Regolare contrasto con doppia esposizione

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

Moderatori: Silverprint, chromemax

Avatar utente
paolob74
guru
Messaggi: 820
Iscritto il: 30/05/2010, 10:48
Reputation:

Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 07/01/2012, 23:10

X( Ciao a tutti...

Parlavo in settimana con un amico appassionato di sistemi tradizionali, mi ha spiegato velocemente una tecnica per il controllo del contrasto in maniera locale e mirata.

Non stavamo parlando della stampa Split, mi spiegava che è possibile nella stessa sessione di stampa impiegare diversi filtri per dare maggior contrasto alle zone "difficili".

Purtroppo abbiamo affrontato velocemente l'argomento e non ho capito una mazza, ho bisogno di leggere e pensare per capire bene le cose.

Un esempio potrebbe essere una classica fotografia di un paesaggio, il cielo è quasi sempre difficile da stampare perché esce senza dettaglio, la tecnica consentirebbe di fare la stampa con un contrasto poi bruciare il cielo con un filtro differente per evidenziare nuvole o eventuale texture.

La tecnica mi era nota da diverso tempo ma ho sempre avuto dubbi sul suo procedimento e metodo, per non sbagliare non l'ho mai utilizzata.

Parliamo dell'esempio che ho appena fatto, fotografia di paesaggio con cielo bianco o pochissimo dettaglio stampata bene in gradazione 2.

Con quale criterio dovrei cambiare filtro per bruciare il cielo?

Non sto parlando del senso estetico, quello é personale, ma volendo piú carattere nel cielo come dovrei operare?

Questi problemi si hanno anche con i ritratti, solitamente il viso ha una difficile modulazione, poi dipende dalla modella...

Coraggio ragazzi, so che le sapete queste cose....

Una mano ai meno evoluti...

:ympray:



Advertisement
Avatar utente
etrusco
moderatore
Messaggi: 4626
Iscritto il: 08/12/2009, 12:16
Reputation:
Località: Viterbo
Contatta:

Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda etrusco » 07/01/2012, 23:34

Ciao,
Premetto che anche io sono un 'meno evoluto' nonostante abbia ideato il forum ... Anzi forse l'ho creato proprio per crescere.

Detto ciò ora dico una cosa che so essere molto dibattuta e non sempre accettata .

Ultimamente lavoro molto con il metodo split grade (00 + 5) e sto ottenendo dei risultati che a me piacciono molto... Sperimentando e provando, leggendo molto e 'rubando' dai più esperti ... La stampa è molto personale per cui il mio consiglio è semplicemente questo : sperimenta , prova, tenta, cerca il tuo modus operandi e approfondiscilo sempre più

Vuoi provare una doppia esposizione a diverso contrasto ? Prova! Fai una prima esposizione e poi dei privini a scalare su quella base usando varie gradazioni ... Solo così riuscirai a trovare la 'tua' strada .

Io lavorando con il metodo split sto trovando la 'mia' strada, mi piace e mi diverte, ed i risultati sono buoni ;-)


Etrusco.

Sent from my iPhone using Tapatalk.


ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 08/01/2012, 0:05

Eh....

Tanto breve non so se riuscirò ad essere...

1) Split, non-split? Dipende, per me è solo una questione di praticità e di solito (col mio modo di procedere) la stampa split non è la via più semplice (ci tengo a fare le cose per la via più semplice perché vengono meglio).
Insomma se non si devono operare mascherature-bruciature con contrasti diversi, con la stampa split ogni intervento è semplicemente duplicato, se invece vanno fatti con contrasti diversi ogni intervento va ripetuto calcolando quando tempo di 0 e quanto di 5... i-)
Ciò non toglie che a volte è il modo con cui certe cose si fanno (con mascherature e bruciature), ma non toglie nemmeno che se bisogna farle così il negativo non va mica tanto bene, anzi è al 90% sotto-esposto e sovra-sviluppato (5 sulle ombre, 0 in tempo variabile sul resto) :( :))

Fabbricare una testa split-grade (heiland) è invece un modo semplice e furbo per costruire (a basso costo) una testa a contrasto variabile.

2) Usare contrasti diversi su un unica stampa (la stampa split si può considerare come la condizione estrema) invece permette di risolvere parecchie cose e farne altre che un tempo si sognavano e basta... ai voglia a dektol + selectol soft e sviluppi a pennello :)) :))

Un caso tipico può essere la citata fotografia di paesaggio dove per esigenze estetiche (anche in presenza di un negativo dal range ottimale, ovvero che si possa stampare senza interventi su un grado 2) si trovi che la "terra" verrebbe meglio (più consona al nostro gusto) con un contrasto più alto. Se si espone per avere la "terra" su detto contrasto più alto il "cielo" risulterà troppo chiaro... Se operiamo una bruciatura sul cielo con questo contrasto più alto esso risulterà troppo "drammatizzato", la soluzione è quindi di fare la bruciatura sul "cielo" con un contrasto più basso.

Si procede così: provinatura scalare per determinare esposizione e contrasto della "terra". Una volta determinata si fa un nuovo scalare con contrasto più basso solo sul "cielo", dopo averlo esposto con il contrasto più alto.
In sostanza tutta l'immagine avrà una esposizione con contrasto più alto mentre il "cielo" riceverà una bruciatura con contrasto più basso.

Col metodo spilt grade invece procederemmo mascherando la parte della terra per parte dell'esposizione con lo 0, naturalmente dopo aver fatto i provini per determinare quanto tempo di 0 (giallo 80 ca) e quanto tempo di 5 (magenta 130) vanno sul cielo e quanto meno tempo con lo 0 serva alla terra.

Comunque si voglia procedere è più semplice a farsi che a dirsi... :D
Naturalmente se prima si è capito come funziona la regolazione del contrasto...


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
paolob74
guru
Messaggi: 820
Iscritto il: 30/05/2010, 10:48
Reputation:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 08/01/2012, 14:04

Ciao...

@
Avatar utente
etrusco
... La stampa split è sicuramente interessante anche se controversa, in rete ci sono autori che la amano e altri che la odiano...

Credo comunque che vada utilizzata per stampe da negativi estremi o molto difficoltosi, come dice Andrea.... Ma poi... Se a te piace perchè no?

Se tu arrivi a creare un tuo stile con questo sistema credo che vada bene, l'importante è conoscere alla perfezione la tecnica e il meccanismo.

Io stò chiedendo una serie di delucidazioni perchè sono autodidatta, felice e convinto. Mi sono reso conto però che qualche indicazione nel tuo forum ha sbloccato delle convinzioni "cementate" da anni. Difficilmente ne sarei uscito da solo...

Quindi ne approfitto.

Voglio creare un mio stile ma per arrivarci credo di aver bisogno ancora di moltissima competenza tecnica, solo con una grande competenza tecnica saremo in grado di arrivare al risultato voluto.

@
Avatar utente
Andrea
...

Comunque si voglia procedere è più semplice a farsi che a dirsi...
Naturalmente se prima si è capito come funziona la regolazione del contrasto...


L'ultima frase lascia spazio aperto ad altri quesiti...

Cosa intendi con la regolazione del contrasto?

Un discorso estetico, o della pura tecnica? Della differenza tra bianco e nero?

E' chiara la domanda?

x_x x_x



Advertisement
Avatar utente
etrusco
moderatore
Messaggi: 4626
Iscritto il: 08/12/2009, 12:16
Reputation:
Località: Viterbo
Contatta:

Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda etrusco » 08/01/2012, 14:30

'tuo forum' è una parolona... Io ho messo l'idea ed il contenitore, ma poi i contenuti sono 'nostri', di tutti, degli iscritti, dei mod e di tutti coloro che amano la fotografia analogica... Io sono un umile programmatore appassionato di fotografia , niente di più :-)

Torniamo a noi...

Chiedo a @
Avatar utente
Silverprint
perché ritieni che la split sia adatta solo a negativi 'difficili'?
Non credi che la possibilità di intervenire con mascherature e bruciature due volte a diverse gradazioni di contrasto sia una 'opportunità' artistica in più e non una complicanza ulteriore?

Questa mia 'passione' per la split è nata a seguito della lettura di way beyound monochrome ma... Ripeto ... Io di mestiere faccio il programmatore per cui .... Anche io ho molto da imparare!

Se sono ot apriamo una discussione specifica sulla split perché veramente mi interessa ....



Etrusco.

Sent from my iPhone using Tapatalk.


ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 08/01/2012, 15:12

@
Avatar utente
etrusco
. Niente contro alla split... ;)
Solo fare tutto due volte per ottenere risultati uguali mi scoccia... Pigrizia! :))

Scherzi a parte. La stampa fine-art è frutto di molti interventi in successione, quindi di una serie di stampe a cui vengono apportate modifiche (grandi o piccole). Le modifiche vengono apportate in successione, quindi su ogni stampa successiva vengono ripetuti tutti gli interventi fatti in precedenza a cui se ne aggiungono altri. Con la stampa split (che, ripeto, a volte è necessaria) ogni intervento è duplicato (con tempi diversi di 0 e di 5, da calcolarsi ogni volta), questa maggior laboriosità rende (spesso) più ardimentosa la ripetizione esatta della serie di interventi.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 08/01/2012, 15:22

paolob74 ha scritto:@
Avatar utente
Andrea
...

Comunque si voglia procedere è più semplice a farsi che a dirsi...
Naturalmente se prima si è capito come funziona la regolazione del contrasto...


L'ultima frase lascia spazio aperto ad altri quesiti...

Cosa intendi con la regolazione del contrasto?

Un discorso estetico, o della pura tecnica? Della differenza tra bianco e nero?

E' chiara la domanda?


Eh... :) stoccatina pessimistica. Ogni tanto mi scappano.

Saper operare bene per determinare esposizione e contrasto è critico. Sarebbe una faccenda abbastanza semplice, ma... Boh? Se ne sentono e vedono di tutti i colori, hence that phrase. Per molti studenti è di fatto uno scoglio abbastanza tosto, non tanto in sé (credo-spero), piuttosto per errate pregresse convinzioni o abitudini.

È prima di tutto una questione tecnica - la carta funziona in un certo modo (punto) - poi estetico, nel senso che una volta capito come funziona ognuno farà come gli piace. Naturalmente de gustibus EST disputandum (sennò che ci stiamo a fare! =)) ).

Cosa non fare:
scegliere una gradazione di contrasto a sentimento (mi viene da ridere...), fare un provino a scalare, scegliere un tono che ci garba (cioè esposto decentemente per quella gradazione), esporre, poi a seguire mascherature e bruciature di correzione.... È di fatto come fanno i più. :wall:

Cosa fare (l'ho già scritto e qui ripropongo): Si parte sempre dal provino scalare, molto meglio se fatto su tutta l'immagine e non su una striscetta.

Ci sono tre casi possibili:

A) Se per fare i toni chiari che si desiderano serve meno tempo di quello che occorre per fare i toni scuri, ovvero se col tempo che fa venire bene i toni scuri i toni chiari non sono abbastanza chiari, ovvero se col tempo necessario per ottenere i toni chiari che si desiderano gli scuri non sono abbastanza scuri.
Vuol dire che si sta stampando su carta di contrasto troppo basso. In contrasto della carta va quindi alzato mettendo un filtro magenta più intenso. Si procede per gradi (rifacendo ogni volta un nuovo provino scalare) fino a quando non si trova un filtro con cui per ottenere i toni scuri desiderati e i toni chiari desiderati serva lo stesso tempo di esposizione.

B) Viceversa. Ovvero se per far venire i toni chiari giusti occorre un tempo più lungo di quanto serve ai toni scuri per venire scuri abbastanza vuol dire che si sta stampando su carta di contrasto troppo alto. Si abbassa il contrasto usando filtri magenta meno intensi, o via via filtri gialli sempre più intensi.

C) Il contrasto è giusto! Ovvero per fare i toni chiari e quelli scuri giusti o come ci piacciono (che è lo stesso) occorre lo stesso tempo!

Insomma, bisognerebbe imparare la filastrocca a memoria. Riferendosi a quanto detto prima, cioè a stampe realizzate con contrasti diversi il discorso tecnico NON CAMBIA. La differenza è che invece che essere applicato alla immagine intera è applicato a porzioni di essa.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
paolob74
guru
Messaggi: 820
Iscritto il: 30/05/2010, 10:48
Reputation:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 08/01/2012, 15:48

Io faccio cosi:

Scelgo il negativo, la dimensione della stampa, metto a fuoco....

Controllo le zone di densità più importanti, non uso un foglio intero ma una striscia, mi piacciono i grandi formati e sprecare per la prima prova una 50 x 60.... :-?

Utilizzo un filtro medio 2 e faccio provini a scalare

Se la striscia è buona faccio un lavaggio e metto nel microonde a cottura bassa (le densità alte cambiano asciugando)

Controllo bene il risultato, scelgo la striscia giusta e faccio una stampa completa...

Sulla stampa verifico il contrasto, se è basso/alto cambio il filtro opportunamente...

Faccio un altra stampa completa con il nuovo filtro...

Dopo aver valutato l'ultima stampa decido: bruciature, sbianca, ecc...

Normalmente utilizzo 4/5 fogli.... e un ora o più per arrivare ad un risultato "decente"...

Forse....

:))



Avatar utente
Silverprint
moderatore
Messaggi: 11277
Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
Reputation:
Località: Bologna
Contatta:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda Silverprint » 08/01/2012, 16:01

Povero Paolo!

Ora ti tocca il terzo grado! :D

paolob74 ha scritto:Io faccio cosi:
Scelgo il negativo, la dimensione della stampa, metto a fuoco....
Controllo le zone di densità più importanti, non uso un foglio intero ma una striscia, mi piacciono i grandi formati e sprecare per la prima prova una 50 x 60.... :-?


Più importanti in che senso? Più dense?
Secondo me alla fine si usa meno carta usando fogli interi...

paolob74 ha scritto:Utilizzo un filtro medio 2 e faccio provini a scalare
Se la striscia è buona faccio un lavaggio e metto nel microonde a cottura bassa (le densità alte cambiano asciugando)

Che significa che la striscia è buona? Se osservi il provino bagnato con la luce giusta (20w ad almeno un metro di distanza, luce radente, lampada chiara, cioè non opalina e senza diffusore) non hai bisogno di asciugarla, in luce normale andrà bene.


paolob74 ha scritto:Controllo bene il risultato, scelgo la striscia giusta e faccio una stampa completa...
Sulla stampa verifico il contrasto, se è basso/alto cambio il filtro opportunamente...

Qual'è la striscia giusta? Come verifichi il contrasto?


paolob74 ha scritto:Faccio un altra stampa completa con il nuovo filtro...
Dopo aver valutato l'ultima stampa decido: bruciature, sbianca, ecc...

Rifai il provino scalare quando cambi filtro?


paolob74 ha scritto:Normalmente utilizzo 4/5 fogli.... e un ora o più per arrivare ad un risultato "decente"...
Forse.... :))


4/5.... un'oretta? Fai presto! Secondo me ti accontenti facile... :ymdevil: :)) :))


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

Avatar utente
paolob74
guru
Messaggi: 820
Iscritto il: 30/05/2010, 10:48
Reputation:

Re: Regolare contrasto con doppia esposizione

Messaggioda paolob74 » 08/01/2012, 17:17

Mi sottopongo al terzo grado volentieri... :)) :))

Come ho detto sono autodidatta quindi è possibile che faccio un sacco di cavolate, comunque:

Piú dense?


Si, solitamente valuto come importanti le zone più o meno dense come prima prova

Che significa che la striscia è buona?


Che all'interno tra le esposizioni ci sia l'esposizione giusta, ne troppo scura o chiara.

In camera oscura ho una sensibilità strana, spesso butto via ore di lavoro per toni sottovalutati nel bagnato/asciutto.

Proverò la lampada da 20w

Qual'è la striscia giusta? Come verifichi il contrasto?


Sulle prime stampe valuto solo i toni alti, poi il contrasto....

Rifai il provino scalare quando cambi filtro?


No... Ho fatto dei test e da 0 a 3 il tempo di esposizione non cambia, perché dovrei fare nuove strisce?

In teoria stò cambiando solo il contrasto sui toni bassi.

4/5.... un'oretta? Fai presto! Secondo me ti accontenti facile...


Infatti non mi accontento.... E spesso butto tutto.... Snervato! :wall:

Scrivo tutti i dati e processo, la volta dopo ricomincio.

Non mi vergogno a dire che in 15 anni che fotografo e stampo avró raggiunto il risultato voluto una decina di volte...

E anche su quelle avrei delle riserve...

É questo il problema della tecnica, so a cosa voglio arrivare ma non sempre ho le capacità tecniche per arrivarci....

Studio e passione risolveranno il problema?

Sperem...

É comunque divertente giocare...





  • Advertisement

Torna a “Bianco e nero - pellicole, carta e chimica”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 6 ospiti