approccio primo sviluppo...

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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mordred71
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approccio primo sviluppo...

Messaggioda mordred71 » 21/12/2012, 18:15

ciao a tutti...l'ignoranza è insita in me quindi necessito di vostri consigli... :)
Ho ricevuto da qualche giorno un kit di sviluppo ( tank, chimici, etc. etc.) ho già iniziato a fare pratica "alla luce" per caricare la spirale visto che per me è la prima volta..devo dire nessun problema anzi..poi ho guardato il liquido di sviluppo è un Tetenal Ultrafin Plus (nel kit davano questo, credo perchè insieme c'erano anche 2 pellicole T-max) mi leggo le istruzioni e qui il panico più totale..
innanzitutto mi da 2 modi di diluizione 1+4 oppure 1+6 prima questione : che differenza c'è a livello di resa ?
poi guardo i tempi di sviluppo e anche lì panicissimo arrivo a capire che a differente diluizione cambiano i tempi ma la cosa che non capisco è che mi da comunque 2 alternative per diluizione (c'è uno schema che sotto il tipo di diluizione mi dice 3 sec. e 1 min. e qui comincio ad andare in crisi) cerco di fare un esempio magari riesco a spiegarmi meglio:
con la Tri-x esposta a 400 mi dice che a 1+4 posso fare a 3sec. ( ? ) 4,5 oppure 6 (minuti ? ) e una colonna a fianco dice 1 min. 7 oppure 10
chiaramente con l'altra diluizione non sto a scrivere tutto ma sono ancora differenti...
quindi ricapitolando:
quei 3 sec. o 1min. che sono ?
ah poi non capisco quante agitazioni devo fare e con quale intervallo di tempo..
spero di essere stato abbastanza chiaro perdonatemi gli errori..
intanto grazie



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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda Silverprint » 21/12/2012, 18:40

Già istruzioni poco comprensibili... :)

L'agitazione:

Agitazione ogni 3" è riferito all'agitazione continua, in pratica lo sviluppo con sviluppatrici tipo Jobo. L'agitazione continua, anche se possibile, non è tanto adatta agli sviluppi in tank a mano.

Quindi DEVI guardare la tabella riferita al minuto, che significa agitazione una volta al minuto.

L'agitazione standard prevede una serie iniziale di capovolgimenti della tank (delicati, non è uno shaker) per circa 30" e poi 4 capovolgimenti allo scoccare di ogni minuto successivo, o in alternativa (utile con gli sviluppi brevi </= a 5') 2 capovolgimenti ogni 30".

L'agitazione influenza un po' il contrasto e l'effetto bordo, ma sono "sottigliezze" a cui inizialmente si può anche non pensare.


Scelta del tempo di sviluppo.

La variazione del tempo di sviluppo influisce in maniera decisa sul contrasto (latitudine di posa) della pellicola, più si aumenta il tempo di sviluppo maggiore sarà il contrasto e quindi minore la latitudine di posa. Idealmente il tempo di sviluppo andrebbe variato in base al contrasto della scena ed all'effetto desiderato, quindi i tempi suggeriti per lo sviluppo vanno sempre intesi come base di partenza indicativa.

Tetenal fornisce due tempi, quello più breve produce negativi di contrasto più basso adatti agli ingranditore a luce condensata, quello più lungo produce negativi più duri adatti agli ingranditori a luce diffusa. Come tempo di partenza usa quello adatta al tuo ingranditore.

Diluizione:

Capitolo facoltativo, sono cose un po' complicate, puoi sperimentare tranquillamente e vedere quali sono le differenze.

Il rivelatore cambia un po' la resa a seconda della diluizione, come dipende molto dalla formulazione del rivelatore e le cose che si possono dire sono generiche...

Generalmente un rivelatore più concentrato (tempi di sviluppo brevi) produce grana un po' più grossa e netta, più diluito un poco più fine e meno netta.
Se i tempi si allungano abbastanza (<7/8') comincia, in presenza di agitazione ad intervalli ridotti, a manifestarsi l'effetto bordo che aumenta la sensazione di nitidezza, compensando la perdita di nitidezza dovuta alla minor nettezza della grana. Il bilanciamento tra un effetto e l'altro è cosa sottile e delicata.
I rivelatori più diluiti possono avere un maggior effetto compensatore, ovvero avere minor tendenza a produrre densità molto elevate in presenza di alti livelli di esposizione, se da una parte un rivelatore compensatore può rendere più facile la stampa, da l'altra va tenuto presente che la "compensazione" altro non è che una perdita di modulazione (differenziazione) dei toni più chiari.


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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda franny71 » 21/12/2012, 19:34

ammazza che spiegazione!
Chapeau, non avrei saputo far meglio...
anche perchè ste cosine le spiegasti pure a me a suo tempo.... ;)


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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda mordred71 » 21/12/2012, 20:01

intanto grazie Silver...allora nella tabella , se ho capito bene, guardo il minuto e all'incrocio tra il minuto e la pellicola da me scelta corrisponde il tempo complessivo di sviluppo..per quanto riguarda l'agitazione mi rifaccio a quella "standard" (30 sec. iniziali e poi 4 volte ogni minuto )....per il tempo purtroppo non ho l'ingranditore..quindi non saprei quale sfruttare per avere un negativo migliore..magari inizio con il più basso poi vedrò con i prossimi...
la cosa che sapevo è che ogni sviluppo ha la sua frequenza d'agitazione..quindi da qui il panico.....



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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda Silverprint » 21/12/2012, 20:18

Prego, figurati.

Sì, giusto, guardi la tabella in corrispondenza dell'agitazione al minuto e usi quel tempo come base.
Giusta anche la scelta generica del tempo minore, in stampa nella maggior parte dei casi alzare il contrasto non è un problema, mentre lo è viceversa ridurlo, quindi coi negativi morbidi (di solito) si va più tranquilli...

mordred71 ha scritto:la cosa che sapevo è che ogni sviluppo ha la sua frequenza d'agitazione..

Se ne sentono di ogni... :))

L'agitazione si può variare alla bisogna, ma è un controllo fine. Aumentare l'agitazione aumenta un po' il contrasto, viceversa ridurla. Variare l'agitazione non è un controllo così potente come una variazione del tempo ed è una azione in cui effetti sono maggiormente localizzati sui toni più chiari. Tra agitazione continua ed intermittente (standard) c'è una variazione di contrasto paragonabile (non è uguale però) ad una variazione del tempo di sviluppo di circa il 20%. Una variazione del 20% è sicuramente visibile, ma quasi mai determinante.
Per il controllo del contrasto si usa variare il tempo di sviluppo e non l'agitazione; variare l'agitazione può essere importante solo per specifiche condizioni di luce e/o nel "fine tuning" della modulazione dei toni chiari, ma all'interno di una specifica "catena" (dalla pellicola alla carta da stampa), in astratto cioè senza aver deciso prima tutto il resto (la catena), ha davvero poco senso apportare variazioni alla procedura standard.


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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda mordred71 » 21/12/2012, 21:01

meno male che esiste questo forum...ti ringrazio molto......sei stato chiarissimo..approfitto della tua pazienza per chiederti , l'avevo dimenticato prima, che ho letto anche che lo sviluppo , in questo caso tetenal, posso riusarlo...mi confermi ?..poi giuro ti lascio tranquillo....



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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda Silverprint » 21/12/2012, 21:35

No problem... ;)

Molti rivelatori possono essere riutilizzati. La procedura è di aumentare di un tot (dipende dal tipo) di tempo per ogni sviluppo fatto. Ma NON è una procedura molto attendibile.
Per piccoli quantitativi è più sicuro, cioè da risultati ripetibili, lavorare con il rivelatore a a perdere, magari aumentando un po' la diluizione di base.

Il problema lavorando con piccoli quantitativi (con quantitativi di chimici e pellicola consistenti, la media è più "media" e funziona meglio) è che ogni pellicola riceve luce in maniera diversa ed in maniera diversa consuma il rivelatore, quindi non si può stimare con precisione quanto un rivelatore si sia consumato e di conseguenza quanto sia necessario aumentare il tempo per gli sviluppi successivi.

Poi dipende anche dal rivelatore, alcuni rivelatori ad alta energia, ma con molti ritardanti, sono più attendibili (come dire, hanno tanta "riserva di potenza" tenuta a freno) ed il consumo è meno determinante, altri meno.

Naturalmente se non c'è bisogno di precisione si può fare, seguendo le istruzioni di ogni singolo prodotto, ma insomma... meglio di no, il risparmio è davvero relativo.


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Re: approccio primo sviluppo...

Messaggioda mordred71 » 21/12/2012, 22:38

ok grazie mille..appena sviluppo il primo ti faccio sapere....a presto





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