Non Fotografare

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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persirex
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Non Fotografare

Messaggio da persirex »

Posto qui una poesia scritta da Ando Gilardi, purtroppo scomparso da poche settimane, trovata in un suo libro che ho letto di recente dal titolo: "Meglio ladro che fotografo"; libro che tra l'altro consiglio vivamente a tutti.
Volevo condividere con voi queste parole, per chi non le conoscesse già, e magari sapere anche cosa ne pensate.
Io le ho trovate molto "reali", adatte al mondo e al periodo storico nel quale viviamo; ma immagino anche che non sono condivisibili da tutti. :-h

" Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.
Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.
Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.
Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima. Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.
Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.
Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.
Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria, la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all'informazione.
Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.
Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.
Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine ? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo ed un flash sparato in faccia possano giustificarti? "



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Silverprint
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Re: Non Fotografare

Messaggio da Silverprint »

Eh... Giá.

Io, ovviamente, approvo. :))

Il caro e compianto Ando era geniale e preparatissimo, unico limite (imho) un suo vago atteggiamento pop-art-paradossale anti-autoriale (non ingiustificato), che si evidenzia proprio in "Meglio ladro che fotografo", che comunque rimane un testo divertentissimo e ricchissimo di spunti.
Il meraviglioso sfogo poetico di Ando che hai riportato meglio si spiega alla luce di "Storia sociale della fotografia" e "Wanted", testi che davvero non dovrebbero mancare, ben consumati, nella biblioteca d'ogni fotografo (anzi sarebbero da adottare come testi obbligatori nella scuola dell'obbligo :)) ), magari insieme a "Davanti al dolore degli altri" di Susan Sontag.

In generale dovrebbe essere ormai evidente che "la notizia fotografica" ha perso ogni efficacia e che chi vi opera, anche onestamente preso da alte ispirazioni ideali, si ritrova di fatto al servizio di una macchina infernale, autoreferenziale, celebrativa ed onnipresente che ha scopi diametralmente opposti.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

domx1993
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Re: Non Fotografare

Messaggio da domx1993 »

magari lui è troppo "talebano", ma sul principio sono d'accordo ;)
Domenico

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luca 1970
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Re: Non Fotografare

Messaggio da luca 1970 »

Devo proprio andarlo a cercare questo volume.

La poesia postata è una bella riflessione sulla fotografia ed ognuno di noi dovrebbe tenela sempre in mente prima di scattare.

Ciao Lu.
"La mia non è arte. Faccio il fotografo. Quello che è impresso nel negativo è quello che c'è in realtà" H. Newton

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umbertobellitto
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Re: Non Fotografare

Messaggio da umbertobellitto »

Io non mi trovo d'accordo sulle indicazioni di cosa si dovrebbe e cosa non si dovrebbe fotografare per molti motivi.
In primo perché ognuno può fotografare lo stesso soggetto in mille modi differenti trasmettendo mille emozioni differenti, a seconda della propria sensibilità e credo che ognuno debba essere libero di fotografare e di esprimere le proprie emozioni siano esse a scopo di filantropia o di cattiveria verso il prossimo. La fotografia non è altro che uno dei tanti modi di mostrare noi stessi , il nostro carattere e il nostro modo di vedere le cose. Fare del moralismo su cosa di dovrebbe cosa non si dovrebbe fotografare è altrettanto negativo quanto fotografare i soggetti su indicati a mio modesto modo di vedere.
Rispettando le leggi del codice civile ( liberatorie e assenso) ognuno dovrebbe essere libero di fotografare ciò che più desidera, secondo la propria sensibilità.
Fotografare un soldato non ha mai ammazzato nessuno, imbracciare un fucile si, naturalmente se il tutto avviene legalmente, e cioè con l'assenso del soggetto ritratto.
La morale su cosa è bene e cosa è male mi dispiace ma non mi piace.

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fzernike
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Re: Non Fotografare

Messaggio da fzernike »

umbertobellitto ha scritto:Io non mi trovo d'accordo sulle indicazioni di cosa si dovrebbe e cosa non si dovrebbe fotografare per molti motivi.
In primo perché ognuno può fotografare lo stesso soggetto in mille modi differenti trasmettendo mille emozioni differenti, a seconda della propria sensibilità e credo che ognuno debba essere libero di fotografare e di esprimere le proprie emozioni siano esse a scopo di filantropia o di cattiveria verso il prossimo. La fotografia non è altro che uno dei tanti modi di mostrare noi stessi , il nostro carattere e il nostro modo di vedere le cose. Fare del moralismo su cosa di dovrebbe cosa non si dovrebbe fotografare è altrettanto negativo quanto fotografare i soggetti su indicati a mio modesto modo di vedere.
Rispettando le leggi del codice civile ( liberatorie e assenso) ognuno dovrebbe essere libero di fotografare ciò che più desidera, secondo la propria sensibilità.
Fotografare un soldato non ha mai ammazzato nessuno, imbracciare un fucile si, naturalmente se il tutto avviene legalmente, e cioè con l'assenso del soggetto ritratto.
La morale su cosa è bene e cosa è male mi dispiace ma non mi piace.
Ciò che dici è valido ma fino ad un certo punto.Ci sono dei casi in cui è inopportuno anche solo chiedere l'assenso o una liberatoria e un fotografo in quanto persona dovrebbe capirlo da sè.Approvo invece il fatto che dettare un decalogo sul do and don't è una speculazione che nessuno dovrebbe arrogarsi.
Zeiss Ikon Stuttgart
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umbertobellitto
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Re: Non Fotografare

Messaggio da umbertobellitto »

Hai ragione, assolutamente!
Ma il discorso dovrebbe rientrare esclusivamente nella sensibilità individuale; e nessuno dovrebbe arrecarsi il diritto di giudicare.
In fondo se si fà un discorso di buon senso e di situazioni opportune e inopportune allora mi domando chi fà questo tipo di ragionamento e ama la fotografia come faccia ad apprezzare gran parte dei lavori svolti da molti tra i più grandi nomi della fotografia .

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claudio44
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Re: Non Fotografare

Messaggio da claudio44 »

indubbiamente non bisognerebbe fotografare i "guai" altrui, ma è anche vero che i più grandi capolavori della fotografia hanno riguardato spesso proprio situazioni del genere come questa foto di Paul Strand
Immagine
la cosa, secondo me deve essere letta in maniera diversa, l'invito di Gilardi deve essere inteso nel senso di non cercare il pietismo inutile, non farsi belli sulle disgrazie degli altri, ma, invece, cercare di immedesimarsi nelle persone e nei loro problemi e di riportarli nella fotografia, che così diviene davvero un documento e specchio del reale; spesso, invece, assistiamo a frotte di fotografi che scattano per la ricerca del "guaio sensazionale", quasi se il problema altrui fosse una palestra su cui esercitarsi e mettere così in evidenza il loro terribile gusto fotografico e la loro assoluta mancanza di sensibilità
Ultima modifica di claudio44 il 23/06/2012, 0:31, modificato 1 volta in totale.

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umbertobellitto
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Re: Non Fotografare

Messaggio da umbertobellitto »

hai ragione! e probabilmente è proprio questa la differenza che contraddistingue le foto che hanno reso famosi moltissimi nomi celebri della fotografia da quelle scattate dalle frotte di fotografi di cui parli.
Il problema è che sono davvero pochissime le persone che hanno questo tipo di sensibilità .

Alessandro
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Re: Non Fotografare

Messaggio da Alessandro »

Ci sono miriadi di esempi di fotografie di assassini e assassinati nelle varie guerre divenute celebri...chissà cosa direbbe Capa di questa poesia!

Q: Do you really distance yourself from your subject? I mean, what would you do if you were presented with a young girl burning to death?
A: About 1/60 at f5.6. – Robert Capa

Far foto alla gente che soffre non è certo tra le mie priorità di vita, ma chi è più fotografo che umano di certo non si fà scrupoli!

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