disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
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Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
Milkof il primo errore credo sia di lettura della luce come frettolosamente ho cercato di scrivere in precedenza, l'aggiunta del dettaglio dell'utilizzo degli ombrelli pero' non e' da poco perche' gia' mi immaginavo i bulbi dei flash che ti mandavano direttamente della luce parassita oltre a quella riflessa sui pannelli. Gli ombrelli non sono il massimo per la direzionalita' della luce e per l'omogeneita' ma dovrebbero aiutarti ad ottenere l'effetto cube light soprattutto con l'aggiunta dei muri bianchi. Spero che la lente usata abbia un buon antiriflesso altrimenti sara' piuttosto difficile avere un buon dettaglio a causa del flare tipico dei cube light.
Per capire come sviluppare le pellicole e' essenziale capire quanta luce hai dato alla pellicola e qui purtroppo secondo me mancano i dati; l'esposimetro sarebbe stata la fonte piu' sicura ma per avere una lettura corretta devi eseguire una procedura di lettura corretta e non mi e' chiaro il metodo che hai seguito. Quello giusto con il tuo dovrebbe essere questo:
1) Calotta abbassata
2) Esposimetro vicinissimo al soggetto puntato sulla fonte luminosa (la cosa migliore e' quella di accendere i flash uno alla volta per capire quanta luce cade sul soggetto; nel tuo caso per l'effetto cube light non devi impostare i flash tutti alla stessa potenza ma devi impostarli in modo da avere la stessa lettura proveniente da tutti i flash)
3) Esposimetro vicinissimo al soggetto, tutti i flash accesi, calotta alzata e rivolta verso la macchina; questa ultima lettura ti dara' un'idea della quantita' di luce globale ricevuta dalla macchina anche se non ti dira' esattamente come ogni fonte luminosa colpira' i soggetti e se i flash non sono nei quadranti frontali ti dara' una lettura pessimista della luce che puo' provocare sottoesposizione.
Hai eseguito una procedura simile con il sekonic? ti sei segnato le diverse letture?
Per capire come sviluppare le pellicole e' essenziale capire quanta luce hai dato alla pellicola e qui purtroppo secondo me mancano i dati; l'esposimetro sarebbe stata la fonte piu' sicura ma per avere una lettura corretta devi eseguire una procedura di lettura corretta e non mi e' chiaro il metodo che hai seguito. Quello giusto con il tuo dovrebbe essere questo:
1) Calotta abbassata
2) Esposimetro vicinissimo al soggetto puntato sulla fonte luminosa (la cosa migliore e' quella di accendere i flash uno alla volta per capire quanta luce cade sul soggetto; nel tuo caso per l'effetto cube light non devi impostare i flash tutti alla stessa potenza ma devi impostarli in modo da avere la stessa lettura proveniente da tutti i flash)
3) Esposimetro vicinissimo al soggetto, tutti i flash accesi, calotta alzata e rivolta verso la macchina; questa ultima lettura ti dara' un'idea della quantita' di luce globale ricevuta dalla macchina anche se non ti dira' esattamente come ogni fonte luminosa colpira' i soggetti e se i flash non sono nei quadranti frontali ti dara' una lettura pessimista della luce che puo' provocare sottoesposizione.
Hai eseguito una procedura simile con il sekonic? ti sei segnato le diverse letture?
Gian Luca Perris
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
In ogli caso se hai tenuto il file della digitale il risultato ti puo' tornare utile per verificare almeno a spanne il tuo esposimetro:
1) Scegli una scena con buona presenza di bianchi neri e grigi, possibilmente in ombra, anche un gionrnale va bene, imposta l'esposimetro su luce ambiente e fai una lettura della luce incidente.
2) Imposta la 30D con questi valori in manuale e scatta una foto; leggi l'istogramma e vedi come reagisce.
La scena che hai scattato ha grande prevalenza di toni chiari, al massimo medi, al limite nelle ombre dovresti avere solo i capelli o dettagli dei vestiti se scuri; quindi regolando lo sviluppo dovresti riuscire a tirar fuori quello che vuoi, il vero problema pero' e' capire quanta luce hai dato ai soggetti.
1) Scegli una scena con buona presenza di bianchi neri e grigi, possibilmente in ombra, anche un gionrnale va bene, imposta l'esposimetro su luce ambiente e fai una lettura della luce incidente.
2) Imposta la 30D con questi valori in manuale e scatta una foto; leggi l'istogramma e vedi come reagisce.
La scena che hai scattato ha grande prevalenza di toni chiari, al massimo medi, al limite nelle ombre dovresti avere solo i capelli o dettagli dei vestiti se scuri; quindi regolando lo sviluppo dovresti riuscire a tirar fuori quello che vuoi, il vero problema pero' e' capire quanta luce hai dato ai soggetti.
Gian Luca Perris
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Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
Non ho capito una cosa, perché questa lettura deve essere in luce riflessa? (calotta alzata intendi senza semisfera giusto?)Marinaio ha scritto:3) Esposimetro vicinissimo al soggetto, tutti i flash accesi, calotta alzata e rivolta verso la macchina; questa ultima lettura ti dara' un'idea della quantita' di luce globale ricevuta dalla macchina anche se non ti dira' esattamente come ogni fonte luminosa colpira' i soggetti e se i flash non sono nei quadranti frontali ti dara' una lettura pessimista della luce che puo' provocare sottoesposizione.
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
Intendo con la semisfera alzata ma presente, e' una lettura pagliativo per gli esposimetri che non sono dotati della lettura spot/flash. Il Sekonic 308 legge solo la luce incidente; con quest esposimetro ed un set composto da piu' flash si riesce a leggere la luce emessa da ogni fonte ma e' complicato capire come le diverse fonti si sommano al variare della distanza.
Procedo per ippotesi perche' non ho ne uno schema dei soggetti ne uno schema della luce e neanche il tipo di foto scattata cioe' primi piani? Figura intera? Se pero' i modelli erano piu' di uno e i flash erano messi a triangolo dall'alto intorno ai soggetti ogni fonte luminosa avra' illuminato in modo diverso le persone presenti sullo scatto; con maggiore intensita' quelle piu' vicine e con minore intensita' quelle piu' lontane; il tutto e' stato ulteriormente influenzato dai muri e dal soffitto; insomma avere un dato preciso con uno schema del genere e con quel metodo di lettura e' praticamente impossibile; leggere in quel modo in punti diversi dei soggetti e con la calotta alzata direzionando la calotta verso la macchina fotografica ti da un surrogato di lettura di luce riflessa.
Vado un po' OT, a mio avviso per un high key lo schema di luce da usare e' abbastanza diverso, privo il piu' possibile di luci parassite sui soggetti proprio perche' giocando solo sulle tonalita' chiare e' necessaria una buona separazione dei toni chiari; le luci parassite tendono invece ad impastare il risultato soprattutto in BN.
Procedo per ippotesi perche' non ho ne uno schema dei soggetti ne uno schema della luce e neanche il tipo di foto scattata cioe' primi piani? Figura intera? Se pero' i modelli erano piu' di uno e i flash erano messi a triangolo dall'alto intorno ai soggetti ogni fonte luminosa avra' illuminato in modo diverso le persone presenti sullo scatto; con maggiore intensita' quelle piu' vicine e con minore intensita' quelle piu' lontane; il tutto e' stato ulteriormente influenzato dai muri e dal soffitto; insomma avere un dato preciso con uno schema del genere e con quel metodo di lettura e' praticamente impossibile; leggere in quel modo in punti diversi dei soggetti e con la calotta alzata direzionando la calotta verso la macchina fotografica ti da un surrogato di lettura di luce riflessa.
Vado un po' OT, a mio avviso per un high key lo schema di luce da usare e' abbastanza diverso, privo il piu' possibile di luci parassite sui soggetti proprio perche' giocando solo sulle tonalita' chiare e' necessaria una buona separazione dei toni chiari; le luci parassite tendono invece ad impastare il risultato soprattutto in BN.
Gian Luca Perris
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
@marinaio: grazie per le preziose delucidazioni e per l'aiuto, davvero apprezzatissimo. cerco di spiegarmi meglio. La scena DEVE essere piatta. i soggetti sono sullo stesso piano focale, a circa un metro e 80 dal fujinon che è dotato di antiriflesso a quanto ho letto. Lo sfondo andava sovraesposto di un paio di stop e anche più. Non avevo tempo per misurare i singoli flash, d'altra parte i due soggetti erano alla stessa distanza l'uno dall'altro e dal piano focale, quindi niente triangolazioni e problemi con la pdc. Molto incarnato e pochi problemi di vestiario. L'obiettivo non era quello di avere tanti passaggi tonali ma di avere una rappresentazione quasi iconografica, al limite stilizzata di queste due figure pur senza perdere - se possibile - l'armonicità dei corpi e quindi ad esempio le flessioni muscolari. Lo schema era triangolare con la key-light davanti bassa a riflettere su un telo bianco sopra un divano, la fill sulla destra in alto a 45 gradi per staccare il soggetto più ò destra e l'altra puntata sullo sfondo per alzare la luce dietro e al tempo stesso staccarmi anche il primo soggetto. Anche la scelta della tmax 400 andava nella direzione di avere una evidente separazione dei toni, con quel carattere "quasi" digitale che mi pare abbia questa pellicola.
io ho misurato la luce incidente sullo sfondo e mi dava uno stop in più (f16) del primo piano. Quest'ultimo è stto misurato in luce incidente ponendo la cupolina subito sotto il mento, all'altezza dell'ombra importante del collo. Un'altra lettura l'ho fatta sulle gambe, e il risultato era lo stesso. Altre due letture all'altezza delle spalle di entrambi i soggetti e leggevano 1/3 di stop in più, che torna visto che erano più vicini alla fonte luminosa...
Se avessi ragionato solo con la mia testa avrei senz'altro alzato i flash per arrivare almeno a f22 sullo sfondo e alzare a f20 i soggetti e scattare a f16. Ma mi sono fatto infinocchiare dalla 30d che a 1/125 f16 mi restituiva esattamente quello che avevo in mente io prima di scattare. per quello dopo averci pensato un pò su ho fatto la scelta sbagliata di lasciare i bowens al minimo (in proporzione) e affidarmi alla NON lettura della 30d ma al suo risultato a video (su monitor mac).
Ora che covo disperazione mi domando se un'agitazione importante e un tempo ridotto di sviluppo con un rivelatore energico possano fare al caso mio, considerando che dovrei anche ingrandire almeno fino al 30x40. la grana non mi preoccupa ma i soggetti si devono "staccare" il più possibile...
io ho misurato la luce incidente sullo sfondo e mi dava uno stop in più (f16) del primo piano. Quest'ultimo è stto misurato in luce incidente ponendo la cupolina subito sotto il mento, all'altezza dell'ombra importante del collo. Un'altra lettura l'ho fatta sulle gambe, e il risultato era lo stesso. Altre due letture all'altezza delle spalle di entrambi i soggetti e leggevano 1/3 di stop in più, che torna visto che erano più vicini alla fonte luminosa...
Se avessi ragionato solo con la mia testa avrei senz'altro alzato i flash per arrivare almeno a f22 sullo sfondo e alzare a f20 i soggetti e scattare a f16. Ma mi sono fatto infinocchiare dalla 30d che a 1/125 f16 mi restituiva esattamente quello che avevo in mente io prima di scattare. per quello dopo averci pensato un pò su ho fatto la scelta sbagliata di lasciare i bowens al minimo (in proporzione) e affidarmi alla NON lettura della 30d ma al suo risultato a video (su monitor mac).
Ora che covo disperazione mi domando se un'agitazione importante e un tempo ridotto di sviluppo con un rivelatore energico possano fare al caso mio, considerando che dovrei anche ingrandire almeno fino al 30x40. la grana non mi preoccupa ma i soggetti si devono "staccare" il più possibile...
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
Milkof non rispondo per la parte analogica, qui ci sono persone moooolto piu' competenti di me, per alzare i toni medi e le luci pero' lo sviluppo devi allungarlo e non ridurlo.
Per quanto riguarda la luce sovraesporre lo sfondo di 2 stop con i flash e' un errore molto probabilmente dovuto all'abitudine di lavorare con luce naturale e con gli esposimetri per luce riflessa tarati sul grigio 18%.
Se lo sfondo e' gia bianco a parita' di illuminazione sara' bianco nella foto, al limite se proprio vuoi bruciarlo lo sovraesponi di 1/3 - 2/3 di stop; oltre fai solo danni e induci un sacco di flare. Che lente hai usato sulla 30D? Potrebbe essere stato proprio tutto questo flare a darti una foto fortemente sovraesposta, non e' detto pero' che la lente usata sulla macchina analogica abbia avuto un comportamento simile.
Una luce frontale a 45 gradi non stacca il soggetto proprio perche' lo illumina frontalmente, le luci usate per dare stacco si usano dai quadranti posteriori con intensita' maggiore rispetto allo schema e con fonte mascherata rispetto alla lente.
La cupolina usata per misurare la luce vicino ai soggetti era alta o bassa? Ed era indirizzata verso la macchina fotografica o verso i flash?
Comunque sia e' una scena dal bassissimo contrasto e con ombre praticamente inesistenti; quindi se riesci a capire dallo scatto digitale quanta luce hai dato alla scena puoi recuperare lo scatto tarando l'energia data allo sviluppo. In caso contrario dare dei valori di energia per lo sviluppo e' come dare dei numeri da giocare al lotto.
Per quanto riguarda la luce sovraesporre lo sfondo di 2 stop con i flash e' un errore molto probabilmente dovuto all'abitudine di lavorare con luce naturale e con gli esposimetri per luce riflessa tarati sul grigio 18%.
Se lo sfondo e' gia bianco a parita' di illuminazione sara' bianco nella foto, al limite se proprio vuoi bruciarlo lo sovraesponi di 1/3 - 2/3 di stop; oltre fai solo danni e induci un sacco di flare. Che lente hai usato sulla 30D? Potrebbe essere stato proprio tutto questo flare a darti una foto fortemente sovraesposta, non e' detto pero' che la lente usata sulla macchina analogica abbia avuto un comportamento simile.
Una luce frontale a 45 gradi non stacca il soggetto proprio perche' lo illumina frontalmente, le luci usate per dare stacco si usano dai quadranti posteriori con intensita' maggiore rispetto allo schema e con fonte mascherata rispetto alla lente.
La cupolina usata per misurare la luce vicino ai soggetti era alta o bassa? Ed era indirizzata verso la macchina fotografica o verso i flash?
Comunque sia e' una scena dal bassissimo contrasto e con ombre praticamente inesistenti; quindi se riesci a capire dallo scatto digitale quanta luce hai dato alla scena puoi recuperare lo scatto tarando l'energia data allo sviluppo. In caso contrario dare dei valori di energia per lo sviluppo e' come dare dei numeri da giocare al lotto.
Gian Luca Perris
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
sì in effetti ho ragionato come se fossi in luce naturale per lo sfondo....in automatico senza nemmeno pensarci.
per quanto riguarda lo sviluppo credo invece di doverlo ridurre di un 20% se faccio un'agitazione vigorosa e a bassa diluizione.
la lente sulla 30d era un 50mm 1.4 planar, lente eccellente. Sulla 6x9 un fujinon 90mm 3.5 con trattamento antiriflesso.
Le luci non erano frontali a 45 gradi ma 1 bounced light frontale (key) 1 posteriore a 45 gradi circa in diagonale rispetto al soggetto (circa come la fill), 1 (fill) a quasi 90 gradi rispetto all'altro soggetto ma spostata un pò laterale e dietro.... In ogni caso la variazione manuale sui flash tra luce principale e altre luci era minima (1/2 stop) per via delle ridottissime dimensioni del set e della diffusione della luce intorno... sì, la scena era a basso contrasto ma a medio-alta luminosità. La cupola era rivolta verso la camera, non ho potuto misurare i singoli flash...

scusa una curiosità: ma per "fonte luminosa mascherata rispetto alla lente" può andare anche un softbox perpendicolare al punto di ripresa (ovviamente nella parte conica) oppure c'è proprio bisogno di una bandiera taglialuce???
grazie
per quanto riguarda lo sviluppo credo invece di doverlo ridurre di un 20% se faccio un'agitazione vigorosa e a bassa diluizione.
la lente sulla 30d era un 50mm 1.4 planar, lente eccellente. Sulla 6x9 un fujinon 90mm 3.5 con trattamento antiriflesso.
Le luci non erano frontali a 45 gradi ma 1 bounced light frontale (key) 1 posteriore a 45 gradi circa in diagonale rispetto al soggetto (circa come la fill), 1 (fill) a quasi 90 gradi rispetto all'altro soggetto ma spostata un pò laterale e dietro.... In ogni caso la variazione manuale sui flash tra luce principale e altre luci era minima (1/2 stop) per via delle ridottissime dimensioni del set e della diffusione della luce intorno... sì, la scena era a basso contrasto ma a medio-alta luminosità. La cupola era rivolta verso la camera, non ho potuto misurare i singoli flash...
scusa una curiosità: ma per "fonte luminosa mascherata rispetto alla lente" può andare anche un softbox perpendicolare al punto di ripresa (ovviamente nella parte conica) oppure c'è proprio bisogno di una bandiera taglialuce???
grazie
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
In genere il softbok perpendicolare non basta, la luce emessa e' molto forte e se la lente frontale la vede il flare e' sempre piuttosto importante, anche se non vedi aloni la riduzione di contrasto e' tanta. L'ideale e' usare le bandiere nere opache da appoggiare ai softbox, sono facilissimi da costruire o con del polistirolo o anche con del cartone.
Gian Luca Perris
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
A Milkof un altra cosa:
L'impostazione sui flash della potenza non corrisponde alla quantita' di luce uniforme sul soggetto perche' i diffusori, gli angoli di incidenza e le distanze tra fonte di luce e soggetto sono diverse. Per questo si legge singolarmente ogni fonte con la calotta rientrata (angolo stretto) e direzionata verso i flash accendendone solo uno alla volta; meglio ancora se fatto in zone diverse del set soprattutto se hai piu' soggetti. In questo modo puoi decidere la proporzione tra le fonti luminose che per il risultato cercato da te dovevano essere equilibrate. (in altri casi si usano potenze diverse sul soggetto).
Con la tua lettura non sai se una parte del soggetto e' bruciata e se altre invece sono sottoesposte.
Lascio ai piu' esperti la parte sullo sviluppo, ridurre pero' il tempo di sviluppo significa abbassare toni medi e alte luci, se gia' ai sottoesposto e sei partito da un valore nominale della pellicola usata significa che:
1) Hai gia' sottoesposto parecchi le ombre per somma di errori
2) Abbasserai anche il contrasto non dando abbastanza energia a toni medi e luci.
Sono convinto che per la parte analogica potrai essere guidato in modo piu' completo da chi conosce pellicola e rivelatore da te usati.
Se hai letto con la calotta abbassata e direzionata verso la macchina fotografica questo e' proprio quello che non sai.In ogni caso la variazione manuale sui flash tra luce principale e altre luci era minima (1/2 stop) per via delle ridottissime dimensioni del set e della diffusione della luce intorno..
L'impostazione sui flash della potenza non corrisponde alla quantita' di luce uniforme sul soggetto perche' i diffusori, gli angoli di incidenza e le distanze tra fonte di luce e soggetto sono diverse. Per questo si legge singolarmente ogni fonte con la calotta rientrata (angolo stretto) e direzionata verso i flash accendendone solo uno alla volta; meglio ancora se fatto in zone diverse del set soprattutto se hai piu' soggetti. In questo modo puoi decidere la proporzione tra le fonti luminose che per il risultato cercato da te dovevano essere equilibrate. (in altri casi si usano potenze diverse sul soggetto).
Con la tua lettura non sai se una parte del soggetto e' bruciata e se altre invece sono sottoesposte.
Lascio ai piu' esperti la parte sullo sviluppo, ridurre pero' il tempo di sviluppo significa abbassare toni medi e alte luci, se gia' ai sottoesposto e sei partito da un valore nominale della pellicola usata significa che:
1) Hai gia' sottoesposto parecchi le ombre per somma di errori
2) Abbasserai anche il contrasto non dando abbastanza energia a toni medi e luci.
Sono convinto che per la parte analogica potrai essere guidato in modo piu' completo da chi conosce pellicola e rivelatore da te usati.
Gian Luca Perris
Re: disparità tra lettura esposimetro esterno e camera
Ragazzi... Non mi resta che tentare! Osare perdere! Al massimo riconvoco i malcapitati. Sempre meglio che lavorare....
grazie mille per il prezioso supporto. Stay tuned
Scusa marinaio solo un'ultima cosa: ma quando faccio la lettura per singoli flash dove devo posizionare l'esposimetro esterno? Esattamente sul punto dove si trova il soggetto, giusto?
Scusa marinaio solo un'ultima cosa: ma quando faccio la lettura per singoli flash dove devo posizionare l'esposimetro esterno? Esattamente sul punto dove si trova il soggetto, giusto?