Prodotti per stampa Tetenal
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Lapsus, intendevo dektol 1:2.
8 non sono i secondi ma il fattore, uso 8 con carte baritate reattive (come la Bergger) e 10-12 con quelle meno reattive (con la MGIV vado anche oltre i 15). Il tempo di comparsa con liquidi freschi in genere lo ho fra 10 e 20 secondi.
8 non sono i secondi ma il fattore, uso 8 con carte baritate reattive (come la Bergger) e 10-12 con quelle meno reattive (con la MGIV vado anche oltre i 15). Il tempo di comparsa con liquidi freschi in genere lo ho fra 10 e 20 secondi.
Andrea
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Per la cronaca, con lo sviluppo AG+ eco a 1+4 la carta Rollei vintage mi dà un tempo di comparsa dai 9 ai 12 secondi, la Ilford MGIV invece una ventina...
Riguardo i test, con quello che ho li posso fare, ma magari qualche testimonianza in più con la quale si ottengono info su varie accoppiate carta-rivelatore si va a comprare qualcosa più a colpo sicuro.
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Azzeccare il contrasto giusto della carta rispetto al negativo è solo l'inizioammazzafotoni ha scritto:Mi sovviene a tal punto una domanda: con le carte a contrasto variabile quanto conta più ancora "giocare" con diluizioni e tempi di sviluppo? Quanto ciò incide sul contrasto se a "comandare" sono le filtrature? Cosa si può ottenere, quali differenti nuances, una volta scelto un contrasto agitando, rigirando più o meno per più o meno tempo la carta nello sviluppo? Ha senso non "completarlo", ovvero cosa si ottiene, in termini di tempo calcolato fattorialmente?
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Ecco, appunto...
Qual è il continuo? Tutta la procedura delle provinature per determinare i corretti tempi di sviluppo minimo e massimo, ecc...?
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Questo viene prima dell'inizio.ammazzafotoni ha scritto:Qual è il continuo? Tutta la procedura delle provinature per determinare i corretti tempi di sviluppo minimo e massimo, ecc...?
Poi si cercherà tempo e contrasto di base si otterrà una "stampa di lavoro".
Poi si inizia a stampare, ovvero interpretare l'immagine.
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
La procedura per determinare i tempi di sviluppo minimo e massimo serve per avere un quadro di riferimento "procedurale" che aiuta a tenere sotto controllo le variabili e a mantenere la ripetibilità dei risultati e, come ha detto Andrea, viene prima.
Il contrasto della carta da stampa di solito è assimilato a quello della pellicola ma funziona in maniera diversa: mentre nella pellicola (al netto del sistema zonale), fissando l'esposizione, le densità più scure continuano a scurirsi sempre di più col progredire dello sviluppo (quindi la densità delle luci si "muove"), nella carta la densità di riferimento chiara è definita dal bianco della base e quella scura è la stessa per tutte le gradazioni, quindi è fissa. Nella carta da stampa il contrasto è dato da come le tonalità di grigio si distribuiscono all'interno dei limiti imposti dalla densità di riferimento più chiara e la densità di riferimento più scura; questo "tipo" di contrasto possiamo definirlo come contrasto locale.
Una buona carta da stampa tende a modificare il contrasto locale al modificare la gradazione in maniera uniforme, cioé agisce allo stesso modo sia sui toni scuri che quelli chiari; per poter "giocare" col contrasto locale si possono mettere in atto una serie di tecniche che permettono allo stampatore/fotografo di agire di più su alcune porzioni della scala tonale a scapito di altre. Nel sistema adottato da Pacher per esempio si enfatizzano le luci a scapito delle ombre; la prevelatura fa il contrario.
Parafrasando l'oramai noioso ma ancora valido detto di Adams "il negativo è la partitura, la stampa l'esecuzione", trovare la gradazione di contrasto è eseguire con buona tecnica un pezzo musicale dopo, come ha detto anche Andrea, c'è l'interpretazione.
Il contrasto della carta da stampa di solito è assimilato a quello della pellicola ma funziona in maniera diversa: mentre nella pellicola (al netto del sistema zonale), fissando l'esposizione, le densità più scure continuano a scurirsi sempre di più col progredire dello sviluppo (quindi la densità delle luci si "muove"), nella carta la densità di riferimento chiara è definita dal bianco della base e quella scura è la stessa per tutte le gradazioni, quindi è fissa. Nella carta da stampa il contrasto è dato da come le tonalità di grigio si distribuiscono all'interno dei limiti imposti dalla densità di riferimento più chiara e la densità di riferimento più scura; questo "tipo" di contrasto possiamo definirlo come contrasto locale.
Una buona carta da stampa tende a modificare il contrasto locale al modificare la gradazione in maniera uniforme, cioé agisce allo stesso modo sia sui toni scuri che quelli chiari; per poter "giocare" col contrasto locale si possono mettere in atto una serie di tecniche che permettono allo stampatore/fotografo di agire di più su alcune porzioni della scala tonale a scapito di altre. Nel sistema adottato da Pacher per esempio si enfatizzano le luci a scapito delle ombre; la prevelatura fa il contrario.
Parafrasando l'oramai noioso ma ancora valido detto di Adams "il negativo è la partitura, la stampa l'esecuzione", trovare la gradazione di contrasto è eseguire con buona tecnica un pezzo musicale dopo, come ha detto anche Andrea, c'è l'interpretazione.
- ammazzafotoni
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Mi cascano le braccia...
Quanta roba...!
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Dio ci ha messo sette giorni a creare l'universo; noi esseri umani abbiamo le gambe più corte, arriviamo dove arriviamo e spesso ci accontentiamo... e va bene così, l'importante è divertirsi

Re: Prodotti per stampa Tetenal
A me aveva fatto l'effetto inverso, "quanta roba"! 
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Re: Prodotti per stampa Tetenal
Farebbe anche a me questo effetto se non dovessi sottostare, come molti altri, a limiti imposti dalle circostanze.
Per ora, ci dobbiamo accontentare.
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