Dubbi su provini a scalare e metodo in camera oscura

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maxpina
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Dubbi su provini a scalare e metodo in camera oscura

Messaggio da maxpina »

Un saluto a tutti, ho un forte dilemma che mi assale tutte le volte che vado in Camera oscura...., Ho iniziato questo percorso con un amico che ha ereditato i materiali e il locale da suo nonno fotografo, i primi passi li ho mossi all'interno di questo locale, non ho ancora una mia camera oscura e non ho ancora potuto fare un corso da @Silverprint, ma in primavera lo farò sicuramente, purtroppo non ho molta autonomia e mi affido all'esperienza (forse non giusta ... ) del mio amico , lui mi ha insegnato che il primo provino di stampa lo facciamo con una striscia che posizioniamo su una porzione della proiezione del negativo sul marginatore e partiamo da un tempo X ( molte volte a caso) con un apertura del diaframma a 8 o 11 e vediamo cosa esce ..... poi nei passi seguenti allunghiamo o diminuiamo i tempi, magari aggiungendo mascherature in zone specifiche.
Ora, premesso che so la risposta che mi darete e cioè che è un metodo troppo empirico e non corretto, ma come posso iniziare su punti fondamentali da cui non ci si sottrae mai ? Ho visto il filmato di @Silverprint sul provino a scalare, ma mi è venuto un dubbio ...... lo posso/devo utilizzare sempre con qualsiasi negativo ? Cioè se ho una foto dove una parte principale posizionata in una parte ristretta del fotogramma che con il provino scalare avrebbe un tempo di esposizione X" che magari è troppo o troppo poco a tal punto da non rendermi l'idea di quale tempo è giusto ? Non so se mi sono spiegato... ma quello che succede tutte le volte che siamo in camera oscura è che facciamo un sacco di ritagli prima di azzeccare il tempo di esposizione giusto e non sempre ci riusciamo ......
Nel frattempo prima di fare un corso da @Silverprint come posso procedere senza fare troppi danni e prendermi vizi strani difficili da togliere poi dopo ?
Grazie 1000 , spero di non aver fatto troppa confusione



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Silverprint
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Re: Dubbi su provini a scalare e metodo in camera oscura

Messaggio da Silverprint »

Ciao Max

Stringendo, stringendo la regolazione del contrasto servirebbe proprio a fare quello che non fate. :)

Si può benissimo mettere un contrasto a caso e fare molte mascherature e bruciature fino a sistemare (più o meno) le cose, ma nel 90% dei casi NON è la strada giusta. Ormai te ne sei accorto... La strada giusta sarebbe quella di regolare il contrasto fino a che zone di densità diversa non vengano come dovrebbero con un unica esposizione, proprio come è descritto nel video.

Quindi basta pezzettini, tanto sai che così facendo ci vogliono ore e a forza di pezzettini i fogli volano, ma mettete sotto l'ingranditore un foglio intero, o almeno un pezzettone grande a sufficienza per racchiudere le parti più chiare e quelle più scure e fate il provino scalare cercando di avere su ogni striscia parti chiare e parti scure. Poi regolate il contrasto finché le densità della stampa non siano quelle desiderate.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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impressionando
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Re: Dubbi su provini a scalare e metodo in camera oscura

Messaggio da impressionando »

Per quanto sopra un provino a scalare localizzato è quanto di meglio si possa inventare.
Importante però considerare il fatto che la stampa non è solo il soggetto ma è pure il controrno e il contesto. Far uscire bene il soggetto non basta per dire che ho stampato bene.....
....e qui ci si pone il problema dei limiti che vanno pensati in ripresa.
Un cielo forato guasta..... ma guasta di più un cielo bruciacchiato in modo evidente.
Insomma non ci si può esimere dall'esperienza e dall'aiuto di chi lo sa fare.

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maxpina
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Re: Dubbi su provini a scalare e metodo in camera oscura

Messaggio da maxpina »

Grazie @silverprint, questa sintesi me la imprimo in camera oscura !!
Si vero @impressionando , sto cercando sempre di più di "esporre per le ombre", mi sto studiando tutta quella discussione relativa all'esposizione per le ombre e lo sviluppo per le luci, ho capito che tutto sta li ...

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