Io quel che accadrà lo so... ma non te lo dico.bafman ha scritto:"faccio una soluzione rodinal 1:15ce lo inzuppo con due sole capriole e lo lascio ad annoiarsi per 30minuti"
Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Moderatori: Silverprint, chromemax
- Silverprint
- moderatore
- Messaggi: 13593
- Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
- Reputation:
- Località: Faenza
- Contatta:
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
-
anonymous1
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Ma una volta capita la sensibilità effettiva della pellicola, supponiamo che dai nostri test, nella nostra catena sviluppo rilevatore. Una pellicola supponiamo per fare numero tondo 100 asa di IE abbia in realtà una SE di 50 che facciamo?
Esposimetro alla mano lo puntiamo a 50 ed esponiamo per avere giuste esposte le ombre.
Sviluppo su che base di tempi? I tempi dei datasheet non li consideriamo e quali prendiamo?
Sono di coccio
Esposimetro alla mano lo puntiamo a 50 ed esponiamo per avere giuste esposte le ombre.
Sviluppo su che base di tempi? I tempi dei datasheet non li consideriamo e quali prendiamo?
Sono di coccio
- Silverprint
- moderatore
- Messaggi: 13593
- Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
- Reputation:
- Località: Faenza
- Contatta:
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Ciao!
Tanto di coccio non direi!
Come base di partenza si può usare circa la metà del suggerito per le 400 iso e togliere circa un terzo del tempo a quelle di sensibilità più bassa. Ma chiaramente dipende!
Ad ogni modo visto che i tempi suggeriti sono di solito (cioè quasi sempre) adatti a situazioni di basso o bassissimo contrasto bisogna (quasi sempre) ridurre rispetto al suggerito.
Tanto di coccio non direi!
Già! Proprio così!foen85 ha scritto:Esposimetro alla mano lo puntiamo a 50 ed esponiamo per avere giuste esposte le ombre?
I tempi di sviluppo andranno determinati sperimentalmente. E possibilmente adattati alle varie situazioni di contrasto.foen85 ha scritto:Sviluppo su che base di tempi? I tempi dei datasheet non li consideriamo e quali prendiamo?
Come base di partenza si può usare circa la metà del suggerito per le 400 iso e togliere circa un terzo del tempo a quelle di sensibilità più bassa. Ma chiaramente dipende!
Ad ogni modo visto che i tempi suggeriti sono di solito (cioè quasi sempre) adatti a situazioni di basso o bassissimo contrasto bisogna (quasi sempre) ridurre rispetto al suggerito.
-
anonymous1
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Anche qui, cappuccetto rosso avrebbe trovato meglio la strada.Silverprint ha scritto:E possibilmente adattati alle varie situazioni di contrasto.
Come base di partenza si può usare circa la metà del suggerito per le 400 iso e togliere circa un terzo del tempo a quelle di sensibilità più bassa.Ma chiaramente dipende!
Ad ogni modo visto che i tempi suggeriti sono di solito (cioè quasi sempre) adatti a situazioni di basso o bassissimo contrasto bisogna (quasi sempre) ridurre rispetto al suggerito.
Supopngo sempre la famosa 100 iso dichiarata, normoesposte le ombre a 50. Sempre per fare i conti tondi,
il datasheet del rilevatore dichiara 10 minuti @ 100asa quindi empiricamente vado di 5 minuti @ 50 asa (miei) e il terzo da dove lo tolgo? 5 -1/3 sarebbe togliere circa un minuto e mezzo per uno sviluppo finale di 3 tre minuti e mezzo giusto??
Che ne dici Andrea?
Certo che gli sviluppi diventano veramente veloci (ovviamente ho usato numeri fittizi )
- chromemax
- moderatore
- Messaggi: 12710
- Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
- Reputation:
- Località: Albiate (MB)
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
I dati del fabbricante vanno presi solo come riferimento, ai quali sottrarre le quantità indicate da Silverprint.
Sempre con numeri inventati:
pellicola marchiata 400 dal fabbricante, imposto 200 sull'esposimetro e misuro le ombre. Sviluppo dichiarato dal fabbricante 10', sviluppo che effettuo 5' (10 minuti meno il 50%)
Pellicola marchiata 100 dal fabbricante, imposto 50 sull'esposimetro e misuro le ombre. Sviluppo dichiarato dal fabbricante 10', sviluppo che effettuo 6' 40" (10 minuti meno il 30%).
Ma poi chiaramente dipende.
Sempre con numeri inventati:
pellicola marchiata 400 dal fabbricante, imposto 200 sull'esposimetro e misuro le ombre. Sviluppo dichiarato dal fabbricante 10', sviluppo che effettuo 5' (10 minuti meno il 50%)
Pellicola marchiata 100 dal fabbricante, imposto 50 sull'esposimetro e misuro le ombre. Sviluppo dichiarato dal fabbricante 10', sviluppo che effettuo 6' 40" (10 minuti meno il 30%).
Ma poi chiaramente dipende.
-
anonymous1
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Grazie chrome max, ora grazie a tutti voi mi sta venendo voglia di spararmi un rullo cosi, senza fare complimenti! e poi stasera sviluppare seduta stante. Ma pori!!!
- Silverprint
- moderatore
- Messaggi: 13593
- Iscritto il: 30/08/2011, 2:12
- Reputation:
- Località: Faenza
- Contatta:
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Ti ha già risposto Chromemax.
Aggiungo solo una considerazione in base alla frase che segue, perché potrebbe essere basata su una considerazione sbagliata:
Ma la cosa da capire è che non esiste una proporzionalità diretta tra iso dichiarati, iso impostati e tempo di sviluppo.
Cioè se è suggerito un tempo X di sviluppo a 100 iso di I.E. ed espongo a 50 iso per la S.E. non devo mica per forza togliere la metà del tempo di sviluppo. La sensibilità effettiva è una cosa, il tempo di sviluppo non è in relazione con essa, il tempo di sviluppo è in relazione al contrasto che voglio ottenere.
Gli Iso ed il tempo di sviluppo sono grandezze indipendenti quando si usa la Sensibilità Effettiva
Se invece si lavora con l'I.E. e si misura sul grigio medio si instaura una relazione tra iso impostati e tempi di sviluppo... Ma questa relazione è inventata, non ha una ragione tecnica per esistere, solo pratica (che poi sia spratica é un altro discorso). Il nostro scopo è proprio quello di non instaurare questa relazione al fine di poter regolare a seconda dei bisogni la latitudine di posa variando il tempo di sviluppo.
Aggiungo solo una considerazione in base alla frase che segue, perché potrebbe essere basata su una considerazione sbagliata:
Hai già tolto la metà (che forse è troppo con un 100 iso) che altro devi togliere?foen85 ha scritto:il datasheet del rilevatore dichiara 10 minuti @ 100asa quindi empiricamente vado di 5 minuti @ 50 asa (miei) e il terzo da dove lo tolgo?
Ma la cosa da capire è che non esiste una proporzionalità diretta tra iso dichiarati, iso impostati e tempo di sviluppo.
Cioè se è suggerito un tempo X di sviluppo a 100 iso di I.E. ed espongo a 50 iso per la S.E. non devo mica per forza togliere la metà del tempo di sviluppo. La sensibilità effettiva è una cosa, il tempo di sviluppo non è in relazione con essa, il tempo di sviluppo è in relazione al contrasto che voglio ottenere.
Gli Iso ed il tempo di sviluppo sono grandezze indipendenti quando si usa la Sensibilità Effettiva
Se invece si lavora con l'I.E. e si misura sul grigio medio si instaura una relazione tra iso impostati e tempi di sviluppo... Ma questa relazione è inventata, non ha una ragione tecnica per esistere, solo pratica (che poi sia spratica é un altro discorso). Il nostro scopo è proprio quello di non instaurare questa relazione al fine di poter regolare a seconda dei bisogni la latitudine di posa variando il tempo di sviluppo.
- Luca Ghedini
- guru
- Messaggi: 819
- Iscritto il: 02/02/2012, 15:26
- Reputation:
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Introduco una variabile, sempre che abbia senso: occorre tenere conto del tipo di luce dell'ingranditore e in che modo?
Io stampo sempre a luce diffusa e ricordo che quando abbandonai i condensatori, mi trovai negativi troppo "leggeri" di contrasto e dovetti riparametrare le mie abitudini di sviluppo.
Sto per riprendere il cammino inverso, sempre in modo empirico, però ;-( dato che mi appresto ad usare il 138 a luce condensata.
Per intenderci: se stampando a luce diffusa ottengo con la Tri-X oggetto della discussione, negativi equilibrati, tali da essere stampati per lo più con una filtratura di 2 1/2 - 3 (poi dipende dalla carte..), riservandomi così "libertà di movimento" per soggetti eventualmente più o meno contrastati, esponendo a 320 e sviluppando per 11 minuti in D 76 1+1 (ho letto, ma a me piace..), nel momento in cui dovrò esporre e sviluppare per la luce condensata, per ipotesi dovrò esporre (dati ipotetici), a 250 e sviluppare per 9 minuti.
C'è una logica o penso delle cose del tutto assurde?
Ciao
Edit:
introduco un'altra variabile: le ottiche.
se scatto con la Rollei e il Planar 3.5, caratterizzato da un basso macrocontrasto, posso permettermi di esporre ad una sensibilità maggiore e sviluppare di conseguenza; se uso ad es. un Nikkor 50, più contrastato, dovrò comportarmi di conseguenza per avere un negativo che abbia la stessa "latitudine"
Io stampo sempre a luce diffusa e ricordo che quando abbandonai i condensatori, mi trovai negativi troppo "leggeri" di contrasto e dovetti riparametrare le mie abitudini di sviluppo.
Sto per riprendere il cammino inverso, sempre in modo empirico, però ;-( dato che mi appresto ad usare il 138 a luce condensata.
Per intenderci: se stampando a luce diffusa ottengo con la Tri-X oggetto della discussione, negativi equilibrati, tali da essere stampati per lo più con una filtratura di 2 1/2 - 3 (poi dipende dalla carte..), riservandomi così "libertà di movimento" per soggetti eventualmente più o meno contrastati, esponendo a 320 e sviluppando per 11 minuti in D 76 1+1 (ho letto, ma a me piace..), nel momento in cui dovrò esporre e sviluppare per la luce condensata, per ipotesi dovrò esporre (dati ipotetici), a 250 e sviluppare per 9 minuti.
C'è una logica o penso delle cose del tutto assurde?
Ciao
Edit:
introduco un'altra variabile: le ottiche.
se scatto con la Rollei e il Planar 3.5, caratterizzato da un basso macrocontrasto, posso permettermi di esporre ad una sensibilità maggiore e sviluppare di conseguenza; se uso ad es. un Nikkor 50, più contrastato, dovrò comportarmi di conseguenza per avere un negativo che abbia la stessa "latitudine"
Luca Ghedini - Bologna (San Lazzaro di Savena)
- chromemax
- moderatore
- Messaggi: 12710
- Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
- Reputation:
- Località: Albiate (MB)
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Come ha detto Andrea, sensibilità effettiva e sviluppo non sono correllati: con l'esposizione fisso la densità delle ombre, con lo sviluppo fisso la densità delle luci, variando lo sviluppo si regola il contrasto che però "ruota" fissato al perno dell'esposizione sulle ombre --in termini di curva caratteristica, la pendenza (contrasto) varia avendo come pivot il punto di esposizione--.nel momento in cui dovrò esporre e sviluppare per la luce condensata, per ipotesi dovrò esporre (dati ipotetici), a 250 e sviluppare per 9 minuti.
Con la luce condensata la massima densità del negativo stampabile sulla carta dovrà essere un po' più bassa (ci penserà poi l'effetto Callier ad alazarla) quindi, a parità di contrasto del soggetto, si dovrà sviluppare un po' di meno, ma questo, per quanto detto sopra, è indipendente dall'esposizione e quindi dalla SE.
Questo in buona approssimazione.
- chromemax
- moderatore
- Messaggi: 12710
- Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
- Reputation:
- Località: Albiate (MB)
Re: Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia
Al netto del flare, che è una bruttissima bestia da gestire, il "contrasto" delle ottiche è imho da pensare in termini di acutanza e risoluzione e quindi semmai a livello di microcontrasto/acutanza/risoluzione dell'accoppiata pellicola/sviluppo, non c'entrano con lo scarto di luminanza del soggetto e lo scarto di densità del negativo che abbiamo fin qui discusso. In altri termini un obbiettivo moscio non diventa un mostro di acutanza se sviluppo un po' di più, così facendo si ottengono solo delle alteluci difficili da rendere in stampa. Sempre al netto del flare, come ho specificato sopra.se scatto con la Rollei e il Planar 3.5, caratterizzato da un basso macrocontrasto, posso permettermi di esporre ad una sensibilità maggiore e sviluppare di conseguenza; se uso ad es. un Nikkor 50, più contrastato, dovrò comportarmi di conseguenza per avere un negativo che abbia la stessa "latitudine"