Sensitometria analogica e digitale

Discussioni su tecniche fotografiche, esposizione, sistema zonale, post produzione digitale ed altro

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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 01/09/2011, 0:13

Che una volta fatto... i materiali saranno cambiati!!! :((

Nella mia attività di combinazioni ne ho provate una "caterva", e mi sono visto tantissime volte cambiare le carte in tavola!
Giorni di lavoro buttati al vento! Beh, quasi... i materiali cambiano, ma raramente vengono stravolti. Io insomma per ogni nuovo progetto che abbia esigenze particolari ricomincio.

In realtà la cosa migliore è diventare familiari con le procedure test, saperle fare rapidamente e cercare di avere le idee chiare sul risultato che si cerca per non perdere tempo facendo prove a vanvera. Ricordiamoci anche che le emulsioni sono sempre prodotte a lotti e tra un lotto e l'altro passa anche molto tempo e anche che i materiali invecchiando cambiano.
Insomma è tutta questione di livello di precisione richiesto, di durata nel tempo di un certo progetto (se richiede uniformità tecnica) e di esigenze personali. Tanto che per lavori estremi va considerata l'ipotesi di comprare in anticipo tutto il materiale necessario avendo cura che sia lo stesso lotto di produzione.

Tornando seri, fatta la prima (fondamentale) messa a punto del "sistema" avremo una serie abbastanza ampia di negativi che diventeranno la nostra pietra di paragone. Infatti non solo avremo i negativi per i canonici N+, N- del SZ ma tutta una serie di tentativi che tentativi non sono. Essi rappresenteranno punti intermedi, sempre utili per lavori di precisione e sempre utili come riferimento quando cambia un anello della catena.

Per testare altre accoppiate pellicola-rivelatore si fa molto prima a leggere le densità (dato che a questo punto le nostre densità utili saranno note) col densitometro o per confronto visivo alla scala graduata (metodo che è più preciso di quanto si immagini).

Se cambia l'ingranditore ripeteremo solo i test di stampa con i negativi test che già possediamo ed adatteremo i tempi di sviluppo dei negativi di conseguenza. Se cambiamo carta idem.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda zioAlex » 01/09/2011, 1:20

condivido appieno.. Nulla a vanvera! E una volta ottenuti tutti i test, dopo un'attenta ricerca e studio certosino, avremo dei veri e propri Documenti che dureranno ugualmente nel tempo..


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda etrusco » 01/09/2011, 22:04

Come promesso, il post è diventato un articolo del blog :-bd

http://blog.analogica.it/analogica-it/2 ... nsitomero/

Mi sono permesso di fare anche una breve introduzione su chi è Andrea Calabresi e su quali sono i suoi lavori.

Etrusco


ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 03/09/2011, 16:36

Grazie,

Davvero molto gentile.

Sono stato estremamente sintetico, pertanto se occorreranno chiarimenti risponderò volentieri ad eventuali dubbi e domande.


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda pieryp » 26/09/2011, 13:33

Salve a tutti.
Sono alle prese con il mio primo tentativo di tentativo di test sulla pellicola e volevo chiedere a chiunque abbia un po' di voglia e pazienza di chiarirmi alcuni punti che mi sono poco chiari.
Ansel Adams nelle pagine de "il negativo" in cui descrive il procedimento utile a valutare la sensibilità della pellicola sottolinea l'importanza di procedere nell'esposizione dei fotogrammi con variazioni dell'ordine di 1\3 di stop. Lo stesso splendido post di Andrea presenta lo svolgimento del test attraverso passi di 1\3 di stop.
Qui il mio problema: possiedo una medio formato che consente, come credo molte altre, solo variazioni pari ad 1\2 di stop.
Ho provato e vedere su altri testi ("Way beyond monocrome") se potevo trovare suggerimenti. Mi sono imbattuto nel consiglio (utile soprattutto se vogliamo poi disegnare anche le curve caratteristiche) di acquistare le "step tablet", cartoncini che, divisi in 31 diverse gradazioni di grigio in passi dell'ordine di 1\3, consentono di imprimere su di un unico fotogramma quella scala di grigio che mi servirà poi per la successiva analisi. Ora, però, leggendo che le dimensioni del cartoncino sono pari a quelle della pellicola (6x6 cm, nel mio caso) si presenta il problema del come sia possibile metterlo a fuoco. Nel testo si consiglia l'utilizzo di dupicatore di negativi. A questo punto, se le cose stanno così, mi ritrovo (sempre che io non abbia capito male, cosa fra l'altro molto probabile) a non utilizzare più, fra l'altro, l'obbiettivo con cui di solito fotografo ma quello, appunto, del duplicatore.
Un'altra idea mi era balenata, anche se non so quanto sia logica o fattibile: stampare su un unico foglio di carta fotografica tre grigi distanti tra loro il famoso 1\3 di stop e quindi servirmi di questo per imprimere il miei fotogrammi. Un tale procedimento darebbe, oltretutto, la possibilità di utilizzare nelle prove un minor numero di rullini. Il problema, però, resta quello di realizzarlo con una certa precisione.
Le questioni quindi sono due: o faccio i test con il mio mezzo diaframma oppure chiedo a voi come posso comportarmi altrimenti.
Ringrazio ancora e vi auguro un ottima settimana
Pietro



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 26/09/2011, 14:17

Ciao!

Dunque, dunque...

Per avere la risoluzione di un 1/3 di stop io opterei per un bel set di fitri ND della Lee. Ottimi e relativamente economici, specialmente con portafitri "snap-on" che spesso è in omaggio con i set preconfezionati. Sicurissimamente molto più economici ed efficaci che non ri-fotografare una scala graduata con un set-up macro.

Se puoi montare un magazzino 6x4,5 meglio.

E poi veniamo ai problemi:

Una scala prestampata ha una gamma non sufficientemente estesa, andrebbe fotografata più volte variando l'esposizione e poi non ha trama (di solito) per cui valutare bene le zone III e VII (VIII) sarebbe assai difficile. Meglio allora farsi da se una base (solo tre strisce: 0 -1/3; -2/3) con variazioni in terzi di stop: si può fare grandicella e con trama. La difficoltà sarebbe nello stampare effettivamente differenze di 1/3 di stop, vanno verificate necessariamente sulla stampa con un esposimetro spot preciso e "beccate" variando densità e contrasto. Si potrebbe fare anche dipinta... ;) Visto il tribolo potrebbe essere più semplice... :D
Comunque, non ostante si "sprechi" un po' di pellicola opterei per la prima soluzione (filtri ND).


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda pieryp » 12/10/2011, 11:31

Andrea ti ringrazio veramente per la risposta come al solito chiara ed utilissima.
Rompo nuovamente le tasche per chiedere una consiglio riguardo ai filtri nd indicati ed al relativo supporto. Ho provato a guardarmi un po' in giro per la rete e qualcosina ho trovato (anche se poco). Volevo chiedere se qualcuno potesse darmi indicazioni sul dove poterli reperire e vorrei sapere inoltre che tipo di portafiltri ("snap-on") dovrei acquistare per montarli su un obiettivo Hasselblad con attacco a baionetta da 60.
Ringrazio ancora e aguro a tutti un'ottima giornata.
Pietro



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 12/10/2011, 17:52

Ciao,

Paolob74 li ha appena presi, non so dove, ma credo che a domanda risponderà!
Oppure sul thread "test sistema zonale" in "bianco e nero" trovi il link per BH-photo video che li ha in stock.
Il portafitri Lee snap-on usa un semplice paio di elastici per essere fissato all'obbiettivo, va su quasi tutti i diametri. Ce l'ho, funziona.


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda fabriziog » 04/08/2013, 19:10

Riuppo questo post perchè ho alcuni dubbi. Andiamo subito al sodo.

Riporto i passaggi di Andrea che non mi sono chiari:
"Fare un provino scalare su una coda di rullo (ovvero su un fotogramma non esposto) per determinare (con precisione, ovvero scalari con intervallo di tempo ravvicinato)"
Tempo ravvicinato potrebbe essere 1/2 secondo?

"si espongono le varie zone I (quelle con densità visibile, ve ne saranno probabilmente di completamente, o quasi, trasparenti) e nuovamente un negativo senza densità alcuna (zona 0)"
Espongo la zona I e la zona 0 sullo stesso foglio, cioè cambiando il negativo senza togliere il foglio di carta? così sarebbe più facile vedere le differenze tra la zona I e la zona 0

"Scoperto quale è il contrasto effettivamente ottenuto esporremo quindi e nello stesso modo altri rulli test. Useremo la sensibilità nominale trovata come punto di partenza "
Sensibilità nominale o sensibilità effettiva?

"Per procedere ad una riduzione dello sviluppo suggerisco di esporre per S.E; S.E.+1/3; S.E.+2/3. Viceversa (in sottoesposizione) per gli aumenti di sviluppo. Consiglio di procedere così perché spesso una piccola variazione della S.E. si verifica comunque"
Qual'è lo scopo della riduzione dello sviluppo, trovare gli N- e N+?
Se si, allora perchè devo esporre per "S.E; S.E.+1/3; S.E.+2/3" oltre che cambiare i tempi di sviluppo?



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 06/08/2013, 21:33

Ciao Fabrizio, scusa la lunga attesa... sono un po' impegnato in workshop assortiti :)

fabdort ha scritto:Tempo ravvicinato potrebbe essere 1/2 secondo?

Considera utili differenze tra un decimo ed un ventesimo di stop, quindi tra 1 e 2 secondi su un tempo che da il nero a circa 20 secondi. Più sono fini meno bene si distinguono... quindi puoi fare prima una scalatura più grossolana per individuare/regolare più o meno il tempo adatto e poi fare un provino più fine.

fabdort ha scritto:Espongo la zona I e la zona 0 sullo stesso foglio, cioè cambiando il negativo senza togliere il foglio di carta? così sarebbe più facile vedere le differenze tra la zona I e la zona 0

Ancora meglio usare il fotogramma in zona 0 (non esposto) accanto alla zona I (se li hai vicini) e stamparli insieme o anche usare lo spazio interfotogramma come zona 0. Metti togli, evitando sovrapposizioni e spazio bianco (che può rendere difficoltosa la lettura) mi pare quasi impossibile.

fabdort ha scritto:Sensibilità nominale o sensibilità effettiva?

Sensibilità Effettiva, errore mio, pardon :ymblushing:

fabdort ha scritto:Qual'è lo scopo della riduzione (e aumento del tempo - nota mia) ) dello sviluppo, trovare gli N- e N+?

Sì. :)

fabdort ha scritto:Se si, allora perchè devo esporre per "S.E; S.E.+1/3; S.E.+2/3" oltre che cambiare i tempi di sviluppo?

Per compensare, nel caso si verifichi, la piccola variazione di S.E.


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