Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

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Max d'Amicis
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Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Max d'Amicis »

Dopo una dozzina d'anni di stoccaggio in frigorifero, mi sono deciso a testare uno dei miei rullini Agfa Scala 200 sviluppandolo come fosse un comune negativo bn.
Ho utilizzato l'Hydrofen diluito 1+39 per 7'30" a 21°C. Il risultato non mi sembra male, ma lo sottopongo all'occhio dei più esperti sperando che l'acquisizione in digitale, effettuata con una Pentax K20 e un'ottica Rodagon 60mm f/4 su soffietto e la successiva compressione dei file effettuata per il web, dia sufficienti informazioni.
Per la cronaca, le foto le ho fatte con una Pentax LX munita di SMC Pentax 18/3,5 con inserito quasi sempre il filtro incorporato arancione.

Vi ringrazio per l'attenzione.
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Silverprint
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Silverprint »

I positivi digitali sono totalmente inutili per la valutazione... qui c'è la prova evidente quei positivi sembrerebbero decenti, ma in verità il risultato è pessimo. Il digitale ci mette una pezza, ma se provassi a stamparle vedresti un vero disastro.

I problemi sono ben evidenti nei negativi dove si vede una generale sottoesposizione, spesso notevole e un contrasto eccessivo, cioè sovrasviluppo. Quest'ultimo più difficile da valutare data la sottoesposizione, ma ben visibile nei fotogrammi meno sottoesposti come il 19 e 20.
Gli unici due ben esposti sono il 25 e 26. 19, 20, 33 e 34 un paio sotto, gli altri davvero troppo sottoesposti 4, 5 stop, molti anche oltre. Le condizioni di luce ti avrebbero dovuto portare a correggere le letture, ma forse anche l'esposimetro è da controllare.
C'è anche da dire che la sensibilità come negativo sarà sicuramente inferiore a quella come positivo, dato che i negativi devono essere sviluppati molto meno a fondo.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Max d'Amicis
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Max d'Amicis »

Grazie Silverprint per la tua disamina.
Avevo impostato la sensibilità in camera a 200 iso e tendenzialmente esposto per le alte luci, soprattutto nelle riprese fatte al Duomo di Lodi, dove ho notato una forte sottoesposizione delle ampie zone in ombra della piazza e sotto i portici. Mi sovviene ora che, con il negativo, probabilmente avrei dovuto fare esattamente il contrario ed esporre per le basse luci.
Ti dirò che mi sembravano abbastanza accettabili le foto fatte in condizioni di luce prevalentemente uniformi, come la chiesa di San Francesco e la piazza con la ragazza (mia figlia :-)
Controllerò senz'altro la risposta dell'esposimetro della mia LX, poi, mi sembra di capire che per gli altri rulli mi converrà impostare una sensibilità minore (100 iso?) e ridurre la durata dello sviluppo, magari ai 5' che utilizzo per lo sviluppo della FP4?. Grazie ancora.

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Silverprint
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Silverprint »

E già. Col negativo si espone sulle ombre.

In ogni caso sarebbero sottoesposte anche le luci. Quelle con la ragazza sono 3 e 4 stop sotto (c'è circa uno stop di differenza tra le due). Lo vedi dal selciato in ombra su cui hai una densità appena percepibile su una e poco di più sull'altra, mentre quella dovrebbe essere un tono medio o uno stop sotto (a seconda dei gusti), cioè avere la densità che vedi sulla parte di selciato al sole!
Altra cosa, cielo sereno, sole e ombre nette non fanno una luce "prevalentemente uniforme", ma un contrasto abbastanza alto.

Certamente 100 iso e 5' di sviluppo sarebbero meglio, esponendo sulle ombre, ma non so se la correzione sarebbe sufficiente. Dovresti fare dei test.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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albireo
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da albireo »

Max d'Amicis ha scritto:
07/06/2021, 23:13
Dopo una dozzina d'anni di stoccaggio in frigorifero, mi sono deciso a testare uno dei miei rullini Agfa Scala 200 sviluppandolo come fosse un comune negativo bn.
Ho utilizzato l'Hydrofen diluito 1+39 per 7'30" a 21°C. Il risultato non mi sembra male, ma lo sottopongo all'occhio dei più esperti sperando che l'acquisizione in digitale, effettuata con una Pentax K20 e un'ottica Rodagon 60mm f/4 su soffietto e la successiva compressione dei file effettuata per il web, dia sufficienti informazioni.
Per la cronaca, le foto le ho fatte con una Pentax LX munita di SMC Pentax 18/3,5 con inserito quasi sempre il filtro incorporato arancione.

Vi ringrazio per l'attenzione.
Ciao Max, a mio avviso alcune delle tue scansioni non sono affatto male, nonostante la sottoesposizione consistente e visibile in quasi tutti i campioni che mostri. Hai messo su una bella catena di lavoro ibrida, che ti dara' soddisfazioni e risultati di gran lunga migliori quando affinerai espozione e sviluppo per la suddetta catena. Al contrario di quello che sostengono gli appassionati di stampa in camera oscura, un negativo sottoesposto non puo' darti risultati ottimali in scansione, e presenta caratteristiche e difetti immediatamente identificabili da chi fa fotografia ibrida. Il rumore digitale nelle ombre e' uno di questi, ma ce ne sono altri. Non a caso la tua scansione migliore e' probabilmente la terza, corrispondente al fotogramma 27, che e' uno di quelli che hai esposto meglio. Quelle con gli alberi ad esempio (21-24) sono da riscattare, non c'e' post-processing digitale che tenga. Tutte le altre fortemente sottoesposte e sovrasviluppate di daranno una caterva di problemi in scansione, specie quelle alte luci sovrasviluppate, che verranno rese male.

Aggiungo che ti conviene determinare prima dello scatto e dello sviluppo se le tue esposizioni verrano usate per una filiera digitale o per una di stampa in camera oscura (che non e' l'obiettivo di default della fotografia su pellicola, ma solo uno dei tanti usi possibili, al giorno d'oggi, del negativo, che e' a mio avviso il centro dell'intero processo). I negativi ottimizzati per la stampa a condensatore non sono quasi mai ottimali per la scansione.
Ultima modifica di albireo il 09/06/2021, 8:50, modificato 2 volte in totale.

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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Federico Pari »

albireo ha scritto:
08/06/2021, 21:12
Al contrario di quello che sostengono gli appassionati di stampa in camera oscura, un negativo sottoesposto non puo' darti risultati ottimali in scansione
Non mi pare che qualcuno abbia mai detto una cosa simile :-\

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Ri.Co.
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Ri.Co. »

Gli “appassionati di camera oscura” dicono che un negativo sottoesposto non va bene..mai. 😉

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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da impressionando »

albireo ha scritto:
08/06/2021, 21:12
Ciao Max, a mio avviso alcune delle tue scansioni non sono affatto male, nonostante la sottoesposizione consistente e visibile in quasi tutti i campioni che mostri. Hai messo su una bella catena di lavoro ibrida, che ti dara' soddisfazioni e risultati di gran lunga migliori quando affinerai espozione e sviluppo per la suddetta catena. Al contrario di quello che sostengono gli appassionati di stampa in camera oscura, un negativo sottoesposto non puo' darti risultati ottimali in scansione, e presenta caratteristiche e difetti immediatamente identificabili da chi fa fotografia ibrida. Il rumore digitale nelle ombre e' uno di questi, ma ce ne sono altri. Non a caso la tua scansione migliore e' probabilmente la terza, corrispondente al fotogramma 27, che e' uno di quelli che hai esposto meglio. Le due degli alberi sono da riscattare, non c'e' post-processing digitale che tenga. Tutte le altre fortemente sottoesposte e sovrasviluppate di daranno una caterva di problemi in scansione, specie quelle alte luci sovrasviluppate, che verranno rese male.

Aggiungo che ti conviene determinare prima dello scatto e dello sviluppo se le tue esposizioni verrano usate per una filiera digitale o per una di stampa in camera oscura (che non e' affatto l'obiettivo di default della fotografia su pellio, ma solo uno dei tanti usi possibili, al giorno d'oggi, del negativo, che e' a mio avviso il centro dell'intero processo). I negativi ottimizzati per la stampa a condensatore non sono quasi mai ottimali per la scansione.
Leggendo quanto sopra sospetto fortemente che tu non abbia mai usato un ingranditore o uno scanner.
Mi chiamo Pierpaolo.... non impressionando
Uso fotocamere a molla con sensore intercambiabile di dimensioni minime 6x6 cm.

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Chi mi parla alle spalle lo guarda il mio culo

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Max d'Amicis
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da Max d'Amicis »

Grazie Silverprint e grazie Albireo.
Le vostre considerazioni dovrebbero permettermi di sfruttare sicuramente meglio quei due-tre rulli di Scala 200 rimasti nel frigo.
Come detto, per prima cosa testerò la risposta dell'esposimetro della LX (magari dando un occhio anche ai tempi) e lo setterò su 80/100 iso esponendo per le ombre.
Appurato che i 7'30" di sviluppo che avevo azzardato sono risultati decisamente troppi (entrambi avete notato un consistente sovrasviluppo) mi attesterò sui 4'30"-5' max.
Infine, dato che non è la prima volta che ne sento parlare qui nel forum, ma non mi è ancora chiaro, sarei curioso di conoscere quali debbano essere le caratteristiche distintive di un negativo esposto e trattato per la scansione rispetto a quelle ottimali richieste per la stampa tradizionale con condensatori.
Grazie mille.

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aldophoto
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Re: Agfa Scala 200 sviluppata con Bellini Hydrofen

Messaggio da aldophoto »

Ciao a tutti, sono fuori tema ma ho visto che siete esperti di scansioni varie... potete date un occhio anche qui sotto, per favore? :D

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grazie!

Aldo

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