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Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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Messaggioda stefnerv » 18/05/2016, 21:52

La fotografia e' differente dalla pittura e secondo me la diversita' e' che la fotografia funziona alla velocita' della luce . Nel momento in cui si fotografa si impressiona la luce ! Quindi e' un momento . Se faccio la foto di un volto che passa tra la folla di una persona che non conosco in quel momento fermo una parte del mondo circostante impressionandone la luce sulla pellicola . Poi pero quel momento passa per sempre quel volto si perde nella folla , quella casualita dell incontro se ne va . Quindi non e' come il pittore che a memoria o a soggetto compone qualcosa che assomiglia alla realta' ma che e' un qualcosa di relativo alla realta io impressiono la realta di un.istante . Ma cosi facendo diventa memoria ricordo , io ho un ricordo.di quello che ho visto in quell istante e solo in quell istante . Ma il ricordo non puo essere dissociato dal sentinento . Come mi sentivo in quel momento ecc ecc e quindi quell.immagine rievoca un sentinento uno.stato d animo . Ora una fotografia di un bambino vecchia di 120 anni cosa puo' dare , hai genitori dava un ricordo del momento del figlio piccolo e un sentimento legato ad esso al.figlio grande un.sentimento differente ma ora quelle persone non esistono piu' e a noi cosa puo' dare quell immagine ? Nulla guardata cosi per caso , ma se contestualizzata nel momento e nel passaggio del tempo , tanta tristezza perche' e' stata forse amata dai genitori e chissa chi erano e cosa facevano quelle persone . Un.giorno trovai in.un mercatino un album di foto risalente agli anni 50 dove vi era un unico protagonista . Si vedeva la foto da neonato bambino , ragazzo , con la ragazza , sui pattini da ghiaccio . Poi il militare il matrimonio i figli tutte le foto erano con la stessa persona al centro della composizione che invecchiava nel tempo ma che si faceva riprendere nel momento della sua vita . Poi si vede lui con il nipote e poi ancora piu vecchio . Cosa e' arrivato a me : in un certo senso un ricordo non mio un sentimento generato dai momenti stessi delle singole foto . Quindi questo senso aleatorio di esistenza e non esistenza che poi alla fine e' solo ricordo .



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Re: Il momento

Messaggioda Silverprint » 19/05/2016, 14:41

:)

Ergo, tutta la "retorica del momento" è meramente un fatto personale non trasmissibile.
Essa viene usata per dare "veridicità" (cioè pretendere potere) alle immagini, così come allo stesso scopo viene usato il "sentimento".

Credo che bisogna fotografare e guardare le fotografie in un altro modo.


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Re: Il momento

Messaggioda Phormula » 19/05/2016, 15:41

Il mio maestro di fotografia, di cui ho raccontato la storia, era solito ripetere: "se non hai niente da dire e niente da ricordare, non premere il pulsante".



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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda darkrat » 23/05/2016, 15:14

Phormula ha scritto:Il mio maestro di fotografia, di cui ho raccontato la storia, era solito ripetere: "se non hai niente da dire e niente da ricordare, non premere il pulsante".

Io scatterei lo stesso... a volte le cose da dire o da ricordare lavorano sul subconscio e scopri il "motivo" dello scatto giorni, anni dopo

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Re: RE: Il momento

Messaggioda andreasoft » 02/02/2017, 21:16

stefnerv ha scritto:La fotografia e' differente dalla pittura e secondo me la diversita' e' che la fotografia funziona alla velocita' della luce . Nel momento in cui si fotografa si impressiona la luce ! Quindi e' un momento . Se faccio la foto di un volto che passa tra la folla di una persona che non conosco in quel momento fermo una parte del mondo circostante impressionandone la luce sulla pellicola . Poi pero quel momento passa per sempre quel volto si perde nella folla , quella casualita dell incontro se ne va . Quindi non e' come il pittore che a memoria o a soggetto compone qualcosa che assomiglia alla realta' ma che e' un qualcosa di relativo alla realta io impressiono la realta di un.istante . Ma cosi facendo diventa memoria ricordo , io ho un ricordo.di quello che ho visto in quell istante e solo in quell istante . Ma il ricordo non puo essere dissociato dal sentinento . Come mi sentivo in quel momento ecc ecc e quindi quell.immagine rievoca un sentinento uno.stato d animo . Ora una fotografia di un bambino vecchia di 120 anni cosa puo' dare , hai genitori dava un ricordo del momento del figlio piccolo e un sentimento legato ad esso al.figlio grande un.sentimento differente ma ora quelle persone non esistono piu' e a noi cosa puo' dare quell immagine ? Nulla guardata cosi per caso , ma se contestualizzata nel momento e nel passaggio del tempo , tanta tristezza perche' e' stata forse amata dai genitori e chissa chi erano e cosa facevano quelle persone . Un.giorno trovai in.un mercatino un album di foto risalente agli anni 50 dove vi era un unico protagonista . Si vedeva la foto da neonato bambino , ragazzo , con la ragazza , sui pattini da ghiaccio . Poi il militare il matrimonio i figli tutte le foto erano con la stessa persona al centro della composizione che invecchiava nel tempo ma che si faceva riprendere nel momento della sua vita . Poi si vede lui con il nipote e poi ancora piu vecchio . Cosa e' arrivato a me : in un certo senso un ricordo non mio un sentimento generato dai momenti stessi delle singole foto . Quindi questo senso aleatorio di esistenza e non esistenza che poi alla fine e' solo ricordo .

Una foto è fatta di tre elementi ti fondamentali: 1. Soggetto 2. Luce 3. Attimo colto.

La Fotografia è il racconto di un istante, visto e fermato per sempre dal fotografo. La gente "guarda", ma il fotografo "vede", e se la gente davanti alla fotografia vedrà quello che ha visto il fotografo sarà una bella foto. Sarà una foto splendida se la gente ci vedrà anche altre cose, altre storie, altri significati, e sono questi i capolavori che oltrepassano i confini del tempo.



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Re: Il momento

Messaggioda fabriziog » 02/02/2017, 21:22

La Fotografia è il racconto di un istante, visto e fermato per sempre dal fotografo

Io continuo a ribadire che questo tipo di fotografia è solo una piccola parte di un insieme molto più grande che con un istante colto non ha niente che fare



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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 02/02/2017, 21:38

fabriziog ha scritto:Io continuo a ribadire che questo tipo di fotografia ...


Che tipo ?

fabriziog ha scritto: ...è solo una piccola parte di un insieme molto più grande ...


Cioè?

fabriziog ha scritto: ... che con un istante colto non ha niente che fare


Beh, puoi anche usare i tempi lunghi o la posa B, è sempre un istante che tu catturi in Fotografia, se lo vedi. E poi oltre all'istante c'è il soggetto e la luce, sono questi i tre elementi fondamentali. Fondamentali non vuol dire Unici.

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Re: Il momento

Messaggioda fabriziog » 02/02/2017, 22:03

Ad esempio ultimamente mi intrippa un sacco Insomnia di Jeff Wall, foto studiata tavolino per giorni se non settimane. Nessun attimo che poi fugge, bensì pianificazione minuziosissima di ogni singolo elemento che si vede nello scatto, compresa la luce.
Lo stesso Adams non ha colto l'attimo che poi fugge (salvo alcune eccezioni) ma sono foto scattate andando più e più volte in un luogo studiandolo, riprovando, ecc. L'attimo potrebbe essere in questo caso la particolare luce ma comunque sono foto studiate e pianificate per lunghi periodi. E via dicendo.
Il momento può riferirsi al reportage oppure alla fotografia che si fa in strada che tende a cogliere attimi appunto di vita. Ma questa è solo una parte della fotografia. Moda, still life, foto con il grande formato, sono solo alcuni esempi di fotografia che non coglie nessun attimo fuggente



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Re: RE: Re: Il momento

Messaggioda andreasoft » 02/02/2017, 22:15

fabriziog ha scritto:Ad esempio ultimamente mi intrippa un sacco Insomnia di Jeff Wall, foto studiata tavolino per giorni se non settimane. Nessun attimo che poi fugge, bensì pianificazione minuziosissima di ogni singolo elemento che si vede nello scatto, compresa la luce.
Lo stesso Adams non ha colto l'attimo che poi fugge (salvo alcune eccezioni) ma sono foto scattate andando più e più volte in un luogo studiandolo, riprovando, ecc. L'attimo potrebbe essere in questo caso la particolare luce ma comunque sono foto studiate e pianificate per lunghi periodi. E via dicendo.
Il momento può riferirsi al reportage oppure alla fotografia che si fa in strada che tende a cogliere attimi appunto di vita. Ma questa è solo una parte della fotografia. Moda, still life, foto con il grande formato, sono solo alcuni esempi di fotografia che non coglie nessun attimo fuggente


Non è in discussione il genere o quanto tu studi il soggetto, o se metti in scena qualcosa di preparato e poi lo fotografi.

È in discussione il fatto che ciò che si cattura con la macchina fotografica è (a differenza della pittura o del cinema) sempre e solo un momento. Il 125 di secondo lo scegli tu, e non qualcun altro, qualunque cosa tu abbia davanti all'obiettivo. E si spera che quel 125 possa essere condiviso e goduto per il più lungo tempo possibile anche da altri esseri umani.

Il soggetto lo si studia in ogni tipo di fotografia, ma tale tempo dipende dal fotografo. C'e chi capisce tutto ad intuito in un batter d'occhio e chi ci mette una vita, chi poi non ci arriva proprio. Questo è il bello di essere differenti, sia come esseri umani che come fotografi.

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Re: Il momento

Messaggioda Silverprint » 02/02/2017, 22:24

Un istante è un'istante anche fotografato, vale a dire che la fotografia trova il suo significato (apparente) nel dare valore a quel preciso istante estrapolato dal flusso temporale.
Molta fotografia (architettura, paesaggio, still-life, per es) non da valore all'istante, ma casomai ha la funzione di "eternizzare" ciò che rappresenta. In questo caso anche se le foto vengono fatte in istanti diversi possono avere lo stesso significato.

E qui si viene al vero punto dolente: la fotografia significa in quanto rappresentazione o in quanto traccia?

Io sono convinto che la traccia sia comunque troppo connotata per essere davvero considerata tale e che prevale la sua funzione di rappresentazione. Se significa in quanto rappresentazione anche l'istantanea va letta come tale.

La funzione di ausilio della memoria perisce con i diretti interessati, ma ne rimane il valore di rappresentazione (anche se non troppo intenzionale).


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