Piccola storia triste (ai raggi X)

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Solsburyhill
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Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda Solsburyhill » 25/07/2019, 22:38

Questa è una storia di viaggi, bagagli, fotochimica e raggi X.

Vado per lavoro negli Stati Uniti. Mi dico “non avrò di sicuro tempo, ma la F100 e qualche rullo lo porto, hai visto mai”.
Parto da Malpensa e, al controllo bagagli, tiro fuori il portatile dal bagaglio a mano, da buon viaggiatore diligente. Il bagaglio conteneva anche la F100 e le pellicole, nella fattispecie Ektar 100, TriX 400 e TMax 400. Arriva il mio turno, e l’operatore mi fa “no guarda, metti pure il portatile nella borsa, tanto questa (riferendosi allo scanner per I bagagli) è una macchina nuova e non importa togliere i computer”. Sudore freddo. Qualcosa mi dice che la macchina nuova (che sembra un’astronave) non perdonerà le mie velleità da fotoamatore argentico. Nella fretta e nella calca acconsento, e passo tutto sotto “la macchina nuova”. Arrivo negli USA, e per fortuna non ho tempo di scattare, quindi riporto tutto a casa. Affetto da coglionaggine cronica, anche a Chicago non chiedo l’ispezione manuale dei rulli, tanto qualcosa mi dice che non serve.
Ed infatti stasera decido di fare una prova per nulla scientifica. Sviluppo uno dei rulli di TMax400 senza esporlo. Risultato? Velo ovunque e simpatiche zone più dense diagonali.

Cosa mi insegna tutto questo?
Primo, che sono un po’ frescone, come si dice dalle mie parti. Ora, non conosco esattamente l’etimologia del termine, ma credo che anche i non toscani possano trovare agilmente il sinonimo dialettale che più li aggrada. Sono un po’ frescone perché sarebbe stato sufficiente chiedere l’ispezione manuale dei rulli (confidando nella buona volontà dell’operatore).

Secondo, che con le macchine a raggi X nuove che “non importa togliere i portatili dalle borse” (cit.) non si scherza.

Terzo, che ho ancora tre rulli non usati con i quali posso creare fantastiche decorazioni per il prossimo Natale, oppure delle stelle filanti.

So che la mia testimonianza non è molto scientifica, in quanto le pellicole potrebbero essere state velate anche a Chicago, però ho voluto scrivere tutto questo per ricordarvi (e ricordarmi) di chiedere sempre l’ispezione manuale dei rulli, giusto per stare tranquilli.
Ho viaggiato diverse volte in aereo negli ultimi 15 anni con macchine a pellicola nel bagaglio a mano, e devo dire che non mi era mai successo prima.
E devo dire anche che a Novembre, al JFK di New York ho chiesto l’ispezione (avevo molte Portra 400 e 800) e sono stati gentilissimi. Addirittura c’è un cartello che invita i passeggeri a chiedere l’ispezione per le pellicole.

Detto questo, chiedete, gente, chiedete, per evitare brutte sorprese.
Per quanto mi riguarda non ho perso foto, ma ho comunque rimesso qualche rullo nuovo (colpa mia, ovviamente), quindi è andata quasi bene.
Tra un mese andrò a Berlino, partendo da Pisa. A quanto ho letto su questo stesso forum, credo che lì non ci siano problemi. In ogni caso chiederò, stavolta.

Fine del flusso di coscienza.
Un saluto a tutti.
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Foto fatta (male) col cellulare, spero che renda l’idea..



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda beppegallo » 26/07/2019, 9:58

Questa primavera sono andato a Chicago e, siccome non sono molto avvezzo ai voli transoceanici e agli aeroporti, ho chiesto consiglio al forum su come muovermi con le pellicole per evitare tristi inconvenienti e un forumista mi suggerì di acquistate le pellicole direttamente a Chicago eliminando così il rischio per un passaggio sotto gli scanner. E così ho fatto, viaggiando, all'andata, con solo il rullo che stava nella macchina e mettendola, al controllo, dentro il cestino con le chiavi, le monete, la cintura.....(si fa così per avere il controllo manuale?)
Al ritorno ho fatto lo stesso anche con i rulli che avevo acquistato e impressionato a Chicago e , dopo averli sviluppati, non ho riscontrato problemi. Se non fosse che il viaggio è, per me, troppo lungo e devastante, ci tornerei volentieri.



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda octobertango » 26/07/2019, 14:55

Ti devo dire che le volte che ho chiesto il controllo manuale in Italia non me l'hanno mai fatto alludendo sempre ogni scusa, i 120 li metto in tasca e ai 135 li avvolgo in una lamina di black foil (è una pellicola di alluminio nera che si usa in fotografia cinematografica molto resistente al calore) da allora non ho più avuto problemi.



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda Davide87 » 26/07/2019, 16:22

Ciao,

Dispiace sentire che i macchinari più recenti sono potenzialmente più pericolosi. Io fino ad ora sono stato fortunato ma forse è bene premunirsi.

Il controllo manuale dei rullini come viene effettuato dall’operatore in concreto?

Sapete inoltre se si tratta di un diritto del passeggero o di un “servizio” offerto discrezionalmente dall’aeroporto?

Grazie

Davide



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda pmlpoma » 29/07/2019, 16:21

Davide87 ha scritto:
Sapete inoltre se si tratta di un diritto del passeggero o di un “servizio” offerto discrezionalmente dall’aeroporto?

Grazie

Davide


Nessun diritto, purtroppo. Tutto dipende dalla disponibilità del responsabile della sicurezza del gate dove passi. Io chiedo e riesco sempre a farle ispezionare a mano (rilevatore chimico, lo stesso che usano se fate suonare il metal detector anche nudi). Ciò non toglie che puoi sempre trovare lo st....o. Io il mio l’ho trovato a Parigi. Talmente st....o e odioso che il povero addetto al controllo del metal detector si è scusato per lui.
In generale dipende soprattutto dalle persone che incontri e non c’è un nesso con il livello di sicurezza.



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda Elmar Lang » 06/08/2019, 12:06

L'ultima volta che passai un aeroporto francese (il Charles de Gaulle) ci arrivai col solo bagaglio a mano ed in esso vi era il mio vecchio, utilissimo sacchetto al piombo, con dentro 4 rullini 135. Al passaggio sotto la macchina, mi trovai subito due poliziotti alle mie spalle e l'addetto all'apparecchio di controllo, allarmatissimo. Dovetti immediatamente aprire la valigia e subito i due agenti, con quella "cortesia" che solo i francesi sanno avere, iniziarono a chiedermi ad alta voce cosa contenesse quello strano sacchetto squadrato con disegnato un aereo ed una fotocamera, più -scritto in varie lingue- "CONTIENE RULLINI FOTOGRAFICI" (del resto, avevano passato sotto lo scanner anche la Contax-II, per sicurezza scarica, che avevo a tracolla). Aprirono il sacchetto e l'ispezione fu l'apertura dei singoli scatolini ed estrazione dei caricatori dai barattolini. Fortunatamente, non estrassero la pellicola… Poi, rovesciarono tutto il contenuto della valigia, alla ricerca di chissà cosa.

Ributtarono le pellicole alla rinfusa nel sacchetto piombato e con una scortesia che nemmeno le Truppe di Frontiera della Cecoslovacchia comunista, mi fecero rimettere nella valigetta tutti i bagagli, con un cordiale "vite! vite!".


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)

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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda Annalisa » 06/08/2019, 17:17

Buongiorno, deduco che i sacchetti non possano essere utilizzati e l’unica possibilità sia l’ispezione a mano sperando nella cortesia dei responsabili della sicurezza al gate.



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda chromemax » 06/08/2019, 18:08

Non so a quando risalga l'esperienza di Enrico, da mia esperienza personale i sacchetti piombati è come non averli, sempre passati sotto i raggi X senza nessun allarme degli addetti, evidentemente ci vedono attraverso :))



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda pmlpoma » 06/08/2019, 18:24

Il sacchetto piombato non permette di vedere cosa c'è dentro, e siccome lo scopo dei raggi x è quello di mostrare cosa trasporti... o vede attraverso o te lo fanno aprire. Sennò avremmo scoperto il sistema per portare a bordo pistole, coltelli, bombe a mano, ...



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Re: Piccola storia triste (ai raggi X)

Messaggioda chromemax » 07/08/2019, 9:50

Appunto ci vedono attraverso, per cui serve a poco come sistema di protezione per le pellicole.





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