Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Zorki-4
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da Zorki-4 »

Video interssantissimo, chiarisce molto bene il "gap generazionale" del personale addetto alla produzione, cosa a cui in effetti non avevo pensato. Quanto al trend sulla stampa... ...speriamo bene che qualcuno tutti questi benedetti negativi li voglia vedere stampati! E magari scopra che a stamparseli da soli il risultato è molto meglio di quello del minilab digitale. Così magari nel nuovo stabilimento di Marly, con i macchinari multi-stesa rilevati dalla Novartis (ex Ciba-Geigy, a suo tempo proprietaria dell'Ilford) ci potrebbero resuscitare il Cibachrome/Ilfochrome! Per adesso temo che serviranno per fare i rotoli di carta proprio per i minilab digitali, ma non si sa mai! Per cui, colmo dei colmi, il digitale finanzierà l'analogico! Quanto al "cartello" non c'è e non ci sarà, ma tra amici qualche consiglio si può scambiare, no? A questo punto,dai Filmotech (Orwo), mancate solo voi! Io spero sempre nella resurrezione anche dell' Agfa Process 41 (Agfachrome 50 S, L, 100, CT-18, Orwochrome UT-18, Peruchrome 50 & co.), ci ho fatto troppe dia meravigliose! Comunque. per ora si cresce, e questa è un'ottima notizia.
:ymhug:


Scatta in digitale solo chi non ha mai visto una dia proiettata, specie 6x6 (Rollei P11) B-)

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umperio
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da umperio »

Alessandro_Roma ha scritto: Va anche detto che, dal grafico della vendita dei rullini che viene mostrato, sarebbe stato veramente difficile reggere la botta di questa decrescita dei volumi, la pendenza di quella curva non è una cosa da poco.
Infatti alla luce di quel grafico, mi vien da chiedere come hanno potuto reggere quel vero e proprio shock marchi come Kodak e Ilford. Kodak è quella che ha sacrificato di più secondo me, tagliando anche diverse linee di prodotti (penso alle varie chimiche colore, alle carte da stampa), mentre Ilford è quella che sembra essere uscita più indenne almeno all'apparenza, anzi sfornando proprio dopo quegli anni un nuovo e ottimo prodotto come la FB Classic. Di Fujifilm neanche ne parliamo, sappiamo bene in che condizioni versa la divisione pellicole.
Umberto

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Alessandro_Roma
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da Alessandro_Roma »

Beh Ilford è finita in amministrazione controllata eh, non è che ha navigato nell'oro sempre.
Si è persa la parte colore, Cibachrome tanto per dirne una
Si è ripresa, questo sì, ha puntato tanto sulla qualità dei suoi prodotti in bianco e nero e ora "galleggia"

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Zorki-4
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da Zorki-4 »

Infatti Kodak è andata in amministrazione controllata, ad un pelo dalla bancarotta, ed aveva fotocamere digitali e stampanti a sublimazione a tamponare temporaneamente (solo i primi anni) la situazione finanziaria. Il gruppo Ciba-Geigy ha ceduto il settore farmaceutico alla Novartis e chiuso del tutto l'Ilford, rilevata quasi 2 anni dopo dal gruppo Hartmann, il gruppo Bayer ha chiuso l'Agfa rilevata anche lei circa un anno dopo dalla fondazione Lieven Gevaert di Mortstel (Belgio) con i capitali liquidati dal gruppo Bayer al momento dello scioglimento della società (la fondazione Gevaert era ancora un piccolo socio di minoranza, non so se poi ci fu di mezzo anche la corona...). E potrei andare avanti un bel pezzo! Ah, la tecnologia colore era ed è rimasta in mano alla Ciba-Geigy, quel poco che ne resta, Cibachrome compreso!
;)
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SEVENTH SON
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da SEVENTH SON »

Il "problema" reale della nostra cara amata filiera analogica non siamo noi "anziani" , ma bensì le nuove generazioni seppur hanno visto , non osservano e percepiscono il fascino e la magia delle fotografie dei loro nonni in bianco e nero , per poi passare alle fotografie a colori dei loro genitori , ora si ritrovano in un era dell'usa e getta di file e immagini . Non sono consapevoli dell'importanza di tale mezzo analogico che è il futuro della testimonianza esistenziale di ognuno di noi . Cercate la notizia "Collezione Francesco Burighel" letta oggi sul gazzettino . Almeno io mi son emozionato e con ghigno malefico ho reso partecipi della notizia i miei amici dediti alla fotografia cellulare dell'autoscatto e ribadendo sempre che nulla è in eterno , però una fotografia analogica è , e sempre sarà superiore ad un file . Anche questo forum non è eterno ma se stampiamo tutte le varie discussioni , sarà per sempre e per tutti fruibile .

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tonyrigo
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da tonyrigo »

Ah!

Pure ILFORD è sull'orlo del baratro?

Siamo messi proprio male!

Devo approfondire...
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tonyrigo
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da tonyrigo »

E si, la crisi la colpita tra il 2005 ed il 2015, negli ultimi anni è stata dichiarata fallita in più nazioni e poi riacquistata.

Non lo sapevo, anche perchè in quegli anni non avevo ancora ripreso in mano le analogiche ...
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Lollipop
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da Lollipop »

Non porrei la cosa tra vecchi e giovani (con i soliti e scontati luoghi comuni che vedono i primi saggi e che hanno fatto la guerra mentre i secondi superficiali e dediti all'ozio) bensì all'evidenza che è tutta l'industria fotografica ad essere in crisi, mentre la produzione di immagini è comunque in crescita.
Mi sono divertito ad incasellare i dati CIPA relativi alla produzione di Gennaio dal 2010 al 2019 di macchine digitali (cioè le uniche prodotte nell'ultima decade).
Schermata 2019-03-22 alle 09.46.00.png
Il mercato delle compatte praticamente azzerato e quello delle DSLR-ML, quelle cioè che danno "diritto" a farsi, a pagamento, l'account PRO su Flickr (e sono i vecchi che pensano a 'ste fregnacce, mica i giovani), che perde in soli sei anni il 45% del suo volume.

A fronte di questa strage, la tenuta con flebile crescita del mercato delle pellicole è senza dubbio buona cosa.

Riprendo un concetto espresso nel suo bell'intervento da @Alessandro_Roma, cioè quello della ripresa della produzione di macchine analogiche.
Pur auspicabile a mio avviso oggi non è possibile per macchine completamente meccaniche: richiederebbe una riconversione della produzione difficilmente giustificabile dai numeri.
Sarebbe, forse e penso, assai più semplice con macchine completamente elettroniche, tecnologia tuttora in uso.
La cosa però si scontra con la mentalità media dell'analogista (si leggono 'ste cose qui ma anche altrove), per il quale un "ferro vecchio" meccanico ha valore proprio perché tale mentre l'ultima SLR elettronica è più impura della Maddalena.
Sono convinto che cose cambieranno e l'usato delle macchine elettroniche tornerà di forte interesse. Mi auguro che questo possa essere condiviso anche dai produttori (quelli che sopravviveranno alla fine del digitale "PRO"), per un ritorno all'analogico.
Lorenzo.

user20190605

Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da user20190605 »

Perché non sarebbe fattibile inserire quella scheda di memoria della f-camera digitale, nel proiettore, quello che si collega al computer, e farsi un positivo sulla carta reversibile? Ovvero, soltanto collegare il PC con il proiettore, come si fa già?

Non neanche debba essere "reversibile" se noi prima convertiamo il file nel "negativo".

Esiste o no, qualcosa simile? Pensando pochi secondi in più, credo esista.

Sarebbe o lo è, un processo ibrido al rovescio: dal digitale all'analogico. E quello che si ottiene, è una stampa cartacea, l'obiettivo che perseguiamo.

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Alessandro_Roma
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Re: Il futuro della fotografia analogica secondo Adox

Messaggio da Alessandro_Roma »

Lollipop ha scritto: Riprendo un concetto espresso nel suo bell'intervento da @Alessandro_Roma, cioè quello della ripresa della produzione di macchine analogiche.
Pur auspicabile a mio avviso oggi non è possibile per macchine completamente meccaniche: richiederebbe una riconversione della produzione difficilmente giustificabile dai numeri.
Sarebbe, forse e penso, assai più semplice con macchine completamente elettroniche, tecnologia tuttora in uso.
La cosa però si scontra con la mentalità media dell'analogista (si leggono 'ste cose qui ma anche altrove), per il quale un "ferro vecchio" meccanico ha valore proprio perché tale mentre l'ultima SLR elettronica è più impura della Maddalena.
Sono convinto che cose cambieranno e l'usato delle macchine elettroniche tornerà di forte interesse. Mi auguro che questo possa essere condiviso anche dai produttori (quelli che sopravviveranno alla fine del digitale "PRO"), per un ritorno all'analogico.
Grazie per aver apprezzato l'intervento :ymapplause:
A parte questo, hai toccato un punto non banale della produzione... l'elettronica. Mi permetto di parlare con un minimo di cognizione di causa, essendo ingengere elettronico :-@ :-@
L'elettronica è un po' il male ed il bene della situazione attuale. Ha infatti permesso di abbattere i costi, i tempi e di far crescere in modo spaventoso i volumi, ma questo ha anche degli effetti collaterali, che stiamo pagando
L'elettronica infatti non si manutiene, si cambia e questo ha impatti ENORMI sulle case costruttici, vediamo perché... (scusate se sono noioso...)

Immaginiamo di essere il signor Egisto Toyota, piuttosto che Filippo Renalut. Abbiamo la nostra bella fabbrichetta che sforna automobili, cioè noi siamo un'azienda di PRODOTTO. Potremmo essere portati a pensare che più macchine vendiamo e più facciamo soldi. Magari... questo era vero un tempo. I margini di ricavo infatti sui prodotti, qualsiasi prodotto, sono veramente molto bassi se siamo in regime di produzione di massa. Come facciamo in qualità di Egisto Toyota o Filippo Renalut a fare i soldi?
I soldi oggi si fanno con i servizi, cioè nel caso delle autovetture con i talgiandi, l'officina, la carrozzeria, l'affitto auto sostitutiva. Dobbiamo cioè offrire tutta una serie di servizi A CONTORNO DELLA MACCHINA che abbiamo venduto. Un cliente che esce con una nostra autovettura nuova dal nostro salone, se non rientra per la manutenzione, per noi non esiste più

Tornando ora alla fotografia, analogica o digitale che sia, il tema dell'elettronica è molto impattante. Ildebrando Nikon e Giggino Canon non sono come Egisto e Filippo, non hanno una vendita di servizio di officina ai clienti, vero? O forse sarebbe meglio dire che non ce l'hanno più?
E' più corretto dire che non ce l'hanno più purtroppo, proprio a causa dell'elettronica

Torniamo un attimo ai tempi della meccanica. Questa disciplina fisica è tale per cui una cosa funziona se tutti i pezzi sono concepiti al meglio. Non è possibile fare l'ugrade del firmware, una molla ha il suo cavolo di coefficiente di elasticità k che rientra in un progetto complessivo. Ti si rompe la molla? La porti al centro assistenza e... TE LA CAMBIANO.
La meccanica è sottoposta a stress di utilizzo, ma è rimpiazzabile dalla casa madre con un costo RIDICOLO del pezzo ed un costo ELEVATO della manodopera. Quindi se io sono il dott. ing. Ildebrando Nikon e ho un cliente deve cambiare il meccanismo di avanzamento della pellicola di una Nikon F, sono contentissimo della cosa, perché i soldi che gli chiedo sono per un servizio post vendita, esattamente come il tagliando di Egisto Toyota
E la meccanica ha un'altra caratteristica, i pezzi sono separati tra loro o quantomeno raggruppati in piccoli gruppi
L'elettronica ha incasinato tutto. Tutto è saldato sulla scheda madre, tutto è micro, tutto è raggruppato in un unico blocco e, da un certo punto di vista menomale, non si rompe per stress. Sono altri i fattori che fanno rompere un componente elettronico che, in teoria, potrebbe anche non rompersi mai.

E l'assistenza? Eh, in tal caso ha poco da fare, perché se ti devo cambiare un pezzo elettronico ti costa un occhio della testa e la gente magari cambia macchina, perché nel frattempo è uscita quella col sensore glitterato

Se ora iniziassero a produrre nuove macchine analogiche elettroniche, quanto cambierebbe la cosa rispetto al digitale? Ahimé poco, molto poco, margini bassissimi sul prodotto in vendita, che DEVE costare poco, margini assenti sulla manutenzione. Insomma, l'economia moderna è un pelino critica, soprattutto perché il mercato è impazzito, azzerando il margine di ricavo sul prodotto...

Inoltre c'è sempre il tema dello scanner, che sta uccidendo le camere oscure. Comprare solamente rullini è alimentare l'analogico a metà, non è un contributo completo alla causa, forse più uno scarico di coscienza. Della serie "faccio quello che posso", che in questi tempi è oro colato, sia ben chiaro, perché almeno i rullini alimentano le casse disastrate dei produttori. C'è chi lo fa per risparmiare, chi per impossibilità di trovare una camera oscura decente nei paraggi. Sono tutti motivi validissimi, vi prego non spostiamo il tema su scanner SI/NO ;) però è un dato di fatto, il business delle carte e dei chimici non va avanti con lo scanner

E quindi? Visto che la noia mortale di questo post mi ha fatto fare settordici sbadigli, che via d'uscita c'è? La via d'uscita è quella che il sig. Settimio Adox ci racconta nel video, vale a dire che SALGANO I PREZZI dei prodotti, pellicole o macchine fotografiche che siano
La cosa da capire è poi quanto questo revival analogico sia veramente legato ad un interesse reale per questa metodologia, o quanto sia piuttosto una moda che costa poco, su cui con pochi soldi si fa facilmente lo splendido.
Per farla semplice, Settimio Adox ha detto che servono soldi in questo ambito, quanti di voi sarebbero disposti a spendere €2.000 per una Nikon F200 o a pagare €9,00 un rullino?

(scusate per l'intervento lungo)

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