Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia a colori

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Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda SweetCake84 » 30/11/2018, 13:50

Ciao,
Ho un dubbio che penso possa essere comune a chi arriva dal mondo digitale.
Premetto che non sono mai stato un fan del Bilanciamento del bianco che ancora adesso trovo piuttosto confusionario, e studiando un po' di teoria del colore ora lo trovo addirittura in antitesi.
Mi spiego:
Dalla teoria la temperatura colore si misura in Kelvin, oppure in Mired che sarebbero 10^6/Kelvin.
Ora dovrebbe essere chiaro che all'aumentare dei Mired la temperatura colore risulterà più calda e viceversa diminuendo diventerà più fredda. Essendo inversamente proporzionali, per i Kelvin vale il contrario: più è bassa la temperatura in K più sarà presente una dominante gialla.
Perché al contrario di ciò quando si bilancia il bianco su una digitale all'aumentare o al diminuire dei Kelvin succede l'opposto?

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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda YuZa DFAAS » 30/11/2018, 16:39

è uguale anche in pellicola.
Una temperatura più bassa è tendente al rosso, una più alta è tendente al blu, ma quando tu cambi la temperatura colore del sensore non abbassi la temperatura della luce, ma quella del sistema di riferimento.
Quindi se di giorno abbiamo sui 5600K e tu metti il sensore a 3200K, non abbassi la temperatura della luce ma il sistema di riferimento del sensore, che impostato a 3200K vedrà la luce come molto fredda.
In pellicola è come se tu in una giornata in esterno togliessi una pellicola tarata per il Daylight per metterne una tarata per il tungsteno.



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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda YuZa DFAAS » 30/11/2018, 16:55

Per intenderci se tu hai temperatura colore del sistema di riferimento e temperatura colore della luce uguali ( per esempio daylight pellicola /sensore, giornata di sole ) avrai uan luce bianca.
Se abbassassi la temperatura colore della luce che colpisce il sistema di riferimento ( filtro 85/orange o luce a tungsteno) i colori diventerebbero molto più caldi.
Se Abbassassi la temperatura colore del sistema di riferimento ( cambio pellicola o sensore a 3200K) i colori diventerebbero tremendamente freddi.



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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda SweetCake84 » 30/11/2018, 17:46

Chiarissimo, grazie!

Ho un'ulteriore domanda:
Io utilizzo molto la fujicolor c200 che di partenza mi dà sempre una temperatura colore fredda (come minimo parto con filtratura m=70, y=70, c=0.
Se utilizzassi sempre un filtro additivo diminuirei omogeneamente le filtrature di giallo e magenta corretto? (a parità di condizioni di luce ovviamente)

PS. Dal datasheet dicono che vada bene a qualsiasi ora del giorno e basta.
Si può sapere la taratura precisa?


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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda YuZa DFAAS » 30/11/2018, 18:37

Guarda sulle filtrature in stampa sono molto poco pratico, quindi non sono in grado di giudicare le tue filtrature di partenza.
Comunque è certo che i filtri di correzione e conversione ( 80 e 82 da caldo a freddo e 81 e 85 da freddo a caldo) agiscono su tutto lo spettro della luce e sono studiati sulla correzione di sorgenti luminose con spettro continuo.
Le pellicole fotografiche a colori, se non hanno la dicitura Tungsten/T, sono tutte calibrate per luce Daylight quindi 5500/5600K.
Sta di fatto che poi ogni pellicola ha una colorimetria sua personale che può enfatizzare dei colori rispetto ad altri ( in campo cinema per esempio le Kodak erano molto più forti per i colori "rossi" mentre il verde della Fuji era migliore) e poi la luce diurna non è mai uguale, ci sono innumerevoli situazioni che possono modificare fortemente la gradazione kelvin di un momento della giornata. Il pomeriggio è sempre un po' più basso come gradazione kelvin rispetto al mezzogiorno e al mattino, che spesso può essere anche più di 1000gradi più alto del bianco di riferimento. Giornate uggiose possono avere facilmente 7000 o 8000 gradi di temp colore.
Mi viene da dire che se senti spesso necessità di scaldare le foto perchè troppo fredde forse ti potresti attrezzare con un filtro leggero di correzione tipo un 81A o B, che scaldano poco senza stravolgere la scena.
Penso che più che la taratura precisa della pellicola dovresti cercare la taratura migliore per la tua catena e il tuo gusto.



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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda SweetCake84 » 30/11/2018, 18:44

Certamente... Ho iniziato da poco a stampare, quindi credo sia anche questione di pratica, per questo aspetto ancora a cambiare la mia catena di lavoro.
Suppongo quindi tu lavori nel cinema :D


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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda YuZa DFAAS » 30/11/2018, 20:18

Sì faccio il "focus puller" in cinema, ma più che altro in pubblicità.

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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda SweetCake84 » 30/11/2018, 20:59

E qui vado OT... Si usa ancora la pellicola? (escludere grandi produzioni intendo)

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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda YuZa DFAAS » 30/11/2018, 21:19

SweetCake84 ha scritto:E qui vado OT... Si usa ancora la pellicola? (escludere grandi produzioni intendo)



estero ha ripreso bene, specialmente UK, sia film che pubblicità o serie, qui da noi molto meno, ma visto che certe cose son legate anche a mode il trend è di vederla più spesso.



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Re: Temperatura e dilemma per chi arriva dal digtale

Messaggioda Kid Claude » 01/12/2018, 7:50

Personalmente mi permetto di esprimere qualche dubbio, sul fatto dell’uso dei filtri sulla macchina. Esistono già così tante variabili che intervengono, che il pensiero di inserirne arbitrariamente delle altre, mi convince assai poco.Come potrebbe meglio spiegare Sandro, che considero forse il massimo esperto del colore in questo forum, la filiera del colore è assai complessa, in quanto condizionata non soltanto dal tipo dì pellicola, ma in aggiunta, al tipo di chimici utilizzati per lo sviluppo dei negativi, dal nostro ingranditore, dalla senescenza dei filtri dicroici , finanche alla carta da stampa utilizzata con relativa filiera chimica. Siamo sicuri che vogliamo introdurre un’altra variante a tutte queste? Credo che convenga fare esperienza all’inizio utilizzando tutte le pellicole a colori disponibili, che poi non sono molte, capire quali sono i settaggi più adatti al nostro ingranditore per ognuna, e alla fine in base al proprio gusto personale e al tipo di scatti, scegliere di conseguenza.





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