Kodak HC110

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Kodak HC110

Messaggioda maramau » 01/12/2012, 22:20

Ciao a tutti,
ho acquistato da poco il rivelatore, come da titolo, HC110 Kodak.
Sino ad oggi ho usato il Rodinal nelle varie diluizioni,ora mi piacerebbe provare il Kodak.
Uso principalmente pellicole Foma 100 o Efke 25, ringrazio sin da ora chi vorrà darmi qualche dritta sull'argomento.
Grazie
Maramau ;)


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Re: Kodak HC110

Messaggioda Silverprint » 02/12/2012, 11:43

Ciao Maramau,

È un ottimo rivelatore, molto versatile. Il concentrato è molto durevole e ci si possono trattare innumerevoli rulli (cioè è anche economico).

Da un buon compromesso di caratteristiche con grana piuttosto fine, ma non ancora spappolata (molto meno netta - e visibile - che col Rodinal), contrasto molto ben controllabile variando tempi e diluizioni.
Usato a perdere non sfrutta a fondo la sensibilità (come il Rodinal +/-) per via dell'elevato quantitativo di anti-velo.
Alla diluizione B (1+31) i tempi sono piuttosto rapidi e può non essere agevole un adeguato controllo del contrasto riducendo il tempo di sviluppo, quindi spesso conviene usare diluizioni superiori.

La soluzione concentrata è molto densa, quasi mielosa, per cui dosare esattamente piccoli quantitativi può essere difficile. Per questo motivo Kodak suggerisce di passare attraverso una soluzione stock intermedia (1+3), da diluirsi a sua volta per preparare la soluzione di lavoro. Anche la soluzione stock 1+3 si conserva bene.
Da questa particolarità derivano le complicate istruzioni di miscelazione, ma basta leggersi le istruzioni e se ne viene fuori abbastanza agilmente.

L'elevata energia del concentrato consente ampie variazioni di diluizione, e quindi una ampia rosa di tempi di sviluppo in cui l'azione rimane abbastanza proporzionale (raddoppio della diluizione e raddoppio del tempo) è quindi abbastanza facile regolarsi sui tempi di partenza anche cambiando diluizione. Si può anche giocare tra nettezza della grana (coi tempi più brevi) e creazione di effetto bordo ( con grana meno netta) con agitazione ridotta e tempi più lunghi.

Insomma, è un ottima nave scuola, ma le variabili possibili sono tante, ed è sempre utile ragionare su cosa si stia cercando prima di passare all'azione.

Nasce come molti altri rivelatori per un uso in vasca con rigenerazione (condizione in cui, imho, da il meglio di sé). Con rigenerazione si riesce a regolarne meglio l'energia e dopo qualche giro sfrutta meglio la sensibilità, ma non è un uso praticabile per piccoli quantitativi.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp



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