La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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NNNN_AAAA
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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda NNNN_AAAA » 01/03/2019, 18:47

emag ha scritto:Ciao ragazzi! Per me scattare, sviluppare e stampare il bianco e nero è così bello! Mi permette di realizzare le mie fantasie, rappresentare le mie idee, documentare le mie giornate.. Tutto questo posso farlo in autonomia, divertendomi molto e spendendo il giusto. È per questo motivo concreto che uso il bianco nero, aldilà di scelte linguistiche ed estetiche che per altre persone possono invece essere più importanti. Una cosa però mi crea qualche disappunto, ed è su questo che vorrei sentire voi. Sarà forse per via del suo ingombrante passato che molto spesso ho la sensazione di creare cose.. "vecchie". La fotografia bianco e nero raffigurante per esempio una ragazza, per quanto in abiti e acconciature chiaramente moderni, ricorda il passato. La fotografia in bianco e nero raffigurante per esempio un luogo, per quanto esso moderno, ricorda il passato. La fotografia stessa in bianco e nero, insomma, ricorda sempre il passato! Vorrei tanto che le mie foto perdessero questa sudicia veste di vecchiume, per diventare fresche, giovani e moderne, ma non so come fare. Inoltre questa percezione non è solo mia, ma anche dell'osservatore: il commento più odioso è "belle foto, molto vintage!". l'eventuale messaggio non arriva diretto, ma gli tocca essere filtrato da questo insopportabile preconcetto. Temo che in futuro questo sarà sempre peggio: nel mondo digitale (ehm, il mondo attuale) il bianco e nero non è altro che una desaturazione del colore, eseguita a posteriori proprio per dare una veste "oltre ogni tempo" alla propria immagine. Non vedo grandi prospettive che possano ridare al bianco e nero un vero senso di esistere se non, appunto, una elucubrazione dei bei tempi andati.


Ti consiglio (consiglio rubato ovviamente a tanti grandi fotografi italiani) di smettere di guardare le tue fotografie e studiare (non scopiazzare) quelle di altri fotografi, grandi e piccoli, famosi e meno famosi. Mostre, libri, ma anche Instagram. Secondo me è molto più utile di tanti workshop tenuti da emeriti incapaci, masterclass con gente ancora più incapace o manuali tecnici in cui si dicono sempre le stesse cose (La ricerca ha trovato 3069 risultati: rodinal; la ricerca ha trovato 7 risultati: terry richardson). Dimentico la rete in generale: Google, Tumblr, Flickr (non tutti possiamo permetterci libri e mostre, per libri ovviamente intendo NON libri di tecnica), Youtube. Un buon documentario (mi colpì molto uno su Araki in visita in Italia) con il fotografo in azione insegna davvero molto se si ha voglia di osservare, guardare e riguardare anche centinaia di volte, anche i minimi dettagli.


(La ricerca ha trovato 3069 risultati: rodinal; la ricerca ha trovato 7 risultati: terry richardson).

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Teo1985
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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda Teo1985 » 08/03/2019, 12:02

"il colore distrae" lo disse Gianni Berengo Gardin. "il mondo è a colori e quindi fotografo a colori" lo disse Steve Mccurry. Sono due filosofie diverse, due modi per vedere il mondo. Chi vede il bianco e nero come "vintage" è solo ignorante. Non nel modo cattivo del termine ma nel senso che ignora cos'è il bianco e nero. La fotografia in questi tempi è a portata di tutti (purtroppo e per fortuna) quindi tutti si sentono fotografi e si sentono il diritto di dare critiche e sentenze anche se non hanno nessuna competenza per farlo, e internet amplifica questa cosa. Vedi la battaglia mediatica che stà facendo Settimio Benedusi (che come personaggio può piacere o meno). Tutto questo per dirti che, secondo me, non devi modificare il tuo modo di vedere il mondo (e quindi di fotografare) solo per evitare i commenti degli altri. Se vuoi comunicare una cosa e a te sembra che il linguaggio del bianco e nero è più efficace allora usa quello, al contrario usa il colore. Ma non lasciare che questa decisione venga presa per evitare o per "acchiappare" certi commenti. Purtroppo è una trappola a cui, al giorno d'oggi, è facile abboccare (io per primo abbocco facilmente, sia chiaro).



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tonyrigo
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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda tonyrigo » 10/03/2019, 10:44

Io personalmente fotografo quasi solo in BN, salvo che nello sport.

E non parlo dell'analogico.

Il BN non è vintage, è un altro modo di vedere il mondo e di interpretarlo, come correttamente ha scritto TEO.

Tanti la pensano così ed è per questo che una fotocamera modernissima, ma "strana" come la LEICA MONOCHROME ha un suo fiorente mercato.


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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda risa » 10/03/2019, 19:35

Condivido profondamente le vostre valutazioni. Purtroppo tutto dipende dal fatto che non viviamo un'epoca di pensiero, viviamo una fase durante la quale alla gente -mediamente, perché è sempre sbagliato generalizzare-, ma almeno per la maggioranza, piace pensare tutta assieme nello stesso momento e nello stesso modo la stessa cosa, che però risulta pensata da altri. Lo nota lucidamente Walter Benjamin nella famosa nota, espunta da Adorno, a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, nota dedicata alla gestione della massa critica. Questa massa critica, immersa nella propria acriticità, pensando di esercitare uno spirito critico autonomo in realtà del tutto assente, è quella che negativamente si esprime sul b/n. Questa massa critica è rappresentata dalla moltitudine che, incontrando noi analogici, lasciando che sulle proprie labbra si dipinga un sorrisino autocompiaciuto, ci chiede se ancora venga prodotta pellicola, oppure come mai la si produca ancora. Questa massa critica è oggi in balìa di una nuova narrazione, che irragionevolmente promette una crescita infinita in un mondo finito e perciò il superamento della pellicola (come del b/n), poi del digitale, prossimamente dei dispositivi che, nati per altri usi, oggi servono per fotografare. Se è vero come è vero che il mito greco svolge una funzione archetipica nelle moderne società, come sottolineano i maestri della psicoanalisi, ecco allora riproposto davanti ai nostri occhi il mito di Erisittone. Il mito del re trace che, preso dall'insopprimibile desiderio di divorare, divora tutto il proprio regno assieme ai suoi abitanti e alla fine, non trovando più nulla da divorare, divora se stesso: ecco, questo sono la crescita infinita, il consumismo, l'obsolescenza delle merci e il conseguente rifiuto del b/n, perché appartenente a un passato semplicemente più pensoso, cioè portatore di pensiero autonomo e, quindi, perfino critico. Eppure, come ci insegna la storia, non è mai significativo il portato della massa critica, ma di chi questa moltitudine orienta e dirige. Non saremo certo noi a svolgere questa funzione, eppure a noi spetta il compito -anche attraverso l'uso del b/n- di far sì che idee e gusto estetico sopravvivano ad un'epoca, che nega il pensiero e afferma il primato della pancia. A ogni generazione, in fondo, la Storia è solita assegnare un compito, il nostro, almeno al momento, non mi sembra il più gravoso.
Nella mia carriera ho avuto un grande direttore, sapete, si chiamava Dino Bernardini, che era solito ripetermi, che non era colpa sua se ero nato troppo tardi.
Proseguiamo per la nostra strada, quindi, per la sopravvivenza di molteplici pratiche, di un pensiero e di un gusto estetico indipendenti e autonomi da ogni e qualsivolglia condizionamento squallidamente mercantile! In fondo, alla fine la vita vince sempre. E' sempre stato così e sempre sarà così. Proseguiamo pazienti, certi di un nuovo umanesimo.



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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda fabriziog » 10/03/2019, 19:44

Ci sono lavori appena usciti di autori importanti fatti in B/N.
Quando hanno deciso con cosa è come scattare, che si siano posti la domanda "scatto in bn perchè é vintage?", "uso la pellicola perché fa figo?"
Secondo me no, hanno scelto con altre motivazioni



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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda risa » 10/03/2019, 20:12

Ciao, credo che tu abbia ragione,puoi segnalare qualcuno di questi autori? Credo che faresti un paicere a tutti quanti, siamo tutti interessati. Grazie



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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda fabriziog » 10/03/2019, 20:24

Posso dirti alcuni che a me piacciono particolarmente, non sono titoli che devono piacere a tutti


The notion of family, Latoya Ruby Frazier
Songbook, Alec Soth
Ash, Muge



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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda risa » 10/03/2019, 20:36

Grazie. Non li conosco, sai? Esplorerò



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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda NNNN_AAAA » 11/03/2019, 10:33

risa ha scritto:Condivido profondamente le vostre valutazioni. Purtroppo tutto dipende dal fatto che non viviamo un'epoca di pensiero, viviamo una fase durante la quale alla gente -mediamente, perché è sempre sbagliato generalizzare-, ma almeno per la maggioranza, piace pensare tutta assieme nello stesso momento e nello stesso modo la stessa cosa, che però risulta pensata da altri. Lo nota lucidamente Walter Benjamin nella famosa nota, espunta da Adorno, a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, nota dedicata alla gestione della massa critica. Questa massa critica, immersa nella propria acriticità, pensando di esercitare uno spirito critico autonomo in realtà del tutto assente, è quella che negativamente si esprime sul b/n. Questa massa critica è rappresentata dalla moltitudine che, incontrando noi analogici, lasciando che sulle proprie labbra si dipinga un sorrisino autocompiaciuto, ci chiede se ancora venga prodotta pellicola, oppure come mai la si produca ancora. Questa massa critica è oggi in balìa di una nuova narrazione, che irragionevolmente promette una crescita infinita in un mondo finito e perciò il superamento della pellicola (come del b/n), poi del digitale, prossimamente dei dispositivi che, nati per altri usi, oggi servono per fotografare. Se è vero come è vero che il mito greco svolge una funzione archetipica nelle moderne società, come sottolineano i maestri della psicoanalisi, ecco allora riproposto davanti ai nostri occhi il mito di Erisittone. Il mito del re trace che, preso dall'insopprimibile desiderio di divorare, divora tutto il proprio regno assieme ai suoi abitanti e alla fine, non trovando più nulla da divorare, divora se stesso: ecco, questo sono la crescita infinita, il consumismo, l'obsolescenza delle merci e il conseguente rifiuto del b/n, perché appartenente a un passato semplicemente più pensoso, cioè portatore di pensiero autonomo e, quindi, perfino critico. Eppure, come ci insegna la storia, non è mai significativo il portato della massa critica, ma di chi questa moltitudine orienta e dirige. Non saremo certo noi a svolgere questa funzione, eppure a noi spetta il compito -anche attraverso l'uso del b/n- di far sì che idee e gusto estetico sopravvivano ad un'epoca, che nega il pensiero e afferma il primato della pancia. A ogni generazione, in fondo, la Storia è solita assegnare un compito, il nostro, almeno al momento, non mi sembra il più gravoso.
Nella mia carriera ho avuto un grande direttore, sapete, si chiamava Dino Bernardini, che era solito ripetermi, che non era colpa sua se ero nato troppo tardi.
Proseguiamo per la nostra strada, quindi, per la sopravvivenza di molteplici pratiche, di un pensiero e di un gusto estetico indipendenti e autonomi da ogni e qualsivolglia condizionamento squallidamente mercantile! In fondo, alla fine la vita vince sempre. E' sempre stato così e sempre sarà così. Proseguiamo pazienti, certi di un nuovo umanesimo.


Se la trovo linko un'intervista ad un caro amico. Sostanzialmente dice queste cose, in maniera molto più semplice e comprensibile anche a chi non ha studiato, parlando di bianco e nero a pellicola e del perché lo usa.


(La ricerca ha trovato 3069 risultati: rodinal; la ricerca ha trovato 7 risultati: terry richardson).

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Re: La "morte" del bianco e nero è il bianco e nero?

Messaggioda AL63 » 15/03/2019, 19:33

Non credo che la fotografia in bianco e nero corra pericoli. Il linguaggio è diverso dal colore ma nient'affatto meno intenso e comunicativo (basta vedere i lavori di Salgado). E' il genere di fotografia che preferisco.





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