Non posso crederci. È morto Martin Parr. Un lutto, per me. Credo per molti.
Ciao!
A.
Martin Parr, non è più tra noi.
Moderatore: etrusco
- Valerio Ricciardi
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Re: Martin Parr, non è più tra noi.
Se posso fare un parallelo che probabilmente scandalizzerà alcuni [ fortunatamente non è un problema esiziale ], sotto certi aspetti Martin Parr mi ha sempre prodotto sensazioni e veicolato stimoli - in fotografia - paralleli a quelli che mi suscitava Jacques Tati nel cinema.
Mi è sembrato osservare il mondo - o, meglio, l' umanità - con uno sguardo molto, molto affine a quello del geniale attore e cineasta francese.
Come in questa (arbitraria ma abbastanza coerente) sequenza che metto insieme ”La gente ordinaria e i posti qualunque ispirano in me la stessa passione che porta altri fotografi a raccontare guerre, carestie ed epidemie: io, però, preferisco andare nel supermarket della mia città” (M.P.)
In certe foto par quasi di immaginare Mr. Hulot al fianco di Parr che, dopo uno sguardo d'intesa fotografa; mentre il primo annuisce appena, compiaciuto. Stesso sguardo analitico ma affettuoso, spietato nel descrivere la realtà della vita - nei dettagli un po' assurda e fantozziana - della "gente comune" ...senza idealizzazioni ma con intima simpatia.
Mi è sembrato osservare il mondo - o, meglio, l' umanità - con uno sguardo molto, molto affine a quello del geniale attore e cineasta francese.
Come in questa (arbitraria ma abbastanza coerente) sequenza che metto insieme ”La gente ordinaria e i posti qualunque ispirano in me la stessa passione che porta altri fotografi a raccontare guerre, carestie ed epidemie: io, però, preferisco andare nel supermarket della mia città” (M.P.)
In certe foto par quasi di immaginare Mr. Hulot al fianco di Parr che, dopo uno sguardo d'intesa fotografa; mentre il primo annuisce appena, compiaciuto. Stesso sguardo analitico ma affettuoso, spietato nel descrivere la realtà della vita - nei dettagli un po' assurda e fantozziana - della "gente comune" ...senza idealizzazioni ma con intima simpatia.
"Nel visco, in cui s'avvenne / quell'augellin talora, / lascia le penne ancora, / ma torna in libertà:
poi le perdute penne / in pochi dì rinnova, / cauto divien per prova / né più tradir si fa". Pietro Metastasio (da La Libertà)
poi le perdute penne / in pochi dì rinnova, / cauto divien per prova / né più tradir si fa". Pietro Metastasio (da La Libertà)