sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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valgian
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sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda valgian » 04/04/2014, 18:40

Perchè e quando è preferibile, o forse raccomandabile, sviluppare le pellicole o alcuni tipi di pellicole magari abbinate ad un determinato sviluppo, a temperature più alte dei canonici 20°?
Ogni tanto capita di veder scritto sviluppata a 24°perchè?
Grazie


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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda chromemax » 04/04/2014, 19:54

A volte può essere utile sviluppare a 24°C per ridurre i tempi di bagnato o perché specificato nelle istruzioni, in genere sempre per evitare tempi troppo lunghi. Ci sono zone del mondo in cui è difficile scendere fino a 20° quindi mantenere 24° è più comodo.
In genere il range di temperature di sviluppo può andare da 18 a 26°C: sotto possono esserci problemi con alcuni sviluppi che non riescono ad "attivarsi" e i tempi sarebbero molto lunghi, sopra i tempi diverrebbero troppo brevi, la reazione un po' troppo rapida con facilità di aumento della grana e alcune gelatine potrebbero risentirne.



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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda bafman » 05/04/2014, 10:43

mi aspetto che mi poniate delle obiezioni ma io è molto raro che mi metta a termostatare. se un giorno l'acqua e i liquidi sono "naturalmente" a 21,5 gradi faccio tutto a quella temperatura, con le correzioni del caso. è anche un modo per non sprecare acqua.



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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda roby02091987 » 05/04/2014, 11:00

Mi aggiungo con un'altra domanda... entro quali tempi di sviluppo è consigliabile rimanere?

Ho letto più volte su bugiardini e schede tecniche che è sconsigliato stare sotto i 4-5 minuti di sviluppo (penso per questioni di difficoltà nel tenere i tempi corretti e di "farsi perdonare" magari una decina di secondi in più o in meno, giusto?) ma l'altra estremità potrebbe essere? 10 minuti? 15 minuti?
So che la domanda è estremamente generica viste le infinite combinazioni di pellicole, sviluppi, concentrazioni, esaurimento, ecc ecc, ma mi sarebbe utile un'indicazione di massima, che so "se il tempo di sviluppo va oltre i x minuti, è meglio, se possibile, portarsi a 24°C per ridurlo".



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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda chromemax » 05/04/2014, 11:01

bafman ha scritto:mi aspetto che mi poniate delle obiezioni ma io è molto raro che mi metta a termostatare. se un giorno l'acqua e i liquidi sono "naturalmente" a 21,5 gradi faccio tutto a quella temperatura, con le correzioni del caso. è anche un modo per non sprecare acqua.

E' il metodo migliore, nessun sbattimento :) Un problema potrebbe essere la correzione da apportare, le tabelle dei produttori sono molto approssimative, qualcosa viene sicuramente ma se ti sei smazzato tutta la serie di test per essere preciso al quinto di diaframma, allora dovresti ricavarti delle altrettanto precise curve di correzione per ogni sviluppo (se, vabbè... e quando si fotografa? :)) )
Se le differenze di temperature non sono alte si può termostatare solo lo sviluppo.



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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda chromemax » 05/04/2014, 11:07

roby02091987 ha scritto:Mi aggiungo con un'altra domanda... entro quali tempi di sviluppo è consigliabile rimanere?

Ho letto più volte su bugiardini e schede tecniche che è sconsigliato stare sotto i 4-5 minuti di sviluppo (penso per questioni di difficoltà nel tenere i tempi corretti e di "farsi perdonare" magari una decina di secondi in più o in meno, giusto?) ma l'altra estremità potrebbe essere? 10 minuti? 15 minuti?
So che la domanda è estremamente generica viste le infinite combinazioni di pellicole, sviluppi, concentrazioni, esaurimento, ecc ecc, ma mi sarebbe utile un'indicazione di massima, che so "se il tempo di sviluppo va oltre i x minuti, è meglio, se possibile, portarsi a 24°C per ridurlo".

Con tempi troppo brevi è difficile ottenere uno sviluppo uniforme (in tank) ed è per questo che vengono sconsigliati al di sotto dei 5 minuti, anche se con un prebagno e un'agitazione continua ed energica un po' si può ancora scendere. Non c'è limite al tempo massimo se non lo spappolamento della grana dovuto al rigonfiamento della gelatina ed eventuali danni per il troppo ammollo; alcuni sviluppi al pirogallolo hanno tempi di trattamento superiori ai venti minuti a 20° e per comodità è meglio trattare a 24, ma è solo un fattore di tempo non di qualità.



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Re: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda anext » 05/04/2014, 13:44

L'occasione più frequente di sviluppare a 24°C per è dopo la preparazione del Microphen fresco: attendere che si raffreddi a 20°C a volte richiede tempi esagerati o è fisicamente impossibile... Diversamente, se posso avere acqua a 20°C, tendo a sviluppare sempre a questa temperatura +/-0.5°C.



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Re: R: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda klaus » 05/04/2014, 22:42

Io faccio solo un controllo di temperatura dei vari bagni per vedere che non siano tanto sotto i 20 gradi. Anche quando faccio Stand con il Rodinal non mi faccio troppi problemi... Se la temperatura in casa è troppo alta vado di bagnomaria ma sempre senza troppe paranoie...

Giulio


Un Durst M370 e un po' di ferraccia...

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Re: R: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda chromemax » 05/04/2014, 23:19

klaus ha scritto:Se la temperatura in casa è troppo alta vado di bagnomaria ma sempre senza troppe paranoie...

Giulio

Giusto, ma chi si è comprato macchine e obbittivi blasonati o esposimetri ultraprecisi magari sarebbe bene che una qualche attenzione in più l'avesse... è l'anello più debole che fa la forza della catena :)



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Re: R: sviluppo pellicole a temperature superiori a 20°

Messaggioda klaus » 05/04/2014, 23:48

chromemax ha scritto:
klaus ha scritto:Se la temperatura in casa è troppo alta vado di bagnomaria ma sempre senza troppe paranoie...

Giulio

Giusto, ma chi si è comprato macchine e obbittivi blasonati o esposimetri ultraprecisi magari sarebbe bene che una qualche attenzione in più l'avesse... è l'anello più debole che fa la forza della catena :)




Giustamente.

Con il mio intervento non intendevo dire di sviluppare casual :D


Un Durst M370 e un po' di ferraccia...



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