Tecnica Giacomelli

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Tecnica Giacomelli

Messaggioda nepalese » 26/12/2012, 1:24

Adoro i lavori di Giacomelli e mi sono sempre chiesto che tipo di tecnica usasse; ora leggendo il post precedente su Fontana, ho pensato di replicare con questo analogo sul fotografo marchigiano.

Avete informazioni in proposito?


Ciao, Ale :)



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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda Silverprint » 26/12/2012, 10:04

Eh... Giacomelli è più complicato.

Ci sono varie serie, alcune realizzate in modi diversi. È un caso abbastanza raro di tecnica sofisticata eseguita con mezzi poveri. Rigorosamente da non confondersi con tecnica alla c.d.c ottenuta con moderni e sofisticati mezzi! :))
La sua consistency (come si dice in italiano? Ripetibilità non è esattissimo) ne è prova.

Per i paesaggi ci fu una fase in cui sicuramente ri-fotografava (negativi e/o stampe) su pellicola lith, sia per poter aumentare il contrasto decidendo accuratamente i confini del bianco e del nero, sia per raggiungere ingrandimenti maggiori e ottenere l'effetto teleobiettivo spinto.
Ritoccava spessissimo le stampe con la sbianca, sia locale, che totale (paesaggi e pretini, per es).

Anche sui lavori meno elaborati in camera oscura prediligeva contrasti molto alti, ottenuti al solito modo: sovra-sviluppo del negativo e stampa su carta dura.


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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda nepalese » 26/12/2012, 12:23

Volevo scriverlo, ma ho pensato potesse trattarsi anche di un effetto dovuto alla stampa del libro in mio possesso; in effetti avevo notato un grande differenza tra i paesaggi marchigiani scattati in volo (credo) e la serie fatta in ospedale; quest'ultima in particolare ha una resa che mi affascina moltissimo. So che utilizzava una poco diffusa macchina a telemetro medio formato, tra l'altro con alcune modifiche che la rendevano ancor più semplice ed essenziale. L'assenza di specchio, forse gli permetteva di usare pellicole meno sensibili...

È sicuramente tra i fotografi che mi hanno maggiomente colpito; spero di poter vedere un giorno una sua mostra.


Tu che ne pensi della sua fotografia Andrea? Tecnicamente mi sembra siate proprio agli antipodi! Rispetto alla cultura fotografica statunitense, come si colloca a tuo avviso Giacomelli?


Ciao, Ale:)



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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda Silverprint » 26/12/2012, 12:55

:) I paesaggi sembrano foto aeree, non lo sono. Le colline marchigiane in alcune zone sono molto ripide e da una valle all'altra si possono fare inquadrature quasi ortogonali...

Dopo la morte di Giacomelli ci sono stati acquisti massicci da parte di grandi galleristi americani e c'è stato un primo grande salto delle quotazioni. Prima le quotazioni erano davvero bassissime, ora meno, ma sono sempre basse (penso che aspetteranno ancora un po' prima di speculare). Questo solo per dire che è da poco Giacomelli ha superato davvero i confini nazionali. Anche la grande mostra di Arles è solo di 3 anni fa.

Personalmente trovo che le scelte tecniche non siano state sempre felicemente accoppiate al lavoro, e che forse ha puntato troppo sugli effetti di superficie per lasciare il suo segno. Secondo me è un po' un limite perché lo confina molto nel luogo e nel tempo (ma potrebbe invece rivelarsi un plus).

Trovo che il lavoro sull'ospizio di Senigallia sia il più debole e scontato (sorry ;) ), così come quelli più documentari (se così si può dire) e trovo molto più interessanti i lavori più sperimentali e letterari dove vedo un Giacomelli più unico e personale.


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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda nepalese » 26/12/2012, 15:44

Andrea, riesci a rendere un comune mortale anche Giacomelli!!!

Scherzo, naturalmente apprezzo moltissimo il tuo spirito critico; e in un certo senso, non idealizzare l'artista è il modo giusto per apprezzarlo appieno.

Ecco il link al sito ufficiale: http://www.mariogiacomelli.it/

...ed una delle sue Fotografie dalla serie "Ospizio", visto che l'abbiamo citata:
Allegati
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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda hUMANtORCH » 26/12/2012, 21:43

Premetto che non lo conoscevo (ok,non linciatemi :D ),ho dato uno sguardo alle sue foto,e (spero di non dire eresie :-ss ) a parte il suo stile con netto stacco tra parti della foto nere ma,nere nere e bianchi sparati (indubbiamente il SUO stile) le sue foto non mi lasciano niente....!!!


Simone


amo il mio opposto,il mio negativo,il mio veleno è il migliore dei miei antidoti....è sbagliato....è impossibile....ma è vero,è reale!


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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda Silverprint » 26/12/2012, 22:05

hUMANtORCH ha scritto: le sue foto non mi lasciano niente....!!!

:))

E che ti deve lasciare una fotografia? :))

Senso personale dell'umorismo, perdonate. :D Riflettevo su questo strano modo di dire, che non capisco che diavolo voglia dire! :-\ L'unica cose che mi viene in mente è questa:



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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda hUMANtORCH » 26/12/2012, 22:10

Silverprint ha scritto:
hUMANtORCH ha scritto: le sue foto non mi lasciano niente....!!!

:))

E che ti deve lasciare una fotografia? :))



:)) Intendevo il piacere di uno stile,sensazioni,emozioni,gusto nel guardare una foto,e tutto ciò che possa farti piacere ciò che hai davanti....

Simone


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Re: Tecnica Giacomelli

Messaggioda Silverprint » 26/12/2012, 23:11

Quindi tu cerchi nelle immagini qualcosa che corrisponde ad un sistema di giudizio già codificato.
Ovvero una varietà di cose che abbiano la capacità di suscitare in te piacere.
hUMANtORCH ha scritto:tutto ciò che possa farti piacere ciò che hai davanti....


Se ti metti in queste condizioni, cioè confinando l'ambito comunicativo a ciò che ti procura piacere, nessuna immagine può darti (per usare le tue parole) qualche cosa che tu non abbia già.
Il "piacere" più grande, cioè quello di scoprire altri modi per comunicare (cioè qualcosa di nuovo: che tu non abbia già), ti è precluso.


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