Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Discussioni su ingranditori e tecniche di stampa

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Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda chromemax » 14/02/2019, 13:04

Test lampada per ingranditori a led

Parte 1

La messa al bando delle lampadine ad incandescenza ha avuto ricadute non indifferenti per gli amanti della stampa in camera oscura rendendo difficile reperire le lampade di ricambio per gli ingranditori. Gli ingranditori a condensatori infatti usano, nella stragrande maggioranza dei casi, delle speciali lampade ad incandescenza con il bulbo in vetro opalino studiate appositamente per essere usate negli ingranditori fotografici. Le normali lampade opaline d'uso casalingo infatti non vanno bene sia perché non diffondono sufficientemente la luce, le lampade specifiche per ingranditore hanno un doppio strato di materiale diffondente, sia perché le stampigliature di targa della lampada sono applicate sulla sommità del bulbo dove possono creare problemi con alcuni ingranditori, mentre le lampade specifiche hanno le queste scritte in prossimità del colletto della lampada stessa, in una zona non interessata dal flusso luminoso.
Per procurarsi lampade di scorta ci si doveva rivolgere o sui siti di aste on line alla ricerca di parti di ricambio, fondi di magazzino o lampade usate, oppure alle affidarsi alle famigerate Dr Fisher, lampade costruite come le vecchie lampade da ingrandimento ma col difetto di fulminarsi dopo solo poche ore di utilizzo.
Nell'illuminazione domestica Le lampade a incandescenza sono state sostituite con le lampade "a basso consumo", fluorescenti e dalle lampade a led, ma entrambe non sono dimostrate adatte all'uso nell'ingranditore per una serie di motivi:
le lampade fluorescenti non hanno una superficie uniforme essendo costruite a spirale,
hanno un ritardo nell'accensione,
possono presentare della fluorescenza residua dopo lo spegnimento,
hanno uno spettro discontinuo che può creare dei salti nelle gradazioni di contrasto delle carte multigrade.

Inoltre le lampade fluorescenti a basso consumo con un flusso luminoso corrispondente alle lampade da ingranditore, che avevano comunemente potenze di 75, 150 e 250 watt, sono troppo grandi per essere alloggiate all'interno delle teste degli ingranditori.
Le lampade led presentano problemi simili, infatti molti modelli hanno un ritardo nell'accensione o nello spegnimento, solo la parte superiore del bulbo emette luce e quindi non è possibile ottenere una buona uniformità di illuminazione con gli ingranditori, le lampade con flussi luminosi potenti sono troppo ingombranti e le temperature colore di alcuni led sono distanti da quella delle lampade ad incandescenza tradizionali, creando problemi nella spaziatura tra le gradazioni di contrasto quando si usa carta a gradazione variabile.
Di contro il vantaggio del led è una maggior durata e il fatto di non emettere calore.

Il costante sviluppo della tecnologia led ha fatto si che le prestazioni dei prodotti più recenti siano sempre più simili a quelle delle vecchie lampade ad incandescenza, non solo come prestazioni luminose e qualità della luce emessa, ma anche nell'aspetto e nell'ingombro fisico.
Seguendo il consiglio pubblicato da PierPaolo Burani (impressionando) sia su questo forum che in altri gruppi di discussione in rete, mi sono procurato una Beghelli Zafiro Led Goccia da 7W, sulla cui confezione è riportata una temperatura colore di 2700K e una emissione luminosa equivalente ad una 65w incandescenza. Esternamente la lampada si presenta esattamente identica ad una lampada ad incandescenza opalina e anche da accesa la qualità della luce emessa ad occhio sembra quella proveniente da un filamento di tungsteno.
La lampda led Beghelli sembrerebbe un perfetto candidato per sostituire le opaline da 75W usate in molti ingranditori ma non avendo nessuna lampada ad incandescenza di quella potenza ho messo a confronto la Beghelli Zafiro Goccia con una lampada originale Durst Dulamp da 150w. Chiaramente il flusso luminoso della lampada da 150w è superiore ma quello che a me interessa mettere in evidenza in questo test è soprattutto la "qualità" della luce, in funzione dell'uso coi filtri multigrade, in modo da poter avere la massima estensione di contrasto e una spaziatura uniforme delle gradazioni senza rimpiangere le vecchie lampade.
In questa prima parte del test verranno confrontate le caratteristiche delle due lampade mentre nella seconda parte vedremo il comportamento della lampada led alle prese con delle stampe reali.

Le lampade sono state montate in un ingranditore Durst M670 corredato da un'ottica da ingrandimento Schneider Componon-S 50mm f/2,8 ed è stata misurata la temperatura colore della luce emessa con un termocolorimetro Kenko Color Metr KCM-3100 posizionato sul piano dell'ingranditore. La lamapda ad incandescenza Dulamp 150 ha una temperatura colore di 2620K mentre la Beghelli Zafiro Led ha una temperatura colore di 2590K che però aumenta a 2670 dopo qualche minuto che la lampada rimane accesa. Una differenza cromatica di 80K è quasi irrelevante ai fini pratici, ma questo comportamento mi incuriosito.
Va detto che la temperatura colore ha un valore relativo nel caso dei led; è un dato che i fabbricanti usano anche per motivi di marketing, e del resto sulla confezione della lampada a led è riportato ben visibile il valore di 2700K, ma la validità pratica della temperatura colore e del CRI applicati ai led sono soggetti di discussione in ambito illuminotecnico. Per quanto riguarda l'applicazione fotografica posso dire che il solo valore dei gradi kelvin non è in grado di definire a priori la bontà della luce dell'ingranditore; anche se ad occhio la luce pare identica a quella di una lampada a spettro continuo, basta un picco di emissione nella frequenza del verde o dell'azzurro, colori ai quali sono sensibilizzate le carte multigrade, per rendere il comportamento delle carte VC (o solo alcune di esse) assai diverso rispetto a quando si usa una lampada ad incandescenza.

Dopo la temperatura colore è stata misurata l'emissione luminosa, usando un luxmetro Gossen Mavolux 5032C; chiaramente la lampada Dulamp 150 è più potente, proiettando sul piano dell'ingranditore 37,1 lux mentre la Beghelli Zafiro Led arriva solo a 25,2 lux. Come già accennato sarebbe stato interessante un confronto con una lampada ad incandescenza da 75W, ma mi riprometto di provare a fare stampe di una certa grandezza per vedere se i tempi di esposizione risultano ancora sopportabili.

Per testare l'inerzia nell'accensione o nello spegnimento mi sono affidato al tester per otturatori a fotocellula Phocron XA. Ho impostato il timer di un analizzatore colore Lici Colorstar 2000 sul tempo di 0,1 secondi, il minimo tempo impostabile e, applicando la fotocellula del Phocron XA sull'ottica dell'ingranditore ho misurato la durata effettiva dell'esposizione.
La lampada ad incandescenza ha registrato un tempo effettivo di 0,12 secondi mentre con la lampada led l'esposizione misurata è stata di 0,15 secondi, quindi la lampada ad incendescenza sembrerebbe essere più precisa.
Una caratteristica interessante del Phocron XA è che disegna la forma d'onda della lettura effettuata, queste le differenze:

inerzia.png


Si vede molto chiaramente come la lampada led raggiunga istantaneamente la massima emissione luminosa all'accensione e che anche lo spegnimento è istantaneo. La lampada ad incandescenza invece mostra l'andamento tipico dell'inerzia del filamento, con l'emissione luminosa che sale man mano che il filamento diventa incandescente a ridiscende altrettanto lentamente allo spegnimento. Alla luce di questo comportamento quindi non è detto che l'esposizione della lampada ad incandescenza sia più precisa, come la semplice lettura del dato numerico potrebbe far supporre, infatti il tester Phocron XA potrebbe aver fornito dati poco precisi non essendo presenti dei fronti netti nella forma d'onda generata dalla lampada ad incandescenza, inoltre il filamento non riesce a raggiungere la massima emissione luminosa in 0,1 secondi dato che non esiste una parte orizzontale (emissione costante) nel grafico.
Per contro l'emissione luminosa della lampada led è estremamente efficace anche con esposizioni molto brevi, cosa che potrebbe non avere un'utilità pratica nella stampa ma che permette (finalmente) l'uso dei tempi brevi per la prevelatura della carta da stampa con una buona affidabilità e ripetibilità dei risultati.

Date queste premesse sembrerebbe che la lampada led sia un efficace rimpiazzo della lampada ad incandescenza tradizionale come sorgente luminosa per gli ingranditori fotografici; nella prossima parte del test vedremo come si comporta alle prese con negativi e stampe reali.



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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda Domenico » 14/02/2019, 13:15

Immenso, come sempre



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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda emag » 14/02/2019, 13:48

a quanto pare ce ne sono due versioni, una opalina e una chiara. Il codice di quella che interessa è 56426 :)

image.jpeg



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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda loupgarou » 14/02/2019, 14:21

Utilissimo, grazie.
Immagino (e spero) che da altre case vi siano lampade analoghe con potenza superiore per poter sostituire lampadine da 100 o 150 W.
Strano che Beghelli arrivi solo a 7.



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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda valgian » 14/02/2019, 15:46

Molto interessante, grazie.


Valentino Giannini, alias valgian
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Imparare sempre
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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda graic » 14/02/2019, 17:12

Molto interessante, quella dell'uso delle lampade led è un argomento ricorrente ma finalmente vi è un intervento basato scientificamente e con gli strumenti appropriati, @
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è sempre preciso e rigoroso, un vero piacere leggere i suoi interventi.
Grazie di tutto @
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se non ci fossi bisognerebbe inventarti!


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda bonisolli » 14/02/2019, 18:18

Chapeau!!


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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda chromemax » 14/02/2019, 18:58

loupgarou ha scritto:Utilissimo, grazie.
Immagino (e spero) che da altre case vi siano lampade analoghe con potenza superiore per poter sostituire lampadine da 100 o 150 W.
Strano che Beghelli arrivi solo a 7.

Esistono sicuramente lampade più potenti, bisogna vedere se sono compatibili con le necessità degli ingranditori. So comunque che si sta muovendo qualcosa in ambito specificatamente fotografico per sostituire le lampade con qualcosa di più efficiente.



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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda franzbulg » 14/02/2019, 19:21

Grazie. Grazie. Grazie.


Giulio
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Re: Lampada LED per ingranditore Test -PARTE 1-

Messaggioda graic » 14/02/2019, 19:25

Certamente lampade a led più potenti esistono però bisognerebbe, per valutarne l'utilizzo ripetere le esperienze fatta da @
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chromemax
per questi altri tipi. Un problema che hanno però, quasi universalmente le lampade a led di alta potenza è un problema ottico meccanico riguardante la loro costruzione, pur mantenendo la classica forma a pera delle lampade tradizionali la parte posteriore dove è fissata la virola di avviramento è costituita in alluminio tipo questa
81Sqp+ja7HL._SL1500_.jpg

e quindi l'emissione luminosa avviene in un angolo solido di poco superiore a mezza sfera. Questo se nel caso di ingranditori verticali (i classici "a palla" tipo Agfa, Meopta etc.) può non presentare problemi (anzi...) nel caso di sistemi con la scatola a riflessione che sfutta l'illuminazione laterale può portare facilmente a disuniformità di illuminazione


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.



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