Confronto tra Galerie e Kentmere Bromide

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pinomar
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Confronto tra Galerie e Kentmere Bromide

Messaggioda pinomar » 02/09/2012, 22:35

Con il primo fresco (si fa per dire), oggi ho ripreso a stampare con il Goldon Color IFF ad ottica fissa.
I negativi fuJi neopan across 100 formato 120 erano molto densi, tuttavia stampabili (in Pirocatechina).
Partenza con il provino e prima stampa di prova con Ilford MG RC filtro 2 18 x 24 esposizione a F:4 70 secondi.
Sviluppo in ANSCO 130 preparato in casa portato a circa 20°.
Risultato: bianchi tendenti al grigio.
Decido di passare alla Galerie.
Dopo varie strisce di prova, individuo la giusta esposizione, quasi triplicata rispetto alla MG RC. Per lo stesso negativo occorrono 3 minuti.
Netto miglioramento rispetto alla MG RC, ma la resa non mi sembra ricca e brillante e, soprattutto, i dettagli dei bianchi tendono ad apparire grigi.
Le stampe sono destinate ad essere regalate ad un caro amico.
Voglio di più.
Cambio ingranditore, uso il vecchio Durst 600 con ottica da 80 mm.
Passo alla Kentmere Bromide 2 e, dopo la solita striscia con tempi progressivi, finalmente trovo l'esposizione giusta sui bianchi.
Segue l'arresto in bagno a base di acido citrico (15 gr. litro) e, quindi, in un doppio bagno di fissaggio alcalino preparato per l'occasione (TF2).
Risultato. Stampe più che soddisfacenti. Il soggetto è una riproduzione di una vecchia foto e mostra una bella "texture" sui bianchi, oltre ad un'ampia modulazione tonale.
Chiedo a chi ha provato sia la Galerie che la Bromide: cosa rende così diversa la reazione di ciascuna carta all'esposizione? E perchè la Kentmere Bromide appare più veloce e brillante rispetto alla blasonata Galerie?
Pinomar



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Re: Confronto tra Galerie e Kentmere Bromide

Messaggioda Silverprint » 02/09/2012, 22:47

Non conosco bene la Kentmere (usata e scartata anni fa, se non erro, ma potrebbe essere stata un altra Kentmere), ma quello che descrivi a me pare rientrare nella normale varibilità dei materiali.

Sensibilità a parte, l'iso-range delle varie carte è assai diverso anche a parità di gradazione, così come sono molto diverse le curve caratteristiche.

Nel caso specifico della riproduzione di un altro originale fotografico, che è un originale a basso contrasto e con una particolare modulazione dei toni chiari (di sua natura) l'accopiamento delle curve caratteristiche di pellicola e carta non è affatto semplice, e quel "grigiolino" delle alte luci è abbastanza tipico e di non sempicissima soluzione senza giocare parecchio tra pellicole carte e rivelatori.
In poche parole: é sempre bene avere materiali diversi a disposizione! ;)


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp



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