Rivelatore Tri-x 400 - Lezioni di fotografia

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda Silverprint » 28/08/2012, 23:41

Dobbiamo quindi affrontare due problemi, come regolare l'esposizione affinché la resa dei toni scuri sia quella che vogliamo e quanta energia dare allo sviluppo del negativo in relazione alle condizioni di luce (ovvero a quanto le alte luci siano esposte) ed a come vogliamo che esse siano rese in stampa.

Allo scopo enunciamo un pincipio fondamentalissimissimo e da non scordare mai! :))
Il negativo si valuta dalle stampe che esso produce.

Corollario necessario in tempi moderni: un negativo adatto alla stampa analogica può sempre essere scansionato producendo (dopo la post-produzione) il giusto risultato, ma non necessariamente un negativo che si può ben scansionare può essere utilizzato con successo per la stampa analogica.
Conseguenza logica: bisogna produrre negativi adatti alla stampa (punto).

Com'è un negativo adatto alla stampa?
Produce su di essa il giusto grado di dettaglio nei toni più scuri (é soggettivo) ed al contempo, se lo si desidera e nella misura in cui lo si desidera, un "buon nero" ed una densità dei toni chiari (ovvero parti scure del negativo) tale da non rendere necessari grandi interventi di correzione in fase di stampa, pur mantenedo la desiderata modulazione tonale ed il desiderato dettaglio. Detto in termini tecnici: ha giusta esposizione e giusto contrasto.


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Re: R: rivelatore trix 400

Messaggioda mjrndr » 28/08/2012, 23:45

Se ho capito io che sono bergamasco vuol dire che sei in gamba! :D
Domandina : quando la scena ha un basso contrasto dato da illuminazione uniforme è comunque preferibile sovraesporre un poco per avere più efficacia nel processo di sviluppo o in questo caso, non essendoci grosse differenze tra chiari e scuri, o in questo caso non si applica?

Andrea



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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda Silverprint » 29/08/2012, 0:13

Sapessi che sudata! :))
Vedremo se é vero che son stato comprensibile (non ci credo tanto)... uno, pur se bergamasco non fa testo! :ymdevil:

In caso di basso contrasto si aumenta un po' l'energia dello sviluppo e quasi sempre basta, in rari casi (contrasto proprio basso, basso) unendolo ad una leggera sotto-esposizione (non sovra). Spesso basta solo aumentare un po' il contrasto in stampa.

La faccenda dell'esposizione però va detta meglio. In caso di contrasto basso, bassissimo l'esposimetro (più o meno qualunque esso sia) lavora bene e tranquillo al limite produce addirittura una leggera sovra-esposizione o comunque dopo lo sviluppo (più energico) un negativo che rischia d'essere inutilmente piú denso del necessario, quindi non è necessario sovra-esporre, ma casomai il contrario (o non far nulla).


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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda chromemax » 29/08/2012, 0:31

Spesso basta solo aumentare un po' il contrasto in stampa.

Forse può essere utile mettere in relazione il contrasto del negativo con la carta da stampa?
(Fatto 30 fai 31 :) :) :) )



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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda Silverprint » 29/08/2012, 1:53

Giusto Chromemax! :)

Ho fatto una interruzione un po' brusca e quindi riprendo dall'ultima frase...
Silverprint ha scritto:Detto in termini tecnici: ha giusta esposizione e giusto contrasto.

E cosa significa dire che un negativo ha il giusto contrasto?
Significa dire che esso può essere stampato su un grado di contrasto medio senza interventi di correzione e che la stampa che ne risulta ha a sua volta il contrasto che desideriamo. È soggettivo e tecnico al contempo. Interesante! Si comincia a parlare di espressione personale attraverso la tecnica. ;)

Contrasto della scena, contrasto del negativo, contrasto della carta, contrasto della stampa, ma non saranno troppi tutti questi diversi contrasti!? :wall: :wall:
E sì, facile confondersi! Serve un glossario. :ymsick:

Il contrasto della scena è la differenza di luminosità tra le parti chiare e quelle scure di ciò che fotografiamo. Si può misurare, in stop per esempio, o più empiricamente imparare a valutare a occhio e cervello. L'occhio da solo non basta, un po' bisogna sempre ragionarci, l'occhio naturalmente lo compensa (cioè lo fa il cervello, ma ci siamo capiti... spero :)) ).

Il contrasto del negativo è la differenza tra le parti chiare di esso (le ombre della stampa) e le parti scure (le luci della stampa); esso dipende dal contrasto della scena e (tantissimo!) dall'energia con cui abbiamo sviluppato il negativo. Idealmente dovremmo adattare il contrasto del negativo al contrasto della scena, che sarebbe ciò che dice il famosissimo detto "sviluppare per le luci". In pratica usare meno energia per sviluppare i negativi scattati in scene ad alto contrasto e più energia per quelli scattati quando il contrasto era basso. Questo "naturalmente" al fine di produrre, indipendentemente dal contrasto della scena, un contrasto del negativo sempre simile! :-o

http://www.youtube.com/watch?v=rdkecMOT1ko

Anche il contrasto del negativo si può misurare sia con degli indici (indice di contrasto, gamma) sia come differenza di densità. L'indice di contrasto racconta con un numero quanto siano diverse come densità due porzioni di negativo esposte in maniera diversa e nota ed é molto utile, può perfino essere usato per adattare scientificamente il contrasto del negativo al contrasto della scena con gran precisione (Chromemax fa così! :-o :ymapplause: ). Io più modestamente uso un metodo con meno numeri e più empirico che è il sitema zonale, ma è possibile operare con successo in modi diversi più o meno precisi (pian piano ci arrivo in questo thread...) #:-s

Nota: qualsiasi tempo di sviluppo fornito senza dati sul contrasto che produce (I.C. o gamma) è non verificabile ed aleatorio, quasi inutile. Quest'ultimo è un pensierino rivolto al, troppo citato e considerato, Massive Dev Chart... quasi inutile, non verificabile e perfino non contestabile! :))

Il contrasto della carta rappresenta invece la sua adattabilità al contrasto del negativo. Se il negativo é contrastato, o duro ovvero sovra-sviluppato (è proprio la stessa cosa) sará necessario usare in stampa una carta di contrasto basso o fare pesanti interventi di correzione con mascherature e bruciature. Se il negativo è poco contrastato, morbido o sotto-sviluppato (è sempre la stessa cosa) sará necessario usare in stampa una carta di contrasto elevato. Quest'ultimo è un caso che non si verifica tanto spesso, se il negativo é esposto bene, mentre i negativi sovra-sviluppati sono molto comuni.

Il contrasto della stampa è quello che si vede alla fine di tutti questi triboli... :))
Il contrasto sará basso, alto o giusto. Giusto quando sia i toni chiari che quelli scuri sono come e dove li volevamo, basso se i toni chiari non sono abbastanza chiari e/o quelli scuri non sono abbastanza scuri; alto se i toni scuri sono più scuri del desiderato e/o quelli chiari troppo chiari.

Ma sul contrasto della stampa è interessante ANCHE ragionare in maniera non ortodossa e meno intuitiva in "unità di superficie", ovvero dire che una stampa é dura perché le aree molto scure (oltre ad essere molto scure) sono anche grandi e grandi sono anche quelle chiare (oltre ad essere molto chiare) o é grande almeno una delle due, e dire che una stampa é morbida perché i toni medi occupano tanto spazio mentre quelli più chiari e quelli più scuri ne occupano poco. :ymsmug:

A domani! :-*


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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda lorypiccolo » 29/08/2012, 3:26

Sono le 3.25 e penso che non riuscirò a dormire dopo aver letto questi ultimi interventi! Sono ECCITATO! 8-}

Notte, a domani ^:)^ ^:)^ ^:)^


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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda .Leo. » 29/08/2012, 14:49

Complimenti per la spiegazione!
In poche righe hai riassunto in maniera molto chiara anni di esperienza. Non è facile da trovare in giro..
Fai conto che tutto il mio lavoro di prove in solitaria di due anni, leggendo qua e là su libri e consigli stitici sul web e non, l'ho letto in queste chiarissime paginette..
Il concetto di "Energia" non è da poco per la comprensione.
Personalmente mi sarebbe di aiuto, in aggiunta ad una lettura simile, un riferimento altrettanto chiaro alle curve caratteristiche delle pellicole, argomento ancora ostico per me. Ovvero capire se il saper decifrare quei grafici aiuta nell'esposizione e nella scelta del rivelatore in aggiunta a quello detto fino ad ora.

Grazie :ymhug:



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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda Silverprint » 29/08/2012, 15:28

Grazie a te .Leo. :)

I post di ieri notte sono ben densi! @-) Vediamo un po' se risultano digeribili anche a chi non ha fatto esperimenti in solitaria negli ultimi due anni... :-s :ympray:

Ci sarbbe ancora da dire, ma fino a stesera (almeno) di sicuro non mi ci metto.

Per le curve caratteristiche potresti aprire una nuova discussione, questa tendenzialmente la terrei (il più possibile) lontana da numeri e grafici.


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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda .Leo. » 29/08/2012, 15:36

Ok.. :)

Seguo con interesse questa discussione prima di mettere altro al fuoco :p



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Re: rivelatore trix 400

Messaggioda Silverprint » 30/08/2012, 10:32

E allora? :-\

È troppo complicato? :-s
Vado avanti così'?

Per ora la frase del mattino:

Se il negativo si giudica dalle stampe che esso può produrre è da esse che dobbiamo imparare a giudicare il nostro modo di esporre e sviluppare il negativo. Facendo cioè un percorso a ritroso, dalla stampa a come si è esposto e sviluppato il negativo: il negativo diventa quindi il nostro insegnante, giudicando le stampe impariamo da esso.


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