Lunghe esposizioni e Svilluppo pellicola 120 TRI-X e TMX

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Lunghe esposizioni e Svilluppo pellicola 120 TRI-X e TMX

Messaggioda Acutanza Umbra » 22/08/2012, 13:02

Salve Gente.
Ho fotografato alle prime luci dell'alba dei monumenti della mia città con la T-MAX 100 versione del 2007 e la TRI-X 400 versione 2010 (ultima?) tutti e due formato 120.
Leggendo i data sheet kodak ho notato che la TRI-X ha un errore di reciprocità maggiore della T-MAX.
Perchè secondo Voi?
Dipende dalla diversa sensibilità o dalla tecnologia T-Grain?
Inoltre il data sheet KODAK riporta che per le lunghe esposizioni oltre ad aumentare appunto l'esposizione devo compensare lo sviluppo riducendulo che nel mio caso di 3 stop (100 Sec.) và diminuito del 30%.
Ecco quest'ultima cosa intuitivamente non mi ritorna, però sviluppando le pellicole effettivamente esse appaiono sovrasviluppate invece che sovraesposte.
Grazie anticipatamente a chi vorrà rispondermi.
A.U.



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Re: Lunghe esposizioni e Svilluppo pellicola 120 TRI-X e TMX

Messaggioda chromemax » 22/08/2012, 14:26

Le T-Max e la Tri-X sono pellicole completamente diverse e si comportano quindi diversamente anche nel caso della non reciprocità.
Quando si lavora in non reciprocità nei tempi lunghi, le ombre sono sottoposte a un difetto di non reciprocità molto più alto rispetto alle luci, dato che ricevono molta meno luce; ai livelli di illuminazione bassi la risposta alla luce non è più lineare quindi se in reciprocità le ombre ricevono 5 stop in meno rispetto alle luci, in non reciprocità questa differenza diventa più alta perché gli alogenuri esposti dalle parti in ombra sono molto meno "sensibili". Quindi ci si comporta come se il soggetto fosse N+ e si riduce di conseguenza lo sviluppo.
Il comportamento si inverte nel caso di non reciprocità nelle esposizioni brevi, in questo caso sono le alteluci a perdere di sensiblità (e si dovrà sovrasviluppare), ma questo è un caso moltopiù raro da incontrare.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti rispiego :)



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Re: Lunghe esposizioni e Svilluppo pellicola 120 TRI-X e TMX

Messaggioda Acutanza Umbra » 22/08/2012, 15:09

chromemax ha scritto:Le T-Max e la Tri-X sono pellicole completamente diverse e si comportano quindi diversamente anche nel caso della non reciprocità.

Sì ok, perchè, se lo sai?

chromemax ha scritto:Quando si lavora in non reciprocità nei tempi lunghi, le ombre sono sottoposte a un difetto di non reciprocità molto più alto rispetto alle luci, dato che ricevono molta meno luce; ai livelli di illuminazione bassi la risposta alla luce non è più lineare quindi se in reciprocità le ombre ricevono 5 stop in meno rispetto alle luci, in non reciprocità questa differenza diventa più alta perché gli alogenuri esposti dalle parti in ombra sono molto meno "sensibili". Quindi ci si comporta come se il soggetto fosse N+ e si riduce di conseguenza lo sviluppo.
Il comportamento si inverte nel caso di non reciprocità nelle esposizioni brevi, in questo caso sono le alteluci a perdere di sensiblità (e si dovrà sovrasviluppare), ma questo è un caso moltopiù raro da incontrare.


Vuol dire essenzialmente che in fase di ripresa per le lunghe esposizioni, espongo per le ombre e quindi applico la compensazione del difetto di non reciprocità in questa fase e poi sottosviluppo altrimenti risulterebbero sovrasviluppate le luci.
Ok, mi ritorna fino a quì.
Solo un appunto rispetto all'esempio che hai fatto. Dato che parli di 5 stop di differenza (una situazione in cui preferisco lasciare in borsa la macchina fotografica), nel mio caso specifico Io non avevo grandi differenze di esposizione, forse 3 stop al massimo (da -1,5 a +1,5 ma proprio al massimo).
Erano le prime ore dell'alba, situazione come saprai benissimo, favorevole alla fotografia paesaggistica in generale, perchè priva appunto di alti contrasti.
Quindi l'esposizione è stata fatta in base al grigio medio (che poi era l'asfalto della strada!). Diciamo che le luci si compensavano da sole :D . Il discorso è ancora applicabile?
Ovvero se Io fotografassi un cartoncino di grigio medio con le lunghe esposizioni, dovrei sempre sottosviluppare?



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Re: Lunghe esposizioni e Svilluppo pellicola 120 TRI-X e TMX

Messaggioda chromemax » 22/08/2012, 16:09

Sì ok, perchè, se lo sai?

E' come chiedere perché sono diverse le prestazioni tra una macchina diesel e una a benzina :) :) sono sempre macchine ma i motori sono incommensurabili in alcuni aspetti.
Tra il progetto delle T-Max e quello delle Tri-X ci sono una quarantina d'anni, Non sono un esperto in chimica, tantomeno in chimica fotografica ma posso ipotizzare che la diversità di comportamento sia dovuta alla maggior efficienza dei cristalli T-Grain (raccolgono più fotoni per unità di volume) e all'uso massiccio di sensibilizzatori in queste pellcole. I sensibilizzatori funzionano come dei mediatori di energia, assimilano l'energia alla quale l'alogenuro non è sensibile e la trasferiscono a quest'ultimo in una forma ad esso "digeribile". Si può ipotizzare che i sensibilizzatori siano più lineari nella risposta ai bassi livelli di illuminazione ed in grado di fornire elettroni di sensibilizzazione agli alogenuri, quando una pellicola senza (o con pochi) sensibilizzatori rimane più "sorda" allo stimolo luminoso.

Vuol dire essenzialmente che in fase di ripresa per le lunghe esposizioni, espongo per le ombre e quindi applico la compensazione del difetto di non reciprocità in questa fase e poi sottosviluppo altrimenti risulterebbero sovrasviluppate le luci.

Non intendevo questo, o non ho capito il tuo pensiero, riprovo a spiegarmi:
Quando si esce dalla reciprocità la risposta alla luce (sensibilità) diminuisce al diminuire del flusso luminoso che colpisce la pellicola. Per semplicità immaginiamo il flusso luminoso come una quantità di fotoni e facciamo un esempio astruso: alla Zona III arrivano 100 fotoni e sullo stesso fotogramma in Zona VIII arrivano 1600 fotoni (5 stop):
in condizioni normali (in reciprocità) gli alogenuri catturano 100 fotoni lì dove sono le ombre e 1600 fotoni lì dove sono le luci.
In non reciprocità gli alogenuri si perdono per strada un po' di questi fotoni e la perdità è maggiore quanto minore è il numero di fotoni, quindi in Zona III arrivano 100 fotoni ma l'alogenuro riesce a prenderne solo 20; nelle luci arrivano più fotoni e l'alogenuro ne perde di meno e riesce a catturarne, diciamo, 1300. Come si vede la perdita di sensibilità è dell'80% nelle ombre ma solo del 20% per le luci; in termini fotografici è come se la scena anziché essere di 5 stop (100-1600) fosse di circa 7 stop (20-1280). Per compensare questo aumento di contrasto bisogna sottosviluppare; di quanto? ce lo dice il produttore o si fanno dei test.
Spero sia più chiaro adesso.

parli di 5 stop di differenza

In zone: VIII-III = 5 stop

Ovvero se Io fotografassi un cartoncino di grigio medio con le lunghe esposizioni, dovrei sempre sottosviluppare?

Al di là del difetto di non reciprocità, il cartoncino grigio medio non ha contrasto, non compensi in sviluppo neanche se lo fotografi sotto il sole del deserto a mezzogiorno o nella bruma scozzese all'alba.



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