test mtf ottiche 35mm

Discussioni sugli accessori per il formato 35mm

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chromemax
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Re: test mtf ottiche 35mm

Messaggioda chromemax » 30/10/2010, 11:17

Bello e interessante, grazie.
Però non capisco bene questa frase:
- la lettura di un vero test MTF non è cosa di semplice lettura e interpretazione, in quanto vi sono risposte alle varie intesità della luce, e quasi sempre all'infinito, e solo Zeiss e Leica li pubblicano ufficialmente. Per questo è abbastanza ridicolo vedere prove di ottiche luminose eseguite in piena luce, quando questi obiettivi sono stati concepiti per lavorare a basse frequenze luminose.

Nello specifico non capisco le risposte diverse alle varie intensità luminose e cosa si intende per basse frequenze luminose.
Grazie



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PIERPAOLO
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Re: test mtf ottiche 35mm

Messaggioda PIERPAOLO » 30/10/2010, 12:12

purtroppo c'è un problema di fondo di non facile soluzione: l'ottica è una scienza, che nel campo fotografico (per rimanere nel ns orticello) è stata volgarizzata e talvolta banalizzata per essere compresa dal vasto pubblico di appassionati e talvolta anche di addetti al lavoro, non particolarmente portati alle materie scientifiche. Ma per quanto si semplifichi, concetti come il Numero di Abbe, rifrazione e dispersione, le aberrazioni di Seidel, la composizione del vetro ottico, e non ultima l'evoluzione del disegno (ottico), sono cose che, se non si conoscono, diciamo, intimamente, bloccano qualunque altro discorso.Pertanto occorrerebbe sapere SE il proprio interlocutore è preparato e sino a che punto, per affrontare i vari step di conoscenza che, ripeto, non sono immediati, ma procedono di gradino in gradino.
Basta prendere in mano una brochure tecnica della Zeiss, anche in inglese (in tedesco è meglio soprassedere.......) per capire che, i soli preliminari di apertura, sono talmente complessi da far girare la testa. Del resto quando ho avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchere coi tecnici Leica e Zeiss ho immediatamente capito che i concetti informatori e la preparazione di anni passati a discutere di ottica, li pongono (come è giusto, del resto) a parecchi anni luce di distanza da persone come il sottoscritto che, pur nel mio piccolo, ha passato anni a cercare di comprendere questi fenomeni fisici.
Quando il tecnico Leitz è passato alla lavagna, e, in inglese, visto che ero con un gruppo americano di Leica Historica USA, ha iniziato a passare in rassegna IN MANIERA MATEMATICA alcune differenze di rifrazione tra un 35/1,4 con vetri normali e lo stesso in versione asferica, si è creato velocemente un panico tangibile che è degenerato in un tentativo disperato del capogruppo di fermarlo in tempo, prima che si capisse sino a che punto 'un gruppo internazionale di esperti' era in realtà un gruppo di sprovveduti. O forse nelle Aziende, come Leica, vogliono immediatamente far capire che discutere con loro di questi argomenti è cosa vana e ridicola.
E qui poi non parliamo di Geni dell'ottica, come alcuni citati precedentemente, visti con religioso rispetto da tutti i progettisti mondiali.
Per concludere, anni di studio mi hanno fatto comprendere che occorre molta cautela, rispetto e sopratutto modestia, nel giudicare gli obiettivi delle varie case: occorre conoscere bene il periodo produttivo e sopratutto la collocazione sul mercato, parametro che media tutti gli altri. Le ottiche 'assolute' sono pochissime, nelle varie epoche, e quasi sempre sono state dei fallimenti commerciali.
La divulgazione aiuta, ma occorre sempre pensare che è una semplificazione.
Pierpaolo



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Re: test mtf ottiche 35mm

Messaggioda PIERPAOLO » 30/10/2010, 12:31

la luce può essere rappresentata come una serie di frequenze che variano di intensità nella loro composizione.
Queste frequenze formano i colori dello spettro della luce (Newton docet: es l'arcobaleno. che mostra lo spettro, e gli obiettivi Apocromatici, che correggono i 3 colori principali delllo spettro) e gli obiettivi possiedono differenti caratteristiche di risolvenza e contrasto in base appunto a basse, medie e alte frequenze di luce. Occorre precisare che le varie frequenze luminose, una volta attraversato il prisma (ovvero il complesso ottico) NON cadono tutte nel medesimo punto. Negli MTF completi sono presenti queste indicazioni, che si riferiscono appunto alla scomposizione dello spettro di luce una volta che questa attraversa un prisma (nel ns caso un sistema ottico che si comporta come tale),

come prima introduzione del fenomeno si può leggere

http://it.wikipedia.org/wiki/Luce

Gli obiettivi rispondono im maniera diversa all'intensità luminosa (ovvero al variare della frequenza): le ottiche superluminose di solito possiedono un rendimento nettamente migliore a bassi impulsi luminosi, piuttosto che a luce piena. Aggiungo infatti che per essere complete le misurazioni andrebbero fatte a diverse composizioni di luce e NON solo in luce bianca, che appiattisce i rendimenti delle ottiche testate (trucco ormai in voga e acquisito, che falsa completamente i rendimenti, perchè appunto alcune ottiche NON sono state concepite per lavorare principalmente in luce bianca).

Pierpaolo

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questo è un tipico esempio di iper semplificazione, ma i testi, per chi vuole iniziare, non mancano, neanche su Internet
comunque rimane vera questa affermazione:
I test MTF ci dicono COSA vedremo ma NON COME la vedremo,
grande verità che ben risolve il dualismo tra dati scientifici e impressione visiva



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Re: test mtf ottiche 35mm

Messaggioda chromemax » 30/10/2010, 14:58

Ok adesso mi è più chiaro il concetto di fondo, che in parte già conoscevo, ma che, perdonami, hai espesso in maniera imho poco chiara.
Il variare della frequenza della radiazione luminosa, per quanto ne so io, non ha a che fare con l'intensità della luce; questa si misura in lumen quelle in Hertz. Sempre per quel poco che ne so, in genere, il rendimento di un'ottica è assai migliore se riferito ad una specifica e limitata banda di frequenze, piuttosto che in luce bianca. Ad esempio se valuto un obbiettivo in sola luce rossa questo non avrebbe aberrazione cromatica.
Mi resta ancora poco chiaro come un obbiettivo superluminoso debba essere specificatamente ottimizzato rispetto a determinate frequenze; con poca luca lo spettro rimane uguale a quando c'è tanta luce. A meno che non si sia fatta una ricerca statistica per cui si è potuto verificare che la maggioranza delle foto con poca luce siano state scattate con una luce di qualità specifica per cui, vista la complessità e delicatezza del progetto ottico, l'ottimizzazione sullo spettro poteva portare dei vantaggi; ma questa è solo una mia speculazione.
Gli obbiettivi per applicazioni specifiche sono sicuramente ottimizzati per la frequenza della luce nella quale vengono usati, ad esempio le ottiche usate per "fotografare" i chip sul wafer di silicio sono ottimizzati per le bande dell'ultravioletto, sempre per quanto ne ho letto io.
Concordo pienamente con quanto dici rispetto all'intima conoscenza di questa materia e sono altrsì convinto che il buon ingegnere della Leica si sia messo alla lavagna non tanto per ridicolizzare gli interlocutori ma perché quello matematico è il linguaggio universale che descrive i fenomeni naturali e non c'è sistema migliore per spiegare e farsi capire.
<<La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto>> -- Galileo--



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Re: test mtf ottiche 35mm

Messaggioda PIERPAOLO » 30/10/2010, 15:40

anche in questo caso (ovvero nelle ottiche luminose) occorre precisare che si tratta di filosofie di base del progettista:

se questi assume che l'ottica sarà usata PREVALENTEMENTE a tutta apertura, o al massimo ai primi due diaframmi, e su questo dato livellerà la risoluzione in modo mediano e non massimale (in base appunto alla considerazione di un uso a bassi livelli luminosi con pellicole di alta sensibilità, quindi non particolarmente risolventi) potrà controllare e ridurre le altre aberrazioni come coma sagittale e flare, con un contrasto vigoroso, che doni una maggiore dose di nitidezza visiva. Si ottiene pertanto, di fronte ad una risolvenza non da primato, un'immagine pulita e contrastata, esente il più possibile da flare, che è il vero nemico delle ottiche di qualità, in quanto abbassa il contrasto.
in questo consiste l'ottimizazzione delle ottiche luminose: rinunciare a tutta apertura ad alcuni parametri per sopprimerne altri, ed ottenere l'effetto attraverso un'unione di fattori. Chiudendo poi il diaframma salirà anche la risolvenza, ma a questo punto l'ottica diverrà 'normale'.
Oggi molti di questi problemi vengono risolti dalle lenti asferiche (introdotte per la prima volta sul mercato dal Leitz Noctilux 50/1,2 del 1966) ma, e torniamo ad uno dei primi argomenti affrontati, è il progettista che decide quali parametri preferire. Se l'Azienda privilegia i test MTF (e l'ottica luminosa è solo un paravento pubblicitario per il sistema) la scelta cadrà sulla massima risoluzione possibile, se invece altre sono le priorità la scelta sarà magari più ponderata e produrrà, talvolta, ottiche immortali.

Pierpaolo





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