Il momento

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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Re: Il momento

Messaggioda |DDS| » 06/02/2017, 7:43

Faccio fatica a comprendere bene, forse dai per sottintesa una cultura o un vocabolario che non ho. È un po' off topic, ma alla realtà oggettiva dai un nome? Oppure non esiste?



E' un concetto semplicissimo, altrimenti non ci arriverei neanch'io. :)

Tutto ciò che noi osserviamo è filtrato dall'esperienza percettiva.
I nostri sensi interagiscono con il reale ed il nostro cervello interpreta la nostra personale realtà, fatta, appunto, di sensazioni.
La macchina fotografica lavora diversamente: essa stabilisce un rapporto oggettivo con le cose, dal momento che non ha una propria coscienza: ovvero registra meccanicamente la sola luce riflessa dal reale, attraverso l'obiettivo (o il foro stenopeico), su di una superficie fotosensibile.

Semplice.
Ora però ci metto del mio, ergo di quì in avanti sarà tutto un pò più sconclusionato e largamente opinabile.

Questa divergenza sostanziale di funzionamento tra uomo e macchina, fa sì che ogni volta in cui scattiamo oppure osserviamo una fotografia, abbiamo a che fare non con una sola, bensì con una serie di rappresentazioni, le quali, a mio modo di pensare, hanno ciascuna un certo grado di informazione e di purezza.

Il concetto di indicalità, se comparato in parallelo e con la giusta sincronia alle leggi fisiche naturali e alla psicologia, rappresenta, oggi più che mai (alla luce delle moderne scoperte scientifiche), uno spunto interessante anche per muovere un'analisi critica e razionale al relativismo.
Una critica che però deve avere il giusto grado di raffinatezza e di ironia, perché il relativismo è anch'esso relativo: una parola ambigua, piena di significati,
Il relativismo può essere sano, e far sì che tutti fruiscano ed interagiscano con un certo dato al fine di giudicarlo, e la conoscenza ed il potere siano, sebbene mai assoluti, universali.
Il relativismo insano fa sì che in pochi possano fruire di un certo dato perché troppo sofisticato e incomprensibile, affinché quei pochi ne siano da tramite, riempiano il vuoto ancor prima dell'artista, e detengano il potere, facendo dell'arte merce di scambio.

Finché c'è simbiosi e complicità tra l'autore e la critica elitaria questo gioco di potere funziona.
Se l'autore non è più complice e vuole egli stesso riappropriarsi egoisticamente di una certa etica, custodendo la purezza di un momento ed il perché di quel gesto, celandolo sotto mentite spoglie, smentendo ogni speculazione con dati certi, servendosi degli strumenti di cui sopra, a mio modo di vedere ne potrebbe uscire qualcosa di stimolante.

Il momento acquisterebbe un'importanza diversa, il cui valore è dato da qualcosa che va oltre l'approvazione, gli istinti, il denaro.


Enrico

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Elmar Lang
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Re: Il momento

Messaggioda Elmar Lang » 06/02/2017, 10:50

...tra poco arriveremo a discettare dell'io e non io...


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
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Re: Il momento

Messaggioda |DDS| » 06/02/2017, 11:22

Caro Elmar,
perfavore, spiegami questa cosa:
qualcuno è per caso intervenuto nella tua discussione sulla San Giorgio, sostenendo di essersi annoiato al punto di dover recuperare i coglioni dal pavimento, già alle primissime righe del tuo primissimo post?
Non mi sembra.
Questo perché, quel qualcuno, non avendo nulla da dire sull'argomento, ha letto in silenzio, raccolto i coglioni da terra, e se ne è uscito senza commentare.

Ora, perché anche tu non fai come quel qualcuno, e ti levi semplicemente dalle palle, se non hai nulla da dire? :)

Mi sembra tu abbia già avuto modo di sostenere altrove le tue rispettabilissime idee riguardo questi temi: bullandoti del fatto che ad una tua demenziale battuta sull' inutilità della filosofia tutta, un'orda di stupidi adolescenti abbia applaudito festante, mentre l'unico astante degno di intelligenza ti abbia dato un votaccio.

Hai già detto tutto, non credi ?
Grazie :)

(Ti avviso, il prossimo è un ***** diretto, perché è ormai già da un pò che stai provocando, sappilo :) )

Ciao.


Enrico

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Re: Il momento

Messaggioda Fabio Pasquarella » 06/02/2017, 11:41

La fotografia è una rappresentazione secondo canoni rinascimentali della rappresentazione fisiologica di ciò che indichiamo come realtà fisica, ovvero indagabile attraverso strumenti scientifici. Separare il tempo dallo spazio, da un punto di vista scientifico, è una visione ottocentesca che nella realtà fisica non ha senso. Ha senso però nella realtà psicologica, legata al nostro vivere quotidiano. Partendo da questi presupposti, è chiaro che parlare di rappresentazione di tempo in fotografia - come in pittura, ma anche in altre forme espressive - ha sempre a che vedere con l'illusionismo percettivo e le conseguenti interpretazioni che si possono avere nello stesso centoventicinquesimo dello scatto, ma in punti differenti dello spazio-tempo. In HCB si ha la netta, netta, percezione che un momento dopo o prima le cose sarebbero state davvero differenti, cambiando in modo radicale e irrimediabile i significati dell'immagine; percezione che non si ha ad esempio nel notturno postato da silverprint, in cui non sembra esserci nulla di speciale che si possa perdere nel "momento" successivo. Pertanto scegliere un momento prima o quello dopo niente cambia, perchè non sto perdendo il significato che voglio esprimere.



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Re: Il momento

Messaggioda chromemax » 06/02/2017, 11:52

Elmar Lang ha scritto:...tra poco arriveremo a discettare dell'io e non io...


|DDS| ha scritto:Ora, perché anche tu non fai come quel qualcuno, e ti levi semplicemente dalle palle, se non hai nulla da dire?


Per favore sforziamoci di mantenere la discussione in un ambito civile, una volta tanto che non si parla di tecnica non vorrei che si debba chiudere la discussione per flame.
Se non interessa o se si pensa sia inutile, si può passare ad altro, oggi come oggi la banda non costa praticamente nulla per il testo scritto.
Grazie.



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Re: Il momento

Messaggioda Elmar Lang » 06/02/2017, 12:21

Caro Enrico,

quando faccio una battuta, magari solo per alleggerire un po', non arrivo mai e poi mai al turpiloquio, né tantomeno alle minacce.
Cosa questa di cui esorto cortesemente Amministratore e Moderatori a prendere nota.

La mia osservazione sulla filosofia, peraltro riferitami da mio papà or è molt'anni, dev'essere cosa nota tra i filosofi, perché citata e più volte ripetuta da Luciano de Crescenzo, che non era proprio un demente ed ebbe almeno il merito di divulgare la filosofia in maniera assai più gradevole di quella usata (sfortuna mia) dalla professoressa che ebbi al liceo, cui va la responsabilità di aver fatto odiare profondamente quella materia a tutta la mia classe.

Non per questo, io odio i filosofi e coloro che amano la filosofia, che è materia del massimo interesse e che ho imparato poi ad apprezzare negli studii che ho compiuto successivamente alle scuole superiori.

Non posso sapere quale sia l'età di coloro che secondo te abbiano applaudito festanti alla mia battuta, così come credo che sia un po' presuntuoso bollare quale stupido (parola tua) chi la pensasse diversamente.

Non so cosa tu intenda quale "votaccio" datomi dall'unica persona degna d'intelligenza presente alla discussione. Non credo che questa sia una scuola, ove si proceda in base ai voti positivi ricevuti.

Circa la mia discussione sulla San Giorgio, probabilmente non andava nemmeno fatta. Colpa mia, che pensavo -a quanto pare sbagliando- di contribuire in maniera costruttiva, parlando di un apparecchio 35mm., a pellicola, pure di fabbricazione italiana.
Non mi offenderei di certo se qualcuno -in essa- esprimesse anche pareri di dissenso rispetto al mio pensiero.

Mi scuso per l'off-topic con i partecipanti a questa discussione (che ha spunti di sicuro interesse), ma una mia replica, in questa sede, soprattutto visto il tono dell'attacco nei miei confronti, era necessaria. In altra circostanza, sarei ricorso ad un MP.

Cordialmente,

Enzo (E.L.)


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Messaggioda |DDS| » 06/02/2017, 12:50

Colpa mia.
Ho (male) interpretato le tue battute, reputandole delle battutine, e in tutta onestà, anche ora, rileggendole, non riesco a cambiare parere.
Riconosco i miei limiti e la mia maleducazione.
Dopotutto, per quanto messa talvolta a dura prova, viva la libertà d'espressione.

Ti chiedo scusa pubblicamente per le parolacce e per averti minacciato con un vaffa.
Chiedo scusa all'intero forum per aver interrotto in così malo modo questa interessante discussione.

(Gli stupidi adolescenti erano i tuoi compagni di classe, ai quali chiedo scusa per avergli dato degli stupidi, e l'intelligente era la tua professoressa di filosofia).

Buon proseguimento.


Enrico

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Re: Il momento

Messaggioda Elmar Lang » 06/02/2017, 13:00

Scuse più che accettate e, ove avessi mancato io, ricambiate.

Se tu avessi conosciuto la mia prof. di Filosofia, che ebbi nell'ormai lontano 1975-'76, probabilmente la giudicheresti nel mio stesso modo e magari scuseresti quegli adolescenti che acclamarono il mio momento di cosciente sacrifizio.

Enzo


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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda darkrat » 06/02/2017, 15:15

|DDS| ha scritto:Il concetto di indicalità, se comparato in parallelo e con la giusta sincronia alle leggi fisiche naturali e alla psicologia, rappresenta, oggi più che mai (alla luce delle moderne scoperte scientifiche), uno spunto interessante anche per muovere un'analisi critica e razionale al relativismo.


Sono andato a vedermi indicalità in Internet e mi sembra di capire un po' meglio. Se capisco bene il tuo pensiero, il mezzo fotografico consentirebbe di andare oltre l'affermazione, perché linguaggio trasversale a qualsiasi "origine" dell' osservatore (e quindi del fotografo, se ne è consapevole).


Andrea

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Re: Il momento

Messaggioda |DDS| » 06/02/2017, 18:56

Sono andato a vedermi indicalità in Internet e mi sembra di capire un po' meglio. Se capisco bene il tuo pensiero, il mezzo fotografico consentirebbe di andare oltre l'affermazione, perché linguaggio trasversale a qualsiasi "origine" dell' osservatore (e quindi del fotografo, se ne è consapevole).


Ciao Andrea,
spero tu possa perdonarmi, ma io mi fermo qui perché ho paura di fare dei danni, e ti spiego perché:
sono la persona meno adatta ad indicarti anche solo una tra le tante strade da seguire, o gli strumenti migliori per un'analisi seria e profonda del linguaggio fotografico.
Attualmente le mie basi culturali sono tutt'altro che solide e i miei pensieri sono frutto di idee immature, mutevoli, contraddittorie, bisognose di confronto e di sonore smentite.
Insomma, ho mille domande, ma nessuna risposta.
Quindi non ha senso che ora io ti spieghi cosa volessi dire con quelle parole perché magari rischierei di chiarire il concetto più sbagliato del mondo e perché, soprattutto in questo momento, sto concentrandomi su cose un po' fuori dal tempo e lontane dai consueti canoni, per poi magari tornare ad essi con una maggiore consapevolezza.

E' apprezzabilissimo il tuo interesse per questi argomenti, sui quali, seguendo questo forum, sono sicuro tu possa trovare opinioni di gran lunga più autorevoli della mia.

Un caro saluto.
Enrico


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