Vivian Maier - 10 anni

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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Federico Pari
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Federico Pari »

Niho ha scritto:
03/04/2022, 23:37
Questo è anche vero, sebbene dubiti che degli ufo troviamo informazioni su parenti, ex-datori di lavoro e documenti fiscali :)
Ci sono i video coi pupazzetti, basta e avanza.



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luix
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da luix »

Niho ha scritto:
03/04/2022, 22:52
Anche perché esiste un intero documentario in cui vengono intervistate persone che hanno avuto contatto diretto con Vivian Maier (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Alla_rice ... vian_Maier)
Ho visto il documentario, i ragazzi non avevano la più pallida idea che la Maier faceva fotografie.

Comunque visto che a Torino c'è di nuovo una sua mostra sono andato a vederla, le foto sono bellissime e come già detto rappresentano un'epoca affascinante ormai scomparsa, come già detto non trovo però uno stile particolare e rimango dell'idea che è solo una gigantesca operazione di marketing e che ogni nostra illazione non fa che ingigantirla, se è esistita davvero è stata talmente riservata che non sapremo mai nulla di più di quello che ci racconta Maloof, spero solo che esca qualche nuovo fotografo d'epoca che usave le Zorki così i prezzi delle Rolleiflex scenderanno e me ne compro una :D

Pace e bene a tutti :ymhug:

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gianka79
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da gianka79 »

Buongiorno a tutti, mi spiace dirlo ma l ultima mostra a Torino è stata una super delusione, un po per le foto esposte, ma più che le foto è la scelta di stampa....speravo in una stampa da camera oscura, invece un buon 97% purtroppo erano tutte foto scansionate e stampate da scanner e poi per la location. La seconda è terza saletta non davano modo di gustare le foto. A me come fotografa piace, ma quella vista a TO di mostra è stata la peggiore e mi ha lasciato una bella delusione. Il catalogo l avevo ordinato su Amazon e incredibilmente non solo l ho ricevuto prima dell apertura della mostra, ma a un costo inferiore del 20%. Mi spiace perché a me piace vedere le mostre, soprattutto quelle fotografiche, ma qui viene fuori l inesperienza che abbiamo a volte.
Discorso foto, beh a me lei piace da morire, perché è riuscita a scattare una quantità di foto con una rolleiflex. Solo per questo è ammirevole

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Andrea67c
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Andrea67c »

Sto seriamente meditando di andare in futuro solo a mostre di autori viventi, in modo che le stampe siano curate personalmente, o almeno visionate, dall'autore.

Poi, quando viene esposto qualcosa, la tentazione di muoversi è sempre forte, dato che è sempre un'occasione di riflessione, e di scampagnata, insieme ai compagni di viaggio.

Questo genere di delusioni, che conosco io pure, sono strettamente legate all'uso improprio e spavaldo di tecniche digitali.

Ciao!
A.

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Elmar Lang
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Elmar Lang »

luix ha scritto:
04/04/2022, 14:22
(...) se è esistita davvero è stata talmente riservata che non sapremo mai nulla di più di quello che ci racconta Maloof (...)
Non è del tutto vero: come accennai in altra discussione ove si parlava di Vivian Maier, riportai l'interessante volume di Pamela Bannos: "Vivian Maier. Vita e fortuna di una fotografa"; Milano, "Contrasto", 2018

In questo volume, l'autrice riporta dati e circostanze, che ricostruiscono in maniera approfondita e documentata, l'esistenza della fotografa, i suoi spostamenti, il suo lavoro e, last but not least, la sua vicenda famigliare.

Un volume peraltro molto interessante e scorrevole.
"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)

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Gianluka
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Gianluka »

Non é che possa tibattere ad ogni affermazione che io incontro sul web (speravo di trovare maggiore "sostanza" qui, su Analogica, ma a quanto pare anche questo é web e non molto altro), anche perché penso che ciascuno debba in primis esporsi nel proprio ambito di competenze (e io non sono -diversamente da quanto appaiono molti dei presenti in queste righe- né storico né filologo né semiologo) perché non sarei credibile con me stesso e mi sentirei al bar del lunedí mattina (dove tutti sono CT della nazionale, esperti virologhi o di strategia bellica).
Ma, leggendo ancora rasisui toni della seg.:

(..) rimango dell'idea che è solo una gigantesca operazione di marketing e che ogni nostra illazione non fa che ingigantirla, se è esistita davvero è stata talmente riservata che non sapremo mai nulla di più di quello che ci racconta Maloof (...)

con tutto il rispetto delle opinioni ufologhe etc (entro cui, chiedo scusa, collocherei la succitata frase e molto altro letto in questo thread)., devo dire che lo stesso puó identicamente dirsi di Caravaggio, e Van Gogh.
Ma il punto non sta nella singola questione, quanto nel metodo che emerge.

Cito la divertente firma di un Analogico: viviamo in un mondo in cuii detersivo contiene vero succo di limone, e la likonata aromi i.
Bene: ora ho imparato che viviamo in un mondo in cui i fotografi sono fenomeni mediatici (di principio, Lapalisse avrebbe detto meglio. Accetiamo comunqu l'affermazione, ma se la Mayer si, perché non Capa, Avedon..., e cito un paio di quelli per cui analoghe polemiche sono nate) gli esistiti non sono mai esistiti; i morti (tipo Elvis e la Monroe) sono vivi; McCartney fa eccezione, perché é esistito, ma ora é vivo un suo sosia e non l'originale...

Con il madsimo ridpetto, aggiuno che leggeró anche Analogica con un po' di dubbi sulla qualità e competenza dei contenuti.

G.

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luix
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da luix »

@Elmar Lang se trovo il libro che dici su Z-library me lo leggo volentieri (anche in inglese, non ho problemi con la lingua).

@Gianluka non accenderò il flame che desideri e spero che gli altri facciano lo stesso per non mandare il thread in vacca.

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Elmar Lang
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Elmar Lang »

Ti do ragione, Gianluca, infatti ora ha più valore appunto la "mediaticità": infatti, han più valore le fanfaronate di un burlone professionista come Fontcuberta, che è anche un ottimo showman, di un testo assai ben scritto e documentato, opera di una docente universitaria, per di più tradotto in varie lingue, tra cui l'Italiano.

Ovvio, perché le performances di Fontcuberta le troviamo su YouTube e non solo ed il suo "cosmonauta russo" è talmente finto da sembrare vero (al punto che in tanti ci sono cascati).

I veri "fake" fotografici sono altri: a partire dal "Miliziano Morente" di Capa (che poi ci lasciò -vere e drammatiche- immagini dello sbarco in Normandia, scattate mentre terrorizzato dalla pioggia di proiettili che cadeva sui soldati ancora in acqua, scattava quasi a caso, con la sua Contax inzuppata d'acqua...) e giù giù fino all'ormai dimenticato "fotografo vittoriano" Francis Hetling (ovvero il fotografo pubblicitario Howard Gray) ed i suoi preziosi calotipi di bambini poveri degli orfanotrofi londinesi degli anni '40 del XIX Secolo; immagini acclamate sin dagli esperti di musei londinesi e di illustri case d'asta. Memorabile, l'articolo di Isabelle Anscombe su "The Connoisseur" n. 831/1981, pag. 49.

Letto quell'articolo, sul numero della rivista inglese arrivato all'emeroteca della Querini Stampalia di Venezia dove andavo a studiare la sera (ed a perder tempo in dispersive letture), ebbi l'illuminazione e -già da qualche tempo appassionato di sperimentazioni- il giorno dopo, armato della mia Ernemann 13x18 con ottica Tessar e cavalletto, andai alla Chiesa di S. Maria della Consolazione (o "della Fava") e ne fotografai l'interno verso l'altar maggiore e lo splendido organo Nacchini che lo sovrasta. Corso in camera oscura sviluppai il negativo (Agfapan-100) e feci alcune prove a contatto: una ai sali di ferro... troppo bella e dettagliata... ed altre, su vecchia carta tolta dai risguardi di un volume dei primi dell'800 (ah, i rigattieri veneziani!...) l'ultima, sempre su carta antica, semplicemente spennellata di soluzione di nitrato d'argento, in sandwich con un foglio di carta da lucido (per dare un effetto "carta cerata"), un tot di esposizione dentro il monumentale bromografo Piseroni... ed ecco uno sfolgorante "calotipo", che col fissaggio sbiadì un poco e diede all'immagine una tonalità grigio-rossiccia, che "faceva tanto Talbot". Ritagliai la carta arrotondando i due angoli superiori e la incollai su un antico cartone. Dietro, in bella grafia, la firmai "Alvise Zorzetto Venezia 1843". La buffa, voluta analogia col nome dello storico Alvise Zorzi, non passò nemmeno per l'anticamera del cervello di un noto storico della fotografia, che "imbeccato" da un caro amico circa il mio presunto "ritrovamento" presso un decrepito libraio di Calle della Mandola, fece di tutto, quasi giungendo a perfide bassezze, per poter acquisire il prezioso cimelio, "la più antica immagine negativo-positivo di Venezia"... un ridere... Ed io che no, la foto non è cedibile, non la vendo...
Ancor più da ridere, saltata fuori la verità, la sua gelida furia (avendo lui già smosso le acque dell'intellighenzia veneziana). Alla fine, gliela regalai, arricchita dalla mia dedica con mia firma, modestissima. La cosa finì con una simpatica serata di chiacchiere storico-fotografiche. Oggi, quarant'anni dopo, temo finirebbe a carte bollate...

Qui in allegato, una delle prove di stampa, precedenti il "calotipo" vero e proprio. Nessuno, nemmeno tra i vari connoisseurs, fece caso agli abiti moderni indossati dai fedeli seduti in preghiera, né ai banchi, che certamente erano successivi al XIX Sec. e ad altri dettagli...

Ecco. Tornando a Vivian Maier, una cosa è il fenomeno mediatico, l'invidia di tanti sul successo commerciale di Maloof, la moda attuale di credere a complotti e complottismi vari ed il gioco è fatto.

Scriviamo decine di pagine di discussione, quando un semplice libro, che richiede solo la fatica di leggerlo, documentatamente ci mostra e dimostra, la veridicità della fotografa franco-statunitense e delle vicende della sua vita movimentata ed a tratti tormentata.
Allegati
Chiesa della Fava.jpg
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Elmar Lang »

luix ha scritto:
20/04/2022, 9:34
@Elmar Lang se trovo il libro che dici su Z-library me lo leggo volentieri (anche in inglese, non ho problemi con la lingua).

@Gianluka non accenderò il flame che desideri e spero che gli altri facciano lo stesso per non mandare il thread in vacca.
Perché pensi che Gianluca voglia accendere un "flame"? mi pare anzi che proponga utili spunti di riflessione, da cui la mia peraltro un po' lunga replica.

Il volume della Bannos c'è su Z-Library. Nonostante tutto, io me lo sono comprato.
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Gianluka
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da Gianluka »

luix ha scritto:
20/04/2022, 9:34
@Elmar Lang se trovo il libro che dici su Z-library me lo leggo volentieri (anche in inglese, non ho problemi con la lingua).

@Gianluka non accenderò il flame che desideri e spero che gli altri facciano lo stesso per non mandare il thread in vacca.
Luix: ma io ti voglio bene: perche'mi dici cosi'? :ymhug:
Scherzi a parte: se ti ho fatto arrabbiare ti chiedo scusa: non era nelle intenzioni. invece di un flame, rispondimi in privato inviandomi una bella pernacchia.

Ho usato anche toni un po' da saccente "sostenuto" perche' sono rimasto stordito dal fatto che, dopo diverse pagine, si precipita a ritroso su posizioni iniziali, argomentate in modo qualunquistico, come se di tutto il detto nomn fosse arrivato nulla: rileggo di nuovo che SE e'esistita, la Mayer e'una operazione di marketing.

Se vorrai rispondere, regalami qualche minuto per farmi capire meglio, andando oltre le frasi tout-court che - perdonami- leggo ovunque identiche fra loro.
Da parte mia ti argomento il perche'di questa mia affermazione di due righe sopra: quando leggo:

Ho visto il documentario, i ragazzi non avevano la più pallida idea che la Maier faceva fotografie.

Ebbene: da questa frase, messa cosi', sembra che il fatto che la realta' storica secondo cui la Mayer facesse foto o meno sia a carico del ricordo dei bimbi di cui allora lei era la nanny. E questo ricordo di bimbi (o meglio: il loro non ricordare che la Mayer facesse foto) riportato dagli stessi qualche decennio dopo avrebbe piu' valore di tutto il resto della documentazione,. a cominciatre della mole di foto in cui la Mayer stessa Hitchcockianamente compare.
Insomma: 'sti bimbi cresciuti non ricordano che la Mayer facesse foto, quindi le foto non sono della Mayer, quindi la Mayer non e' esistita. E tutto il resto che si voglia poter dire sono chiacchiere.

Oppure ho capito male e iontendevi dire altro ?

Dici poi che hai trovato le sue foto bellissime: qui siamo d'accordo: ce ne sono tanti suoi scatti che invidio.
Quando aggiungi che non tovi uno stile particolare, potremmo essere anche qui d'accordo: la Mayer forse non seguiva un sua rigorora progettualita' Come Canone Fotografico Vorrebbe: ma proprio questo suo divagare le ha permesso di fare alcuni degli scatti che noi troviamo fra i suoi piu' interessanti.
Voglio dire: il fatto che non abbia un suo stile particolare fa si che... questa magari e' proprio la '"Cifra Mayer".

Ti diro' inoltre: quando ne sono venuto a conoscenza, come a tanti mi ha interessato la sua storia per gli aspetti umani della sua vita. Ma, aldila' di questo, mi ha toccato perche'... mi ci sono un po' rivisto io, fotografo della domenica che, progetto alla mano e alla ricerca di un mio stile, un giorno vado in giro a fotografare porte, un altro a fotografare corrimano, la domenica seguente mi dedico agli scorci d'ombra... ma poi c'e' la festa del paese e che fai: non usi un rullino lasciando perdere il "progetto" di fotografare le vetrine di soli negozi di scarpe ?

Quel che voglio dire, e' che per noi dilettanti principianti "la Mayer e' una di noi" (non me ne voglia la Mayer, a questo punto), e a questo si deve in primaistanza il riscontro che ottiene.
Il suo anonimato e' lo stesso mio che faccio altro per 28 giorni al mese (bado bambini, o forse guido il camion, oppure gestisco contabilita', magari rispondo al call center...) , che non ho uno stile tutto mio perche' ho iniziato a fotografare da poco e ho 50 anni, oppure perche' ho 20 anni ma sono solo in un paesino di provincia con la mia passione e con gli amici passo per fesso perche le domeniche non le spendo nel bar...

Dove siamo davvero in disaccordo e'quando dici che la Mayer "è solo una gigantesca operazione di marketing".
Diamo un peso alle parole: le operazioni di marketing gigantesche le potra' fare la Apple, non certo un giovane rigattiere !

Possiamo dire che ci sia stato chi ha avuto un riscontro economico e in termini di popolarita', che si sia dato seguito con esposizioni, libri e un gran parlare di un qualcosa che a certi piace e ad altri no...
Sembra peraltro che questa cosa dia fastidio. Io dico: meglio "much ado about la Mayer" che per millemila altre occasioni mediatiche e culturali.

Ma quello che mi spiace e' il leggere fra le righe dei vari interventi con il tono del tipo "la Mayer e' esistita forse si, ma anche forse no" incontrando quasi il desiderio di svuotare la storia di una persona, annullarne il portato immaginifico, quale che questo sia stato, quale che sia il suo valore artistico e la consapevolezza o l'abilita' del suo lascito piu'intenso (che, notoriamente, foto a parte della Mayer si sa ben poco).
E per far questo leggo di considerwazioni che farebbero inorridire qualsiasi studente al primo giorno di corso di metodi storiografici.

Se poi fra le righe ho letto male... chiedo scusa a tutti.
Pero'chiedo pure chiareza:
- siate chiari nelle vostre opinioni sulla Mayer
- tutte le critiche sono lecite, ma vanno contestualizzate: se pensate di applicare gli stessi moduli di analisi critica che usate per Strand ad una nanny "stramba", bhe': c'e' del lavoro da fare anche su di voi !
- sulla storicita' della Mayer e sulla autorialita' delle sue fotografie: ne ho abbastanza di chi decostruisce report e documentazione senza offrire alternative: sorry, ma non basta dire "secondo me non e'esistita" o "secondo me le foto non sono sue perche'non hanno stile congruente"o "i bimbi non ricordano di averla vista fotografare".

E infine, intendiamoci: parlo della Mayer ma il discorso e' di carattere generale: da "HCB e' una delusione perche' usava anche il 35mm" fino a "Letizia Battaglia era chiaramente sopravvalutata". E, per l'amor del cielo, mi limito alla fotografia.

Capisco che in epoca di postmodernismo tutto sia fluido, inconsistente, discutibile. Ma allora non conviene neanche iniziare una discussione che sia una su un argomento che sia uno...: cosa faremo, allora: quando ci incontreremo, invece di raccontarci le nostre storie ci guarderemo in faccia in silenzio ?

Abbracci.

G,.

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