Nobuyuki Kobyashi

Scelte tecniche, stilistiche ed espressive dei maestri della fotografia, analisi delle loro opere e del contesto in cui operavano.

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Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda claudiamoroni » 31/03/2015, 14:46

Ho scoperto questo fotografo Giapponese tramite Apug.

In questo video, viene illustrato il suo lavoro.

Il video e' in giapponese con i sottotitoli in inglese ed e' estremamente semplice da seguire.

Intanto faccio un piccolo resoconto/traduzione per chi avesse difficolta' con l'inglese o non potesse vedere il video.

Il fotografo spiega come stia lavorando da anni ad progetto chiamato "una miriade di divinità", ispirato alla tradizionale idea shintoista giapponese secondo la quale gli dei inabitano tutte le cose, scattando con una macchina grande formato 8x10 e facendo stampe al platino-palladio su carta fatta a mano in Giappone (carta Washi).

Mentre sta spiegando la sua filosofia nel decidere cosa e come fotografare, viene ripreso vagare per i boschi, cercare l'inquadratura ed, una volta trovatala, misurare l'esposizione con un esposimetro spot, decidere il filtro da utilizzare e scattare.

In seguito spiega come abbia deciso di utilizzare la carta Washi sia perche' la tecnica fotografica viene dall'Europa e lui desidera introdurre un elemento Giapponese nel suo lavoro, sia perchè e' particolarmente duratura (si parla di mille anni).
Tra tutte le carte Washi disponibili in Giappone, un paese famoso per la produzione artigianale della carta, ha scelto precisamente quella di un certo produttore.

Dopo aver ricevuto la carta deve aspettare dai 3 ai 5 anni perche' essa sia completamente asciutta e adatta al processo che gli interessa.
Per cominciare, dopo aver tagliato la carta, la ricopre con un trattamento di resina di pino, molto usato dai pittori Giapponesi.

A questo punto, c'e' un cambio di scenario e lo si vede caricare gli chassis in una changing tent molto figa :) (la voglio!)

Spiega che il tipo di pellicola che usa non e' piu' in produzione, benche' sia ancora disponibile fino ad esaurimento scorte.

Parla della scelta di usare un banco ottico 8x10, dettata dal bisogno dei movimenti della macchina e di un approccio piu' lento e deliberato allo scatto e viene mostrato come annoti tutto su un taccuino, con tanto di disegni esplicativi della scena ritratta con annotazioni sull'esposizione.

A questo punto viene ripreso mentre esamina i negativi per poi scansionarli, sistema le curve in photoshop e stampa su supporto trasparente un ingrandimento del negativo per la stampa a contatto.

A quanto pare, benche' sia stata introdotta 140 anni fa, la tecnica della stampa al platino-palladio non e' molto conosciuta in Giappone. Il fotografo se ne rammarica e spiega che e' andata via via scomparendo in favore della stampa classica al sali d'argento, benche' la gamma tonale ottenibile col platino-palladio sia superiore.

Mentre viene ripresa la preparazione dei chimici e della carta, Nobuyuki ammette che il suo procedimento e' molto peculiare perche', benche' la stampa al platino-palladio sia probabilmente la tecnica di stampa piu' bella e delicata che si possa utilizzare, lui ha deciso di stampare su un tipo di carta Washi molto ruvido e pieno di texture a causa del materiale (la fibra del legno dell'albero kouzo) di cui e' fatta.
Gli e' stato piu' volte detto di utilizzare una carta piu' consona, ma lui se ne sbatte e apprezza il contrasto tra la delicatezza della stampa e la ruvidezza della carta.

Le riprese delle stampe vengono accompagnate dalla sua spiegazione del motivo per il quale apprezza particolarmente questo contrasto, ossia poiche', considerati i soggetti da lui fotografati (la natura e le divinita'), la texture della carta e il fulgore metallico del palladio rendono al meglio la bellezza che lui va cercando.

Infine spiega come il tema del suo lavoro fotografico non si limiti al concetto di una miriade di divinita', ma si espanda all'idea che le sue foto non siano usa e getta, ma che durino per l'eternita'. Gli interessa preservare delle cose che potrebbero sparire in futuro e il discorso si allarga sulle questioni ambientali e sul fatto che se continuiamo a distruggere la natura in nome del progresso, forse in futuro la natura sparira'.

Conclude reiterando come il procedimento di stampa e il tipo di carta usati siano ottimali per la durabilita' del suo lavoro e che queste scelte non siano dettate dall'arroganza, ma dal desiderio di preservare queste immagini per le future generazioni.
La sua missione e' far si' che in un futuro remoto le sue foto siano testimonianze di una natura ormai scomparsa.


"All animals are equal but some animals are more equal than others" George Orwell

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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda Zenit photosniper » 31/03/2015, 18:08

L'ho visto con vivo interesse. Riesce a cogliere perfettamente la riflessività tipica della loro cultura, il concetto di armonia con la natura e una meticolosità fuori dal comune.

Grazie per la segnalazione.



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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda Dcanalogue » 01/04/2015, 21:50

L'ho visto un po' di tempo fa e.... diciamo che ha contribuito notevolmente al mio ritorno all'analogico.... :D


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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda fenolo » 02/04/2015, 8:41

Visto anche io. Il documentario è fatto molto bene. Sono un po in contrasto per la troppa matericità che mette nella fotografia. Rischia di essere quello che viene ricordato per la platino palladio o la carta di riso piuttosto che per le immagini.



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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda Ezio Bresciani » 12/10/2015, 19:35

Bellissimo video! Grazie.
Se ho capito bene fa un inter-negativo su lucido e non stampa direttamente dalla lastra? Puoi spiegarmi?
Ezio.



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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda padesig » 13/10/2015, 12:59

Ezio è la via più semplice e d in questo caso forse la più logica. Non è propriamente definibile come internegativo, è un lucido tipo Pictorico che viene stampato in genere con inkjet a pigmenti.

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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda chromemax » 13/10/2015, 14:37

Io continuo a non capire... ma se stampa in ink-jet perché non scatta in digitale?



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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda Ezio Bresciani » 13/10/2015, 14:46

Ho capito. Ma perché la definisci più semplice? Non sarebbe più semplice con l'ingranditore? Sempre di avere a disposizione un bestione per l'8x10" , forse questa è la difficoltà...



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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda padesig » 14/10/2015, 9:20

No, la difficoltà sta nella creazione di un negativo che sia perfettamente tarato per le curve di sensibilità della chimica del platino palladio. Esiste anche una metodologia rigorosa che è, se non mi ricordo male, in un sito chiamato digitalnegatives dove mi pare per un 75 dollari vengono venduti dei fogli Excel con i calcoli delle curve per le varie chimiche (cianotipia, platino palladio, gomma bicromata, etc)... Ovviamente insieme ad un manuale che aiuta alla comprensione del metodo. Ma uno le curve può anche farsele da solo, con un cuneo a scalini tarato e varie prove: questo è facile e fattibile per alcune chimiche, mentre per altre non è del tutto economico, visto che in media una singola goccia di platino palladio viene a costare dai 50 centesimi ad un euro, non calcolando il tempo per fare i test (ma quello ci vorrebbe in ogni caso)...

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Re: Nobuyuki Kobyashi

Messaggioda Ezio Bresciani » 14/10/2015, 18:50

Ah, dunque non è così immediato e semplice come credevo! Scopro sempre nuove ed entusiasmanti modalità nel processo fotografico analogico che non immaginavo...
Grazie delle delucidazioni, Ezio.





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