Sensitometria analogica e digitale

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fabriziog
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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda fabriziog » 07/08/2013, 21:38

Ciao Fabrizio, scusa la lunga attesa


adesso anche ti scusi perchè dobbiamo aspettare... sono / siamo noi che dobbiamo ringraziarti per la dispinibilità e scusarci che ti rompiamo sempre i cabasisi.

fabdort ha scritto:Se si, allora perchè devo esporre per "S.E; S.E.+1/3; S.E.+2/3" oltre che cambiare i tempi di sviluppo?
Per compensare, nel caso si verifichi, la piccola variazione di S.E.


Per cui, una volta trovata la S.E. per fare il test come descritto nel post "lezioni di fotografia" per determinare cosa succede in fase di stampa in base al contrato scena + tempo sviluppo, consigli di fare il test (tutti gli scatti e di consegenza tutte le stampe) con la S.E., S.E.+1/3; S.E.+2/3
wow...se ho capito giusto diventa veramente un lavorone.

Appena le termperature tornano umane e in c.o la temperatura scende sotto i 25° volevo fare il test per l'accoppiata fp4+ BWTNEG il tutto stampat su fomabrom variant



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 07/08/2013, 22:33

fabdort ha scritto:...adesso anche ti scusi perché dobbiamo aspettare...

Eh, che ci vuoi fare sono in missione. :D

fabdort ha scritto:Per cui, una volta trovata la S.E. per fare il test come descritto nel post "lezioni di fotografia" per determinare cosa succede in fase di stampa in base al contratso scena + tempo sviluppo, consigli di fare il test (tutti gli scatti e di conseguenza tutte le stampe) con la S.E., S.E.+1/3; S.E.+2/3. wow...se ho capito giusto diventa veramente un lavorone.


Be' non proprio, il test suggerito in "lezioni..." è un test semplificato, ma pratico ed efficace, e che NON richiede quel livello di precisione. È sufficiente fare un po' di braketing (come suggerito). Insomma fare l'esperimento così come riportato.
Se invece si vuole determinare con esattezza la sensibilità effettiva e fare i test completi per il sistema zonale la procedura è un pochino più lunga e astratta. Il principio è lo stesso e sempre il solito e cioè "esporre per le ombre, sviluppare per le luci", ma la messa in opera un po' diversa.


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda fabriziog » 08/08/2013, 7:50

Ok, ora mi quadra la situazione.
Il test di lezioni di fotografia lo avevo già fatto, ma lo divo ripetere in modo più preciso.
Rifaccio tutta la catena, partendo da questo test e poi ripetendo il test descritto in "lezioni di fotografia". In questo modo spero di riuscire da avere le nozioni di base per poter gestire meglio gli scatti senza dover ammattire poi in co con mascherature e bruciature varie.

Di nuovo grazie mille Andrea



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda YuZa DFAAS » 25/04/2015, 18:22

Andrea mi son letto tutto lezioni di fotografia e ora pure questo....
Come ho scritto di là mannaggia a te ahahahah
Cmq a parte gli scherzi ho una serie di dubbi legati alla metodologia e a tutti i passaggi necessari, quindi perdonami ma te li voglio sottoporre:

1) Ho capito come effettuare la ricerca della SE, ma a questo punto mi domando perché, se all’inizio la nostra necessità è la ricerca della SE, perché effettuare tutto il provino scalare con i 12 step? Non basterebbe semplicemente fare solo il test a -4stop e individuare prima la SE poi partire da questo punto con il provino scalare? Mi viene da dire che si fa lo stesso così posso individuare qual è il contrasto con lo sviluppo effettuato con precisione ( facendo il paragone con le esposizioni fatte di -/+ 1/3 )

2) A proposito dell’individuazione del contrasto, “penso” ( ma non sono sicuro) si proceda così : uso il tempo minimo di annerimento con il quale ho individuato la SE, e stampo tutti i 12 gradini da me esposti, se per esempio vedo che il gradino VIII e IX sono identici, mentre il VII è leggermente più scuro dell’VIII vuol dire che questa accoppiata SE + tempo sviluppo corrisponde ad N+1 ? se invece avessi avuto una piccola differenza tra VIII e IX mentre nessuna tra IX e X sarebbe stato N? e quindi se parimenti Incominciassi ad avere nessuna differenza tra X e XI sarebbe stato N-1? Ha senso quello che ho scritto?

3) A questo punto una volta che ho trovato facendo le prove il mio N, N+1 e N-1 ha senso andare anche alla ricerca di N+2 e N-2( mmm all'N-2 probabilmente sì... .l'N+2 mi viene da dire che ha poco senso e in caso di negativo ancora poco contrastato con un N+1 posso semplicemente correggerlo con il contrasto in stampa... credo)?

4) “Se” tutto quello che ho scritto è giusto quindi il tempo di annerimento minimo diventa anche il mio tempo da provino di stampa, al determinato ingrandimento e diaframma, base per qualsiasi stampa io vada a fare… cioè… se la catena è profilata senza errori, una volta che io la espongo nel modo giusto e quindi la sviluppo anche nel modo giusto, buttandola sotto l’ingranditore con quel tempo che abbiamo trovato dovrei già avere una stampa quasi accettabile… giusto? Quindi se per esempio come hai suggerito tu faccio il provino scalare per trovare il tempo di annerimento diciamo ad un ingrandimento che mi da un 30x40, se volessi ottenere il tempo caratteristico a diversi ingrandimenti, ovvero per avere un 24x30 o un 40x50 dovrei riprovinare oppure posso per esempio con un esposimetro calcolare la differenza di illuminamento e compensare in F-stop per riavere il tempo minimo di annerimento??

5) Ora diciamo che ho provinata tutta la catena correttamente e ho il mio negativo A esposto per 12 gradini che corrisponde al mio N, uso un densitometro misuro tutti gradini e me li segno, decido di provare una Pellicola B ( oppure la stessa A con un altro sviluppo) posso evitare la stampa di tutti i provini ed usare solo densitometro e i valori di riferimento per provinare questa nuova pellicola/accoppiata?

per adesso mi fermo qua :)



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 26/04/2015, 0:47

Ciao YuZa etc,

Il punto 1 non l'ho capito.

Il punto 2 non mi pare corretto. Se per "VIII e IX identici" intendi identici e bianchi come la base della carta ci sei vicino, ma non è corretto, nel senso che il tono di riferimento è la Zona VIII (otto) ovvero il tono più chiaro con dettaglio, cioè dove si comincia a perdere la trama. Prendere un riferimento più alto, o addirittura il limite del bianco come sembra tu voglia suggerire produce risultati aleatori; aleatori nel senso che la Zona IX è giocoforza un po' vaga, cambiando tanto, per es, col semplice invecchiamento della carta. Per risultati più certi conviene analizzare bene cosa succede nei toni più chiari stampando anche piccole differenze di esposizione.

Punto 3. N+2 io non l'ho mai usato, ma ci sono fotografi che vanno di moda che lavorano sempre ad almeno N+4 in luce naturale. :D 8-x 8-x

Punto 4
. Se fai tutto bene, pure l'illuminazione della scena ripresa, allora stampando col tempo e contrasto predeterminato, ammesso che non ci sia traccia di flare o altri accidenti, otterrai una stampa di lavoro accettabile. Di sicuro però otterrai un negativo che sarà bello e non esageratamente difficile ben interpretare in camera oscura. Non ti sembri poco, i negativi mal fatti richiedono enormi sforzi solo per essere un po' recuperati...
Punto 4 Bis, ok, ma è più complicato che fare un nuovo provino scalare.

Punto 5. Ok. A quello serve il densitometro. Ti fa risparmiare un'oretta di camera oscura, ma considerando la mezz'ora che ti serve a misurare bene, risparmi una mezz'ora e qualche foglio di carta. Però... vedere davvero come si combinano le curve caratteristiche di carta e pellicola è assai più utile ed istruttivo che non leggere dei numeretti su un display. Insomma il densitometro non ci fa fare stampe migliori, guardare bene i risultati che si ottengono in certe combinazioni invece sì.


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda YuZa DFAAS » 26/04/2015, 8:35

Grazie per le risposte.

Silverprint ha scritto:Ciao YuZa etc,

Il punto 1 non l'ho capito.


All'inizio del 3D proponi il test scalare di 12 step, moltiplicato per 6 volte, con lo scopo di individuare la sensibilità effettiva, mi domandavo perchè effettuare tutto il provino scalare se all'inizio ci serve la SE? non basta il provino solo della zona I per individuare la SE, e in seguito usando come base questa effettuare tutto il provino scalare???


Silverprint ha scritto:Il punto 2 non mi pare corretto

sì mi sono espresso male la differenza che intendevo era giustamente il minimo annerimento rispetto alla base della carta...
quindi il metodo corretto è avere il riferimento la zona VIII, ovvero se nel mio provino l'ultimo step con dettaglio nelle luci è l'VIII questo sviiluppo sarebbe l'N, se fosse il VII sarebbe l'N+1, se fosse IX sarebbe l'N-1, X per N-2.
Così è corretto?

Correggimi se sbaglio ma fare questo provino zonale rende superfluo il test che proponi in "lezioni di fotografia", se non giusto come controllo visivo per applicare ad un soggetto le nozioni acquisite con il provino scalare, giusto?

grazie ancora



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda YuZa DFAAS » 26/04/2015, 8:47

Dimenticavo :D

Silverprint ha scritto:Punto 5. Ok. A quello serve il densitometro. Ti fa risparmiare un'oretta di camera oscura, ma considerando la mezz'ora che ti serve a misurare bene, risparmi una mezz'ora e qualche foglio di carta. Però... vedere davvero come si combinano le curve caratteristiche di carta e pellicola è assai più utile ed istruttivo che non leggere dei numeretti su un display. Insomma il densitometro non ci fa fare stampe migliori, guardare bene i risultati che si ottengono in certe combinazioni invece sì.


quindi se ho capito bene la valutazione della scala tonale stampata (e magari messa a raffronto con quella di un altra pellicola) può essere più illuminante che il mero calcolo numerico per valutare una accoppiata pellicola/sviluppo.



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda Silverprint » 26/04/2015, 8:48

Ok, andiamo meglio.

Provino scalare e regolo zonale sono due cose diverse però. Il provino scalare è il test di esposizione che fai per stampare, quelle striscine con esposizioni diverse su un unico foglio di carta, etc. Il regolo zonale è la simulazione della variazione dei toni al variare di esposizione e sviluppo.

In realtà combinando l'esposizione delle varie zone col test della S.E. si risparmia lavoro poiché per essere precisi, precisi, dovresti determinare la S.E. per ogni variazione del tempo di sviluppo: un poco cambia. Inoltre avere i terzi di stop ti consente di valutare meglio quale sia l'andamento della curva, ammortizzare qualche errore perché i campioni vicini devono essere coerenti, e avere questo genere di negativi test ti sarà più utile in caso ti dovessi cambiare un anello della catena, carta per es. perché avresti più materiale per valutare la nuova situazione.

Certo se fai tutti i test del Sistema Zonale i test dell'esperimento sono superflui... però attenzione che la mole di lavoro è almeno quadrupla e se non fai molta attenzione le prime volte che fai i test è facile fare errori.

La definizione degli N+ N- ora ti è chiara. ;)

La valutazione visiva dei risultati è infinitamente più utile della valutazione delle curve caratteristiche!


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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda YuZa DFAAS » 26/04/2015, 9:27

ok mi sono più chiare un paio di cose :) molto gentile,
riassumendo, gli step punto punto:

effettuo provino scalare su carta a dato ingrandimento con coda pellicola non esposta e trovo tempo di annerimento minimo.

Espongo la pellicola di riferimento inquadrando una superficie di riferimento ( con trama) con 12 step di esposizione diversa, e lo effettuo a diverse sensibilità con variazioni di 1/3 di stop.
sviluppo con un tempo che è circa il 75% del tempo detto dal bugiardino ( se è 400ie) o l'85% ( se è 100ie).
verifico quale strip corrisponde alla SE stampando le zone I e trovando quella più vicino all'annerimento minimo.
Stampo con il tempo di annerimento minimo il provino zonale corrispondente e quelli vicini di 1/3 di stop sopra e sotto.
identifico a che tipo di N corrisponde il provino effetuato ( potrebbe benissimo essere un N+1/3 esatto?)
se non corrisponde ad N preciso, rifaccio il provino modificando il tempo di sviluppo per individuare N
una volta trovato N passo alla ricerca di N-1 partendo con un tempo di sviluppo che è circa il 50% del bugiardino ( se 400ie nominali) o il 70% ( se 100ie nominali).
faccio 3 provini zonali con 2 sovraresposizioni di 1/3 ognuna perchè ci può essere una diversità nella SE, controllo che sia N-1 e così via fino a che non ho tutto....
è un metodo corretto?

altra domanda.
il 35mm non lo uso mai, ma sia per praticità ( sviluppare un rullo 35mm non è la stessa cosa che sviluppare 3 rulli diversi 120) sia per questioni tecniche ( sulla 35mm avrei i terzi di stop mentre sulle medio formato no), per tua esperienza ci sono variazioni tra emulsioni 120 35 e lastre anche se nominalmente sono le stesse? cioè se effettuo tutto il provino in 35mm ha valore anche se poi scatto in 120 o 4x5?



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Re: Sensitometria analogica e digitale

Messaggioda YuZa DFAAS » 26/04/2015, 9:37

Silverprint ha scritto:Certo se fai tutti i test del Sistema Zonale i test dell'esperimento sono superflui... però attenzione che la mole di lavoro è almeno quadrupla e se non fai molta attenzione le prime volte che fai i test è facile fare errori.



sì mi rendo conto che è un lavoraccio, ma mi sembra che sia decisamente meno soggettivo come metodo, poi una volta che ci si è impratichiti è probabilmente più difficile a dirsi che a farsi :)





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