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Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 16:29
da Giorgio70
Ieri sera ho trascorso il mio pomeriggio libero e parte della serata stampando fotografie...
Bene ho notato una cosa che non ho mai trovato scritta in nessun manuale di camera oscura ma che mi ha lasciato parecchio sorpreso oltre che estrememente soddisfatto nei risultati ottenuti...
Ecco il succo della mia esperienza. Ieri cercando di ottenere delle stampe quanto più "a fuoco" possibile lunfo margini ho iniziato a chiudere progressivamente il diframma del mio obiettivo fino ad arrivare ai due ultimi diaframmi disponibili sul mio 50mm Meopta Meogon (F16 ed F22).
Bene sebbene i tempi di stampa diventino enormi del tipo che per stampare fotografie delle dimensioni di 18x24 con un diaframma F 16 sono stati necessari 6 minuti di esposizione e oltre 7 abbondanti minuti con diaframma F 22, mi sono accorto di essere riuscito ad ottenere delle foto estremamente equilibrate nella distinzione dei vari toni in un modo che prima difficilimente riuscirvo a raggiungere. Inoltre anche le ombre e le zone scure del fotogramma sono risultate estremamente leggibili.
Praticamente mi sono accorto che la carta da stampa reagisce (almeno così mi è sembrato) in modo violento di fronte ad esposizioni con diframmi bassi (per cui tra le altre cose ci si trova ad operare per eventuali mascherature/bruciature in pochissimo tempo). Viceversa la carta quando viene esposta ad fascio di luce tenue dovuto ai diframmi molto alti, dà luogo ad una reazione molto più equilibrata ed omogenea per cui, tra le altre cose, le stesse operazioni di mascheratura e bruciatura non solo diventano meno necessarie (mentre prima ero sostanzialmente costretto a farle in quasi tutte le foto per cercare di riequilibrarle) ma sono anche estremamente più semplici da gestire proprio grazie al grande lasso di tempo che viene lasciato per poter operare.
Non so forse ho scoperto l'acqua calda ma davvero non ho letto in nessuno dei miei tre manuali di camera oscura che venisse consigliato di operare con diaframmi così alti e tempi estremamente ampi. Io ho sempre letto di esposizioni al massimo di 60 secondi e davvero mai di esposizoni di oltre 6 minuti...
Non so se queste mie operazioni possano essere utili ad altri o se sono scontate ma mi poace condividere con voi queste mie progressive “scoperte”.
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 16:46
da Silverprint
Mi sa che hai scoperto la diffrazione e forse anche la pre-velatura... ;)
I fenomeni che descrivi sono riassumibili in un calo di contrasto (meno interventi) e in differenze di esposizione (tra 16 e 22 il tempo raddoppia, non va da 6 a 7 minuti).
Mi sa anche che hai fatto lavorare la carta in difetto di reciprocità, dipende dai materiali, ma andare oltre i 2-300 secondi è rischioso.
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 17:06
da phabio68
Silverprint ha scritto:Mi sa che hai scoperto la diffrazione e forse anche la pre-velatura... ;)
I fenomeni che descrivi sono riassumibili in un calo di contrasto (meno interventi) e in differenze di esposizione (tra 16 e 22 il tempo raddoppia, non va da 6 a 7 minuti).
Mi sa anche che hai fatto lavorare la carta in difetto di reciprocità, dipende dai materiali, ma andare oltre i 2-300 secondi è rischioso.
quindi Andrea deduco che i diaframmi molto chiusi (per es. 16 o 22) non vanno mai usati? (riferito a luce diffusa)
se esistono a cosa servono allora? o bisogna usare una carta speciale in quel caso?
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 17:06
da Giorgio70
Silverprint ha scritto:Mi sa che hai scoperto la diffrazione e forse anche la pre-velatura... ;)
I fenomeni che descrivi sono riassumibili in un calo di contrasto (meno interventi) e in differenze di esposizione (tra 16 e 22 il tempo raddoppia, non va da 6 a 7 minuti).
Effettivamente è vero.... Dopo la mia "scoperta" ho stampato tutte le foto a F16 e solo l'ultima (non riuscita) l'avevo stampata utilizzando F22...
Devo studiarmi bene questo discorso della "Diffrazione" che mi pare aprire nuovi scenari estremamente interessanti circa il calcolo dei tempi e i risultati ottenibili.
Silverprint ha scritto:Mi sa anche che hai fatto lavorare la carta in difetto di reciprocità, dipende dai materiali, ma andare oltre i 2-300 secondi è rischioso.
Quali possono esserei rischi di una esposizione troppo lunga? Cosa si intende esattamente per "difetto di reciprocità"? (Caso mai dopo controllo se c'è già qualcosa su questo nostro sito.
Grazie
Giorgio
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 17:08
da phabio68
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 17:39
da chromemax
Il difetto di non reciprocità è un difetto che hanno tutti i materiali fotosensibili, in pratica la regola che lega un raddoppio del tempo di esposizione in caso di dimezzamento della luce (es. f11 1/125= f8 1/250) vale solo per certi range di tempi di esposizione superati i quali il tempo di esposizione deve allungarsi sempre più man mano che la quantità di luice diminuisce. Ad esempio nelle pellicole questo range è compreso all'incirca (varia a seconda delle pellicole) da 1" a 1/10000", per esposizioni più lunghe di un secondo e più brevi di 1/10000, variando il diaframma di 1 stop bisogna aumentare (o diminuire) il tempo di più di 1 stop.
Anche la carta di stampa è soggetta a questo difetto, anche se si manifesta con tempi molto più lunghi rispetto alle pelllicole, quindi con diaframmi molto chiusi i tempi di esposizione si allungano in maniera esponenziale, appunto nell'ordine dei minuti. BTW un ingranditore che non abbia un ottimo sistema di dissipazione del calore potrebbe soffrire un po'.
La diffrazione, detto in modo molto elementare, è quel fenomeno per cui quando la luce attraversa un foro molto piccolo (come un diaframma molto chiuso) devia il suo percorso, quindi un obbiettivo perde in maniera drastica contrasto e risolvenza; tutta questa luce "spuria" va ad esporre la carta inmaniera casuale, creando appunto una sorta di prevelatura con gli effetti descritti da Silverprint.
I diaframmi molto chiusi andrebbero usati quando è necessario (grande pdc, pellicola troppo sensibile, ecc) perché la qualità ottica ne risente parecchio, molto più che se usati a tutta apertura in molti casi, e questo vale per qualsiasi obbiettivo (ripresa o stampa) a prescindere dalla luce usata dall'ingranditore.
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 17:51
da Silverprint
Normalmente i diaframmi che offrono prestazioni migliori sono quelli intermedi, quale di preciso dipende dall'ottica, ma siamo lì.
Ai diaframmi più aperti e più chiusi le prestazioni calano, a quelli più chiusi di solito calano molto per via, appunto, della diffrazione.
Ciò non toglie che su stampe piccole usare un diaframma molto chiuso non sia a volte la soluzione più pratica!
Sulle stampe piccole il calo di prestazioni si nota di meno, se si nota, e stampare a diaframmi più aperti produrrebbe esposizioni troppo brevi per essere pratiche, ma, appunto se le esposizioni non sono brevi (anzi) non c'è motivo per usare diaframmi molto chiusi.
Ritornando alle stampe di Giorgio è molto probabile che avrebbe ottenuto stampe migliori, cioè simili per densità e contrasto rispetto a quelle che ha fatto con tempi biblici, ma più nitide (perché avrebbe evitato la diffrazione) se avesse semplicemente usato un contrasto più basso e regolato bene l'esposizione con diaframmi più aperti.
Il fatto che il suo obbiettivo non mantenga il fuoco agli angoli se non tutto chiuso fa pensare ad altri problemi: disallineamento, lente difettosa, etc.
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 18:56
da Giorgio70
Ciao Fabio, se devo essere sincero per me ieri non è stata tanto un fattore di provini... dopo aver ottenuto una buona stampa con diaframmi bassi, cercando di migliorare l'aspetto ottico (messa a fuoco dei lati) ho iniziato ad usare diaframmi via via più alti e correggendo a occhio i tempi... Poi dopo aver ottenuto una davvero buona stampa (almeno a me sembra tale) con un tempo di 6 minuti e un diaframma di F16 ho stampato tutte le altre negative del rullino utilizzando lo stesso tempo e attuando solo dei piccoli accorgimenti di mascheratura qui e lì... ma davvero pochi rispetto a quelli che ero costretto a fare un tempo quando buttavo via tonnellate di carta e finivo regolarmente con l'incazzarmi... Di carta ne sprecavo tanta proprio perché con tempi troppo rapidi di esecuzione finivo sempre con lo sbagliare qualcosa nella mascheratura/bruciatura e dovevo ricominciare da capo...
Insomma, questa cosa dei tempi lunghi è una cosa che voglio approfondire... perchéP davvero mi sta dando buoni risultati...
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 06/06/2013, 19:00
da phabio68
beh Giorgio, alla fine quello che conta è la tua soddisfazione del risultato ottenuto

(oltre al considerevole risparmio di carta ;) )
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 07/06/2013, 19:21
da ->KappA<-
Questa del diaframma interessa anche me, giusto per chiarezza cosa si intende per diaframmi intermedi?
Esempi
Il mio 50 f2.8 arriva fino a f22, i diaframmi intermedi da considerare sarebbero quindi f5.6 e f8 (normalmente stampo a f8)?
Il mio 80 mm f5.6 arriva fino a f22, i diaframmi intermedi sarebbero f11 e f16 (generalmente uso f11)?
Lo so, sono cose ovvie, ma stampo in CO solo da un annetto...
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 07/06/2013, 19:26
da Silverprint
Sì, KappA.
Nello specifico, ogni lente ha il suo diaframma migliore, quale sia bisogna cercarlo, ma si vede solo su stampe grandicelle, diciamo almeno 40x50.
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 07/06/2013, 19:37
da ->KappA<-
Quindi finchè restiamo nel calssico 20x30 non ci dovrebbero essere problemi.
La dmensione limite sale con il formato (ovvero per il 6x6 il valore limite è sempre il 10x?)?
Scusa le domande ma, prossimamente, vorrei tentare una stampa grandicella da MF, diciamo attorno ai 60x60 e, dato che già utilizzo un ingranditore scricciolo, vorrei cominciare ad escludere un po' di variabili...
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 07/06/2013, 19:38
da Silverprint
Eh... dipende!
Quando stamperai grande farai un po' di prove. Le differenze si vedono bene!
Re: Riflessioni di un dilettante su tempo e diaframma
Inviato: 07/06/2013, 19:44
da ->KappA<-
Qualche prova l'ho già fatta, ho usato però i diaframmi più chiusi (paranoia da allineamento).
Diciamo che tra f16 e f22 non noto gradi differenze, la prossima volta vorrei provare a f11, sulla carta il migliore, vediamo se cambia.
Ah, l'ottica è il Componon 80 f5.6, quello vecchio con montatura M25 e una moltitudine di lamelle.
