Sviluppo diluito (effetti)

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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paolob74
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Sviluppo diluito (effetti)

Messaggio da paolob74 »

Buongiorno cari utenti del forum,

Vorrei una spiegazione semplice (se esiste) degli effetti della diluzione dello sviluppo. Cioè se ho un risultato con sviluppo stock cosa succede se faccio 1 + 1 con acqua?

Faccio un esempio:

PELLICOLA ILFORD SFX ESPOSTA A 100 ISO SENZA FILTRO ROSSO O IR
SVILUPPO STOCK XTOL 20 GRADI 7 MINUTI
AGITAZIONI 5 INIZIALI POI 3 OGNI MINUTO

MISURAZIONI BASE+ VELO:

8 1,20
7 1,06
6 0,94
5 0,75
4 0,54
3 0,35
2 0,25
1 0,10
0 0,04

Non capisco perchè viene data come sensibilità 200, il primo rullino di prova esposto cosiaveva tutti i neri vuoti, sbaglio qualche cosa?

Comunque cosa potrei ottenere utilizzando uno sviluppo diluito? La gamma tonale si estende?

Capisco cosa state pensando, perchè non provi?

Le pellicole costano un botto e le voglio utilizzare per esperimenti nel miglior modo possibile.

Grazie a tutti

Paolo



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chromemax
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Re: Sviluppo diluito (effetti)

Messaggio da chromemax »

In linea teorica, ed entro certi limiti, se diluisco lo sviluppo e compenso con un tempo maggiore si dovrebbero ottenere dei negativi identici a quelli dello sviluppo stock; ma nella pratica poi non è così.
Alla diluizione infatti si abbina anche l'agitazione e la formulazione dello sviluppo.
Uno sviluppo più diluito (e quindi meno energico) abbinato ad uno schema di agitazione ad intervalli , tipo quello che hai proposto, ha un effetto più "compensatore"; nel periodo in cui la pellicola rimane ferma, la soluzione a contatto con le luci si esaurisce abbastanza in fretta, proprio per la maggior diluizione, e lo sviluppo in queste zone rallenta evitando che raggiungano densità troppo alte. Questo comporta quindi una certa compressione tonale nelle alteluci. Il contrario avviene nelle ombre in cui il poco argento da ridurre fa si che la soluzione rimanga piuttosta attiva e prosegua nella sua azione di riduzione, aumentando, sempre relativamente, la leggibilità delle ombre e di conseguenza anche la sensibilità.
Sviluppi molto ricchi di solfito (> 70g) hanno delle caratteristiche finegranulanti ma tendono anche ad abbassare l'acutanza proprio a causa dell'azione solvente del solfito sui cristalli di alogenu d'argento; diluendo questi sviluppi (D-76, D-23...) diminuisce anche la quantità di solfito in soluzione, la grana sarà più evidente e l'acutanza migliorerà.
Se si esagera con la diluizione si rischia che non ci siano sufficienti quantità di sostanze riducenti per arrivare ad un buon sviluppo. In questo caso un'aumento del tempo di sviluppo o dell'agitazione sarebbe inutile, una volta che i riducenti hanno ceduto tutti gli elettroni la pellicola rimarrebbe a bagno in una soluzione inerte.
Negli sviluppi tannanti/macchianti (pirogallo, catecolo), che basano parte del loro "sviluppo" (l'azione di colorazione) sull'ossidazione, un'eccessiva diluizione comporta anche una maggior ossidazione e se le quantità sono troppo limitate questi sviluppi potrebbero ossidarsi molto prima della fine del tempo di trattamento, causando un sottosviluppo anche in questo caso non compensabile attraverso un aumento del tempo o dell'agitazione.

Per la sensibilità della SFX, come anche in misura maggiore per le pellicole IR, è difficile da quantificare, non riuscendo l'esposimetro a misurare una parte di spettro a cui invece la pellicola è sensibile. Inoltre, da quel poco di IR che ho fatto, mi sembra che nelle ombre la quantità di radiazioni "lunghe" sia molto meno rispetto a quanta ce n'è nelle luci.

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