Francamente, nella fotografia analogica, ogni macchina fotografica, ogni pellicola o stampa non è solo un oggetto, ma racconta davvero un pezzo di storia. Secondo me lo si sottovaluta troppo, perché non mostra solo la tecnica, ma anche le scelte e le priorità di chi lo utilizza. I vecchi negativi o le stampe ben conservate rimangono insostituibili, personalmente ci sto attento.
Anche cose più “banali”, come alcuni pezzi recenti, possono riflettere temi di attualità. Quindi mi chiedevo... cosa fate per conservare le vostre pellicole e stampe nel tempo? Avete consigli su come conservarle, scegliere l'attrezzatura o anche per la stampa, in modo che mantengano il massimo valore e le informazioni? Sono alla ricerca di consigli concreti, qui per esempio si trovano spunti interessanti su questo tema.
Memoria degli oggetti e archiviazione
Moderatore: etrusco
Memoria degli oggetti e archiviazione
Ultima modifica di tiziano2 il 23/09/2025, 16:11, modificato 1 volta in totale.
Re: Memoria degli oggetti e archiviazione
i negativi vannno ben lavati e conservati in buste idonee (pergamino o plastica, entrambi certificati per archiviazione) dentro raccoglitori o cartelle acid-free certificate anche quelle.
le stampe vanno lavate bene bene, meglio se con un giro in hypo-clear, c'è la procedura archival sul sito ilford. Poi vanno messe in scatole acid-free certificate intervallate da velina idonea. Non plus ultra: metterle via montate su passpartout, così nemmeno si strisciano. Probabilmente un viraggio completo è ancora più archival (ma modifica il tono).
Il tutto va tenuto al secco, poca luce, temperatura controllata.
Sempre maneggiare il tutto con guanti in cotone da archivio puliti.
Considerazione a latere: le foto degli anni 40-50 che i miei nonni hanno sempre tenuto a rotolare in una scatola di scarpe in ambienti meno che consoni e sono state fatte da fotografi itineranti/di paese, non certo con trattamenti da archivio alinari, sono ancora lì più o meno in forma. Non so a chi interesseranno le mie brutte foto fra 80 anni, ma sono convinto che la discarica sarà più nemica del mio archivio rispetto a un trattamento molto meno accurato di quello che ho descritto sopra.
le stampe vanno lavate bene bene, meglio se con un giro in hypo-clear, c'è la procedura archival sul sito ilford. Poi vanno messe in scatole acid-free certificate intervallate da velina idonea. Non plus ultra: metterle via montate su passpartout, così nemmeno si strisciano. Probabilmente un viraggio completo è ancora più archival (ma modifica il tono).
Il tutto va tenuto al secco, poca luce, temperatura controllata.
Sempre maneggiare il tutto con guanti in cotone da archivio puliti.
Considerazione a latere: le foto degli anni 40-50 che i miei nonni hanno sempre tenuto a rotolare in una scatola di scarpe in ambienti meno che consoni e sono state fatte da fotografi itineranti/di paese, non certo con trattamenti da archivio alinari, sono ancora lì più o meno in forma. Non so a chi interesseranno le mie brutte foto fra 80 anni, ma sono convinto che la discarica sarà più nemica del mio archivio rispetto a un trattamento molto meno accurato di quello che ho descritto sopra.
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Re: Memoria degli oggetti e archiviazione
Un trattato sulla conservazione delle fotografie amatoriali in tre righe, sintesi migliore non è possibile!sono convinto che la discarica sarà più nemica del mio archivio rispetto a un trattamento molto meno accurato di quello che ho descritto sopra.
Re: Memoria degli oggetti e archiviazione
(beninteso: se invece dovete vendere qualcosa a qualcuno, il rispetto prevede che si faccia il trattamento migliore che si può senza scorciatoie, anche solo per evitare figuracce se dopo un paio d'anni compare una macchia di fix. Io devo lottare per appenderle nello sgabuzzino di casa, quindi mi applico lo stesso ma con più serenità)