Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia a colori

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Viator
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Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da Viator »

Buonasera,

voglio condividere con Voi la mia prima esperienza di sviluppo a casa di una pellicola a colori, qualche considerazione sul processo e sui risultati.
Premetto che sviluppo da un anno e mezzo pellicole in b/n, diciamo un paio a settimana in media, sia in formato 135 che 120, e sono arrivato a controllare piuttosto bene il processo con buoni risultati. Questo per dire che, prima di passare alla pellicola a colori, ho studiato bene il processo di sviluppo in generale e preso confidenza con gli strumenti relativi: changing bag, tank, chimici, ecc. Se volete sviluppare la pellicola a colori, questo è un processo di approccio che consiglio, dato che il mero procedimento di sviluppo della pellicola in b/n, in base a tutto ciò che ho letto, sembra che tolleri meglio gli eventuali errori di temperatura e dei tempi rispetto a quello della pellicola a colori.
Detto questo, passiamo allo sviluppo vero e proprio della pellicola a colori. Dopo aver studiato bene i prodotti in commercio, ho deciso di usare il kit Tetenal ColorTec C-41, che comprende i tre prodotti chimici indispensabili: sviluppo colore, sbianca fissaggio, stabilizzatore

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Dopo aver preparato le soluzioni in base alle concentrazioni consigliate, ho proceduto allo sviluppo della pellicola impressionata, una KodaK Ektar 100, attenendomi strettamente alle indicazioni riportate nel bugiardino del Tetenal C-41 (essendo la prima volta non ho voluto tentare esperimenti)

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Non voglio spiegare tutto il processo, anche perchè sono sicuro che molti qui ne sapranno più di me, però raccomando a chi volesse cimentarsi nello sviluppo della pellicola a colori due cose. Primo, fornirsi di un termometro preciso: la temperatura di sviluppo deve essere esatta, nel mio caso 38°C, con uno scarto di qualche decimo di grado in più o meno, non oltre. Secondo, è importante rispettare fedelmente i tempi di sviluppo, quindi usate un timer (io uso quello dello smartphone).

Dopo aver sviluppato e fatto asciugare la pellicola, ho scannerizzato i negativi e li ho invertiti in positivi tramite Lightroom (lo stesso processo che uso per la pellicola in b/n). Ecco qualcuna delle fotografie risultanti:

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Per essere il primo rullo che sviluppo a colori, sono moderatamente soddisfatto. Il processo di sviluppo della pellicola a colori non è particolarmente difficile rispetto a quello della pellicola b/n. La difficoltà – se così vogliamo chiamarla – è soprattutto mantenere costante la temperatura dei bagni e della pellicola, cosa che ho risolto come fanno quasi tutti, cioè utilizzando una grossa bacinella che si riempie di acqua a 38 gradi, immergendo i prodotti chimici e la tank a bagnomaria in questo grosso “polmone d’acqua” per qualche minuto finchè il tutto non ha raggiunto la temperatura di 38°, e poi lavorando la pellicola a questa temperatura (tranne per il risciacquo, qui l’acqua può essere tra i 20 e i 40°C).
Ciò detto, ho intitolato queste thread “effetto nostalgia” perché, vedendo le fotografie fatte, anche solo sullo schermo del PC, è questo il sentimento che ho provato: nostalgia. Io sono nato negli anni ’60, le foto della mia infanzia e prima giovinezza erano, appunto, quasi tutte fatte su pellicole a colori, con la macchina fotografica di famiglia o con la prima macchinetta regalata in occasione di qualche compleanno. Naturalmente, per me come credo per quasi tutti, lo sviluppo del rullino non si faceva a casa ma era affidato ad un negozio specializzato: si portava la pellicola in negozio (l’insegna Kodak era un po' dappertutto), e un giorno o due dopo si andavano a ritirare le stampe. Rivedere quei colori pastello, innaturali e pittorici, la definizione imperfetta (pur avendo usato un ottimo obbiettivo), la grana, mi ha riportato indietro di 40-50 anni, quando si guardavano le fotografie della vacanza o del week end in montagna appena stampate, si commentavano e si sceglievano quelle venute bene e quelle venute male (ahaha ma che faccia facevi qui?), poi si mettevano le piccole stampe (in genere 10 x 15) nell’album di famiglia o nel diario personale, a ricordo perpetuo dei momenti belli e delle persone care. Non credo che quelli fossero tempi migliori di quelli attuali, solo diversi, ma sono comunque contento di averli vissuti.
Sperando di aver fatto cosa gradita, un saluto a tutti.



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NikMik
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da NikMik »

Complimenti!!!! :) Io non ho mai avuto cuore di provarci... mi affido a professionisti...

Curiosità: come fai a far rimanere costante la temperatura della bacinella d'acqua a 38 gradi?

Sull' "effetto nostalgia" invece non capisco il riferimento alla scarsa definizione e alla granulosità, quasi si trattasse di lomografia... (per quanto riguarda i colori innaturali, non saprei se è lo scanner o la pellicola usata, la Ektar, non precisamente nota per la naturalezza della resa cromatica...).

Forse ti inganna la visione dallo scanner; in realtà una buona pellicola a colori è capace di moltissima definizione, come testimoniano fra l'altro tutti i film su pellicola a colori che si possono veder proiettati su schermo gigante al cinema (compresi gli ultimissimi di Tarantino, Nolan, Scorsese, Loach, tutti ancora girati su pellicola, e molti altri, ecc.); non so che livello massimo di definizione sia possibile, ma credo che una buona digitalizzazione di un film su pellicola 35mm possa equivalere almeno a un 4k e probabilmente di più, quanto a informazioni (per non parlare di quelli girati su pellicola 70mm, come Tenet o The hateful eight) ... Mi sbaglio?...

Ancora bravo!!! :)

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Marco Leoncino II°
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da Marco Leoncino II° »

Bravo! La prima foto (quella dei fiori) mi pare un po´ sballata (troppo verde), ma le altre mi sembrano invece ben bilanciate.

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zone-seven
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da zone-seven »

Bravo !
Lo sviluppo colore non è troppo complicato (temperatura a parte), la sua difficoltà è più un mito non realtà.
Capisco l'effetto nostalgia che ci sta tutto.
Tuttavia confermo quello che dive @NikMik , la Ektar è una pellicola che tutto è tranne che pastello o granulosa.
Direi che è abbastanza contrastata e sufficientemente satura pur mantenendo fedeltà dei colori.
viviamo in un mondo dove il sapone per i piatti è fatto con vero succo di limone, la limonata con aromi artificiali.
Enzo

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Viator
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da Viator »

Grazie a tutti Voi, mi incoraggiate a continuare. Torno ora da una piccola scampagnata durante la quale ho scattato un rullo a colori con la mia Leica IIIa, vedremo con che risultati.

NikMik: per mantenere costante la temperatura, riempio la bacinella da 12 litri di acqua a 38 gradi, poi ci metto dentro i chimici e la tank con il rullo all'interno (ben chiusa, ovviamente). Questo 10-15 minuti prima di cominciare lo sviluppo. In questo lasso di tempo, tengo d'occhio la temperatura dell'acqua con il termometro, ovviamente si abbassa gradualmente di un grado o due dato che il calore viene assorbito dai chimici e dalla bacinella, più freddi. Per questo, ogni tanto aggiungo un pò di acqua da un bollitore, riportando sempre la temperatura a 38°. Quando anche la temperatura dello "sviluppo colore" è arrivata a 38°C, inizio il processo di sviluppo.

Aggiungo un altro paio di foto del rullo che vi ho già presentato. Capisco il discorso che fate in merito alla "nostalgia", è vero avete ragione, ma io navigo come altri tra la fotografia digitale e quella a pellicola, forse è per questo che i risultati della pellicola mi sembrano sempre poco dettagliati, granulosi ecc. Probabilmente è una sorta di pregiudizio, "voglio vederle" così. Bene, comunque ecco le altre foto, se poteste darmi un giudizio anche su queste ve ne sarei grato:

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Grazie, AD

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efisisu13
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da efisisu13 »

Vedo che ami la natura e soprattutto il verde ! La prima foto è sufficientemente sviluppata nei particolari, la seconda ha un ampio respiro e fa pensare subito alla voglia di stare e vivere in campagna.Complimenti!.Ad maiora!
La Storia è Verita'.

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andynaz
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Re: Effetto nostalgia: sviluppo la mia prima pellicola a colori

Messaggio da andynaz »

Viator ha scritto:
04/05/2021, 19:41
NikMik: per mantenere costante la temperatura, riempio la bacinella da 12 litri di acqua a 38 gradi, poi ci metto dentro i chimici e la tank con il rullo all'interno (ben chiusa, ovviamente). Questo 10-15 minuti prima di cominciare lo sviluppo. In questo lasso di tempo, tengo d'occhio la temperatura dell'acqua con il termometro, ovviamente si abbassa gradualmente di un grado o due dato che il calore viene assorbito dai chimici e dalla bacinella, più freddi. Per questo, ogni tanto aggiungo un pò di acqua da un bollitore, riportando sempre la temperatura a 38°. Quando anche la temperatura dello "sviluppo colore" è arrivata a 38°C, inizio il processo di sviluppo.
Qualche anno fa comprai un kit C-41 e un riscaldatore per acquari per fare qualche prova: MAI USATI!!! Il tempo ultimamente scarseggia :(
PErò questo sistema mi sembra ottimo e pratico, appena riesco a ritagliarmi un po' di tempo libero ci devo assolutamente provare...

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