Provini a contatto

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

Moderatori: Silverprint, chromemax

Avatar utente
Umbi
fotografo
Messaggi: 62
Iscritto il: 30/05/2010, 0:18
Reputation:

Provini a contatto

Messaggioda Umbi » 30/09/2011, 12:28

Ciao a tutti,
visto che è saltato fuori l'argomento, qualcuno* potrebbe darmi qualche info aggiuntiva su quali siano i vantaggi e come si facciano i provini a contatto???

* O:-)



Advertisement
Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Provini a contatto

Messaggioda Silverprint » 30/09/2011, 13:17

I provini a contatto possono essere molto utili, io direi che sono necessari.

- Sul provino a contatto va un intero rullo, quindi permette l'immediata identificazione del fotogramma interessato.
- Andandoci un intero rullo, se stampato a modino (vedi sotto) ci da molte informazioni tecniche, che saranno utili in fase di stampa.
- Visto che si fa su un foglio 24x30 (o 20x25) è comodo da archiviare insieme al rullo (Meglio non fare così per l'archivio storico, comunque, a meno di esser assolutamente certi della pulizia "chimica" del provino stesso).

Rispetto ad un provino in striscia ingrandito che si può avere presso molti laboratori ha il vantaggio di essere facilmente archiviabile (un rotolo non lo è), inoltre i provini in striscia vengono stampati su carta colore (vale a dire che il risultato in stampa sarà terribilmente diverso) e ogni fotogramma subisce una correzione automatica di esposizione (vale a dire che non ne ricaviamo alcuna utile informazione tecnica). Insomma, il buon vecchio provino a contatto, pur nei suoi limiti (le foto sono piccine, specialmente quelle da 35mm) è sempre assai utile.
Il provino a contatto potrebbe essere sostituito da una scansione in bassa risoluzione (alcuni lo fanno), ad ogni modo la scansione è sicuramente più costosa (se fatta fare ad un service), necessita di un computer per essere visionata, necessita di un sistema di archiviazione misto efficace e non ha alcun vantaggio tecnico. Insomma anche peggio di un provino in striscia IMHO.

Fare il provino a contatto è abbastanza semplice (farli bene, meno...). Si posizionano i negativi sul foglio di carta sensibile (emulsione verso il basso) uno accanto all'altro, si preme il tutto con un vetro (abbastanza spesso e pesante). Si espone e sviluppa normalmente. Il materiale ideale è la carta politenata lucida a contrasto variabile.

Esistono degli appositi torchietti (un telaio con un materiale spugnoso alla base ed un vetro incernierato dall'altro) sono sicuramente comodi, ma non assolutamente necessari: il vetro può essere "incernierato" al piano dell'ingranditore con del nastro in carta da carrozziere (funziona bene e costa pochissimo).

I provini a contatto possono essere fatti con i negativi lasciati dentro i fogli portanegativi se questi sono trasparenti, il vantaggio è nella rapidità e comodità dell'operazione; lo svantaggio è che, data la presenza dello spessore del portanegativi, i provini non avranno una messa a fuoco perfetta, ovvero guardandoli col lentino l'immagine non sarà nitidissima (a occhio nudo vanno abbastanza bene). La cosa è rilevante sopratutto per il 35mm, che per altro è il più scomodo da provinare fuori dai fogli portanegativi (7 strisce che vorrebbero arricciolarsi e non stanno mai ferme...) insomma a voi la scelta.
In verità esistono anche torchietti portanegativi Paterson che hanno delle "guide" che tengono ferme le strisce e permettono di non diventare scemi nel posizionare le strisce sul foglio di carta da stampa ed al contempo non usare i fogli portanegativi trasparenti... ad ogni modo per mettere i negativi nelle guide ci vuole un sacco di tempo. Uffa... 8-|

Si possono fare due tipi di provino a contatto: quello "tecnico" e quello "da visione".

Il provino tecnico ha le seguenti caratteristiche imprescindibili:
L'esposizione è regolata in modo che la base della pellicola sia visibile, ovvero il nero della pellicola fuori del fotogramma deve essere un poco meno nero del nero tra una striscia di pellicola e l'altra... :D :D (giochino di parole... ahhahah). Questo ci assicura che nel fare il provino nessun dettaglio nelle ombre è stato nascosto da un eccesso di esposizione. Il contrasto deve essere regolato in modo che nessun dettaglio delle alte luci risulti bruciato.

Il provino da visione invece lo stampiamo secondo il nostro gusto... Ovvero, se ci aggrada, nasconderemo parte delle informazioni presenti sul negativo.

Il provino "tecnico" è più utile, ma meno bellino (spesso), quello da visione è bellino, ma serve meno... Se siete fighi li fate tutti e due.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
Umbi
fotografo
Messaggi: 62
Iscritto il: 30/05/2010, 0:18
Reputation:

Re: Provini a contatto

Messaggioda Umbi » 30/09/2011, 17:50

Ah, mannaggia, allora per ora niente da fare, sono ancora sprovvisto di ingranditore per il momento... Ach.

Grazie per la spiegazione però non ho compreso perchè siano necessari.. Offrono la possibilità di vedere l'immagine della stampa, fornendo una sorta di anteprima? Esiste un tutorial sul forum che spieghi passo a passo come farli? Perchè forse sono tardo (e lo sono) ma ho qualche difficoltà a immaginarmi tutte le operazioni..
:-$



Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Provini a contatto

Messaggioda Silverprint » 30/09/2011, 18:11

Umbi ha scritto:Ah, mannaggia, allora per ora niente da fare, sono ancora sprovvisto di ingranditore per il momento... Ach.


Si possono fare anche senza, ma il set-up va fatto a modo: lampada opalina di bassa potenza a circa 1.20 dalla carta, messa su un portalampade che consenta di fissarci in qualche modo i filtri per la regolazione del contrasto. E servirebbe anche un timer, oltre al necessario per sviluppare la carta fotografica.

Umbi ha scritto:Grazie per la spiegazione però non ho compreso perchè siano necessari.. Offrono la possibilità di vedere l'immagine della stampa, fornendo una sorta di anteprima?


Eggià! Non una sorta, proprio.

Umbi ha scritto:Esiste un tutorial sul forum che spieghi passo a passo come farli? Perchè forse sono tardo (e lo sono) ma ho qualche difficoltà a immaginarmi tutte le operazioni..
:-$


Boh? Se in effetti sei a prima dell'ABC forse un breve corso per i rudimenti non sarebbe una cattiva idea. Magari in rete trovi qualche video.

Comunque cominciare a stampare non presenta davvero difficoltà particolari. La maggior parte delle cose si fa più fatica a leggerle (per non dire a scriverle...) che a farle. Buttati! :)


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Advertisement
Avatar utente
chromemax
moderatore
Messaggi: 8408
Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
Reputation:
Località: Albiate (MB)

Re: Provini a contatto

Messaggioda chromemax » 30/09/2011, 18:36

I provini servono per:
1) ti permettono di avere un colpo d'occhio immediato sui fotogrammi scattati: riuscire a "vedere" subito un negativo è più difficile e senza un occhio allenato non si riesce a capire neanche la fisionomia di un ritratto (... e questa chi è nonna o zia? :D )

2) Ti permette di avere una migliore archiviazione delle fotografie: se sei alla ricerca di un certo scatto vai a scartabellare i fogli dei provini a contatto: si vedono meglio, sono in positivo e non si rischia di rovinare il negativo a forza di manipolarlo, (cosa che può succedere anche se rimane dentro la busta).

3) Se ben fatto (vedi post di Silverpint) ti permette di avere già una serie di informazioni utlii per la stampa finale: se ci sono dettagli nelle ombre e nelle luci, che contrasto ha il negativo, se è a fuoco (controllando con un lentino). Puoi segnarci degli appunti sul retro o sul fronte (con una matita grassa) e con 2 cartoncini a "L" puoi studiarti tagli d'inquadratura da effettuare in stampa.

4) Imho sono anche un'ottimo strumento che aiuta il rapporto più difficile che si trova a dover gestire un fotografo, soprattutto se hobbista, quello col secchio dell'immondizia. Ogni scatto è un pezzo 'e core ma una bella analisi del foglio del provino aiuta molto nel cestinare le schifezze, almeno per me.

Come si fanno?
Non esiste un tutorial ma è piuttosto facile
Strumenti:
--Un foglio di carta da stampa sufficientemente grande da contenere tutte le striscie di un rullino --un 36 pose 135 tagliato in 7 striscie da 6 fotogrammi sta bello comodo in un foglio 24x30--
--Un vetro pulito e sufficientemente grande da coprire abbondantemente il foglio di carta sensibile.
--Una sorgente di luce, che potrebbe essere l'ingranditore, ma anche una lampadina opalina da 25W a un paio di metri dalla carta sensibile
--Il necessario minimo di camera oscura per la stampa: luce di sicurezza, bacinelle, pinzette, sviluppo e arresto per la carta.
Opzionale ma consigliato un foglio di gommapiuma o neoprene sottile molto meglio se di colore nero.

Si prende il foglio di carta e al buio (luce di sicurezza) si stende su un piano; se si ha il foglio di gommapiuma o neoprene si usa questo come base per il foglio di carta sensibile.
Con delicatezza si sfilano le striscie di pellicola dalle buste protettive e tenendole solo per i bordi si sistemano sul foglio di carta sensibile con l'accortezza che il lato emulsionato della pellicola (quello opaco) sia a contatto con il lato emulsionato della carta da stampa e che non si sovrapponagano tra di loro.
Si copre il tutto con il vetro, che se è un po' spesso e pesante è meglio, così tiene bene a contatto le striscie di pellicola con la carta.
Si accende la luce bianca per l'esposizione, meglio se prima si fa un provino di esposizione. Se si usa un ingranditore si prepara il tutto direttamente sul piano del'ingranditore, avendo l'accortezza di alzare la testa quel tanto che basta affinché la luce proiettata sulla base sia abbastanza ampia da coprire con buona abbondanza il sandwich di carta-pellicola-vetro.
Si sviluppa, arresta, fissa, lava, asciuga come una qualsiasi stampa.



Avatar utente
chromemax
moderatore
Messaggi: 8408
Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
Reputation:
Località: Albiate (MB)

Re: Provini a contatto

Messaggioda chromemax » 30/09/2011, 18:38

(per non dire a scriverle...)

Parole sante :) :) :)



Avatar utente
isos1977
superstar
Messaggi: 1784
Iscritto il: 13/09/2011, 22:23
Reputation:
Località: Milano

Re: Provini a contatto

Messaggioda isos1977 » 30/09/2011, 20:24

Silverprint ha scritto:Il provino tecnico ha le seguenti caratteristiche imprescindibili:
L'esposizione è regolata in modo che la base della pellicola sia visibile, ovvero il nero della pellicola fuori del fotogramma deve essere un poco meno nero del nero tra una striscia di pellicola e l'altra... :D :D (giochino di parole... ahhahah). Questo ci assicura che nel fare il provino nessun dettaglio nelle ombre è stato nascosto da un eccesso di esposizione. Il contrasto deve essere regolato in modo che nessun dettaglio delle alte luci risulti bruciato.


interessante tutorial!
Ci sono delle indicazioni per determinare il corretto tempo di esposizione oppure si va a occhio?

grazie!


"Se il fotografo non vede, la macchina fotografica non lo farà per lui" - Kenro Izu

Avatar utente
etrusco
moderatore
Messaggi: 4626
Iscritto il: 08/12/2009, 12:16
Reputation:
Località: Viterbo
Contatta:

Provini a contatto

Messaggioda etrusco » 30/09/2011, 22:57

Io faccio i provino esattamente come si fa per la stampa finale

Unici accorgimenti :

-posizioni l'ingranditore per stampare un [email protected]

-metti a fuoco un negativo per coprire l'area di stampa [email protected]

-prendi un foglio [email protected] o [email protected] e fai una provinatura a diverse esposizioni (tempi o f-stop)

[email protected] come sempre e scegli il tempo migliore

Io ormai ho visto che con i miei negativi un buon provino a contatto lo ottengo sempre con la stessa esposizione, quindi vado quasi a colpo sicuro, xò le prime volte ti consiglio di fare qualche prova perché la carta [email protected] costa... Quindi meglio non rischiare

Oltre a quanto ti hanno già detto sono BELLI da vedere e da far vedere

Immagine
img336 di etrusco74, su Flickr

Ciao



Etrusco.

Sent from my iPhone using Tapatalk.


ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Provini a contatto

Messaggioda Silverprint » 01/10/2011, 0:58

isos1977 ha scritto:[
interessante tutorial!
Ci sono delle indicazioni per determinare il corretto tempo di esposizione oppure si va a occhio?
grazie!


Prego! :)

A occhio no... si andrebbe comunque di grana grossa anche con anni di esperienza, garantito.

Per determinare esposizione e contrasto bisogna fare un provino scalare, come per la stampa. D'altronde il provino a contatto è una stampa!

Il provino scalare lo sai fare o comincio da li? A quest'ora pigrizia m'assale! i-)

Tralasciando per ora il provino scalare il metodo per determinare esposizione e contrasto è il seguente e vale anche per la stampa normale, ovviamente:

1) Si fa un primo provino scalare con il grado di contrasto che riteniamo opportuno.
2) Si sviluppa, arresta, fissa e sciacqua come al solito (è importante mantenere il fattore di sviluppo, o almeno il tempo).
3) Si cerca sulla stampa il tempo minimo che dia il giusto nero o, per meglio dire i giusti toni scuri di quell'immagine. Nel caso del provino a contatto cercheremo esclusivamente il tempo con cui si ottiene che la base della pellicola sia di un "nero" appena distinguibile dal fondo.
4) Trovato il tempo adeguato osserveremo le alte luci, se le alte luci sono giuste esattamente per il tempo giusto per il nero (toni scuri di una stampa normale) anche il contrasto è corretto.

Se invece le alte luci "giuste" appaiono con tempi diversi da quello giusto per il "nero" (toni scuri di una stampa normale) ci sono due opzioni.

A) Se il tempo necessario ad ottenere le giuste alte luci è più lungo di quello necessario ad ottenere i giusti toni scuri vuol dire che stiamo usando un contrasto troppo alto. Si ricomincia da capo (si fa un nuovo provino scalare) usando un contrasto più basso.
B) Se il tempo necessario ad ottenere le giuste alte luci è più breve di quello necessario ad ottenere i giusti toni scuri vuol dire che stiamo usando un contrasto troppo basso. Si ricomincia da capo usando un contrasto più alto.

Note:

È di fondamentalissimissima importanza la lampada con cui si osservano le stampe bagnate! Ci vuole una lampada da MAX 20w rigorosamente NON opalina messa ad almeno 1 metro di distanza e che proietti sulla stampa LUCE RADENTE. Se osservate le stampe così potete tranquillamente non tener conto del dry-down (ci pensa una luce siffatta a simularlo).

Per valutare correttamente esposizione e contrasto bisogna usare un foglio intero (o quasi), fare le striscioline è una pessima abitudine che molto spesso conduce ad indicazioni sbagliate. Ve ne accorgete quando finite a stampare con una miriade di mascherature e bruciature di correzione (abominio) invece che usare mascherature e bruciature per interpretare l'immagine (poesia). È una differenza sottile, ma sostanziale...
Se si fanno le striscioline finisce che per la "tirchieria" iniziale si spreca molta più carta. :wall:

Il metodo per la valutazione dell'esposizione e del contrasto può essere applicato alla immagine nella sua interezza o a parti di essa, "complicatamente" naturalmente... :((


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
isos1977
superstar
Messaggi: 1784
Iscritto il: 13/09/2011, 22:23
Reputation:
Località: Milano

Re: Provini a contatto

Messaggioda isos1977 » 02/10/2011, 9:00

Silverprint ha scritto:
A occhio no... si andrebbe comunque di grana grossa anche con anni di esperienza, garantito.

Per determinare esposizione e contrasto bisogna fare un provino scalare, come per la stampa. D'altronde il provino a contatto è una stampa!


Ok, grazie! avevo pensato al provino di provino :-o , ma avevo il dubbio che non fosse possibile farlo in questo caso, perchè ogni fotogramma è una storia a se, e quindi fare un provino unico richiede un compromesso.


"Se il fotografo non vede, la macchina fotografica non lo farà per lui" - Kenro Izu



  • Advertisement

Torna a “Bianco e nero - pellicole, carta e chimica”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 8 ospiti