Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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RagazzoElfo
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da RagazzoElfo »

condizioni ambientali sono difficili: sbalzi di temperatura ed umidità
In merito agli sbalzi di umidità io avrei una domanda. Conservo i negativi sviluppati in una cassapanca insieme a tutte le carte, per diminuire l'umidità tengo dentro alla suddetta cassapanca un barattolo aperto con del gel di silice. Adesso però mi viene il dubbio: per la conservazione delle pellicole è più dannosa l'umidità costante (se non c'è la silica gel ad assorbirla) o gli sbalzi di umidità a cui inevitabilmente sottopongo i negativi quando li tiro fuori per visionarli e stamparli? Non so se sono stato sufficientemente chiaro e se c'è una risposta al mio dubbio.

un'altro dubbio:
che in commercio ci sono porta-negativi NON adatti che sono un fattore di rischio non trascurabile
a quali ti riferisci? leggendo da qualche parte mi era sembrato di capire che quelli in pergamino 'un po' plastificato' (quelli della kaiser o panodia xtal rientrano in questa categoria??) non siano adatti, a differenza di quelli in polipropilene

PS: se sono troppo OOT ed è necssario aprire un altra discussione lo faccio


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Nadir.76
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da Nadir.76 »

RagazzoElfo ha scritto:
condizioni ambientali sono difficili: sbalzi di temperatura ed umidità
In merito agli sbalzi di umidità io avrei una domanda. Conservo i negativi sviluppati in una cassapanca insieme a tutte le carte, per diminuire l'umidità tengo dentro alla suddetta cassapanca un barattolo aperto con del gel di silice. Adesso però mi viene il dubbio: per la conservazione delle pellicole è più dannosa l'umidità costante (se non c'è la silica gel ad assorbirla) o gli sbalzi di umidità a cui inevitabilmente sottopongo i negativi quando li tiro fuori per visionarli e stamparli? Non so se sono stato sufficientemente chiaro e se c'è una risposta al mio dubbio.
Questa questione, con riguardo in particolare alle carte (i negativi li tengo in casa, nei relativi raccoglitori), interessa anche al sottoscritto ... anche a me, infatti, era venuta l'idea di conservare le carte in uno scatolone di plastica grande (IKEA) chiuso ermeticamente con dentro del silica gel per eliminare l'eventuale umidità.

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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da Silverprint »

In effetti siamo OT, sarebbe meglio tagliare gli ultimi post e farci un topic nuovo...
(non lo so fare, serve il capo... Admin! :ympray: )

Comunque, in breve: possono andare bene sia i pergamini che alcune materie plastiche (PET, Mylar). Nei pergamini conta molto la materia prima (la cellulosa è acida e non adatta, ma può essere trattata) e l'eventuale presenza di sbiancanti ed altri additivi. Alcune plastiche non sono adatte (PVC), così come è rischiosa la presenza di piombo (non solo per i negativi...), di alcuni agenti di scorimento ("lubrificanti" usati nella lavorazione) ed altre sostanze accessorie. Purtroppo spesso non sono disponibili informazioni adeguate, ma per fortuna esistono prodotti certificati.
Riguardo le condizioni ambientali un eccesso di umidità è dannoso, perché possono formarsi funghi e muffe (la gelatina è organica e appetitosa), come è dannoso un eccesso di secchezza che a lungo andare può pregiudicare la necessaria elasticità della gelatina. Gli sbalzi di temperatura possono provocare condensa, ovviamente assai pericolosa se non altro perché i negativi si possono appiccicare ai porta-negativi, oltre a creare le condizioni per cui si sviluppino muffe e funghi.
Personalmente non terrei i materiali sensibili ed i negativi vicino al gel di silice perché potrebbe essere un ambiente troppo secco. Le condizioni di un normale appartamento abitato non sono critiche.

@Nadir... non serve tanta secchezza. È più importante tenerle al fresco o meglio al freddo. Se in frigo o congelatore bisogna chiaramente tenerle sigillate per evitare la formazione di condensa quando vengono tolte da li, ricordandosi di non aprirle finché non siano a temperatura ambiente.
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da chromemax »

Spero di non essere troppo indelicato indicando un altro forum, ma è una lettura interessante:
(post dell'utente Candidus)
http://www.fotoavventure.it/htdocs/modu ... mpost13809

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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da Silverprint »

A me quello di Candidus pare un ottimo intervento. Efficace, realistico e chiaro. ;)
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da paolob74 »

Sviluppato primo rullo con studional a 6 minuti e jobo...

Punto massimo di annerimento 1.10....

Secondo rullino faccio 6,5 min?

Il negativo è identico.

Ma quante ne sapete?

^:)^

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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da Silverprint »

E si alza un po', però dipende da dov'è questo punto! :))
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da bafman »

paolob74 ha scritto:Punto massimo di annerimento 1.10....
....ehm... ho la vaga sensazione di trovarmi di fronte a un nuovo concetto... se anche mi rimandate ad altro topic con uno spiegone ve ne sarò grato :)

---
mi inserisco comunque nel topic per un parere su una pellicola messa a mollo giorni fa
(partendo dall`assunto delle mie limitate capacità di valutare un negativo, alle prese con i primi sviluppi dopo quelli fatti per gioco vent`anni fa)

Tri-X @400asa
Rodinal 1:50 - 22gradi - 11m:15 - 30sec. + 2 agitazioni lente ogni minuto - stop 1m - fix 8min eccetera

Immagine
crop (senza alcuno sharpening, da Proscan):
Immagine

consulenza in pillole:
è un risultato soddisfacente, o dalla combinazione descritta si poteva ottenere di più?
leggerò con piacere i vostri commenti su eventuali difetti, svarioni o incongruenze ;)
(...a prescindere dalla foto che resta comunque un capolavoro :)) )

nota: il negativo mi è sembrato ben scansionabile, quanto vedete è sostanzialmente frutto di una correzione di gamma 2.2 e un`ulteriore stiracchiata ai livelli per tirare su le alte luci, che erano ben lontane dal limite.
ecco, per esempio, le 3 agitazioni anzichè 2 l`avrebbero vivacizzato il giusto?

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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da Silverprint »

Ciao Bafman!

Prima cosa...

Avvertenza importante! La scansione e la stampa danno risultati molto diversi!

Poi in breve (si fa per dire... :)) )...

I numeri misteriosi sono una misura della densità. La densità misura l'annerimento di un materiale sensibile dopo lo sviluppo (tecnicamente il numero è il logaritmo dell'inverso della trasparenza).

Quando l'annerimento (densità) viene messo in relazione a livelli di esposizione noti è possibile avere una misura del grado di sviluppo di un negativo, ovvero del contrasto raggiunto e della sua sensibilità effettiva. Si usa tracciare un grafico che mette in relazione esposizione e densità (per un dato rivelatore in un dato tempo) detto curva caratteristica.

Riguardo il tuo negativo...

Con quel tempo di sviluppo in Rodinal 1+50 la Tri-x viene molto contrastata in una stampa analogica. Il fatto che non lo sia risultata quando scansionata dipende dalla diversità che c'è tra la scansione e la stampa. La grana non è da Rodinal, ma quello che vediamo è la scansione, sulla stampa apparirebbe decisamente più netta (sempre che non si sia rovinata per qualche altro motivo, per es fissaggio e lavaggio troppo prolungati).
Aumentare le agitazioni aumenta il contrasto (con le tue parole, vivacizza), ma sopratutto per i toni chiarissimi (le densità più elevate). Per intervenire sul contrasto in maniera più decisa e regolarlo alla bisogna (ovvero fare un negativo adatto alle condizioni di luce ed alla tecnica di stampa) si usa variare il tempo di sviluppo, mentre variare l'agitazione si usa per avere un controllo fine delle altissime luci.

In pillole...

Un negativo adatto alla stampa analogica quando scansionato da risultati molto morbidi e con ombre fin troppo aperte. Questo non significa che un negativo adatto alla stampa non sia adatto alla scansione, significa solo che dopo la scansione va corretto (meglio in parte farlo prima regolando sull'anteprima il punto di nero e di bianco e tenendosi appena larghi).
Viceversa invece un negativo che venga bene in scansione NON è affatto detto che dia buoni risultati in stampa.

Ps. La foto una bella stampa analogica la meriterebbe! ;)

Pps. So che le risposte "brevi" possono risultare indigeste... se ci sono domande non esitate! :)
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Re: Tri X 400 Kodak (Come la sviluppo)

Messaggio da bafman »

oh non si batte mica la fiacca qui... grazie Andrea :)
controcommenti in pillole:
Silverprint ha scritto:La densità misura l'annerimento di un materiale sensibile dopo lo sviluppo
(...) Quando l'annerimento (densità) viene messo in relazione a livelli di esposizione noti è possibile avere una misura del grado di sviluppo di un negativo, ovvero del contrasto raggiunto e della sua sensibilità effettiva. Si usa tracciare un grafico che mette in relazione esposizione e densità (per un dato rivelatore in un dato tempo) detto curva caratteristica.
OK. fai riferimento alle curve con piede e spalla ecc. ...approfondirei volentieri sopratutto se capire poi il riscontro pratico e come trarne vantaggio.
Al momento se leggo "punto max di annerimento 1.10" (il post dell`altro utente) non so trarre alcuna conclusione, non conoscendo i valori consueti e i "fondoscala". Sei al corrente di tutorial o pubblicazioni in rete (anche in inglese)?

Silverprint ha scritto:Con quel tempo di sviluppo in Rodinal 1+50 la Tri-x viene molto contrastata in una stampa analogica
avessi visto quella precedente, dove mi sono ritrovato a oltre 25 gradi un bagno partito a 22... l`ho interrotto dopo 9 minuti e rotti "a sentimento"... ancora poco e ne avrei fatto belle ombre cinesi :))
Silverprint ha scritto:La grana non è da Rodinal, ma quello che vediamo è la scansione, sulla stampa apparirebbe decisamente più netta (sempre che non si sia rovinata per qualche altro motivo, per es fissaggio e lavaggio troppo prolungati)
1. grana: mi metti la curiosità di provare a fare più passaggi con il Proscan... ma penso che otterrei l`effetto contrario, dovrebbe aiutare nelle ombre ma temo possa solo peggiorare il microcontrasto.
semmai potrebbe essere un leggerissimo fuorifuoco e come tale irrisolvibile (il fuoco non è modificabile sul proscan)

2. ecco, questa che fissaggio e lavaggio prolungati potessero "rovinare" la grana non la sapevo.
- fissaggio in Agfa Ag-fix 1+5 ormai al settimo rullino, ed essendo una tri-x allungando a 8 minuti (agitazione 30s iniziali e tre inversioni al minuto)
- lavaggio "Ilford" 5+10+20+20, più due minuti "quasi statici" con acqua distillata e una goccia di brillantante per lavastoviglie
mi sembra onesto... ma smentitemi pure
Silverprint ha scritto:Aumentare le agitazioni aumenta il contrasto (con le tue parole, vivacizza), ma sopratutto per i toni chiarissimi (le densità più elevate
...ovvero minimizzando l`effetto compensatore perchè porta altro bagno "fresco" sulle aree già annerite, dico bene?

In effetti forse con questa esposizione (ammesso non sia semplicemente un po` sottoesposta) avrei tratto giovamento allora da tre inversioni al minuto anzichè due, visto che l`istogramma a dx si teneva inizialmente ben lontano dal 255...
(o magari da agitazioni ogni 30s ...ma non ho la sensibilità per stimarlo)

;)

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