Fomapan 400 in rodinal 1+50

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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impressionando
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da impressionando »

Sicuro di parlare della stassa carta?
La MGIV è talmente diversissima dalla MG(V) che ciò che dici mi sorprende


Mi chiamo Pierpaolo.... non impressionando
Uso fotocamere a molla con sensore intercambiabile di dimensioni minime 6x6 cm.

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Chi mi parla alle spalle lo guarda il mio culo

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Andrea67c
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Andrea67c »

Hai perfettamente ragione, Pierpaolo, ero fuori casa quando hai scritto e stavo già per risponderti che probabilmente sono io che non me ne accorgo. Ora sono tornato a casa per la partita e ho visto che l'ultimo pacco di ilford che ho appena finito era di vecchio tipo. Il pacco di nuovo tipo, che non di chiama né IV... ***** hanno appena segnato!!!, :ympeace:
Insomma né IV, né V, solo "new". E il pacco new è ancora sigillato, quindi ritiro quel che ho detto, non l'ho ancora provata! Saranno sicuramente molto diverse! Dài che se buttiamo fuori i Belgi, poi dovrebbe essere tutto in discesa!

Ciao!
A.

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impressionando
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da impressionando »

Perdonatemi ma....
....quando gioca l'Italia è tempo di godersi il momento.
Sto aspettando amici per una "notturna" MTB.
.....e penso proprio che saremo in solitaria
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Lollipop »

impressionando ha scritto:
02/07/2021, 21:42
Sto aspettando amici per una "notturna" MTB.
.....e penso proprio che saremo in solitaria
Buone pedalate :)
Lorenzo.

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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Lollipop »

Lollipop ha scritto:
01/07/2021, 8:43
Andrea67c ha scritto:
01/07/2021, 7:45
:-? La SE... quella è, secondo me, non può essere una misura che varia a seconda della scena fotografata, suvvia!
Certo che cambia, la sensibilità è legata all’energia dello sviluppo (tipo, temperatura e durata).
Se poi intendi che, dovendo sviluppare meno, la SE si abbassa, allora anche ci sta,
Vedi? :)
ma non credo che si possa abbassare da 160 a 100.
E invece si: più è alto il contrasto della scena e più devi comprimerlo sulla pellicola. Quindi più luce e meno sviluppo.
Ciao Andrea, oggi nel terminare il lavoro di test con la 200 con lo sviluppi ad alto contrasto per scene a basso contrasto (stessa se ho tempo pubblico i dati nell'altro thread) ho cominciato a testare parimenti la Fomapan 400.
Questo è un dato preliminare, per lo sviluppo a basso contrasto per scene alto contrasto e relativo solo alla sensibilità.
Come si vede dal grafico in questo caso la sensibilità della Fomapan 400, con LQN 1+10, è di 80 iso.
Schermata 2021-07-29 alle 13.37.24.png
Il tempo è stato ricavato per un gamma di 0,5 ma ancora non so quale sarà il gradiente medio ne quante zone staranno in stampa con l'unica esposizione con il tempo minimo per il massimo annerimento. Però è evidente come la 400, col scendere del gradiente, riduca notevolmente la sua sensibilità effettiva.
Schermata 2021-07-29 alle 13.47.34.png
Lorenzo.

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Andrea67c
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Andrea67c »

Ciao Lorenzo, io ti devo confessare che non capisco mai veramente bene, quando tu parli della sensibilità del film. Tu per caso adotti una procedura analoga a quella ufficiale della determinazione ISO della sensibilità? Te lo chiedo perché io invece determino la SE più o meno come spiega Adams ne Il Negativo. In realtà faccio meno quel che dice A. Adams, perché non ho un densitometro e mi devo arrangiare con l'esposimetro, mentre faccio più quello che dice Andrea Calabresi. I risultati dovrebbero coincidere, a prescindere. Nel caso della foma 400 ho ottenuto lo stesso risultato (160) sia con la procedura Calabresi che con quella Adams+esposimetro. E si trattava di sviluppo in Rodinal!
Mi dici quale riferimento teorico usi tu per la SE?

Ciao!
A.

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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Lollipop »

Andrea67c ha scritto:
29/07/2021, 18:11
Ciao Lorenzo, io ti devo confessare che non capisco mai veramente bene, quando tu parli della sensibilità del film. Tu per caso adotti una procedura analoga a quella ufficiale della determinazione ISO della sensibilità? Te lo chiedo perché io invece determino la SE più o meno come spiega Adams ne Il Negativo. In realtà faccio meno quel che dice A. Adams, perché non ho un densitometro e mi devo arrangiare con l'esposimetro, mentre faccio più quello che dice Andrea Calabresi. I risultati dovrebbero coincidere, a prescindere. Nel caso della foma 400 ho ottenuto lo stesso risultato (160) sia con la procedura Calabresi che con quella Adams+esposimetro. E si trattava di sviluppo in Rodinal!
Mi dici quale riferimento teorico usi tu per la SE?

Ciao!
A.
Ciao Andrea, mi avvalgo delle letture qui.
Penso di fare un percorso non diverso da quello fatto, o che stanno facendo, tanti altri: superato il primo trauma del crollo dogmatico dell’IE, inizialmente ho accettato acriticamente l’orientamento generale che indica la SE uno stop o poco più in basso del valore dell’IE.
Pur buona come partenza non c’è voluto molto per constatare che questa indicazione non era comunque bastante a descrivere la SE per I diversi sviluppi e per I diversi contrasti (di scena e conseguentemente di sviluppo). Inoltre la cosa era fortemente condizionata dalla pellicola in uso, tanto che per ridurre le variabili mi sono concentrato su un numero di film.
Il limite dell’approssimazione “uno stop o poco più di luce” si è fatto vedere proprio quando ho abbandonato lo sviluppo unico per tutti i contrasti di scena del rullo e ho cominciato a dividere le scene tra alto e basso contrasto, usando rulli separati.
In maniera del tutto osservazionale e non strumentale ho cominciato ad abbassare l’impostazione degli iso sull’esposimetro per le scene ad alto contrasto, causa ricorrenti sottoesposizioni.
Oggi, messo mi di buzzo buono coi test e col favore delle ferie, ho trovato riscontro strumentale a quanto istintivamente facevo.
Quindi mi importa assai poco dello standard ISO (che è appunto uno standard, cioè che prevede delle condizioni controllate ma c’è il bel post di @chromemax che lo spiega nel dettaglio), usando il numerino solo per agevolare la regolazione sull’esposimetro perché a me serve solo che la pellicola registri i diversi livelli di luminosità, in funzione del contrasto della scena, col contrasto giusto per essere stampabile più agevolmente possibile.

PS nella fattispecie del test sopra mostrato, col valore di 80 iso di SE, non so ancora se quello sviluppo è quello idoneo al mio scopo: devo fare un completo test zonale prima ma può essere senza dubbio quello giusto per un determinato contrasto di scena.
Lorenzo.

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Andrea67c
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Andrea67c »

Ok, adesso abbiamo una base comune su cui parlare. Io determino la SE come Silverprint ha spiegato più volte. In particolare nel thread "lezioni di fotografia" e in un altro thread (o forse era lo stesso) quando ha seguito passo passo (la procedura passo passo mi è stata molto utile) un utente che ora non interviene più, tale paolob, che voleva condurre i test pellicola al meglio.
Quello che non trovo chiaro: quando abbini la SE al contrasto della scena che vuoi riprendere. Tu ritieni di dover esporre in modo diverso a seconda del contrasto della scena. Io sono abbastanza sicuro che non è un modo di pensare necessario. Provo a spiegarti come la penso. Che poi è ciò che penso di aver imparato.
1. Ho la pellicola P col rivelatore R.
2. Ho la convinzione (per quanto ho studiato) che P+R hanno una SE unica (o pochissimo variabile, max 1/3 di stop) e che io devo scoprirla.
3. Presumo, da quanto letto in giro, o perché l'ho sognato di notte (scherzo :) ) che P+R abbia SE che va da un minimo di 100 ad un max di 200.
4. Faccio 4 test: uno a 100, uno a 125, uno a 160, uno a 200.
5. Ognuno di questi test è l'esposizione dello stesso asciugamano bianco, uniformemente illuminato, dove l'esposimetro è settato sulla SE presunta e fotografo con una coppia tempo diaframma suggerita dell'esposimetro, ma anche chiudendo l'esposizione per 4 volte di 1 stop a decrescere e aprendo per 7 volte di uno stop a crescere. Sono quindi 12 fotogrammi alla SE presunta di 100, un fotogramma per ogni zona di Adams. Li sviluppo con un tempo ragionevole.
8. Li stampo con le stesse condizioni all'ingranditore, utilizzando per tutti e 12 la stessa coppia tempo diaframma che ha prodotto la prima Dmax in stampa, quando ho preventivamente stampato lo 0esimo fotogramma costituito dalla B+V. Se la stampa della zona 1 si distingue dalla stampa della B+V, allora concludo che la pellicola ha SE 100 o superiore. I dettagli non li riporto, sono in giro percil forum, li conosciamo tutti e due.
9. Rifaccio il passo precedente coi 12 fotogrammi esposti a 125. Poi a 160 ecc. Vado avanti finché la stampa della zona 1 è meno nera di B+V.
10. Ad un certo punto, magari a 200, il nero della zona 1 è indistinguibile da quello B+V.

Bene, allora SE di P+R è 160. E lo sarà finché non cambierò rivelatore o carta da stampa.

Fine, per la SE.
Come poi analizzo le altre zone, da 2 a 12, in base al tempo di sviluppo, quello è un altro paio di maniche. Con altri scopi. Magari se ne parla a breve.

Ci siamo per la SE? Vedi che in questo modo non c'entra il contrasto della scena? O quantomeno il contrasto non c'entra nella metodologia della determinazione di SE?

Ciao!
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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Lollipop »

Andrea67c ha scritto:
29/07/2021, 22:29
Ok, adesso abbiamo una base comune su cui parlare. Io determino la SE come Silverprint ha spiegato più volte. In particolare nel thread "lezioni di fotografia" e in un altro thread (o forse era lo stesso) quando ha seguito passo passo (la procedura passo passo mi è stata molto utile) un utente che ora non interviene più, tale paolob, che voleva condurre i test pellicola al meglio.
Quello che non trovo chiaro: quando abbini la SE al contrasto della scena che vuoi riprendere. Tu ritieni di dover esporre in modo diverso a seconda del contrasto della scena. Io sono abbastanza sicuro che non è un modo di pensare necessario. Provo a spiegarti come la penso. Che poi è ciò che penso di aver imparato.
1. Ho la pellicola P col rivelatore R.
2. Ho la convinzione (per quanto ho studiato) che P+R hanno una SE unica (o pochissimo variabile, max 1/3 di stop) e che io devo scoprirla.
3. Presumo, da quanto letto in giro, o perché l'ho sognato di notte (scherzo :) ) che P+R abbia SE che va da un minimo di 100 ad un max di 200.
4. Faccio 4 test: uno a 100, uno a 125, uno a 160, uno a 200.
5. Ognuno di questi test è l'esposizione dello stesso asciugamano bianco, uniformemente illuminato, dove l'esposimetro è settato sulla SE presunta e fotografo con una coppia tempo diaframma suggerita dell'esposimetro, ma anche chiudendo l'esposizione per 4 volte di 1 stop a decrescere e aprendo per 7 volte di uno stop a crescere. Sono quindi 12 fotogrammi alla SE presunta di 100, un fotogramma per ogni zona di Adams. Li sviluppo con un tempo ragionevole.
8. Li stampo con le stesse condizioni all'ingranditore, utilizzando per tutti e 12 la stessa coppia tempo diaframma che ha prodotto la prima Dmax in stampa, quando ho preventivamente stampato lo 0esimo fotogramma costituito dalla B+V. Se la stampa della zona 1 si distingue dalla stampa della B+V, allora concludo che la pellicola ha SE 100 o superiore. I dettagli non li riporto, sono in giro percil forum, li conosciamo tutti e due.
9. Rifaccio il passo precedente coi 12 fotogrammi esposti a 125. Poi a 160 ecc. Vado avanti finché la stampa della zona 1 è meno nera di B+V.
10. Ad un certo punto, magari a 200, il nero della zona 1 è indistinguibile da quello B+V.

Bene, allora SE di P+R è 160. E lo sarà finché non cambierò rivelatore o carta da stampa.

Fine, per la SE.
Come poi analizzo le altre zone, da 2 a 12, in base al tempo di sviluppo, quello è un altro paio di maniche. Con altri scopi. Magari se ne parla a breve.

Ci siamo per la SE? Vedi che in questo modo non c'entra il contrasto della scena? O quantomeno il contrasto non c'entra nella metodologia della determinazione di SE?

Ciao!
A.
Guarda che parliamo della stessa cosa :) (ho letto anch’io quei thread) ma con presupposti, e di conseguenza conclusioni, diversi.
Tu sei convinto che la SE di una pellicola+sviluppo (inteso come composizione chimica) sia invariabile o quasi (tra l’altro citi una variabilità di uno stop che non è poco).
I grafici dei produttori però dicono altro: se riduci l’energia di sviluppo la SE scende e se vuoi contenere più livelli luminosi del “normale” all’interno di una densità stampabile con una gradazione (ad esempio la 2) di carta, devi ridurre l’energia. Di conseguenza, e usualmente, la SE scende.
Quindi motivo di variare l’energia di sviluppo, e con lei la SE, è proprio in funzione del contrasto della scena: se questa è completamente in ombra, e senza elementi completamente bianchi e/o neri, tipicamente il contrasto è basso (copre circa 3 stop). Se sei all’aperto e col sole alle spalle medio basso (4-5 stop). Se sei in controluce, o come l’esempio della casa bianca e la vista all’interno, il contrasto diventa alto-altissimo.
Vien da se che: o in stampa cambi filtratura di contrasto, ma col rischio di disomogeneità della risposta della carta o che la gradazione comunque non basti, oppure adegui il contrasto in fase di sviluppo per farci entrare tutto e al meglio sulla carta.
Guarda che questa cosa mica l’ho inventata io. ;)

PS senza contare le "diversità di vedute" degli esposimetri impiegati: la maggior parte di quelli usati con la fotografia analogica sono coevi con le macchine, quindi vecchi bacucchi e spesso rabberciati con pile non a loro destinate.
Eppure siamo sempre disposti a credere che quello che dicono sia la verità assoluta.
I miei test li sto conducendo con i Gossen Starlite II e non perché lo creda superiore al resto solo perché recente (tra l'altro è fantastico perché ha un monte di funzioni) ma solo perché è quello che uso.
Quindi sono convito che l'argomento SE imponga il massimo del relativismo. Anche perché il fatto che tu esponga a 160 iso a me bonariamente interessa assai poco, come parimenti a te dei miei sviluppi diversificati per contrasti di scena visto che probabilmente non adotti questa pratica. ;)
Lorenzo.

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Re: Fomapan 400 in rodinal 1+50

Messaggio da Andrea67c »

[/quote]

Tu sei convinto che la SE di una pellicola+sviluppo (inteso come composizione chimica) sia invariabile o quasi (tra l’altro citi una variabilità di uno stop che non è poco).
I grafici dei produttori però dicono altro: se riduci l’energia di sviluppo la SE scende


PS senza contare le "diversità di vedute" degli esposimetri impiegati: la maggior parte di quelli usati con la fotografia analogica sono coevi con le macchine, quindi vecchi bacucchi e spesso rabberciati con pile non a loro destinate.
Eppure siamo sempre disposti a credere che quello che dicono sia la verità assoluta.
I miei test li sto conducendo con i Gossen Starlite II e non perché lo creda superiore al resto solo perché recente (tra l'altro è fantastico perché ha un monte di funzioni) ma solo perché è quello che uso.
Quindi sono convito che l'argomento SE imponga il massimo del relativismo. Anche perché il fatto che tu esponga a 160 iso a me bonariamente interessa assai poco, come parimenti a te dei miei sviluppi diversificati per contrasti di scena visto che probabilmente non adotti questa pratica. ;)
[/quote]

Ah! Adesso capisco di più. Abbiamo dei malintesi, questo è il luogo per chiarirli! :)

Sono convinto che la SE di P+R sia variabile a seconda del tempo (=energia) di sviluppo, ma al max potrà variare di 1/3 di stop. Faccio i test nell'arco di uno stop intero, con lo stesso tempo di sviluppo, perché a priori non so quale sia questo " quasi unico" valore di SE e mi tengo largo con le possibilità.

I grafici dei produttori mostrano proprio che i piedi delle curve relative a diversi tempi di sviluppo sono molto ravvicinati, da cui si evince che le relative SE sono uguali o quasi uguali. Le SE hanno a che fare coi piedi delle curve, non coi tratti centrali o finali.

Sai che non uso esposimetri a media ponderata o robe simili: ho appena detto ad anto66 che l'esposimetro della canonet per i miei gusti va un tanto al chilo. Allo stesso modo tengo senza batterie una yashicamat e una fujca a vite. Io uso una pistola spotmeter minolta, che porto legata alla cintola in modo abusivo, senza porto d'armi. Anzi, ho pure grattato via la matricola. B-)

Anch'io utilizzo diversi tempi di sviluppo, il che richiede più tempo e più fatica, è inutile negarlo.
Successivamenteai test di SE, faccio dei test con tempi di sviluppo diversi. Mi preoccupo di trovare degli sviluppi n, n-1, n+1. A volte mi capita di trovare per sbaglio degli n-2 o n+2. L'n-2 torna utile in molte situazioni. L'n+2, non ho mai avuto il coraggio di usarlo veramente, perché è davvero hard. Per esempio stamattina ho fotografato all'alba inserendo un nuovo rullo in macchina, che sarà sviluppato n-2, perché avevo 8 stop di scena da far rientrare in stampa. Finora, con queste variazioni n-, n+, la SE (ossia la zona 1) e la zona 2 mi sono rimaste sempre quasi uguali, le differenze vere si vedono dalla zona 3, che varia forse di 1/3 stop, forse di 1/2. Poi a crescere, della zona 4 in poi, le variazioni si fanno molto più pronunciate. Queste considerazioni mi confermano che devo esporre mettendo le ombre sempre e comunque in zona 3 o superiore, perché i diversi tempi di sviluppo hanno effetto da zona 3 in poi, da cui si dice che con lo sviluppo si controllano le luci, mentre alle ombre ci si pensa in fase di esposizione, misurandole e mettendole in zona 3 o superiore. ÀMa non cambio mai sensibilità all'esposimetro! Perché sono convinto che la SE sia assai poco relativa! :ymhug:
Per fare tutto questo sul campo, giro con due corpi macchina piccolo formato e talvolta cambio anche rullo in uno dei corpi. Adesso per esempio ho un corpo con un n-2 e un corpo con n.
Sono tre mesi che lavoro così. Non ho praticamente ombre chiuse o luci sparate. Per 15 anni le ho sempre avute e di fatto stampavo solo foto che in origine non erano problematiche perché erano a basso contrasto in partenza. Le altre le scartavo. Adesso capisco perché ho imparato ad amare il flash.

Ciò non toglie che a volte vado in giro solo con la telemetro e scatto ad occhio senza esposimetro facendo bracketing, o uso il flash in casa, sviluppo n e mi accontento di quel che viene. Praticamente come una volta. Semplicemente per non portarmi in giro troppa roba.

Ciao!
A.

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