Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia a colori

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maxadvgroup
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da maxadvgroup »

@-Sandro- grazie mille della tua sempre ammirevole precisione..era quello che intendevo.. ;)



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Matteo Virili
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Matteo Virili »

Comunque se ti interessa stampare l'intero rullo da 36 pose a un prezzo e una qualità decenti e con processo tutto analogico (quindi non stampe di pessime scansioni dei negativi) ti consiglio di affidare i rulli a Ars Imago, io mi sono trovato bene. Per dia e specifiche stampe da negativo a regola d'arte ti consiglio invece di metterti in contatto privatamente con Sandro, che ha un suo laboratorio ed è il massimo dell'affidabilità.

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teofilatto
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da teofilatto »

Grazie per i vostri interventi, ora è tutto più chiaro.
La prossima volta mi rivolgerò ad un servizio come Ars Imago, con trattamento analogico.
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Alyx184
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Alyx184 »

Intanto un saluto a tutti prima di riprendere questo post davvero interessante. Anche se è solo da luglio che scatto su pellicola in modo serio (prima del digitale usavo le compatte con una ristretta scelta tra la Kodak Gold e la Fujicolor) avevo notato pure io che lo sviluppo presso i negozi di fotografia è da lasciar perdere.
Il primo rullo che ho scattato ha richiesto una ricerca estesa e più telefonate in giro a questi ultimi punti vendita e dove il titolare, nella maggior parte dei casi risponde che ha dismesso il minilab e affida lo sviluppo e stampa "presso terzi", presumo grandi laboratori in grado di trattare un elevato numero di pellicole in modo da starci dentro con le spese. In zona mia ho trovato uno dei rari posti in cui almeno il minilab per l'RA-4 è ancora funzionante, ma il C-41 lo esternalizzano e in media l'attesa va tra i 7 e i 10 giorni dalla consegna alla restituzione di stampe e negativi; per la cronaca hanno un Noritsu che ha restituito stampe non entusiasmanti, dai colori spenti sicuramente a causa di una estrema economia dei bagni di sviluppo e fatte pagare un prezzo non proprio "popolare".
Un risultato notevole per essere fatto "a macchina" l'ho ottenuto da Speed Photo a Milano, dove con 10€ ho fatto trattare una CineStill 800T e una Kodak Ektar 100 ai quali va aggiunto 0,25€ per stampa. Il C-41 lo tratta con minilab AGFA FP100, resa ottima nonostante il problema che ha riportato Sandro circa la vasca di lavaggio, meno qualità, invece in stampa perché l'altro apparecchio è un AGFA d.lab 1 che, come detto tende a contrastare molto; ad ogni modo la titolare garantisce risultati nel complesso buoni e prezzi abbordabili in quanto è in pensione, ha buoni agganci per lo smaltimento dei chimici esausti e l'attività è mantenuta per passione e per promuovere la fotografia analogica, che da sola rappresenta il 30% del giro d'affari con una media di 200-250 pellicole sviluppate al mese.
Di sicuro lo sviluppo colore fai da te, a tank e ingranditore, rispettando le temperature e senza tanto provare sovra/sotto esposizioni o tiraggi della pellicola a meno di non essere veramente esperti e lavorando con tutti i crismi e con attenzione saranno sempre superiori a quelle ottenibili da sviluppatori ormai orientati verso la stampa da file e che fanno volumi di rullini al mese insufficienti a rendere sostenibile una regolare sostituzione dei bagni e una frequente manutenzione delle macchine.
Adesso che ho fatto un pò di esperienza con un mio amico fotografo di professione ho iniziato a sviluppare in autonomia e arrivo alla stampa finale solo con le dia dopo aver rimesso faticosamente in marcia una sviluppatrice Cibachrome e reperito altrettanto faticosamente i materiali. Per il resto, se non ho modo o tempo, oppure mi serve il classico sviluppo C-41+RA-4, sempre a Milano vado da ColorSystem, che lavora ancora a ingranditore e mantiene l'attività tradizionale. Per il resto ho scartato i vari negozietti di prossimità anche se ti dicono che mandano a sviluppare nel loro laboratorio di fiducia perché è tutto un automatismo di larga scala e pure le scansioni, in larga parte lasciano a desiderare a meno di non trovare qualcuno con un EPSON Perfection V800 o come un altro fotografo sempre a Milano che scansiona a tamburo e ha creato un algoritmo proprietario per innalzare la risoluzione senza perdere in dettaglio.

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Ri.Co.
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Ri.Co. »

Cibachrome?? :-?

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Alyx184
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Alyx184 »

Ri.Co. ha scritto:
17/11/2020, 19:38
Cibachrome?? :-?
Si. Qui dovrei andare off topic ma farò un post apposito sul progetto che sto portando avanti. Comunque non è fine art o simile ma Cibachrome.

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Ri.Co.
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Ri.Co. »

So cos’è il ciba, per questo mi stupivo... sembrerebbe ormai impossibile no?

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Alyx184
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

Messaggio da Alyx184 »

Ri.Co. immaginavo sapessi, anzi io ho ancora molto da imparare e mi sono iscritto perché travolto dalla passione per la foto analogica che senza tanti veli inizio a considerare superiore al digitale, se fatta a regola d'arte e ho visto che questo è il posto giusto per trovare altri appassionati e maestri dai quali c'è solo.da imparare.
È una storia lunga quella di questa mia avventura nel Ciba, non volevo andare off topic e avevo pensato di creare proprio un post dedicato ma comunque si, la Ilford ha dismesso il sistema nel 2012 o 2013 e siccome sono un testardo che quando si impunta non molla l'osso facilmente, dopo aver avuto risultati mediocri con il primo sviluppatore e nella norma nei laboratori di cui ho parlato, pur essendo belle stampe cercavo quel quid in più e così vi leggevo da utente esterno, mi sono documentato, ho studiato e poi ho poi preso il materiale per la darkroom, due ingranditori, un Durst M305 Color con Nerioneg e lente Schneider 2.8/50 e l'altro per il bianco e nero, un B30 con Metrineg e lente Neotar, così spinto da inspiegabile forza.
Infine, dopo laboriosa ricerca ho rimediato una sviluppatrice CAP 40S, le scatole con il kit per il P30, i filtri, due differenti tipi di carta ciba, ovviamente tutto materiale che ha i suoi anni e il cui uso è per il piacere della fotografia e per stampare le foto più belle scattate con la Ektachrome, poi come dicevo, lo sviluppo colore cromogeno in autonomia lo faccio quando ho tempo da dedicare mentre negli altri casi porto a quei laboratori le pellicole negative.
Ad ogni modo racconterò questa avventura in un topic apposito e metterò le foto dell'apparecchiatura, dei materiali e ... le stampe Ciba.

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Ri.Co.
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Re: Qualità sviluppo colore in laboratorio vs sviluppo fai da te

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