Tecniche di agitazione

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md88xanalogico
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Tecniche di agitazione

Messaggioda md88xanalogico » 08/10/2012, 12:02

Ciao a tutti, come da titolo, mi descrivereste le vostre tecniche di agitazione durante lo sviluppo e con quale accoppiata chimico/pellicola?

Se ho capito correttamente:
- Meno agitazione ----> acutanza più alta ma contrasto un pelo più basso
- Magiore agitazione -> acutanza più bassa ma contrasto un po' più alto
Correggete i miei errori!



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Nadir.76
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Re: Tecniche di agitazione

Messaggioda Nadir.76 » 08/10/2012, 13:11

Direi sostanzialmente corretto: l'agitazione influisce sul contrasto in maniera direttamente proporzionale, e inversamente proporzionale sull'acutanza.

Agitazione più o meno continua mi pare possa influire anche sul tempo di sviluppo, ma lascio ogni commento in merito a chi ne sa più di me (moltissimi :D).

Per quanto mi riguarda,ti posso dire che la tecnica di agitazione che uso io (consigliata anche nel libro The Film Developping Cookbook) è:

- per sviluppi con tempi sotto i 5 minuti, agitazione i primi 30 secondi (io faccio 10 capovolgimenti) e poi 2 capovolgimenti (5") ogni 30 secondi (la c.d. "Agitazione Kodak");

- sopra i cinque minuti, agitazione i primi 30 secondi e poi 4 capovolgimenti (10") ogni minuto (la c.d. "Agitazione ilford").

Nadir



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porcospino99
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Re: Tecniche di agitazione

Messaggioda porcospino99 » 08/10/2012, 13:25

c'è un post praticamente uguale: http://www.analogica.it/tempi-e-tecniche-di-agitazione-della-tank-t92.html

io comunque agito per quasi tutto il primo minuto e poi 4 ribaltamenti ogni minuto.... circa.... sono arrivato alla conclusione (sicuramente errata!) che l'agitazione influisce poco rispetto a tempi, temperatura e rilevatore usato, di conseguenza me ne preoccupo poco.



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Re: Tecniche di agitazione

Messaggioda Silverprint » 08/10/2012, 14:36

Concordo con Porscospino,

L'agitazione ha una influenza sul contrasto moderata. Basti pensare che tra agitazione continua ed intermittente vi è una differenza paragonabile ad una variazione di tempo del 15-20%, sicuramente non trascurabile, ma altrettanto sicuramente poco incisiva. Ancora meno incisivo è come l'agitazione venga effettuata. Se una inversione è fatta con "forza" o delicatamente cambia veramente poco, se cambia...

Per variare il contrasto infatti si usa variare il tempo di sviluppo e non l'agitazione. Per altro facendo variazioni di tempo ben superiori alle variazioni che l'agitazione consentirebbe, anche oltre il 50% in più o in meno rispetto al tempo base.
Idealmente le variazioni di agitazione andrebbero usate come controllo fine della resa delle luci più alte.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp



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