Prime stampe con carta baritata....

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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luca_dega
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da luca_dega »

maverg76 ha scritto:Sono alle prime armi con la camera oscura. : aiutatemiiii!!!
Ciao maverg76.
il primo passo per avere un'aiuto ad ottenere un'immagine ben a fuoco, è presentarsi nell'apposita sezione "presentazioni" :))



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zioAlex
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da zioAlex »

maverg76 ha scritto:.......Non c'è stato verso di far venire l'immagine a fuoco. Le ho provate tutte: marginatore, vetro, ho controllato il fuoco col focometro piu volte, ma niente da fare. Alla fine la stampa risultava sempre come se fosse sfocata.
Non so proprio darmi una spiegazione: aiutatemiiii!!!
:D ciao! Bhé se in fase di stampa sotto l'ingranditore é tutt'ok e considerando che il focometro mette a fuoco la grana della pellicola...... A mio parere é la foto che é sfocata! ;;)
Aivoglia a mettere a fuoco!! :D
:-h
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Simone-Lucy
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da Simone-Lucy »

chromemax ha scritto:
08/01/2011, 11:39
Bravo Luigi! E complimenti per l'ottimo spirito di osservazione, hai riportato dettagli che di solito si apprezzano solo dopo qualche tempo che si stampa.
Continuo a pensare che il quid che ha in più la baritata sia sempre un po' troppo sopravvalutata, sembra quasi ci sia una "mistica" della baritata quando, secondo la mia modesta opinione, a parte le differenze di resa della superficie si ottengono eccellenti risultati con entrambe. Poi anche io preferisco la baritata.
Cerco di risponderti punto per punto:

1. Le carte fotografiche, quelle baritate in particolare, quando asciugano tendono a scurire i bianchi, non i neri. Un bel bianco brillante con un accenno di dettagli su una stampa bagnata acquisterà più densità e dettaglio una volta asciutta. E dato che è buona norma scegliere il tempo di esposizione della stampa sulle luci è molto importante che la valutazione del provino venga fatta con la carta asciutta.
Inoltre giudicare un provino, soprattutto se piuttosto piccolo, non è facile, l'occhio viene facilmente ingannato dalle tonalità adiacenti all'area che si sta osservando (hai mai visto le illusioni ottiche in cui lo stesso quadrato grigio appare più chiaro o più scuro a seconda se lo sfondo è biano o nero?). Il mio consiglio è di fare dei provini piuttosto generosi, di valutarli sotto una buona illuminazione che sia la più simile alle condizioni in cui verosimilmente la stampa finale sarà osservata, e di poggiare la striscia su uno sfondo grigio neutro e magari valutarla anche un po' da lontano, cercando di rimanere focalizzati con lo sguardo sul settore che ci appare giusto.

2. Io di solito preferisco usare sempre il filtro MG. La carta MG senza filtro ha una gradazione di circa 2-21/2 ma una sensibilità molto più alta, se decido di cambiare gradazione di contrasto devo rifare il provino di esposizione, col filtro posso evitarlo. La carta baritata è normale che sia leggermente incurvata, di fatto è un foglio di semplice cartoncino ricoperto da gelatina; i due materiali hanno diversi coefficenti di dilatazione e quando uno strato tira più dell'altro la carta si incurva. Il marginatore alcuni lo amano altri lo odiano, alcuni lo ritengono indispensabile altri soldi buttati. Quattro rotolini fatti con del nastro adesivo di carta, magari passato un paio di volte sul palmo della mano per ridurre il potere adesivo ed evitare che strappi via la carta quando si toglie, sono più che sufficienti a tenere ben spianato un foglio 24x30. Decidi tu in base a come ti trovi se prenderlo o meno, se vuoi le stampe con i bordi oppure no.

3. Come ti ho accennato prima la base è semplice carta, quando si bagna si "ammolla". La politeneta è un cartoncino plastificato, quando è immerso in un liquido la fibra della carta non assorbe perché protetto dal politilene. La baritata è anche più difficile da maneggiare, quando è bagnata è piuttosto delicata e una piegatura troppo brusca ti lascia un segno indelebile sulla superficie. Le stampe vanno lavate molto bene, la base in carta è come una spugna spontex, assorbe le soluzioni in cui viene immersa e deve essere lavata dentro senza poter essere strizzata (al contrario della spontex :D ).
Però se lasciata in ammollo troppo tempo (all'incirca >12h per la mia esperienza, ma molto dipende anche dalle varie marche) le fibre della carta cominciano a perdere coesione e la stampa non ti ritornerà mai piatta una volta che asciuga. Comunque non è che la stampa ti si scioglie nella bacinella, io più volte ho lasciato le stampe in ammollo per tutta la notte, quando le asciugavo i bordi rimanevano ondulati, a mo' di mantello della seppia. Conviene sempre lasciare un bordo generoso intorno.
In asciugatura è normale che i fogli si incurvino leggermente; rimangono "vivi" anche una volta asciutti e si incurvano a seconda dell'umidità dell'ambiente. Appendere con la molletta una stampa baritata è forse il metodo peggiore per asciugarla, il foglio si arriccia troppo. Togli l'eccesso d'acqua con una racletta (quelle cose che usano i lavavetri) o con un tergicristallo quindi lascia asciugare il foglio a faccia in giù appoggiato su una superfice pulita e che non lasci peli (tipo formica o meglio stoffa sintetica tipo nylon) oppure su una retina in plastica in modo che l'aria circoli su entrambe le superfici della stampa; in 24h di solito sono asciutte e piuttosto piatte. Altrimenti puoi acquistare una smaltatrice, asciugano molto più velocemente.
E' vero, se asciugata all'aria calda la carta baritata è più brillante, se ti piace l'effetto puoi usare il phon ma l'aria calda sparata sulla gelatina appiccicosa può farti aderire dei pelucchi di polvere alla superficie ch epoi sono difficili da togliere.
Spero di essere stato esauriente.

@chromemax

Un paio di punti oscuri, se mi permetti di chiederti, visto che in questo tuo post c'e' tutto quello che mi occorre.

Per l'asciugatura ho poggiato le stampe sul cartone di Amazon, privo di alcuna stampa o quant'altro, domanda ma le mie stampe devono essere a faccia in su o in giu'? Tu indichi in giu' altri in su, qui su flickr, l'intervento di MMauro:
https://www.flickr.com/groups/[email protected] ... maltatrice

Asciugatura di stampe baritate.
Cartone da imballaggio, tagliato un po' più grande del foglio. Riutilizzabile infinite volte. Tanti pezzi quante sono le stampe che normalmente si fanno in una sessione.

Si appoggia la stampa ancora bagnata rivolta verso l'alto (con la parte bianca senza gelatina a contatto del cartone) e si lascia asciugare. Magari, se possibile, si lascia scolare per poco la stampa prima di metterla sul cartone.

Garantisco un'asciugatura con stampa perfettamente spianata, e senza alcuna arricciatura. Cioè pronta per essere messa nella cartella di archiviazione insieme alle altre.


Chi dice la verita'? :)

Altra cosa, potresti chiarirmi l'asciugatura col phon, non tenderebbe comunque ad arricciarsi la stampa? come compensi questo fatto?
Si puo' utilizzare il ferro da stiro? Se si' come?

Grazie

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bafman
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da bafman »

Cartone del pacco Amazon... riutilizzabile infinite volte... stampa pronta per l’archiviazione...

E da quando Jeff Bezos ha imposto che gli imballi siano fatti solo da cartonati doppi di puro cotone, bio, e incollati con saliva di giovani vergini che lavorano nella piantagione (di cotone)?

Simone, nella decina d’anni di post che stai navigando troverai ampia letteratura.
Fatti qualche telaio a zanzariera e tienilo pulito. Baritate a faccia in giù (ma fai tu la prova... scoprirai se ha ragione quello dei cartoni)

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chromemax
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da chromemax »

Il cartone ondulato d imballo è una della carte più "sporche" che ci sia, è fatta con tutti i possibili scarti cartacei e rimpita di sostanze chimiche per rendere "cartaceo" quell'intruglio. Puoi benissimo usare il cartone da imballo per poggiarci le stampe, a faccia in su sennò si incollano, e farle asciugare, ma a questo punto lavale solo una decina di minuti anziché un'oretta, e non serve neanche buttare soldi e tempo nell'Hypo Clearing Angent o nel viraggio al selenio. La conservazione è un "trattamento" le cui fasi devono essere congruenti al fine di far durare il più possibile la stampa, quindi preservarla dagli attacchi chimici derivati dall'azione ossidante dell'atmosfera e dai residui chimci rimasti nella stampa stessa; basta un solo passaggio "sporco" e tutto quello che è stato fatto prima e dopo viene vanificato. Questo è il motivo per cui non viene consigliato l'uso della smaltatrice; è vero che asciuga velocemente e (più o meno) bene ma basta una sola stampa poco pulita che contamina i teli di tensione della smaltatrice e tutte le stampe a venire saranno contaminate.

La carta fotografica baritata è a strati; sopra c'è la gelatina, sotto la carta. Gelatina e carta hanno coefficienti di dilatazione e di assorbimento dell'umidità diversi per cui una stampa baritata non sarà mai sempre perfettamente piatta; basta una limpida giornata di tramontana invernale, di quelle con l'umidità al 30%, che tutte le stampe si incurvano vistosamente. Basta una grigia giornata novembrina con la pioggerellina fine fine e umidità al 80% che tutte le stampe sono belle spianate. L'unico modo per tenerle piatte è incollarle (con pressa a caldo e fogli incollanti archivial) ad un supporto.

La procedura di asciugatura più usata (e c'è un motivo) per le stampe baritate è quella di raclettarle dietro e davanti quindi lasciarle a faccia in giu su un telaio su cui è stata tirata una zanzariera in nylon. La curvatura della stampa man mano che asciuga verrà bilanciata dal peso stesso del foglio, che limita, ma non elimina, l'incurvatura. A stampa asciutta si mette sotto un bel peso per qualche giorno, in modo da spianarla per bene; dopo di che continuerà però a "muoversi" a seconda delle condizioni ambientali, ma in maniera umana. Le zanzariere sono in plastica, si lavano con facilità e soprattutto non assorbono eventuali inquinanti trasportati da una stampa mal lavata.

L'uso del phon arriccia parecchio la stampa ma rende la superficie lucida più lucida (quella matt rimane opaca); si può passare il phon quando la stampa è quasi asciutta ma ancora con l'emulsione un po' appiccicosa la tatto e poi una volta asciutta, e arriccciata, si lascia sotto peso per una settimana, ma rimarrà sempre più "nervosa" di una stampa lasciata asciugare col metodo sopra.

E' importante non compromettere la struttura delle fibre della carta con tempi di ammollo troppo lunghi o maneggiando la carta bagnata con imperizia; se le fibre si lasciano andare e il foglio diventa un "trapezio" la stampa rimarrà sempre ondulata da quel lato.

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Simone-Lucy
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Re: Prime stampe con carta baritata....

Messaggio da Simone-Lucy »

chromemax ha scritto:
10/05/2020, 22:49
Il cartone ondulato d imballo è una della carte più "sporche" che ci sia, è fatta con tutti i possibili scarti cartacei e rimpita di sostanze chimiche per rendere "cartaceo" quell'intruglio. Puoi benissimo usare il cartone da imballo per poggiarci le stampe, a faccia in su sennò si incollano, e farle asciugare, ma a questo punto lavale solo una decina di minuti anziché un'oretta, e non serve neanche buttare soldi e tempo nell'Hypo Clearing Angent o nel viraggio al selenio. La conservazione è un "trattamento" le cui fasi devono essere congruenti al fine di far durare il più possibile la stampa, quindi preservarla dagli attacchi chimici derivati dall'azione ossidante dell'atmosfera e dai residui chimci rimasti nella stampa stessa; basta un solo passaggio "sporco" e tutto quello che è stato fatto prima e dopo viene vanificato. Questo è il motivo per cui non viene consigliato l'uso della smaltatrice; è vero che asciuga velocemente e (più o meno) bene ma basta una sola stampa poco pulita che contamina i teli di tensione della smaltatrice e tutte le stampe a venire saranno contaminate.

La carta fotografica baritata è a strati; sopra c'è la gelatina, sotto la carta. Gelatina e carta hanno coefficienti di dilatazione e di assorbimento dell'umidità diversi per cui una stampa baritata non sarà mai sempre perfettamente piatta; basta una limpida giornata di tramontana invernale, di quelle con l'umidità al 30%, che tutte le stampe si incurvano vistosamente. Basta una grigia giornata novembrina con la pioggerellina fine fine e umidità al 80% che tutte le stampe sono belle spianate. L'unico modo per tenerle piatte è incollarle (con pressa a caldo e fogli incollanti archivial) ad un supporto.

La procedura di asciugatura più usata (e c'è un motivo) per le stampe baritate è quella di raclettarle dietro e davanti quindi lasciarle a faccia in giu su un telaio su cui è stata tirata una zanzariera in nylon. La curvatura della stampa man mano che asciuga verrà bilanciata dal peso stesso del foglio, che limita, ma non elimina, l'incurvatura. A stampa asciutta si mette sotto un bel peso per qualche giorno, in modo da spianarla per bene; dopo di che continuerà però a "muoversi" a seconda delle condizioni ambientali, ma in maniera umana. Le zanzariere sono in plastica, si lavano con facilità e soprattutto non assorbono eventuali inquinanti trasportati da una stampa mal lavata.

L'uso del phon arriccia parecchio la stampa ma rende la superficie lucida più lucida (quella matt rimane opaca); si può passare il phon quando la stampa è quasi asciutta ma ancora con l'emulsione un po' appiccicosa la tatto e poi una volta asciutta, e arriccciata, si lascia sotto peso per una settimana, ma rimarrà sempre più "nervosa" di una stampa lasciata asciugare col metodo sopra.

E' importante non compromettere la struttura delle fibre della carta con tempi di ammollo troppo lunghi o maneggiando la carta bagnata con imperizia; se le fibre si lasciano andare e il foglio diventa un "trapezio" la stampa rimarrà sempre ondulata da quel lato.
Molte grazie de vostri interventi (@bafman, @chromemax )

Approfitto per fare domande sugli ultimi dubbi.

Ho sciolto poco ferricianuro su un litro di acqua, ed immerse le stampe, per due minuti, sciacquate in acqua e fissate, ripetendo la procedura a piacimento. Esse escono come ridisegnate, piu' nette e nitide. La mia domanda e': quando bisogna fare lo sbianca localizzato? Intendo, non c'e' rischio che schiarendo delle zone, per esempio parlo del mio ritratto stampato, si abbia poi la mania di ritoccare un po' tutte le parti? E quindi forse e' meglio fare un'immersione per dare un po' di tridimensionalita' e morta li'.

Eseguo ogni passaggio a modo, lavo le stampe tra i 40 minuti ed un'ora, se non oltre. Ho notato che fatto il viraggio al selenio 1+9 (Bergger), la carta ha preso una tonaita' e dopo il lavaggio ora asciugata mi pare come tornata ai vecchi grigi. Che si sia abituato il mio occhio al viraggio o effettivamente c'e' questo pericolo? Cosa fare?
Si puo' ripetere lo sbianca dopo il viraggio?


Per cui ora che le ho messe a faccia in su sui cartoni amazon dovrei ri-lavarle? Grazie per il trucco della zanzariera, trovero' il modo di fare qualche telaietto e la dritta del phon.

Ultimo dubbio, le foto ove in acqua sembravano luccicanti e vive ora d'asciutte han perso quel vigore. Che sia colpa anche della luce del bagno e della sera? Che una foto vada sempre vista a luce diurna, serena per essere ben valutata? O ho sbagliato qualcosa, inteso come passaggio?

Grazie.

Secondo me sul forum manca una sezione domande e risposte veloci. Su un topic appunto di richieste, chi ha dei dubbi utilizzando un numero, poi progressivo, per ogni domanda. Cosi' chi risponde lo fa utilizzando quel il ticket (numero) di riferimento.

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