La fotografia non deve essere una camicia di forza

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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effegi61
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La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda effegi61 » 22/07/2014, 10:16

La fotografia non deve essere una camicia di forza.
Questo mi e’ stato detto presso un tavolo di lettura portfolio a cui ho partecipato poco tempo fa.
Il lettore si riferiva ad una mia immagine dove con l’ausilio di un apparecchio a dorsi mobili ho messo a fuoco una fila di sassi allineandoli su una via di fuga di un paesaggio, sfuocando abbondantemente tutto il resto. Osservando quell’immagine è inevitabile che l’occhio cominci ad indagare ad uno ad uno quei sassi, dal più vicino al più lontano, ogni tanto l’occhio va a cercare qualcosa d’altro, ma poi non trovando nulla e trovandosi anzi sperduto in una selva di sfumature di grigio indicanti solo delle vaghe approssimazioni di altri segni presenti nel territorio, è inevitabile che torni sulla via maestra a ripercorrere il suo cammino sasso dopo sasso.
“Già la fotografia non può che proporre un ritaglio di mondo ed anche in questo ritaglio mi costringi in un ulteriore obbligo”; ha aggiunto. “ E fa a meno di guardare, ho rispettosamente solo pensato io”.
La foto l’ho scattata io, ho fatto tutto io, ho scelto il soggetto, ed ho deciso il piano di messa a fuoco, il tempo, il diaframma, tutto questo in assoluta libertà, condizionato unicamente ed inevitabilmente solo da quello che è stato fino a qui il mio percorso ed il mio piccolo o grande che sia bagaglio di conoscenze tecniche ed estetiche sulla fotografia. Tutto io dicevo, ma non vuole essere questo io, un io egocentrico, quanto piuttosto una riaffermazione, una ri-sottolineatura della mia libertà, perché credo che per me, ma probabilmente anche per molti altri, la libertà di espressione in genere, specialmente nelle espressioni “codificate”, sia una delle poche libertà che ci restino.
In realtà questo lettore mi ha fatto anche parecchi altri appunti che ho ovviamente ascoltato ed accolto con rispetto, questioni tecniche in genere, con cui posso o meno essere d’accordo, ma comunque tutte relative a difetti o presunti tali che si possono eliminare o a modalità di stampa che si possono migliorare; questa cosa invece di discutere una mia scelta precisa mi ha fatto molto male. Scelta precisa che poi ha raggiunto il suo scopo, cioè che il fruitore dell’immagine non percependo praticamente nulla oltre ai sassi si concentri su questi, e allora dove sta l’errore? Io proprio questo volevo veicolare, non ti interessa? Bene, passa oltre e amici come prima, ma non dirmi che volevi spaziare nel paesaggio alla ricerca di altri dettagli che qui non puoi vedere perché questo non era il mio scopo.
Togliamo forse al lettore una sua libertà di vedere per affermare la nostra di mostrare?
Probabilmente si, anzi sicuramente si, ma comunque se non gli interessa può sempre girare pagina; oppure sono io obbligato a mostrargli quello che lui vorrebbe vedere?
Se così è, questo gioco non mi piace più.
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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda Silverprint » 22/07/2014, 11:44

Il rapporto col pubblico è sempre complesso.

Premettendo che le fotografie non devono essere in nessun modo e che ognuno le fa come gli pare, ma che al contempo chi le guarda deve essere liberissimo di approvare o detestare le scelte del fotografo, credo che in una lettura portfolio non abbia senso cercare approvazione e che sia molto più utile e formativo cercare di capire il motivo delle reazioni del lettore.


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Re: R: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda carl969 » 22/07/2014, 11:46

Quando ci si rimette al giudizio altrui si può essere accolti o respinti, è questo il bello del gioco. Se non sei riuscito nell'intento di comunicare un tuo pensiero mi domanderei piuttosto come mai. Magari nella fila di sassi hai voluto inzepparci significati che poi non si colgono.
Vediamo la foto.



effegi61
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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda effegi61 » 22/07/2014, 13:43

Carlo, e' ovvio che uno puo' essere accolto o respinto, anzi, un mio maestro mi diceva che quando riceveva troppe approvazioni cominciava a preoccuparsi perche' aveva paura di esser caduto troppo nel banale; e questo lo diceva ancora quando non esisteva la rete e non esistevano neppure i "Mi piace!" dei social network. La foto e' stata capita benissimo nei sassi non c'era nessun significato recondito, erano semplicemente una testimonianza, semplicemente con quella inquadratura dovevano emergere quelli e non altro e cosi' e' stato, tanto da dar fastidio e da protestare perche' altro non si poteva vedere. La foto non l'ho ancora digitalizzata e non so quando lo faro' se lo faro'; poi, trattandosi di una raccolta di foto, una singola presa da sola non avrebbe molto senso, la foto comunque non e' stata criticata nella sua validita' nel contesto del racconto, ma solo per la sua realizzazione tecnica. Ma non mi interessa di metterla sul piano personale, la mia riflessione era sulla liberta' di mostrare e nascondere un pezzo di mondo e sul fatto che questo possa irritare o meno. Non saprei come spiegarmi, se fotografo una statua mostro una statua, ma se ci faccio un intervento pesante, ad esempio ci metto sopra un drappo, tu che fai, protesti perche' non ti lascio vedere la statua o ti interroghi sul motivo per cui te l'ho nascosta? Non so se l'esempio calzi perfettamente, ma altri non me ne vengono.
Per Silver sono perfettamente daccordo, purtroppo io il motivo della reazione negativa, ma totalmente negativa del lettore, non l'ho capita, se non come un rifiuto totale di accondiscernere al mio palese invito sul cosa guardare e di fidarsi un po' di me e di credermi che oltre a quello non c'era nulla. Io credo di aver capito bene la sua reazione, anche perche' poi si e' discusso, la reazione e' stata: cosi' non si fa e punto e basta, d'altra parte il titolo che ho dato al post sono le parole esatte da lui espresse e piu' volte ribadite. Quindi ritorniamo punto a capo, essendo al 100% daccordo con la tua premessa che le fotografie non devono essere in nessun modo, mi chiedo, posso io arrogarmi il diritto di nascondere? Secondo me si, poi se non ti fidi, gira pagina.


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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda bafman » 23/07/2014, 6:17

messa così però equivale un po` a decidere di partecipare alla lettura del portfolio per poi obbligare chi dissente a girare pagina.

con ciò non sto entrando nel merito della foto nè del giudizio, non conoscendo la prima nè lo spessore dell`osservatore (in un mondo fotoamatoriale in cui "Gursky lo so fare pure io" ci si può aspettare un commento illuminante tanto quanto uno da regoletta del menga).
però.........
effegi61 ha scritto:Io proprio questo volevo veicolare
...eh... boh?



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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda DanieleLucarelli » 23/07/2014, 7:01

Secondo me è il problema di tante fotografie. Sono a senso unico estremamente assertive e praticamente foto pubblicitarie dove il messaggio da veicolare è uno e uno soltanto, dove si deve solo guardare il prodotto da comprare.

Credo che spesso questo nasca dal fatto che prima si pensa al messaggio e con quello in testa si cerca l'immagine, forse le foto andrebbero fatte più con gli occhi e meno con la testa.
Un altro aspetto potrebbe essere anche la semplicità di gestione della composizione di una foto a senso unico, un solo aspetto da tenere in considerazione e tutto il resto o sfocato o nero o bianco.



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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda marcotre » 23/07/2014, 8:53

Ciao effegi61
Adesso pero' sono curioso di vedere la foto in questione. :)



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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda isos1977 » 23/07/2014, 9:48

Anch'io sarei curioso di vederla :)

riguardo al commento che ti hanno fatto. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, penso sia già un risultato poter dire di aver ottenuto esattamente la foto che avevi in mente... in questo caso, però, il tuo messaggio sembra non essere arrivato... in un caso specifico, parlando di una sola foto, è difficile dire dov'è il problema... chi fa letture di portafoglio (anche ammettendo che sia bravissimo) avrà dei suoi gusti e una sua soggettività... però, leggendo il tuo post, non ho capito però quale voleva essere il tuo messaggio... hai deciso tutti gli elementi compositivi, ma agli altri cosa volevi comunicare?

Secondo me, se si vuole condividere con altri le proprie fotografie (o anche semplicemente ricevere un parere durante una lettura di portafoglio) è necessario mettere in conto che il proprio linguaggio fotografico sia comprensibile. Uno ha totale libertà di fotografare come e cosa crede, ovviamente, ma se si cerca la relazione con altri, questa libertà ha i paletti della "grammatica" del linguaggio...

DanieleLucarelli ha scritto:Credo che spesso questo nasca dal fatto che prima si pensa al messaggio e con quello in testa si cerca l'immagine, forse le foto andrebbero fatte più con gli occhi e meno con la testa.


Ecco, per me è esattamente il contrario :) a parte discorsi più generali sulla relazione tra fotografia e comunicazione... in questo caso, nel primo post di effegi leggo solo indicazioni compositive... come se avesse pensato più all'immagine che al messaggio...


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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda DanieleLucarelli » 23/07/2014, 10:31

La scelta di forzare pesantemente il piano di fuoco per costringere a guardare solo i sassi è un messaggio fatto con la testa e non con gli occhi.
Un'immagine del genere sarà, per l'osservatore, estremamente "opaca"* ed appunto si sentirà obbligato dentro i suoi schemi.

Poi se uno è in grado, in questo modo, di rappresentare la vita, il modo attuale, se stesso e gli altri avrà comunque realizzato un capolavoro altrimenti avrà una foto chiusa in se stessa e che dirà poco.

*
Opaca come la intende Silverprint



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Re: La fotografia non deve essere una camicia di forza

Messaggioda isos1977 » 23/07/2014, 11:17

DanieleLucarelli ha scritto:La scelta di forzare pesantemente il piano di fuoco per costringere a guardare solo i sassi è un messaggio fatto con la testa e non con gli occhi.
Un'immagine del genere sarà, per l'osservatore, estremamente "opaca"* ed appunto si sentirà obbligato dentro i suoi schemi.


Boh... senza vedere la foto è difficile fare considerazioni... ma la scelta di costringere a guardare una fila di sassi (a parole, bisognerebbe vedere la foto) è solo una scelta compositiva, che può essere usata per veicolare un messaggio... ma non è automaticamente un messaggio....

in linea di principio, se uno decide di fare una foto "opaca", lascia più margini all'interpretazione da parte dell'osservatore... ma in questo caso, tutto dipende dall'elemento su cui si "costringe" l'osservatore... se la fila di sassi riesce a veicolare un messaggio, la foto funziona... se è solo un esercizio estetico di composizione... rischia di non comunicare niente

La funzione dello sfuocato è proprio quella di concentrare l'attenzione sui particolare a fuoco... ma se quello che è a fuoco non attira l'osservatore, allora l'occhio va a cercare altro, non trovandolo, crea nell'osservatore disagio

comunque, senza vedere di cosa parliamo... si rischia un po' di parlare dei massimi sistemi :)

:-h


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