Non ho capito come fare il test sensibilità

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Alessandro_Roma
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Non ho capito come fare il test sensibilità

Messaggioda Alessandro_Roma » 26/05/2019, 10:07

Ciao a tutti,
perdonatemi ma non ho capito come fare il test della sensibilità effettiva della pellicola e del tempo di sviluppo :(
Ero partito all'appendice 1 de "Il Negativo" di Adams, leggendo la quale viene fuori che si basa sull'uso di un densitometro. Mi è stato sconsigliato di usarlo (grazie mille ;) ), escludo quindi il riferimento al libro, ma ora non ho capito come farlo senza. Sto leggendo il topic sulle lezioni di fotografia, ma è un pochino lungo e "sparpagliato" negli interventi (e ci mancherebbe, non vuole essere questa una critica)

Provo a dire quello che ho capito, poi ditemi voi. Ci sono 3 cose da testare:
1. Il tempo di nero della carta
2. La sensibilità effettiva
3. Il tempo di sviluppo

Il tempo di nero della carta è la cosa che credo di aver capito. Prendo una parte di fotogramma non esposto, metto un filtro 2 e faccio un provino scalare di questo fotogramma. Processo la stampa e avrò delle strisce nere in zona 0 per tempi lunghi, ma andando a ritroso, prima o poi troverò una striscia non nera. Il tempo di questa è l'esposizione sotto l'ingranditore da usare per avere dettaglio nelle ombre, senza arrivare alla zona 0
Il test vale esclusivamente per la pellicola in uso, la carta, l'ingrandimento. Una modifica ai parametri implica un nuovo test.
Questo è corretto?

Per il test della sensibilità effettiva credo di non aver capito quale intervento di @
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dover considerare :(
Forse questo (pagina 11 del topic)?
Silverprint ha scritto:...
L'esperimento che invito a fare è quello di scattare con un ampio bracketing (sopratutto in sovra-esposizione: +3; +2; +1; 0; -1 (esponendo come fate sempre!) tre o più differenti soggetti, a basso, alto e medio contrasto e ripetere gli scatti su (almeno) 3 rulli diversi. naturalmente prendendo nota dell'esposizione e del numero di fotogramma, o lavorando sempre con la stessa sequenza...
Questi 3 rulli identici andranno poi sviluppati variando il tempo di sviluppo.
...

Se fosse questo però mi servirebbe capire meglio come trovare i soggetti con i contrasti diversi nella pratica. Creare delle luci ad hoc con un flash ad esempio per avere alto contrasto? Adams parlava addirittura di un cartoncino uniforme @-)
Nell'intervento poi però non ho capito quali sono le conclusioni sulla sensibilità effettiva.


Per il tempo di sviluppo l'unica cosa che ho trovato è sempre nello stesso intervento citato prima, in cui ad esempio per una HP5 in Ars Imago FD dovrei sviluppare il primo rullo per 2':17", il secondo per 3':25", il terzo per 5':07" (parto dalla metà del tempo suggerito e poi lo aumento del 50%).
Leggo però più avanti nel topic "lezioni di fotografia" che non bisogna scendere sotto i 4 minuti di sviluppo e si consiglia di aumentare la diluizione. Quindi invece che 1+39 dovrei usare a diluizione 1+78 e raddoppiare i tempi? Il produttore però indica che la diluizione massima è 1+59 e che la quantità minima di chimico è 6ml.
Stando a questi dati, in ipotesi di proporzione lineare, dovrei passare alla diluizione 1+59 e lavorare con tempi maggiorati del 50% (rapporto 39x1,5=quasi 59). Non basterebbe lo stesso per il primo rullo @-) @-) @-)


Insomma, mi sto perdendo, ho finalmente un ingranditore, posso controllare dall'esposizione alla stampa, potendo fare le cose per bene, ma non riesco a capire i passi da seguire. Mi sento ad un passo da una grossa svolta, ma la vedo terribilmente lontana ~x( ~x( ~x( ~x(

Grazie a chi vorrà aiutarmi



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Re: Non ho capito come fare il test sensibilità

Messaggioda Silverprint » 26/05/2019, 10:50

Sì, sei perso. :)

Però forse puoi ritrovarti...

Per prima cosa bisogna capire cos'è la Sensibilità Effettiva; capire cos'è non quali siano i suoi valori misurabili.

Una delle definizioni possibili (quella usata anche nel S.Z.) è che la S.E. sia il valore Iso da mettere in modo che sulla pellicola si verifichi il primo annerimento del negativo la cui variazione sia rilevabile sulla stampa quando l'esposizione è regolata su -4 stop.

Rilevabile sulla stampa significa che se si stampa quel negativo col tempo minimo che produce Dmax su una parte di negativo non esposta, la stampa di questo non è più nera nello stesso modo, ma leggermente più chiara.
Nel S.Z. quella è la Zona I.

Una delle difficoltà del thread è che si muove su due binari. Da una parte ci sono utenti che spingono verso il S.Z. dall'altra, visto che non è obbligatorio ed è anche difficile, viene suggerito un metodo pratico molto più immediato.
Se arrivi al punto dove viene suggerito "l'esperimento" dovresti poter dipanare la matassa. ;)
Io ti consiglio di partire da lì. Senza fare inizialmente le prove per il SZ (con la tua esperienza ti ci perderesti).
Se proprio hai qualche gg da "perdere" fai il test per la S.E. che ti aiuterà ad esporre meglio.

Riguardo i tempi dell'Ars-Imago FD la tabella ti da i dati in base all'IE (indice di esposizione) ed è calcolata in modo che ai tempi indicati si raggiunga una certa densità del tono medio. In questo può differire abbastanza dai tempi di altri fabbricanti in cui viene preso come riferimento il raggiungimento di un certo contrasto; contrasto di riferimento (G=0.65 per gli europei) che si rivela troppo elevato per i materiali moderni. Da questo deriva il consiglio che trovi nel thread di ridurre fortemente i tempi di sviluppo. I tempi forniti con l'FD e per l'HP5 a 200 iso, ovvero 4', forniranno un contrasto G=0.6 circa che può essere ancora un po' elevato in molti casi, per cui, se si vuole ridurlo, al fine di evitare di sviluppare per tempi inferiori ai 4', occorrerà diluirlo un po' di più. Nel caso dovrai ritrovare i tempi, magari inizialmente facendo una proporzione, es. se passi da 1+39 a 1+59 aumenti i tempi del 50%.
Però... l'Ars FD da il meglio sui tiraggi delle pellicole di alta sensibilità e come sviluppo standard per l'HP5 ti suggerirei di usare altro, un classico "polverone" 1+1, visto il carattere di quella pellicola di solito va meglio. I polveroni classici sono: ID-11, D-76, Microphen, anche l'X-Tol (se lo vuoi un po' meno compensatore).


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Non ho capito come fare il test sensibilità

Messaggioda Alessandro_Roma » 26/05/2019, 17:52

Quindi, alla fine della fiera, caro @
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facendo una sorta di lista delle cose da fare, mi tocca:
- prendere la F100, perché mi gira di usare questa :)
- prendere 3 HP5, perché non voglio aggiungere troppe variabili e questa pellicola la conosco
- prendere un polverone come il Microphen che già conosco ed uso

Espongo i rulli come da te indicato su 3 soggetti di contrasto variabile e sviluppo in diluizione 1+1 per 6 minuti, 9 minuti, 13 minuti e mezzo. E fino a qua TUTTAPPOSTO, mi è chiaro.

Sotto l'ingranditore dovrò misurare il tempo di Dmax, tramite provino scalare su zona non esposta del negativo e facciamo finta che venga di 10 secondi per fare conto paro. Provando a ragionare, mi viene da dire che le foto che avranno come tempo di esposizione 10" e filtro di contrasto 2 saranno quelle che mi faranno capire quale tempo di sviluppo e quale esposizione è giusta per ognuno dei 3 soggetti. Corretto?

Quindi, provando a fare un esempio sempre per avere numeri alla mano, se per il soggetto ad alto contrasto nel rullo sviluppato per 9 minuti dovessi scoprire che stampo con 10" e filtro 2 le foto compensate a +2EV, ogni volta che mi troverò in situazioni di alto contrasto dovrò esporre come ho sempre fatto (anche nell'esecuzione del test) e "aprire" di 2 stop. Il rullo andrà sviluppato in Microphen 1+1 per 9 minuti e la stampa arriverà da sola, però lasciami dire in un intorno del filtro 2. Diciamo quell'intervallo tra 1 e 3...

Se ciò è corretto, adesso mi viene in mente una domandaccia :D Fino a quando io mi trovo con soggetti a contrasto costante, neanche il super enalotto potrebbe darmi tanta gioia, so come esporre, so per quanto sviluppare, tutto il rullo è fatto. Ma tra i tanti difetti, a me piace la montagna e trovare 2 giornate col meteo uguale è impossibile. Quindi nel mio rullo da 36 possono tranquillamente esserci foto con cielo terso ed altre con cielo nuvoloso. Più in generale i 3 livelli di contrasto oggetto di test, possono finire sulla mia pellicola.
In tal caso mi verrebbe quasi da pensare che lo sviluppo intermedio sia quello da preferire, applicando il concetto matematico di aurea mediocritas, ovvero la media. La media scontenta tutti, è una garanzia di insuccesso, ci si avvicina ma non si raggiunge. Confermi? E' questa la strada?

Mi sembra di vedere la luce in fondo al tunnel e soprattutto io ho una vecchia ferita aperta di cui ora sto forse capendo le cause. E' una ferita aperta con la TMAX, che con un test a lei dedicato, potrei finalmente controllare (perchè adesso siamo Kodak 1 - Ale 0) :-q

Grazie mille Andrea, spero di non aver scritto troppe stupidate



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Re: Non ho capito come fare il test sensibilità

Messaggioda Walter » 09/06/2019, 21:26

Forse la logica vorrebbe che se ti alzi e vedi che la giornata è nuvolosa mentre ieri splendeva il sole sarebbe meglio cambiare il rullino per non mescolare i contrasti



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