Sviluppo non compensatore e non finegranulante

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easyliving
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Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 03/01/2019, 15:31

Reflex 35mm Olympus OM-4 Ti e medio formato Mamiya C330s, pellicole Ilford Pan-F plus esposta a ISO 25 e HP-5 plus esposta a ISO 250.

Mi consigliate un rivelatore non compensatore e non finegranulante? e a che diluizione?

Vorrei realizzare delle stampe 30x40 dal 35mm e 50x50 dal medio formato, di grande impatto ma non grossolane, anzi piuttosto raffinate, con interventi di mascheratura e bruciatura, ma vorrei partire da uno sviluppo "duro e puro", senza solventi e che vada fino in fondo appunto. Preferirei uno sviluppo liquido da diluire, ma se devo, va bene pure uno sviluppo in polvere. Grazie mille.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda ammazzafotoni » 03/01/2019, 15:42

Con queste caratteristiche posso suggerire lo Studional.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 03/01/2019, 15:58

Cosa è una sorta di Rodinal? quale casa lo produce oggi? a quale diluizione dovrei utilizzarlo?



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 03/01/2019, 16:23

In rete lo dicono equivalente al Rodinal S che, se non ricordo male, aveva una quota di solvente finegranulante...



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda chromemax » 03/01/2019, 16:58

A parte che non capisco il motivo di tanta "assolutezza" nello sviluppo, una quota di solfito è sempre presente come conservante. In genere lo sviluppo è una delle varie parti della "catena" la cui scelta è fatta in funzione di cosa si vuole ottenere rispetto al soggetto.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 03/01/2019, 18:09

Si proprio perchè un pò tutti gli sviluppi sono in qualche misura compensatori e finegranulanti volevo partire da uno che lo fosse il meno possibile per abbinarlo a pellicole tradizionali tipo le Ilford citate per vedere i risultati. Qualche tempo fa, quando ho imparato a stampare, andava per la maggiore l'uso delle Kodak T-Max a sensibilità nominale accoppiate al loro sviluppo a 24°C, presto abbandonato per il più facile ed economico HC-110 ma sempre a 24°C. Ora che sto rimettendo in piedi la camera oscura, volevo ripartire da una accoppiata completamente diversa. L'idea è di dare al negativo uno sviluppo contenuto, per mantenere una buona stampabilità, ma con uno rivelatore di per se "brillante" e una agitazione energica.
Ultima modifica di easyliving il 07/01/2019, 13:59, modificato 2 volte in totale.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda colonial » 04/01/2019, 0:40

Bellini Nucleol BF200 da fotomatica direi che fa al caso tuo;
Purtroppo dove vivo ora non e' raggiugibile e lo rimpiango; ora mi sono orientato su prodotti di Photographer Formulary difficili da ottenere in Italia.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda umperio » 04/01/2019, 1:13

I classici con quelle caratteristiche sono lo Studional, HC-110, e il Rodinal. Quest'ultimo rispetto agli altri ha anche una grana più vistosa, aspetto da tener presente soprattutto se vuoi fare ingrandimenti 30x40 da 35mm.

Lo Studional si trova sotto diversi nomi: Compard R09 Studio, e se non erro anche il Bellini Hydrofen ha la stessa formula.

L'agitazione è l'aspetto meno critico per la regolazione dello sviluppo, anche se energica non ti cambierà molto. Meglio agire su diluizione e variazioni di tempo.


Umberto

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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 04/01/2019, 13:38

"umperio" si la mia idea sarebbe di sovraesporre la sensibilità nominale di uno stop e di dare un N -1/2 o anche N -1 per avere un negativo abbastanza morbido ma con densità giuste e alte luci ben differenziate sia perchè tenute un pò leggere dallo sviluppo sia perchè non appiattite dalla compensazione, da far uscire poi in fase di stampa. La "briosità" dell'immagine dovrebbe poi essere garantita, appunto, da un rivelatore di per se vivace ed usato per questo in soluzione concentrata che dovrebbe essere 1+15 per il HC-110 e 1+25 per Rodinal e Studional. Al contrario se li usassi diluiti, aumenterebbe il loro potere compensatore e il negativo risultatnte sarebbe ancora più morbido. E' questo un pò il ragionamento che ho fatto e che vorrei verificare nella pratica.

Leggendo in queste ore in rete vedo che c'è una gran confusione riguardo al caro vecchio Rodinal. Se ho capito bene l'Agfa lo aveva ritirato dal commercio e in seguito lo aveva rimpiazzato con il Rodinal S che intendeva rinverdirne i fasti con una riduzione della celeberrima grana. Ma non piacque e dovette reintrodurre la vecchia formula affiancandola alla versione "S". La situazione attuale mi sembra ancora più ingarbugliata. Sembra che Agfa non li produca più ma che ci siano altri produttori che producono la vecchia formula del Rodinal (o qualcosa di molto vicino) con la sigla R09 e quella del Rodinal S (che sarebbe equivalente a quella dell'ancor più vecchio Studional) con la sigla R09 Special o Studio. Si è poi chiarita l'intera vicenda? l'erede del vecchio Rodinal sarebbe allora il Compard R09 e lo R09 Studio l'erede dello Studional? Mi date il nome di qualche negozio on-line ben fornito dove posso trovare rivelatori anche un pò più particolari?
Ultima modifica di easyliving il 06/01/2019, 0:51, modificato 2 volte in totale.



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Re: Sviluppo non compensatore e non finegranulante

Messaggioda easyliving » 04/01/2019, 13:58

colonial ha scritto:Bellini Nucleol BF200 da fotomatica direi che fa al caso tuo;
Purtroppo dove vivo ora non e' raggiugibile e lo rimpiango; ora mi sono orientato su prodotti di Photographer Formulary difficili da ottenere in Italia.

Interessante! Bellini è un produttore del tutto nuovo per me. Puoi dirmi qualcosa di più del Nucleol? mi pare che la Tetenal producesse un rivelatore con un nome simile, se non ricordo male. Dove posso acquistarlo on-line?





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