Regolare contrasto con doppia esposizione

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 08/01/2012, 18:22

ahhahha... ok, ok, ma...
Ora con la testa colore come fai? :))

Ricapitolando ti basi sulle alte luci, che grossomodo hanno un tono che rimane inalterato cambiando contrasto quando si usano i filtri su una testa a condensatore. Il contrasto lo regoli sulla parte scura. Funziona abbastanza, ma ha dei limiti: vale a dire che il tono di riferimento, cioè quello che non cambia (o cambia poco) cambiando contrasto non necessariamente è un tono comodo, o utile, o importante in una determinata immagine.

Ora hai due possibilità:

A) Ti fai una bella serie di test sulla carta usando varie filtrature ed un tono chiaro di riferimento. Cambi contrasto e controlli quanto cambia l'esposizione. Per compensare puoi usare il comando della densità, o prenderti appunti sulla variazione percentuale e lavorare col tempo. Puoi sempre trasformare variazioni di densità in tempo e viceversa.
Naturalmente puoi prendere un qualsiasi tono come riferimento, ma naturalmente il livello della compensazione cambierà.

B)
In alternativa aggiungi un livello di flessibilità. Ovvero non ti basi su un tono chiaro di riferimento arbitrariamente fissato, che, per inciso, non è detto che ci sia su ogni immagine o che su ogni immagine abbia la stessa importanza e lavori sugli estremi di gamma più liberamente (cioè scegliendo di volta in volta due estremi che si adattino alla singola immagine) variando il contrasto e facendo provini scalari finché i toni di riferimento non vengono fuori con lo stesso tempo di esposizione. All'inizio è un po' più triboloso, ma ci si abitua presto... e a volte è la marcia in più che serve.

Prova assolutamente la lampadina da 20w, radente e distante. Con pochi esperimenti troverai una distanza ed un angolo d'incidenza che ti consentiranno di valutare il dry-down senza aspettare che le stampe siano asciutte.


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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 08/01/2012, 21:42

Accidenti Andrea...

Mi stai uccidendo questa volta: :ymdevil: :ymdevil: :ymdevil:

Problema nr 1

Con la testa a colori come fai?


Perché, non é uguale ai filtri? È una regolazione continua ma ci saranno pure del punti fissi verificabili?!?

Per il secondo discorso non ho capito proprio niente... Hahahahahahanahah

Problema nr 2

B) In alternativa aggiungi un livello di flessibilità. Ovvero non ti basi su un tono chiaro di riferimento arbitrariamente fissato, che, per inciso, non è detto che ci sia su ogni immagine o che su ogni immagine abbia la stessa importanza e lavori sugli estremi di gamma più liberamente (cioè scegliendo di volta in volta due estremi che si adattino alla singola immagine) variando il contrasto e facendo provini scalari finché i toni di riferimento non vengono fuori con lo stesso tempo di esposizione. All'inizio è un po' più triboloso, ma ci si abitua presto... e a volte è la marcia in più che serve


Non capisco la sequenza del procedimento, perché dici che è diversa dalla mia:

1 non uso un tono chiaro (quello che faccio adesso)
2 scelgo due estremi adatti all'immagine in lavorazione
3 vario contrasto con provini a scalare fino ad ottenere un tempo buono per tutta la scala

Ma non é il metodo che stò utilizzando ora?

Parliamo della foto che ho postato nell'altra discussione, bella o brutta che sia...

Gradazione 2

Faccio esposizioni multiple e trovo il tono giusto per la neve (con il tempo)

Faccio una stampa completa e vedo il risultato

Mi accorgo che le ombre sono chiare

Faccio un altra stampa con filtro 3

Le ombre soo decisamente meglio.

Le montagne sono scialbe

Faccio un altra stampa

Stessi secondi
Stesso filtro
Brucio le montagne con un tempo determinato dal test iniziale

Avrei fatto un altro intervento ma mi sono accontentato perché ero entusiasta del risultato con le alte luci.

Ovviamente non ho fatto così in fretta.

Porta pazienza Andrea....

Spiega come ad un bambino di due anni 8-}

Verrai ricompensato

Tu O:-)
Io :ymdevil:



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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Bruno » 08/01/2012, 22:45

Grazie Andrea: leggo sempre con interesse i tuoi interventi ^:)^ e questo sulla corretta accoppiata esposizione/contrasto me lo sono anche salvato! Io seguo il metodo di stampa da te descritto, ma fino ad ora determinavo la corretta esposizione sul grado di contrasto che mi "sembrava" più adatto ~x( . A rileggere la tua descrizione sembra quasi elementare, ma mi mancava proprio.... Ciao.



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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 09/01/2012, 2:12

paolob74 ha scritto:Accidenti Andrea...
Mi stai uccidendo questa volta: :ymdevil: :ymdevil: :ymdevil:


:)) :)) Credo che il problema sia solo nella descrizione di ciò che fai... ti costringerò a parlare come parlo io con torture tremende! :D

paolob74 ha scritto: Problema nr 1

Con la testa a colori come fai?

Perché, non é uguale ai filtri? È una regolazione continua ma ci saranno pure del punti fissi verificabili?!?


Si e no... I punti li fissi tu, a piacimento, e la verifica la fai tu.
Se vuoi puoi fare dei test per determinare quanto devi cambiare l'esposizione per mantenere un tono preciso.
È semplice: decidi un tono, cambi filtratura e controlli con degli scalari (ravvicinati e precisi) quanto devi cambiare esposizione per ottenere la stessa densità.
Con i filtri di contrasto sul condensatore se fai una stampa lasciando il tempo inalterato e cambiando il contrasto c'è (grossomodo) un tono chiaro che rimane abbastanza simile, da 0 a 3. Con i filtri della testa colore no.

paolob74 ha scritto:Per il secondo discorso non ho capito proprio niente... Hahahahahahanahah
Problema nr 2

B) In alternativa aggiungi un livello di flessibilità. Ovvero non ti basi su un tono chiaro di riferimento arbitrariamente fissato, che, per inciso, non è detto che ci sia su ogni immagine o che su ogni immagine abbia la stessa importanza e lavori sugli estremi di gamma più liberamente (cioè scegliendo di volta in volta due estremi che si adattino alla singola immagine) variando il contrasto e facendo provini scalari finché i toni di riferimento non vengono fuori con lo stesso tempo di esposizione. All'inizio è un po' più triboloso, ma ci si abitua presto... e a volte è la marcia in più che serve


Non capisco la sequenza del procedimento, perché dici che è diversa dalla mia?

1 non uso un tono chiaro (quello che faccio adesso)
2 scelgo due estremi adatti all'immagine in lavorazione
3 vario contrasto con provini a scalare fino ad ottenere un tempo buono per tutta la scala

Ma non è il metodo che stò utilizzando ora?


Boh? E che ne so! :)) Dalla descrizione che avevi fatto mi pareva di no. Leggendo sotto quasi ci siamo... (vedi sotto, neretto mio nel tuo testo)

paolob74 ha scritto:Parliamo della foto che ho postato nell'altra discussione, bella o brutta che sia...

Gradazione 2

Faccio (esposizioni multiple) un provino scalare e trovo il tono giusto per la neve (con il tempo)
Faccio una stampa completa e vedo il risultato
Mi accorgo che le ombre sono chiare - se invece avessi fatto il provino scalare su tutto il foglio ti saresti accorto che le ombre venivano chiare senza fare la stampa e ti saresti accorto che il contrasto era basso fin da subito.

Faccio un altra stampa con filtro 3 - dovresti fare un altro provino scalare, infatti...

Le ombre sono decisamente meglio.
Le montagne sono scialbe - ... cvd.. se avessi atto un altro provino scalare avresti corretto l'esposizione
Faccio un altra stampa

Stessi secondi
Stesso filtro
Brucio le montagne con un tempo determinato dal test iniziale - Con che grado bruci? Come fai a determinare l'esposizione che fai sul grado 3 dallo scalare fatto sul 2? In sostanza (magari viene meglio così, ma non posso saperlo) hai stampato su un contrasto "sbagliato" e fatto una bruciatura di correzione.


Ricapitolando:

Grado 2 neve OK, ombre troppo chiare = contrasto troppo basso = per le ombre occorrerebbe esposizione maggiore
Grado 3, ombre OK, neve troppo chiara (scialba) = contrasto troppo alto = per la neve occorrerebbe esposizione maggiore
Forse il 2 1/2 sarebbe andato bene... ;)


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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 09/01/2012, 2:37

Bruno ha scritto:Grazie Andrea: leggo sempre con interesse i tuoi interventi...


Prego! Se c'è interesse lo faccio con più piacere. Grazie a te. :D


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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 09/01/2012, 11:03

Riassumendo il consiglio per la tecnica ottimale:

1 parto con un contrasto medio (sulla testa dell'ingranditore metto tutto a 0 tranne la compensazione a 30)

2 provini a scalare su tutta la foto intera (sempre)

3 ad ogni cambio di contrasto faccio uno scalare per meglio valutare tutta la foto (tempo in base al contrasto modificato)

Perchè i filtri non cambiano (grossomodo) i valori alti e invece la regolazione della testa si?

Non mi mandare Andrea...

Dimmi che ho capito: :-bd :-bd



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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda chromemax » 09/01/2012, 18:42

Ma quanto avete scritto?!?!
Ho delle domande da fare, ma adesso è un po' difficile entrare nella discussione senza frammentarla troppo facendomi capire bene. Ci provo, scusandomi se il quote di post sparpagliati per il thread può creare problemi al logico scorrere della discussione.

Cosa non fare: scegliere una gradazione di contrasto a sentimento (mi viene da ridere...), fare un provino a scalare, scegliere un tono che ci garba (cioè esposto decentemente per quella gradazione), esporre, poi a seguire mascherature e bruciature di correzione.... È di fatto come fanno i più. :wall:

Cosa fare (l'ho già scritto e qui ripropongo): Si parte sempre dal provino scalare, molto meglio se fatto su tutta l'immagine e non su una striscetta
.
La scelta della gradazione di contrasto del provino a scalare del "Cosa fare" come avviene? A sentimento anche lei :D


Ora con la testa colore come fai? :))

Ricapitolando ti basi sulle alte luci, che grossomodo hanno un tono che rimane inalterato cambiando contrasto quando si usano i filtri su una testa a condensatore. Il contrasto lo regoli sulla parte scura. Funziona abbastanza, ma ha dei limiti: vale a dire che il tono di riferimento, cioè quello che non cambia (o cambia poco) cambiando contrasto non necessariamente è un tono comodo, o utile, o importante in una determinata immagine.

Ora hai due possibilità:

A) Ti fai una bella serie di test sulla carta usando varie filtrature ed un tono chiaro di riferimento. Cambi contrasto e controlli quanto cambia l'esposizione. Per compensare puoi usare il comando della densità, o prenderti appunti sulla variazione percentuale e lavorare col tempo. Puoi sempre trasformare variazioni di densità in tempo e viceversa.
Naturalmente puoi prendere un qualsiasi tono come riferimento, ma naturalmente il livello della compensazione cambierà.

B) In alternativa aggiungi un livello di flessibilità. Ovvero non ti basi su un tono chiaro di riferimento arbitrariamente fissato, che, per inciso, non è detto che ci sia su ogni immagine o che su ogni immagine abbia la stessa importanza e lavori sugli estremi di gamma più liberamente (cioè scegliendo di volta in volta due estremi che si adattino alla singola immagine) variando il contrasto e facendo provini scalari finché . All'inizio è un po' più triboloso, ma ci si abitua presto... e a volte è la marcia in più che serve.
Perché, non é uguale ai filtri? È una regolazione continua ma ci saranno pure del punti fissi verificabili?!?
Si e no... I punti li fissi tu, a piacimento, e la verifica la fai tu. (...)
Con i filtri di contrasto sul condensatore se fai una stampa lasciando il tempo inalterato e cambiando il contrasto c'è (grossomodo) un tono chiaro che rimane abbastanza simile, da 0 a 3. Con i filtri della testa colore no.



La scelta dei punti fissati a piacimento si può fare anche coi filtri, no? Non capisco dove sia la differenza. I filtri dovrebbero avere una tonalità in cui al variare della gradazione (filtro) non varia l'esposizione; la testa a colori no. Ma anche con i filtri se si cambia il tono di riferimento cambierà l'esposizione al variare della gradazione. Si può benissimo ignorare il tono di riferimento, variare il contasto e provinare per l'esposizione; la limitazione è che con la testa la variazione di contrasto è continua mentre coi filtri ci si muove a salti di 1/2 gradazione, ma anche così ci si può avvicinare abbastanza precisamente al punto in cui i toni di riferimento non vengono fuori con lo stesso tempo di esposizione

Mi accorgo che le ombre sono chiare - se invece avessi fatto il provino scalare su tutto il foglio ti saresti accorto che le ombre venivano chiare senza fare la stampa e ti saresti accorto che il contrasto era basso fin da subito.

Un sistema di regolazione di contrasto MF-PS (Modifica_Filtratura/Fai_Provino_a_Scalare) e un foglio intero per ogni provino a scalare :-o Se si stampa 50x60 imparare ad esporre e sviluppare alla perfezione il negativo diventa una necessità di sopravvivenza economica... altro che previsualizzazione :))

Prova assolutamente la lampadina da 20w, radente e distante. Con pochi esperimenti troverai una distanza ed un angolo d'incidenza che ti consentiranno di valutare il dry-down senza aspettare che le stampe siano asciutte.

Il microonde ci mette meno di un minuto, il phon 2-2,5... e vedi esattamente come sarà la stampa finale, non mi sembra una gran perdita di tempo. Certo che se il provino è un foglio di grosse dimensioni dentro il forno non ci sta e la luce radente può essere un sistema efficace.

Bella discussione, grazie!



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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 09/01/2012, 18:58

Sempre bella la discussione ma le sento continuamente io.... :-@

E non ho ancora capito una mazza di come stampare.... :wall: =))

Hahaahahahahahah

Andrea dovresti scrivere un libro, mai pensato?



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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 09/01/2012, 19:06

chromemax ha scritto:Ma quanto avete scritto?!?!

Eh... C'è scappata la mano! :D

chromemax ha scritto:La scelta della gradazione di contrasto del provino a scalare del "Cosa fare" come avviene? A sentimento anche lei :D


Giusto, mi correggo, la scelta di solito è fatta a casaccio. Azzeccare esattamente ad occhio il contrasto giusto valutando la gamma di densità del negativo e tenendo presente la gamma che vorremmo in stampa non riesce... Avvicinarsi si, qualche volta ci si azzecca, ma l'occhio sui negativi ha i suoi limiti, non c'è verso. Chiaramente se parliamo di fine-art. Se invece parliamo di stampa spannometrica allora a occhio si fa tutto... ;)


chromemax ha scritto:La scelta dei punti fissati a piacimento si può fare anche coi filtri, no? Non capisco dove sia la differenza. I filtri dovrebbero avere una tonalità in cui al variare della gradazione (filtro) non varia l'esposizione; la testa a colori no. Ma anche con i filtri se si cambia il tono di riferimento cambierà l'esposizione al variare della gradazione. Si può benissimo ignorare il tono di riferimento, variare il contrasto e provinare per l'esposizione; la limitazione è che con la testa la variazione di contrasto è continua mentre coi filtri ci si muove a salti di 1/2 gradazione, ma anche così ci si può avvicinare abbastanza precisamente al punto in cui i toni di riferimento non vengono fuori con lo stesso tempo di esposizione

Certissimamente. Poi di fatto è ciò che avviene.
Il mezzo grado dei filtri, con le carte che permettono elasticità di trattamento quasi basta, con le carte stupide invece può rendere le cose difficili.

Mi accorgo che le ombre sono chiare - se invece avessi fatto il provino scalare su tutto il foglio ti saresti accorto che le ombre venivano chiare senza fare la stampa e ti saresti accorto che il contrasto era basso fin da subito.

chromemax ha scritto:Un sistema di regolazione di contrasto MF-PS (Modifica_Filtratura/Fai_Provino_a_Scalare) e un foglio intero per ogni provino a scalare :-o Se si stampa 50x60 imparare ad esporre e sviluppare alla perfezione il negativo diventa una necessità di sopravvivenza economica... altro che pre-visualizzazione :))


Si però no, insomma. Alla fine la carta che va via è più o meno sempre la stessa e si risparmia tempo perché vedere l'immagine intera fa capire prima e meglio. Con un po' di malizia si può anche calcolare (da un qualsiasi provino scalare di contrasto sbagliato) quanto debba cambiare il range della carta e avvicinarsi subito alla gradazione esatta.

chromemax ha scritto:Bella discussione, grazie!


Prego! :D


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Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 09/01/2012, 19:40

Ciao!

In neretto nel tuo testo alcune delucidazioni.

paolob74 ha scritto:Riassumendo il consiglio per la tecnica ottimale:
1 - parto con un contrasto medio (sulla testa dell'ingranditore metto tutto a 0 tranne la compensazione a 30). No, parti col contrasto che presumi giusto.
2 - provini a scalare su tutta la foto intera (sempre). Direi sempre almeno il primo. Eventualmente dopo qualcosa di parziale, se l'immagine permette, ovvero si riesce a posizionare bene un pezzo di carta in modo da comprendere in ogni strisciolina dello scalare i toni chiari e quelli scuri che interessano.
3 - ad ogni cambio di contrasto faccio uno scalare per meglio valutare tutta la foto (tempo in base al contrasto modificato)
Dimmi che ho capito: :-bd :-bd

Si, hai capito.

paolob74 ha scritto:Perché i filtri non cambiano (grossomodo) i valori alti e invece la regolazione della testa si?

Allora... uff, uff, pant, pant...

Risposta idiota: i filtri sono fatti apposta per ottenere (qualche volta :)) ) quel risultato. Ovvero nel filtro stesso c'è la compensazione.
Risposta completa semi-scientifica: la carta a contrasto variabile ha almeno due emulsioni, delle quali una a basso contrasto sensibile alla luce gialla ed una ad alto contrasto sensibile a quella magenta. In luce bianca ricevono luce entrambe e si ha il massimo della sensibilità, mano a mano che aggiungiamo filtratura oltre a sottrarre parte crescente della luce con il filtro lavoriamo sempre più su una sola emulsione, riducendo la sensibilità. I due fattori si sommano.


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