Il limite dei 24 gradi

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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chromemax
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Re: Il limite dei 24 gradi

Messaggio da chromemax »

Mi sforzo sempre di fornire un'informazione il più possibile corretta, questo significa che quello che riporto o proviene da letture di fonti autorevoli e documentate o d eseperienze dirette.
Anche se ho fatto delle prove di sviluppo a bassa temperatura non mi è mai capitato di sviluppare ad alte temperature e, sebbene l'informazione che ho riportato sopra della resistenza delle pellicole a temperature fino a 38°C l'ho ripresa dalla letteratura è anche vero che la maggior parte dei testi risalgono agli anni d'oro della pellicola quando le case di riferimento erano sostanzialmente 4 e non prendono in considerazione le recenti produzioni di marchi che si sono diffusi relativamente di recente.
Gaetano (Kiodo) mi ha messo la pulce nell'orecchio con le Foma per cui oggi ho fatto uno "stress test" contravvenendo a qualsiasi raccomandazione di sviluppo che si trova sui manuali :D
Ho preso uno spezzone (12 fotogrammi) di Fomapan 400 e l'ho sviluppato nella Lab-Box usando il rivelatore Ars-Imago R09 ad una diluizione 1+100 a 38°C per 3'00", quindi ho usato un arresto e un fissaggio a temperatura ambiente (che era intorno ai 24-25°C) e poi un lavaggio con acqua presa dal rubinetto dell'acqua fredda, che presumibilmente doveva essere intorno ai 20°C.
Ho fatto un video di tutto il processo dal quale ho preso un paio di fermi immagine a corredo del post:
La temperatura dello sviluppo è 38,4°C, una volta inserito nella tank, che è a temperatura ambiente (25°C), è ragionevole pensare che la soluzione subirà un raffreddamento da 1,5 a 2 gradi
La temperatura dello sviluppo è 38,4°C, una volta inserito nella tank, che è a temperatura ambiente (25°C), è ragionevole pensare che la soluzione subirà un raffreddamento da 1,5 a 2 gradi
Alla fine del trattamento sembra che qualcosa sia venuto. Considerando che ho completamente "inventato" il tempo di sviluppo il risultato è anche buono per un'ottima stampabilità, che fortuna!
Alla fine del trattamento sembra che qualcosa sia venuto. Considerando che ho completamente "inventato" il tempo di sviluppo il risultato è anche buono per un'ottima stampabilità, che fortuna!
Non ho avuto tempo e modo di stampare per cui pubblico le scannerizzazioni del negativo (sporco compreso), ma il risultato dello sviluppo è stato più che buono.
sviluppo_BN_38_gradi_foto-001.jpg

sviluppo_BN_38_gradi_foto-002.jpg
Gli sbalzi di temperatura dell'ordine della decina di gradi tra lo sviluppo e l'arresto e un ulteriore abbassamento di circa 5 gradi per il lavaggio potevano portare ad una micro reticolazione della gelatina, che nelle pellicole Foma pare sia piuttosto delicata, invisibile ad un'analisi del negativo sul piano luminoso o anche con un lentino, ma che sarebbe apparso in un ingrandimento. Per avere un confronto oggettivo ho inserito il negativo nell'ingranditore e l'ho osservato con il focometro, confrontandolo con un fotogramma sempre di Foma 400 sviluppata in R09 ma diluito 1+25 alla temperatura canonica di 20°C.
Di seguito le foto digitali dall'oculare del focometro per un confronto della grana:
Foma 400<br />R09 1+100<br />38°C
Foma 400
R09 1+100
38°C
Foma 400<br />R09 1+25<br />20°C
Foma 400
R09 1+25
20°C
Come si può vedere la struttura della grana è paragonabile e non c'è traccia di reticolazione.

Ritornando quindi in topic, mi sento di affermare che le pellicole BN, anche quelle considerate più delicate, possono essere trattate a 24°C senza pericolo e che le gelatine pre-indurite usate nelle pellicole moderne sono ben resistenti alle temperature considerate pericolose anni fa.



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Alessandro_Roma
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Re: Il limite dei 24 gradi

Messaggio da Alessandro_Roma »

chromemax ha scritto:Mi sforzo sempre di fornire un'informazione il più possibile corretta, questo significa che quello che riporto o proviene da letture di fonti autorevoli e documentate o d eseperienze dirette.
Anche se ho fatto delle prove di sviluppo a bassa temperatura non mi è mai capitato di sviluppare ad alte temperature e, sebbene l'informazione che ho riportato sopra della resistenza delle pellicole a temperature fino a 38°C l'ho ripresa dalla letteratura è anche vero che la maggior parte dei testi risalgono agli anni d'oro della pellicola quando le case di riferimento erano sostanzialmente 4 e non prendono in considerazione le recenti produzioni di marchi che si sono diffusi relativamente di recente.
Gaetano (Kiodo) mi ha messo la pulce nell'orecchio con le Foma per cui oggi ho fatto uno "stress test" contravvenendo a qualsiasi raccomandazione di sviluppo che si trova sui manuali :D
Ho preso uno spezzone (12 fotogrammi) di Fomapan 400 e l'ho sviluppato nella Lab-Box usando il rivelatore Ars-Imago R09 ad una diluizione 1+100 a 38°C per 3'00", quindi ho usato un arresto e un fissaggio a temperatura ambiente (che era intorno ai 24-25°C) e poi un lavaggio con acqua presa dal rubinetto dell'acqua fredda, che presumibilmente doveva essere intorno ai 20°C.
Ho fatto un video di tutto il processo dal quale ho preso un paio di fermi immagine a corredo del post:
temperatura-001.png
temperatura-002.png
Non ho avuto tempo e modo di stampare per cui pubblico le scannerizzazioni del negativo (sporco compreso), ma il risultato dello sviluppo è stato più che buono.
sviluppo_BN_38_gradi_foto-001.jpg

sviluppo_BN_38_gradi_foto-002.jpg
Gli sbalzi di temperatura dell'ordine della decina di gradi tra lo sviluppo e l'arresto e un ulteriore abbassamento di circa 5 gradi per il lavaggio potevano portare ad una micro reticolazione della gelatina, che nelle pellicole Foma pare sia piuttosto delicata, invisibile ad un'analisi del negativo sul piano luminoso o anche con un lentino, ma che sarebbe apparso in un ingrandimento. Per avere un confronto oggettivo ho inserito il negativo nell'ingranditore e l'ho osservato con il focometro, confrontandolo con un fotogramma sempre di Foma 400 sviluppata in R09 ma diluito 1+25 alla temperatura canonica di 20°C.
Di seguito le foto digitali dall'oculare del focometro per un confronto della grana:
grana_r09_1+100_38_gradi.png
grana_r09_1+25_20_gradi.png
Come si può vedere la struttura della grana è paragonabile e non c'è traccia di reticolazione.

Ritornando quindi in topic, mi sento di affermare che le pellicole BN, anche quelle considerate più delicate, possono essere trattate a 24°C senza pericolo e che le gelatine pre-indurite usate nelle pellicole moderne sono ben resistenti alle temperature considerate pericolose anni fa.
Mamma mia, che aggiungere!!! Grazie infinite di questo test!!!

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Softbox
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Re: Il limite dei 24 gradi

Messaggio da Softbox »

Che dire... mi hai alleviato la preoccupazione da sviluppo estivo.

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