Debunking Cartier-Bresson

Scelte tecniche, stilistiche ed espressive dei maestri della fotografia, analisi delle loro opere e del contesto in cui operavano.

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Re: Debunking Cartier-Bresson

Messaggioda Silverprint » 22/11/2018, 12:43

tonyrigo ha scritto:Certo c'era chi usava la tecnica di esposizione zonale: ma solo per fare (e solo con il banco ottico) architettura, paesaggi o soprattutto fotografia industriale. Ma lì puoi sviluppare singolarmente ogni singola posa, con il banco ottico.

Mentre qui senza sistema zonale sembra non si possa vivere!

Io l'ho studiato in gioventù e non l'ho mai più usato, limitandomi ad esporre per le ombre in BN e per le luci con le DIA a colori. Ma ho vissuto bene lo stesso.

Ed oggi ho superato il problema della latitudine di posa, visto che la mia è spesso di 12-14 EV (più delle 10 zone di ADAMS)...


Perdonami, ma le tue frasi rendono chiarissimo a chi legge e conosce il SZ che il SZ non lo hai capito mai.

Le 10 zone sono della stampa!
Esse corrispondono a 10 zone in ripresa solo quando si effettua lo sviluppo N.
Con la pellicola la gamma dinamica può essere regolata in espansione e contrazione. Col digitale possiamo solo ridurla in PP (la visualizzazione standard corrisponde già ad una riduzione, per cui si ha l'illusione che possa essere aumentata). Essa dipende dal numero di bit della conversione.
La gamma dinamica delle pellicole moderne va molto oltre i 14/15 stop delle migliori soluzioni digitali (puoi anche considerarla l'unica caratteristica imbattibile dei sali d'argento, se vuoi).

Mi associo al coro di proteste per il vizio di andare OT, per le inutili lungaggini autocelebrative, e per l'elegia del digitale, di cui a noi, fin dal titolo del forum, evidentemente (forse non abbastanza evidentemente per te) in questo luogo virtuale NON interessa parlare.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Debunking Cartier-Bresson

Messaggioda Silverprint » 22/11/2018, 12:45

Chiuderei il topic a questo punto.

Possiamo aprire altre discussioni, ma ce ne sono già molte, di critica ed analisi del lavoro di HCB.


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