Sviluppo stand e semi-stand

Discussioni su tecniche fotografiche, esposizione, sistema zonale, post produzione digitale ed altro

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Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda etrusco » 08/02/2010, 13:03

Si sente molto parlare di sviluppo stand e semi-stand, soprattutto in relazione al rivelatore Rodinal in diluizione 1 + 100, in termini molto positivi.

Io ad oggi non ho ancora mai usato questa tecnica, mi sono dato delle "regole" e per ora le sto rispettando, ossia prima devo imparare a fare le cose semplici, standard poi comincerò a sperimentare...

Pertanto ad oggi ho sviluppato solo con ilford ID-11 a tempi corretti...tuttavia il Rodina è tra i miei chimici, in scaffale....lo guardo, lo osservo e...prima o poi dovrò iniziare ad usarlo e mi piacerebbe tanto provare questa tecnica dello stand.

A quanto mi pare di aver capito, si tratta di lasciare 60 minuti la pellicola in tank senza alcuna agitazione, se non una iniziale di 30 o 60 secondi... mentra nel semistand si fanno tre agitazione a metà del processo....

I valori consigliati per il 35mm sono:
3ml di Rodinal - 397ml di H20 (per un totale di 400 ml)

Esperienze in merito? Consigli?


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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda stormy » 08/02/2010, 22:55

Io ho provato con successo tempo fa un semistand ma le diluizioni non le ricordo.
Non ho ben capito perchè usare 400ml per il 35mm, nella mia tank (paterson) ne bastano 300.
Ho anche letto in giro, che c'è anche chi va oltre in fatto di diluizione, anche a 1+200
ciao


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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda etrusco » 09/02/2010, 0:35

Per quello che ho capito io lo stand funziona per esaurimento dello sviluppo...per cui sono importanti i 3 ml di rodinal e meno i ml di H20....
anche io pensavo 300ml + 3ml....ma mi hanno detto che almeno 400ml per far funzionare lo stand....
bo! ^_^


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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda etrusco » 09/02/2010, 14:11

Allora....sembrerebbe che la soluzione migliore sia:

1 - Temperatura del locale a 20°
2 - Prelavaggio pellicola per 2 minuti a 20°
3 - 5ml rodinal + 500ml H20 (1+100) anche se in tank basterebbero 300ml....questo sembra sia molto importante per evitare l'ossidazione dello sviluppo nell'ora di stand e per far agire bene il rodinal (praticamente deve consumarsi tutto)
4 - Agitazione per un minuto + dislocking (battere la tank per eliminare le bollicine)
5 - Un ora ferma (guai a chi ci si avvicina o la tocca)
6 - Step successivi come sempre (STOP+FIX+WASH)

Ora devo solo provarla....vorrei fare un esperimento anche con ID-11 ma non so a che diluizione usarlo, sempre 1 + 100?

Guida tratta dal seguente post su FAI


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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda mama » 12/04/2010, 17:50

Questa che allego, comel e altre della serie postate su flickr sono sviluppate in stand.

http://www.flickr.com/photos/[email protected]/4210372731/

Sviluppo in Rodinal 1:100
temperatura 20°C
immobile per tutto il tempo.

I risultati sono stati abbastanza soddisfacienti.
ciao Mario



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Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda etrusco » 27/03/2011, 19:26

Vorrei uppare il thd per chiedervi quale pellicole avete sviluppato in stand e quali hanno dato i migliori risultati.
Sono indeciso se sviluppare in stand una panf 50+ o una delta 100....


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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda stefano » 27/03/2011, 22:43

....ciao, ti posso dire che io sono arrivato al massimo alla diluiz. 1+50 di rodinal, con pellicole efke 50 e scarsa agitaz. e i risultati sono stati sorprendenti... in termini di nitidezza e microcontrasto. infatti la prox volta voglio provare 1+100 o piu, in stand. .... credo che il rodinal sia pero' il piu adatto allo sviluppo stand poiche è molto concentrato,,, infatti anche la diluiz. normale parte da 1+25! . poi, la apparente maggior nitidezza,, non è poi solo apparenza, ma il fatto di lasciar arrivare lo sviluppo ad esaurimento, senza agitazioni, porta a una maggiore differenza tra le parti piu scure,dove il rivelat.agisce con piu forza esaurendosi piu rapidamente,, e quelle piu chiare, dove agisce piu lentamente migrando progressivamente alle parti in esaurimento, e soprattutto in corrispondenza del bordo crea un effetto "gradino" diciamo ...migliorando, la diff. tra parti di diversa densita'...



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Contro indicazioni dell'iperacutanza

Messaggioda Silverprint » 30/08/2011, 11:30

Giusto a titolo di contributo...

L'iperacutanza e "l'effetto bordo" ora vanno molto di moda. E non si sente spesso parlare delle controindicazioni. Perché?

La moda è dovuta (IMHO) all'abitudine che molti hanno ormai fatto alla visione di stampe digitali o peggio visione sul monitor ove è massiccio e generalmente scriteriato l'uso della maschera di contrasto (shapen; contasta bordi, etc). Le abitudini visive non vanno mai trascurate.
Un vantaggio da molti vissuto invece è quello di una adeguata compensazione del contrasto. In realtà risultati simili si ottengono con esposizione e tempi di sviluppo ben calibrati sul contrasto del soggetto, ma è più complicato (S.Z.) e la formuletta magica è più attraente... i-)

La principale controindicazione si ha negli scarsi risultati in stampa su forti ingrandimenti quando la sottolineatura "ai bordi" diventa visibile e fastidiosa fino a produrre l'effetto opposto (perdita della sensazione di nitidezza).
La seconda controindicazione è quella di produrre stampe che deludono le "aspettative di reale dettaglio" passando da una visione a distanza ad una ravvicinata.
È un effetto quasi sempre trascurato, ma quel che succede a livello psicologico percettivo non è trascurabile: appena vista la stampa da vicino si passa oltre... delusi.

Insomma l'effetto bordo andrebbe cercato SOLO per immagini in cui la texture è determinante e per cui non siano in nessun caso previsti ingrandimenti spinti. Meglio inoltre su pellicole di bassa sensibilità e almeno di medio formato (si guadagna un po' di versatilità).

Interessanti in proposito i testi di Barry Thornton che ci ha lavorato una vita. Purtroppo non mi risultano tradotti...


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda chromemax » 30/08/2011, 12:34

Si, in effetti mi trovo d'accordo in parte della tua riflessione, anche se non mi sento di avallare l'ipotesi della ricerca dell'iperacutanza come conseguenza della visione delle stampe digitali. La ricerca dell'iperacutanza (intesa come massimizzazione dell'effetto bordo) è ben precedente alla fotografia digitale (FX-1). E' vero che a volte si assiste ad un uso scriteriato della maschera di contrasto ma è anche vero che la visione di un buona fotografia digitale su un buono schermo è un piacere per gli occhi e non ha nulla da invidiare alla proiezione delle diapositive (a mio occhio e per favore non facciamo partire il solito flamettino digitale_vs_analogico).
Lo sviluppo stand a me non piace non tanto per l'enfatizzazione dell'effetto bordo, al quale preferisco l'effetto tannante degli sviluppi pyro/catecolo, ma per la compressione tonale che questa tecnica comporta, soprattutto nelle alteluci.
Non è solo una questione di formuletta magica, ma calibrare esposizione con sviluppo con un rullino da 36 pose spesso è difficile se non impossibile, a meno di non sacrificare 35 pose ad ogni scatto.

Il vizio di guardare le stampe da troppo vicino è tipico dei fotografi/fotoamatori, che, a volte, attribuiscono un valore di merito in base ai materiali usati e non alle sensazioni trasmesse dall'immagine (e chissà perché se sanno a priori che il tal scatto è stato fatto con una leica, all'improvviso il punto di interesse si sposta dal soggetto allo sfocato del fondo, con descrizioni degne del più verboso sommelier sulle qualità, indiscusse, di queste ottiche :-) )
L'uso di qualsiasi tecnica, manipolazione, sistema, trucchetto, segreto, ecc, dovrebbe essere utilizzato come supporto e complemento del messaggio che il fotografo vuole trasmettere; imbrigliarsi in regole, divieti e autocensure tecniche è un non senso che fa male al fotografo e alla fotografia; alcune immagine ricche di texture potrebbero venire meglio sgranate e poco nitide, chi lo sa...

No, i testi di Thornton non sono stati tradotti, la figlia si è impegnata nella ripubblicazione di alcuni suoi libri, anche in formato ebook: maggiori informazioni a questo link:
http://www.barrythornton.com/
Da leggere la sezione "technique guide"

Alcuni dei prodotti da lui sviluppati possono essere acquistati qui:
http://www.monochromephotography.com/



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Re: Sviluppo stand e semi-stand

Messaggioda Silverprint » 30/08/2011, 14:20

Si mi trovi d'accordo.

Preciso meglio: ho l'impressione che di sviluppi ad alta acutanza se ne parli molto di più da pochi anni in qua, il che è il motivo della mia idea.
Il "deludente" di molte stampa con acutanza esasperata è dovuto proprio all'acutanza stessa che suggerisce ed invoglia la visione ravvicinata promettendo (da lontano) più di quel che si troverà da vicino. È un inganno a livello di percezione, al limite del subliminale, ma emotivamente rilevante.

Visti i tuoi gusti in fatto di sviluppi Thornton allora dovrebbe interessarti tantissimo! Se c'è n'è ancora e non lo hai provato, un giro col Dixactol è interessante.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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