Il momento

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 03/02/2017, 14:39

Silverprint ha scritto:Con un po' di pazienza troveresti già tutto qui nel forum.

La retorica dell'istante nasce ad un certo punto della storia della fotografia. Si sviluppa a partire dalle teorie surrealiste, risultando essere un'estensione del concetto di "scrittura automatica". Questa a sua volta è derivata dalla seconda topica freudiana, in cui, lasciando inalterata la struttura, si propone solo un capovolgimento di valore morale (#). Puoi trovarne un ottimo resoconto storico in "Fotografia e Pittura nel '900" di Claudio Marra (Bruno Mondadori).

HCB si è formato in ambiente surrealista e ne ha attinto a piene mani nell'elaborare il suo pensiero; pensiero che ha influenzato e influenza autori successivi (in Scianna, per esempio, l'ispirazione surrealista è chiarissima). HCB era forse troppo borghese per rinunciare ad orpelli estetici di derivazione classica, ma altri che condividevano in larga parte le stesse teorie, come Frank e Klein con una cultura più libera le hanno realizzate più coerentemente. Klein specialmente (stesso ambiente di formazione).

(#) Così come la seconda topica ebbe la funzione di riproporre in chiave apparentemente laica la triade cristiana bene-male-libero arbitrio (a sua volta derivata dal Platone del fedro) la teoria surrealista ripropone in nuovi abiti le teorie sull'arte dell'antica Grecia. Il capovolgimento morale verte semplicemente al voler far primeggiare l'antico dionisiaco (ES) contrapposto all'appolineo (Super-io) con la pratica della scrittura automatica. Casomai la raffinatezza è nel voler raggiungere lo stato mentale adatto tramite specifici esercizi invece che dandosi ai baccanali... In realtà poco dopo i loro figliocci (ideologici) sono tornati ai più pratici baccanali ('68).
Peccato l'aver ignorato l'auspicio di Nietsche, perseguito da tanti, ritrovandosi così, senza neanche tanto accorgersene, ad essere alfieri d'idee da tempo superate. Lo scopo di queste teorie è quello di alienare l'opera dal consesso umano e dal suo giudizio e renderlo manifestazione dello Spirito (basta leggersi il Manifesto), ovvero una costruzione ideologica volta ad ottenere potere.
Questo sistema era però fragile, facile attaccarlo, troppo legato a vecchissime idee, superato in ambito artistico da molto tempo e allora la difesa dell'esercizio di potere richiedeva una intelligenza più acuta e capace di arrivare abbastanza vicino al nocciolo della questione e qui si inserisce Barthes con il suo attacco alle possibilità di fare con la fotografia anche rappresentazioni. Egli si propone di ridurla quindi alla sua funzione indicale ("la pipa in fotografia è sempre una pipa" parafrasando Magritte) ammantata solo da un velo nostalgico il suo, famoso e facilmente opinabile, noema "è stato".

La divagazione storica sul surrealismo e Bresson la trovo utile, ma non stavamo parlando di questo. Il contesto ed il merito del discorso è quello di scegliere l'istante in cui scattare, se già prima nei post precedenti ho esposto che non dipende dal soggetto e tutte le altre cose, ... cose che qui non riscrivo e che magari si possono andare a rileggere.

Le idee sono desuete solo nella.misura in cui le rendono tali chi ne vorrebbe imporre di "nuove"... Le idee sono tutte ben accette, a patto di non tacciare per superate quelle degli altri...

Per quanto riguarda la rappresentazione, tu in fotografia puoi rappresentare quello che vuoi, ma sempre in un 125 lo fai, e di quel 125 tu ne sei RESPONSABILE come fotografo. Se lo sbagli, la foto (e la rappresentazione) è sbagliata.


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Re: Il momento

Messaggioda Silverprint » 03/02/2017, 22:38

Non confondiamo le acque.

Un conto è l'ovvia banalità che in un certo momento si scatta e che lo scatto dura relativamente poco, un altro basare il proprio messaggio sulla scelta di un istante "speciale".

Insomma una cosa è questa:

Immagine

Una quest'altra:

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Re: Il momento

Messaggioda guerié » 04/02/2017, 5:35

Non sottovalutare tanto la differenza tra tante rappresentazioni: Fotografiche e pittoriche. Il pittore lavora su un oggetto già osservato o visto e quindi esistito il fotografo no.


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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 04/02/2017, 7:58

Silverprint ha scritto:Non confondiamo le acque.

Un conto è l'ovvia banalità che in un certo momento si scatta e che lo scatto dura relativamente poco, un altro basare il proprio messaggio sulla scelta di un istante "speciale".

Insomma una cosa è questa:

Immagine

Una quest'altra:

Immagine

Nei due scatti non c'è alcuna differenza, come ho già scritto (e mi dispiace dovermi ripetere, a volte è utile leggere quello che scrivono gli altri ...), non è eliminando gli esseri animati che elimini la necessità di scattare in un determinato momento. La seconda foto è stata scattata in un determinato momento della notte, quando c'era quella determinata luce, in un determinato istante in cui non passava nessuno (o nei 10 secondi in cui non passava nessuno), scegliendo il tutto DELIBERATAMENTE (e sto abbreviando, per non tediare la discussione)

A meno che tu non dica che se scattavo quella foto a mezzogiorno, con 2000 persone ed i lampioni spenti, avrei ottenuto la stessa foto, perché tanto secondo te rappresenta la stessa cosa ...

Continuo inoltre a non capire che c'entra Bresson in tutto questo, io non l'ho nominato ...

Infine, fammi capire una cosa: qualcuno per caso (incluso l'autore) può arrogarsi il diritto di mettere delle etichette sotto le foto per stabilire COSA siano quelle foto? Non esiste reportage, ritratto, rappresentazione, nudo, paesaggio, food, moda, etc .... sono mere e semplicistiche classificazioni scolastiche, usate da chi è abituato a semplificare. Esiste invece solo la buona e la cattiva fotografia. Quando, ad esempio, Doisneau fotografava nelle grandi maison della moda parigina, faceva moda, ritratto, reportage, rappresentazione, cinema, ... ??? Faceva solo Buona Fotografia.

Allo stesso modo esiste solo la buona e la cattiva musica, e gli appassionati di musica Rap (mi riferisco ovviamente solo a quelli che la musica la capiscono e se ne intendono ... ) non si sognerebbero mai di dire agli appassionati di musica classica che la retorica di Beethoven è superata ...

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Re: Il momento

Messaggioda vngncl61 II° » 04/02/2017, 8:17

Io mi auguro soltanto che, a qualche povero diavolo che si trovi a leggere il topic, non venga il timore che per fare nà ...azzo di fotografia, occorra una laurea in filosofia ed un master in psicologia della comunicazione post catalitica, ad emissioni zero :D


Nicola


Meglio farlo, e poi pentirsi, che rimpiangere di non averlo fatto.

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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 04/02/2017, 8:18

vngncl61 II° ha scritto:Io mi auguro soltanto che, a qualche povero diavolo che si trovi a leggere il topic, non venga il timore che per fare nà ...azzo di fotografia, occorra una laurea in filosofia ed un master in psicologia della comunicazione post catalitica, ad emissioni zero :D

D'accordissimo! !!!!

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Re: Il momento

Messaggioda Silverprint » 04/02/2017, 9:15

Caro Andreasoft

Il thread è stato iniziato da Stefnerv col post che segue (lo hai letto?) e nel rispondere ho sempre cercato di farvi riferimento.
In quel post ci sono molti sentori Barthesiani e qualche pizzico di surrealismo e infatti si fa riferimento ad un modo preciso di intendere il "momento", appunto non banalizzato al livello del funzionamento meccanico delle fotocamere, ma quale elemento significante.

Le foto postate le leggi male. Quel notturno londinese del 2001, si poteva fare tutte le sere, si può fare, credo, ancora oggi e sarebbe uguale se fosse stata scattata anni prima. Vedendola dovrebbe esse chiaro che se ha un significato non lo ha perché era un momento speciale, casomai era uno status poco variabile. E scusami, c'è una bella differenza!

stefnerv ha scritto:La fotografia è differente dalla pittura e secondo me la diversità è che la fotografia funziona alla velocità della luce . Nel momento in cui si fotografa si impressiona la luce! Quindi è un momento . Se faccio la foto di un volto che passa tra la folla di una persona che non conosco in quel momento fermo una parte del mondo circostante impressionandone la luce sulla pellicola . Poi pero quel momento passa per sempre quel volto si perde nella folla , quella casualità dell'incontro se ne va . Quindi non e' come il pittore che a memoria o a soggetto compone qualcosa che assomiglia alla realtà ma che e' un qualcosa di relativo alla realtà io impressiono la realtà di un istante . Ma cosi facendo diventa memoria ricordo, io ho un ricordo di quello che ho visto in quell'istante e solo in quell'istante . Ma il ricordo non può essere dissociato dal sentimento. Come mi sentivo in quel momento ecc ecc e quindi quell'immagine rievoca un sentimento uno stato d'animo. Ora una fotografia di un bambino vecchia di 120 anni cosa può dare, hai genitori dava un ricordo del momento del figlio piccolo e un sentimento legato ad esso, al figlio grande un sentimento differente ma ora quelle persone non esistono più e a noi cosa può dare quell'immagine? Nulla guardata cosi per caso, ma se contestualizzata nel momento e nel passaggio del tempo , tanta tristezza perché è stata forse amata dai genitori e chissà chi erano e cosa facevano quelle persone . Un.giorno trovai in.un mercatino un album di foto risalente agli anni 50 dove vi era un unico protagonista . Si vedeva la foto da neonato bambino, ragazzo, con la ragazza, sui pattini da ghiaccio. Poi il militare il matrimonio i figli tutte le foto erano con la stessa persona al centro della composizione che invecchiava nel tempo ma che si faceva riprendere nel momento della sua vita. Poi si vede lui con il nipote e poi ancora più vecchio. Cosa e' arrivato a me : in un certo senso un ricordo non mio un sentimento generato dai momenti stessi delle singole foto. Quindi questo senso aleatorio di esistenza e non esistenza che poi alla fine è solo ricordo.


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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 04/02/2017, 12:03

Silverprint ha scritto:Caro Andreasoft

Il thread è stato iniziato da Stefnerv col post che segue (lo hai letto?) e nel rispondere ho sempre cercato di farvi riferimento.


Tutti lo abbiamo letto, ed abbiamo fatto le nostre considerazioni, facendo evolvere il discorso, ed anche nel thread originario si parla del momento racchiuso nelle foto, quindi la tua precisazione, seppur corretta la trovo un po strana, perché anziché rispondere all'evoluzione del discorso ed alle cose già scritte (il momento, il suo essere scelto dal fotografo, i tre elementi fondamentali della fotografia.... e tutto il resto), si ritorna da capo, senza avervi fatto alcun riferimento. A me sta bene pure, non è detto che devi avere argomenti per rispondermi, magari non ce li hai, a me sta bene lo stesso, non c'è problema.

Silverprint ha scritto:In quel post ci sono molti sentori Barthesiani e qualche pizzico di surrealismo e infatti si fa riferimento ad un modo preciso di intendere il "momento", appunto non banalizzato al livello del funzionamento meccanico delle fotocamere, ma quale elemento significante.


D'accordissimo, vedi quanto sopra appena scritto.

Silverprint ha scritto:... Le foto postate le leggi male. Quel notturno londinese del 2001, si poteva fare tutte le sere, si può fare, credo, ancora oggi e sarebbe uguale se fosse stata scattata anni prima. Vedendola dovrebbe esse chiaro che se ha un significato non lo ha perché era un momento speciale, casomai era uno status poco variabile. E scusami, c'è una bella differenza!


Anche qui, le idee degli altri vanno rispettate, e non tacciarle come già fatto per desuete, retoriche, o addirittura sbagliate. Se io le leggo diversamente da te non leggo male, ed io non dico che tu leggi male.

Per il resto, non ripeto di nuovo quanto già scritto sul momento. Ribadisco solo che il fotografo di questo paesaggio urbano ha scelto DELIBERATAMENTE una serie di cose che si sono verificate in un determinato momento, e questo È UN FATTO. Se avesse voluto un taxi nell'inquadratura l'avrebbe atteso, ed il fatto di non vedere un taxi indica che l'attimo è stato scelto proprio per il significato della foto: "non voglio taxi nella mia foto, perché altrimenti il significato per me cambia". Benissimo. Oppure, voglio la strada asciutta anziché bagnata. Oppure voglio la luna sullo sfondo .... potrei continuare.

Ma che non si dica che quel fotografo non ha considerato il momento in cui scattare, l'attimo si cerca sempre, in qualunque fotografia, ed è quello il momento racchiuso nella fotografia, quello che ricorderà chi vede la foto, e che gli ricorderà o evochera' altre cose. Tutte cose che avevo gia scritto.

Ed aggiungo che se una cosiddetta "foto" si può ripetere uguale a se stessa (e a questo punto, tra l'altro, chiunque potrebbe farla...) o che per assurdo non racchiudesse un attimo, altro non è che una fotocopia. E per scattare basterebbe una fotocopiatrice, un robot, ma non un fotografo. Non vedo alcun merito o processo artistico in questo.

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Re: Il momento

Messaggioda Elmar Lang » 04/02/2017, 12:23

Pensando a certe fotografie ed il "momento" o "l'attimo" con conseguenti affannanti elucubrazioni, mi torna in mente il commento di Rossini alle opere di Wagner: "bellissimi momenti, ma anche terribili quarti d'ora...".

Buon sabato,

E.L.


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)

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Re: Il momento

Messaggioda -Sandro- » 04/02/2017, 13:15

Elmar Lang ha scritto:Pensando a certe fotografie ed il "momento" o "l'attimo" con conseguenti affannanti elucubrazioni, mi torna in mente il commento di Rossini alle opere di Wagner: "bellissimi momenti, ma anche terribili quarti d'ora...".

Buon sabato,

E.L.


A me invece, dopo l'iniziale suicidio della gioconda, restando in tema Wagneriano, è sovvenuta la tremenda ferita di Amfortas, quella che fa sempre male e non guarisce mai, ma forse l'interminabile monologo di Re Marke, nel Tristan und Isolde, è decisamente più appropriato.





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