Presento il primo sviluppo e stampa

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 10/01/2013, 19:38

Buonasera a tutti,

Vi presento il mio primo sviluppo e la mia prima stampa.
Non starò a tediarvi con le caratteristiche tecniche di tutto ciò che ho usato (se interessa a qualcuno ditemelo), poiché volevo chiedere alcune cose:
- Come vi sembrano i negativi e la stampa? A me la stampa pare sovraesposta, ma non sono esperto. Ho potuto dare un tempo solo di 1 s perché più a lungo bruciava la stampa, l'unica cosa è che dopo aver messo a fuoco ho dimenticato di chiudere di qualche stop l'obiettivo (era aperto a f/4) e forse per questo la stampa ha preso troppa luce...
-Chiedo scusa per i segni delle pinze metalliche (provvederò..) e per gli aloni dell'acqua, ma anche qui, come posso evitare la loro formazione visto che ho lasciato la pellicola stesa ad asciugare? Ed ora come faccio a pulire la pellicola?

Ringrazio quanti vorranno darmi un consiglio.
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sviluppo.jpeg



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 10/01/2013, 19:41

Vorrei chiedere anche: le soluzioni con il rodinal, l'acido citrico e l'agefix che ho utilizzato, sono riutilizzabili? E' normale che il rodinal e l'agefix siano incolori, mentre l'acido citrico (arresto) sia rosa? O questo indica il suo esaurimento?



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Silverprint » 10/01/2013, 22:30

Ciao!

Prima di tutto bravo! Bravo perché ti sei lanciato! :)
E poi.. non demordere, altri due, tre tentativi ed i risultati saranno molto, molto migliori!

Allora... la stampa è sovraesposta e sotto-sviluppata (se la lasciavi di più diventava troppo nera), o così sembra. Forse anche il contrasto è sbagliato. Il diaframma va chiuso alla bisogna, cioé fino a quando il tempo di esposizione non è comodo (sui 20").

Per le evitare le macchie d'acqua sui negativi si usa fare un ultimo bagno (dopo il lavaggio, proprio per ultima cosa) con dell'imbibente. L'imbibente è semplicemente un tensioattivo che fa si che l'acqua scorra via dalla pellicola senza lasciare le gocce; gocce che poi asciugandosi lasciano la macchia di calcare. Le macchie di calcare sono quasi impossibili da togliere... :(
Ce ne sono di varie marche, tutti più o meno equivalenti. È importante dosarlo bene rispetto alla durezza dell'acqua (la dose indicata è... indicativa :)) ). È abbastanza semplice, si parte dalla dose consigliata, e se si nota che rimangono delle gocce si aumenta un pochino per volta finché l'acqua non scorre via bene. Non bisogna esagerare altrimenti l'imbibente lascia dei residui.

Lo sviluppo del negativo sembra abbastanza giusto, ma solo gli ultimi fotogrammi sono esposti abbastanza bene, le prime strisce (quelle tutte scure) sono sovra-esposte.

Il fissaggio ed il bagno di arresto sono riutilizzabili. Il Rodinal invece è a perdere, si usa una volta solamente.
Il fissaggio può essere usato per un tot di rulli a seconda della diluizione; quanti è scritto sulle istruzioni. L'Agefix usalo 1+5.
Il colore del bagno di arresto è un "indicatore", una sostanza aggiunta all'arresto vero e proprio che cambia colore a seconda dell'acidità del bagno, quando sarà esaurito diventerà giallo.


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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda chromemax » 11/01/2013, 0:17

Bravo!! La mia prima stampa era peggiore :)
Continua mi raccomando.



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 11/01/2013, 11:36

Dunque, grazie a tutti per gli incoraggiamenti.

Se ho capito bene dalle indicazioni di Silverprint, dovrei chiudere maggiormente il diaframma, fare provino per valutare con più 'calma' (è il caso di dirlo) l'esposizione, e comunque provare a svilupparla più a lungo. Però, ho rispettato il tempo di sviluppo (60s), e su qualche libro (manuale del Langford) avevo letto che bisogna regolare i contrasti con l'esposizione e non con lo sviluppo. Ho capito male? Come funziona dal punto di vista teorico? (con la pratica lo capirò in qualche modo) Sbaglio o sia la sovraesposizione che il sottosviluppo danno un contrasto basso? Lo sviluppo va fatto "a vista" fino a che ci vanno bene i toni della stampa nel bagno?

Sono piuttosto soddisfatto soprattutto dello sviluppo del negativo, tenendo presente che, sia sono alle prime armi con l'utilizzo delle reflex, sia che ho utilizzato una Praktica fx-2 regolandomi per l'esposimetro con quello incorporato nella Cosina anni '70 che già avevo, anche per testare questa vecchia reflex (praktica) che esteticamente e meccanicamente mi piace tantissimo e che ho da poco tempo.

Ho utilizzato l'agefix all' 1+7, perché la tabellina mi indicava solo questa possibilità, o una diluizione maggiore, per l'uso per le stampe; per il rullino l'avevo utilizzato all'1+4, diluendo la stessa soluzione fino ad avere 1+7 nella stampa...comunque con l'uso qualcosa imparerò.

Ciao e grazie



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 11/01/2013, 12:08

Scusate un'ultima domanda: è usa e getta anche lo sviluppante delle stampe (PRINT NE dell'Agfa)?



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Silverprint » 11/01/2013, 12:17

Aleksej6 ha scritto:Se ho capito bene dalle indicazioni di Silverprint, dovrei chiudere maggiormente il diaframma, fare provino per valutare con più 'calma' (è il caso di dirlo) l'esposizione, e comunque provare a svilupparla più a lungo. Però, ho rispettato il tempo di sviluppo (60s), e su qualche libro (manuale del Langford) avevo letto che bisogna regolare i contrasti con l'esposizione e non con lo sviluppo. Ho capito male? Come funziona dal punto di vista teorico? (con la pratica lo capirò in qualche modo) Sbaglio o sia la sovraesposizione che il sottosviluppo danno un contrasto basso? Lo sviluppo va fatto "a vista" fino a che ci vanno bene i toni della stampa nel bagno?


Sì, devi sicuramente chiudere il diaframma...
Il contrasto si regola cambiando carta, nel caso di carte a gradazione, o cambiando il filtro nel caso delle carte a contrasto variabile.

È vero che aumentare il tempo di sviluppo della carta aumenta leggermente il contrasto (almeno fino a un certo punto), viceversa diminuirlo e che per compensare questa variazione di sviluppo serve una variazione di esposizione, MA il margine di intervento in questa direzione è davvero molto ridotto e richiede anche estrema precisione. Su alcune carte di tanti anni fa in questa direzione c'era un po' più di margine.
Il limite del procedere in questo modo è che il nero (una buona densità massima) bisogna raggiungerlo e per raggiungerlo non si può ridurre il tempo di sviluppo più di tanto, perché oltre un certo limite, per quanto si aggiunga esposizione il "nero" non viene proprio (per via del sotto-sviluppo). Dall'altro estremo (aumentando il tempo) succede che una volta raggiunto un buon nero anche aumentando il tempo di sviluppo l'aumento di contrasto è davvero ridotto... fino al punto che in sovra-sviluppo può avvenire addirittura l'opposto, ovvero una diminuzione di contrasto.
In pratica bisognerebbe muoversi in un intervallo di tempo piuttosto ridotto, tra il tempo minimo che da un "nero" accettabile ed un tempo (comunque ridotto) in cui si raggiunge un "nero" bello pieno. Diciamo che sui materiali attuali è un controllo fine... e anche poco pratico, visto che di mezzi per il controllo fine del contrasto in bacinella ce ne sono di più efficaci e pratici. :)

Riguardo invece il tempo d sviluppo NON conviene basarsi sul tempo dei bugiardini che è riferito a condizioni di lavoro specifiche (carta x - temperatura x - diluizione x), ma conviene usare lo sviluppo fattoriale tramite il quale si compensano automaticamente variazioni di temperatura, diluizione e l'invecchiamento della soluzione (ossidazione ed esaurimento progressivo).
Lo sviluppo fattoriale (il nome fa paura, ma è semplice) consiste nel cronometrare il "tempo di comparsa" ovvero quanto l'immagine impiega per iniziare ad apparire dal momento che la carta viene immersa nel rivelatore, e successivamente usare un fattore di moltiplicazione, ovvero moltiplicare il "tempo di comparsa" per un tot. Se si mantiene il fattore inalterato al variare delle condizioni del bagno rivelatore (temperatura, esaurimento, etc) la carta viene sviluppata nello stesso identico modo... ma il tempo di sviluppo cambia dato che cambia il "tempo di comparsa"!! :-o
I fattori minimo e massimo che si possono usare cambiano a seconda della carta usata (e un po' anche del rivelatore), genericamente parlando potremmo dire che un fattore medio sia 8/10, ovvero che la carta vada mediamente sviluppata tra 8 e 10 volte il tempo di comparsa. Naturalmente questa è un affermazione generica visto che ci sono carte che possono essere sviluppate con fattore 4 e che continuano a svilupparsi con fattori di 20 ed oltre.

Riguardo la diluizione del fissaggio conviene sempre usarlo alla massima concentrazione possibile, non ci sono contro-indicazioni di sorta, anzi... ed il consumo, ovvero il costo è lo stesso visto che nel fissaggio più concentrato possono essere trattati più rulli o più fogli di carta.

I rivelatori per carta, una volta diluiti ed usati, non si conservano molto a lungo. L'ossidazione in bacinella è abbastanza consistente vista la grande superficie esposta all'aria. Insomma il giorno dopo probabilmente sono ancora buoni (magari con un rinforzino - un aggiuntina di rivelatore fresco), ma messi via e usati giorni dopo... difficilmente lavoreranno a dovere.


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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 11/01/2013, 15:26

Benissimo.
Piccolo particolare il mio ingranditore (Meopta Opemus III) mi pare che non abbia filtri, me li dovrò procurare.
E' normale che il condensatore resti un poco inclinato (e incastrato) perché non c'è spazio sufficiente per disporlo in piano? Forse arriva da un altro ingranditore...
Posso chiederti a cosa potrebbe servire un vetrino traslucido (non colorato) nel suo supporto circolare che ho trovato nella scatola dell'ingranditore? L'ho preso usato, ahimè.



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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Silverprint » 11/01/2013, 15:57

Aleksej6 ha scritto:Piccolo particolare il mio ingranditore (Meopta Opemus III) mi pare che non abbia filtri, me li dovrò procurare.

Sì, infatti è normale. Ce ne sono vari, tutti più o meno equivalenti (nel senso che si utilizzano al medesimo scopo). Ci sono delle confezioni economiche mancanti dei mezzi gradi che ti sconsiglio.
Bisognerà anche trovare un modo per infilarceli... ma non conosco quell'ingranditore, c'è mica un cassettino apposito?

Aleksej6 ha scritto:E' normale che il condensatore resti un poco inclinato (e incastrato) perché non c'è spazio sufficiente per disporlo in piano? Forse arriva da un altro ingranditore...

Direi proprio che non è normale. Dovrebbe cadere bene nella sua sede.

Aleksej6 ha scritto:Posso chiederti a cosa potrebbe servire un vetrino traslucido (non colorato) nel suo supporto circolare che ho trovato nella scatola dell'ingranditore?

Boh? Vediamo se c'è qualcuno che conosce l'Opemus III...


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Re: Presento il primo sviluppo e stampa

Messaggioda Aleksej6 » 11/01/2013, 16:28

Allora, c'è un cassettino sfilabile con un vetro circa 6x6 che serve per metterci il fotogramma, con vetro che si chiude, anche se la pellicola non mi rimane proprio ferma; immagino che vada posto lì il filtro.
Temo che il condensatore venga da un altro modello, sembra leggermente più grande; ancorché senza difetti, forse quello vecchio si era rovinato ed è stato sostituito in questo modo.
Il vetro semiopaco forse serve a ridurre il flusso luminoso, pare che si possa inserire sotto il condensatore; forse serve se ho una lampada potente (come quella che ho che è da 150W).





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