Ingranditore e C.I.

Discussioni su ingranditori e tecniche di stampa

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Ingranditore e C.I.

Messaggioda zehner21 » 21/02/2014, 22:08

Salve a tutti,
navigando su Internet ho trovato svariate discussioni dove si dice che l'ingranditore a luce condensata restituisce stampe mediamente più contrastate rispetto all'ingranditore a luce diffusa.
E' vero?

E se si, dovrei sviluppare i negativi per ottenere il contrasto adatto al tipo di ingranditore che possiedo? (a luce condensata)



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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda guido » 21/02/2014, 22:23

Si, tendenzialmente è vero, anche se il tutto dipende molto da modello a modello. Per compensare, potresti sviluppare negativi in maniera meno contrastata: minor tempo, minore agitazione, maggiore diluizione del rivelatore (il tutto entro certi limiti).


Guido Cauli



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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda zehner21 » 21/02/2014, 22:32

Quindi,
prendendo ad esempio questa tabella
http://unblinkingeye.com/Articles/Devel ... odinal.pdf

dovrei sviluppare una fp4+ in modo da avere un contrasto di 0.45?



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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda guido » 22/02/2014, 0:10

Nella tabella parla di 20 minuti in rodinal 1+100 per un contrasto di 0.50; io normalmente non ragiono in termini di indici di contrasto, ma così ad occhio potresti provare a ridurre lo sviluppo del 10% (da 20 a 18 minuti) per ammorbidire ancora un po' il contrasto del negativo. Onestamente non posso dire, visto che il Rodinal 1+100 si comporta in modo piuttosto diverso da 1+25 o 1+50, quale effetto potrebbe avere sulle alte luci. Dovresti provare.


Guido Cauli



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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda Silverprint » 22/02/2014, 0:40

:-\

Il Rodinal 1+100 ha un effetto compensatore (per esaurimento) piuttosto pronunciato, con notevole appiattimento delle alte luci.
Non mi pare sia tanto consigliabile per una pellicola di tipo tradizionale che di suo ha già una spalla abbastanza visibile. Senza contare che il tempo bagnato tanto lungo può produrre un notevole calo di nettezza della grana. Non capisco neanche cosa c'entri rispetto alla domanda iniziale... :(

Di norma per ridurre il contrasto la strada preferibile è la riduzione del tempo di sviluppo.
Ridurre l'agitazione spesso non è sufficiente ed ha effetti collaterali, aumentare la diluizione produce differenze di comportamento più marcate, variare la temperatura idem ed è poco pratico.

Le differenze tra luce diffusa e a condensatore non sono necessariamente molto marcate, dipende molto dall'ingranditore e dalla densità del negativo. Negativi tendenzialmente morbidi possono non presentare differenze rilevanti tra un sistema e l'altro, mentre con negativi piuttosto duri le differenze possono essere notevoli. Bisogna tenere poi conto che il contrasto del negativo dipende dal contrasto della scena ripresa (che varia notevolmente) e dallo sviluppo. Quindi il parlare del solo IC dello sviluppo può non avere molto senso...


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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda zehner21 » 22/02/2014, 9:58

Il punto è che sto cercando di imparare da autodidatta attingendo da più fonti possibile, e questo mi sta mandando in confusione.
Mi rendo conto che non si sta parlando di fisica dove F= m * a, sempre e comunque ma ho trovato, navigando, 1000 persone che dicevano 1001 cose diverse (c'è anche chi ha ritrattato =)) .
Ho letto "Il Negativo" di Adams, dove c'è scritto che la zona V solitamente dovrebbe avere una densità ottimale compresa tra 0.60/65 e 0.70/75

Se mi fermassi qua, ti direi che il tutto mi sembra più o meno chiaro: in presenza di un contrasto normale (difficile da spiegare, ma mi appello alla primitività del concetto), dovrei sviluppare normalmente secondo le tabelle che effettivamente riportano un indice di contrasto di, in questo caso, 0.65. E finisce qui.

Poi, però, cerco ulteriori informazioni e vedo spuntare fuori persone che sostengono che la zona V debba avere un indice di contrasto di 0.45/0.50 per il tipo di ingranditore che ho (un modesto Durst B30).
Il problema è che nessuno, a parte te e tanti altri utenti QUI che trovo molto esaustivi, si occupa di fare le giuste distinzioni tra scena molto contrastata, scena poco contrastata e contrasto normale.
Da qui la mia domanda che, =)) , ha fatto aggrottare le sopracciglia a molti!



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Re: Ingranditore e C.I.

Messaggioda Silverprint » 22/02/2014, 10:44

E attenzione che C.I. e densità della Zona V sono cose proprio diverse!!!
Il C.I. è riferito alla differenza di densità tra due livelli noti di esposizione, la densità della Zona V è solo la misura di un tono... che varia sia per l'esposizione che per lo sviluppo, insomma con un tono solo il contrasto NON si può misurare!

Poi i numeri contano poco se non riferiti ad una specifica catena: le differenze tra una catena e l'altra sono notevoli!

Uno degli errori di AA è stato proprio quello di dare i numeri, visto che tutti leggono i numeri, ma nessuno legge l'avvertenza che sono riferiti a delle catene specifiche. Basti pensare che ai suoi tempi le carte di grado due avevano un IsoR di circa 120 e quelle di oggi spesso meno di 100, come dire che uno sviluppo N di AA sarebbe per noi N+1,5 circa (sempre parlando spannometricamente, s'intende).

Insomma non ci sono scorciatoie, prima vanno fatti i test visivi e poi prese le misure, se si ha tempo, voglia, gli strumenti adatti e le capacità di usarli.


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