello caro che quello di quello economico (non mi stupirei che un buon cristallo ottico lavorato ai massimi livelli possa costare 100 volte più di un vetro float)


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