Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
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Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Buongiorno a tutti, l'altro giorno ho guardato velocemente un video molto breve su Youtube su come scattare con filtro ND1000 su pellicola. Non inserisco il link perché non serve. Il video non è certamente approfondito e non viene neanche menzionato il difetto di reciprocità, nonostante il titolo contenga esplicitamente "su pellicola", viene solo detto di fare la lettura senza il filtro e di moltiplicare per 1000 il tempo, ottenendo così il tempo corretto. Nello specifico, si aveva una lettura di 1/15 s, con filtro ND1000 il tempo corretto era di 66 secondi, esattamente 10 stop in più.
Qualcuno nei commenti ha chiesto se non si dovesse considerare il difetto di reciprocità e la risposta è stata che nei 66 secondi (i 10 stop in più) vi era già la compensazione. Ad ulteriori richieste di chiarimenti, la risposta è stata questa:
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"Quando usi il filtro ND1000 e calcoli il conseguente tempo di esposizione, NON devi aggiungere al tempo di esposizione calcolato per il filtro ND1000 il tempo relativo al difetto di reciprocità della pellicola. Questo perché il difetto di reciprocità della pellicola viene già corretto grazie all'aumento del tempo di esposizione dovuto al filtro ND1000 (-10 stop).
Se uno seguisse il tuo metodo, cioè quello di SOMMARE il tempo di esposizione dovuto al filtro ND1000 al tempo dovuto al difetto di reciprocità CALCOLATO SUL TEMPO DI ESPOSIZIONE DOVUTO AL FILTRO ND1000, si avrebbe come risultato un fotogramma talmente sovraesposto da essere illeggibile (te lo dico perché l'ho provato, non per sentito dire).
Es: nel caso in esame, il tempo di scatto per il diaframma impostato e la sensibilità della pellicola, SENZA il filtro ND1000, è 1/15 secondo. Il tempo di scatto calcolato con il filtro ND è quindi di 66 secondi (1/15 x 1000). Questo è il tempo di esposizione corretto.
Se si seguisse il tuo metodo, sommando ai 66 secondi il tempo dovuto al difetto di reciprocità CALCOLATO SUI 66 SECONDI, si avrebbe come risultato un tempo di esposizione di 8 minuti e 13 secondi (66 secondi alla 1,42), cioè una sovraesposizione di ben 3 stop."
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Vorrei qualche parere su queste affermazioni se possibile, perché mi sta venendo anche il dubbio di non sapere più di cosa parlo, essendo sempre stato convinto che aggiungere 10 stop per un filtro ND1000 volesse dire esattamente rispettare la reciprocità mentre il difetto di reciprocità fosse appunto una caduta nella sensibilità nei tempi lunghi (ammetto di essere rimasto spiazzato nel leggere, così tanto che ho messo in dubbio ciò di cui ero convinto...)
Qualcuno nei commenti ha chiesto se non si dovesse considerare il difetto di reciprocità e la risposta è stata che nei 66 secondi (i 10 stop in più) vi era già la compensazione. Ad ulteriori richieste di chiarimenti, la risposta è stata questa:
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"Quando usi il filtro ND1000 e calcoli il conseguente tempo di esposizione, NON devi aggiungere al tempo di esposizione calcolato per il filtro ND1000 il tempo relativo al difetto di reciprocità della pellicola. Questo perché il difetto di reciprocità della pellicola viene già corretto grazie all'aumento del tempo di esposizione dovuto al filtro ND1000 (-10 stop).
Se uno seguisse il tuo metodo, cioè quello di SOMMARE il tempo di esposizione dovuto al filtro ND1000 al tempo dovuto al difetto di reciprocità CALCOLATO SUL TEMPO DI ESPOSIZIONE DOVUTO AL FILTRO ND1000, si avrebbe come risultato un fotogramma talmente sovraesposto da essere illeggibile (te lo dico perché l'ho provato, non per sentito dire).
Es: nel caso in esame, il tempo di scatto per il diaframma impostato e la sensibilità della pellicola, SENZA il filtro ND1000, è 1/15 secondo. Il tempo di scatto calcolato con il filtro ND è quindi di 66 secondi (1/15 x 1000). Questo è il tempo di esposizione corretto.
Se si seguisse il tuo metodo, sommando ai 66 secondi il tempo dovuto al difetto di reciprocità CALCOLATO SUI 66 SECONDI, si avrebbe come risultato un tempo di esposizione di 8 minuti e 13 secondi (66 secondi alla 1,42), cioè una sovraesposizione di ben 3 stop."
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Vorrei qualche parere su queste affermazioni se possibile, perché mi sta venendo anche il dubbio di non sapere più di cosa parlo, essendo sempre stato convinto che aggiungere 10 stop per un filtro ND1000 volesse dire esattamente rispettare la reciprocità mentre il difetto di reciprocità fosse appunto una caduta nella sensibilità nei tempi lunghi (ammetto di essere rimasto spiazzato nel leggere, così tanto che ho messo in dubbio ciò di cui ero convinto...)
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Lo youtuber ha detto una frescaccia, anche perché il difetto di non reciprocità varia da film a film per cui non si capisce come faccia il filtro a sapere in anticipo con quale pellicola si sta scattando ed adattarsi in modo da rendere costante l'esposizione

Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
dacci il video, così andiamo a scrivere anche noi che ha detto una fregnaccia.
devi aggiungere al tempo di 66 secondi l'esposizione aggiuntiva che ottieni controllando il fattore di non reciprocità che come dice bene Diego trovi sul datasheet di ogni pellicola.
devi aggiungere al tempo di 66 secondi l'esposizione aggiuntiva che ottieni controllando il fattore di non reciprocità che come dice bene Diego trovi sul datasheet di ogni pellicola.
- Valerio Ricciardi
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Non devi avere dubbi: QUALCUNO qui non sa più di cosa parla.
Ma quel qualcuno (per fortuna) non sei tu.
Tu ignora la parola "filtro". La pellicola NON SA che c'è davanti all'obiettivo un filtro molto scuro.
La pellicola "vede" semplicemente a valle di tutto una intensità di illuminazione " X ". Per lei quello conta.
Che cambia se è una notte senza Luna in un magazzino di carbone o primo pomeriggio con un filtro scurissimo ??
Più l'intensità di illuminazione diventa veramente bassa, più le coppie tempo/diaframma non sono più equivalenti e devi applicare dopo aver scelto una certa coppia la CORREZIONE dovuta al DIFETTO di reciprocità, in base al tempo calcolato.
"Nel visco, in cui s'avvenne / quell'augellin talora, / lascia le penne ancora, / ma torna in libertà:
poi le perdute penne / in pochi dì rinnova, / cauto divien per prova / né più tradir si fa". Pietro Metastasio (da La Libertà)
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Ogni tanto quando leggo cose scritte con così tanta convinzione mi viene anche da mettermi in dubbioValerio Ricciardi ha scritto: ↑24/05/2025, 17:15Non devi avere dubbi: QUALCUNO qui non sa più di cosa parla.
Ma quel qualcuno (per fortuna) non sei tu.
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
...meno male che è arrivato il Messia, a quando la moltiplicazione degli sviluppi e delle pellicole?Valerio Ricciardi ha scritto: ↑24/05/2025, 17:15
Non devi avere dubbi: QUALCUNO qui non sa più di cosa parla.
Ma quel qualcuno (per fortuna) non sei tu.
- Valerio Ricciardi
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Ma proprio no.vale_g ha scritto: ↑24/05/2025, 12:02"Quando usi il filtro ND1000 e calcoli il conseguente tempo di esposizione, NON devi aggiungere al tempo di esposizione calcolato per il filtro ND1000 il tempo relativo al difetto di reciprocità della pellicola. Questo perché il difetto di reciprocità della pellicola viene già corretto grazie all'aumento del tempo di esposizione dovuto al filtro ND1000 (-10 stop)".
Per la pellicola, come detto, ci sono pochi fotoni per unità di tempo sull'unità di superficie. Non vede filtro alcuno, vede tanta luce o pochissima luce.
Sarebbe possibile ottenere una cosa del genere:
1) se la gente oggi fotografasse solo in pellicola (invece al 95% fotografa in digitale, dove il difetto di reciprocità non esiste
2) se tutte le pellicole avessero uno stesso comportamento quanto a difetto di reciprocità.
Allora si potrebbe anche vendere un filtro che, spannometricamente, e anche senza troppa precisione, non ha bisogno di correzioni ulteriori: perché il vetro grigio montato in fabbrica è un ND 250, invece sopra alla montatura ci scrivono 1000; il fotografo non lo sa, calcola il tempo col fattore 1000, e così sta, ignaro, applicando la correzione senza fare lui i conti.
Ultima modifica di Valerio Ricciardi il 24/05/2025, 19:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
Una volta dal capo ufficio stampa italiano di una GRANDE Casa automobilistica sentii dire che i motori a combustione interna si dividevano in:
Benzina due tempi, benzina quattro tempi, Diesel.
Alzo la manina e chiedo "scusi... e i Diesel due tempi?"
E lui, beffardo: "guardi, si informi meglio, quelli non esistono".
Per lui, avevo detto che c'erano Diesel che andavano a miscela come il Boxer o la vespetta, probabilmente. Non ho fatto in tempo a replicare...
La tavolata era lunga, a tre quattro posti da me c'era un ingegnere della Porsche che lo ha piano piano spellato... come un peperone per renderlo più digeribile a chi era delicatino di stomaco...
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Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
grazie per questa perla..Valerio Ricciardi ha scritto: ↑24/05/2025, 19:51
La tavolata era lunga, a tre quattro posti da me c'era un ingegnere della Porsche che lo ha piano piano spellato... come un peperone per renderlo più digeribile a chi era delicatino di stomaco...
Re: Difetto di reciprocità, un parere su un'affermazione
...parlando di automobili aveva evidentemente ragione a dire che "non esistono". Sono il massimo dell'inquinamento e sono utilizzati inmodo quasi esclusivo in ambito navale... A parte FIAT che c'ha provato ma lassamo perde.